AMSTERDAM

VISITARE AMSTERDAM : INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

 

"Le strade di Amsterdam sono belle, pulite, larghe. Vi sono ampi canali con filari di alberi. nelle grandi strade della città, le barche arrivano davanti alle case. Preferisco Amsterdam a Venezia: poiché ad Amsterdam, si può avere l'acqua senza essere privati della terra. Le case sono linde all'interno, ed armoniose all'esterno, simili; le strade, diritte, larghe; tutto questa fa di Amsterdam una delle più belle città del mondo." Montesquieu

 

Quando camminerete per la prima volta nelle strade di  Amsterdam pensate solo per un attimo che questa è la città delle palafitte, poiché è completamente posata su di esse. Una città non dovrebbe nemmeno esistere. Il sito in cui sorge fu strappato infatti a un pantano, asciugato e forgiato con tenacia e pazienza nel corso di secoli così come lo vediamo oggi. La capitale dell'Olanda (anche se il governo e la corte risiedono a L'Aia) nacque quando, verso il 1200, nel punto in cui oggi si trova Piazza Dam, si raccolse una comunità di pescatori chiamata Aemstelredamme, nome che significa, "Diga sul fiume Amstel".

Settantacinque anni dopo, il 27 Ottobre 1275, la città nacque ufficialmente quando il conte d'Olanda esonerò i suoi abitanti dal pagare il pedaggio per il passaggio ai ponti e alle chiuse olandesi. In quel evento le premesse del prospero futuro commerciale della città.

Pescatori certo, e marinai. Amsterdam è stata, dopo di allora, da sempre, un grande porto. Agli inizi degli anni '60 del secolo scorso, divenne il "Porto Magico" d'Europa, quando esplose il movimento degli hippy, i figli dei fiori, dalle folti chiome, che dormivano nei sacchi a pelo nel Vondelpark e sperimentavano un nuovo concetto di libertà e disinibizione sociale. Questa sua storia, complessa e intrigante, la rende un luogo aperto alle influenze esterne e alle contaminazioni etniche, politiche, religiose e di costume. Nel corso del tempo si è fatta la reputazione di città più anticonvenzionale d'Europa. Sarà vero? Giudicatelo voi. Tante le caratteristiche uniche e distintive di questa città: i canali, le biciclette, la tolleranza, Rembrandt e Spinoza, Anna Frank, Piazza Dam, il Rijksmuseum e il Museo Van Gogh, solo per citarne alcune per una sintesi quasi impossibile.

 

I Canali di Amsterdam, sono più di 100, attraversati da 600 ponti in pietra, che uniscono più di 90 isole, e fiancheggiati da case sottili, coronate da timpani e pinnacoli, nessuno uguale all'altro. La vita quotidiana si svolge dietro le grandi finestre di queste case a pelo d'acqua, abitazioni private, uffici, ristoranti, alberghi. I bambini a scuola imparano quante palafitte ci sono volute per costruire il palazzo reale: furono 13659, un numero che non scorderanno più. Lungo il Singel, uno dei quattro canali principali, in origine il fossato di difesa della città nel periodo medievale, ci sono le houseboat, i barconi, le case ricavate dai battelli ancorate sul canale, coperte di viole del pensiero e di biancheria stesa al vento ad asciugare. 

 

Come vedete dalla foto a destra i canali in tanti casi si ghiacciano e diventano delle piste di pattinaggio. Tutto questo aumenta la suggestione di questa città fantastica. 

Un'altra cosa che colpisce chi non è mai stato da queste parti sono le case lunghe e strette. Rispetto alle stanze a cui siamo abituati in Italia, le stanze delle case del centro sono davvero molto lunghe e poco larghe. La casa più sottile di Amsterdam si trova al numero 7 del Singel, larga appena la dimensione di una finestra. La ragione di queste "ristrettezze" risale al sistema fiscale in Il Barcone dei gattivigore nel '600, quando le tasse sugli immobili venivano calcolate in base alla larghezza delle case, trascurandone l'altezza. L'alta densità della popolazione è l'altro motivo della forma allungata e stretta delle case olandesi. Una curiosità: sul Singel ancora oggi c'è  un barcone dove vivono solo gatti (il De Poezenboot), sono arrivati a essere oltre 150. Il miagolio che rimbalza sull'acqua, all'ora della "pappa" deve essere solo immaginabile. Sempre sul Singel si possono vedere ancora oggi, a pelo d'acqua, le finestre sbarrate della cella di una prigione costruita dentro un ponte (è uno dei ponti sotto il quale si passa durante la gita dei canali in battello, fatevelo indicare).

 

Al numero 140-142, abitava Banning Cocq, protagonista del capolavoro di Rembradt La Ronda di Notte, allora simpaticamente noto come "l'uomo più stupido di Amsterdam". Ora forse sarete Eduard Douwes-Dekker - Alias Multatutiancora più curiosi di vedere quest'opera al Rijksmuseum, chissà che faccia ha un uomo considerato così stupido... Ubicato a ridosso del Singel trovate un museo che ripercorre la vita della scrittore Eduard Douwes-Dekker. Nato nel 1820 e morto nel 1887 era conosciuto come Multatuli ed è celebre la sua massima "la missione dell'uomo è di essere umano". Prendendo spunto dai suoi lavori letterari il museo, che ha sede nella casa natale dello scrittore, racconta le vicende personali e professionali dell'artista. Multatuli divenne famoso soprattutto per il romanzo satirico Max Havelaar (1860), in cui denunciava gli aspetti più crudeli del colonialismo olandese verso la popolazione indigena.

 

Quasi cinquanta anni fa, Jacques Brel condensava in una delle sue canzoni più famose, Amsterdam, il mito della capitale olandese così com'era vissuto a quel tempo. La città e le bettole del porto dove tutto puzzava di pesce, un puzzo che si insinuava nei vestiti e perfino nelle patate fritte;  i marinai che si ammazzavano a forza di bere birra, e poi uscivano barcollanti a urinare guardando le stelle; le prostitute che facevano bere i marinai per portarseli a letto e racimolare soldi,  fino a restare gravide di bambini che sarebbero divenuti marinai a loro volta, e avrebbero a loro volta bevuto nel porto di Amsterdam e pianto senza saperne davvero il perché . Tutto è cambiato ma in fondo niente cambia in una città del genere. Oggi questo non è più il porto delle nebbie e il mito è cambiato. L'odore delle patate fritte è rimasto e sono rimaste le prostitute, ma oramai incarnano un altro mito, anch'esso per fortuna già logoro, retrocesso quasi a luogo comune, quello delle ragazze in vetrina. L'odore più forte di tutti, almeno nell'immaginario giovanile, è quello del fumo, quel sentore di hashish legale. Ma anche in questo caso le cose sono parecchio cambiate. Ad Albert Camus, i canali concentrici di Amsterdam ricordavano i gironi dell'inferno. Anche se Camus amava questa città e la considerava un luogo bellissimo, dove perdersi e riflettere.

 

Vita notturna ad AmsterdamRipensandoci adesso, queste storie, queste persone rappresentano le facce diverse di un'unica eredità che questa città si porta dietro da secoli: quella della tolleranza, senza se e senza ma. Nel Seicento, quando questa era una delle capitali del mondo, la tolleranza ad Amsterdam voleva dire ad esempio una comunità ebraica capace di produrre personaggi del calibro di Rembrandt e Spinoza, mentre nello stesso periodo altrove gli ebrei erano confinati nei ghetti. Tolleranza era la presenza di un'editoria che stampava tutto quello che altrove era proibito, al punto che le opere più controverse pubblicate a Parigi portavano sul frontespizio, per prudenza, un falso indirizzo di Amsterdam.

Certo, anche quella tolleranza aveva un limite: le chiese cattoliche erano clandestine, anche se ce n'era una, e lo sapevano tutti, perfino nell'austero recinto del beghinaggio. Ma in un paese che per quasi cent'anni gli imperi cattolici avevano cercato di annientare col ferro e col fuoco, quella era pura e semplice prudenza, una qualità di cui i mercanti olandesi, a giudicare dai loro ritratti, dovevano essere ampiamente forniti. E proprio i ritratti seicenteschi che affollano il Rijksmuseum incarnano l'altra anima storica di Amsterdam. Quella di un capitalismo repubblicano al tempo stesso individualista e comunitario, dove gli enormi profitti erano anche reinvestiti nel benessere collettivo, dove non c'era un ricco imprenditore che non facesse parte di un comitato di assistenza ai bisognosi o di ordine pubblico. E pazienza se quei profitti nascevano dallo sfruttamento di un impero coloniale nelle Indie Occidentali, l'impero del caffè, del cacao e della gomma, che avrebbe poi vegetato fino a quando i giapponesi non lo avrebbero seppellito a cannonate nel 1941. Di questo passato restano una moltitudine di ristoranti indonesiani e qualche strepitoso calciatore.

Al 263 del canale Prinsengracht c'è la Casa di Anna Frank, un luogo ormai meta del pellegrinaggio di più di un milione di persone ogni anno. Fuori dalla casa si trova anche la sua statua, opera di  Mari Amdriessen del 1977. Chi ha letto il Diario nella sua versione integrale saAnna Frank che Anna non era una bambina come ci avevano fatto credere, ma una ragazzina vivace e intelligente che sapeva già fare i conti con il proprio corpo e con il normale desiderio che si scopre nell'adolescenza. E' bello sapere che è stato così, nonostante tutto l'orrore ed è comprensibile che il padre, il vecchio Otto Frank, l'unico della famiglia che uscì vivo dalla prigionia nazista, abbia creduto di difendere la sua Anna occultando questo aspetto della vita della ragazzina: la sensibilità è davvero cambiata da allora. Proprio dietro la casa, nella piazzetta della Westermarkt, un monumento semplicissimo ricorda gli omosessuali sterminati dai nazisti: tre lastre triangolari di granito rosa, come i triangoli rosa che erano il loro contrassegno infamante nei lager. Insieme, la casa e la piazzetta sono uno dei punti alti della memoria europea, e li dobbiamo a una città dove la tolleranza, al contrario di quello che si potrebbe credere superficialmente, non ha mai significato l'annullamento delle differenze e la rinuncia al giudizio morale. Westerkerk AmsterdamAl numero 6 dei Westermaekt c'è anche la casa che fu del grande filosofo del "Cogito ergo sum" René Descartes, ovvero Cartesio. Probabilmente quando Anna Frank guardava dalla sua finestra fissava spesso la Westerkerk, la grande chiesa con il suo campanile inconfondibile, alto 85 metri. In una nota dell'8 Ottobre 1669 del registro della chiesa si trova la dichiarazione di morte di Rembrandt, morto in miseria. Fu sepolto qui, ma nessuno sa esattamente in che punto. Non si poteva nemmeno permettere una lapide col suo nome. Anche il figlio del grande pittore, Titus, fu sepolto lì. Dalla strada si può notare che nella torre campanaria della Westerkerk sono visibili tre "X", colorate di rosso, blu e oro. Fanno riferimento alla corona che Massimiliano d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, donò alla città nel 1489 in segno delle cure mediche ricevute durante una visita. In breve la tripla X diventò uno dei simboli della città.

Se avete sognato almeno una volta di vivere in una barca sul fiume, potete avere un'idea di cosa significa, sempre a Prisengraght, al numero 296, dove si trova il museo delle case galleggianti, la Woonbootmuseum, ospitato proprio in una una di esse.

Herengracht - AmsterdamUn'altro dei principali canali di Amsterdam, lo Herengracht, fu il primo scavato nel periodo d'oro della città e dell'intero paese, il '600, ed attirò tra le sponde i mercanti più ricchi. Per questo nel suo tratto meridionale sorgono le case più imponenti di Amsterdam. Il Museo Willet-Holthuysen, un classico esempio di palazzo signorile del XVII secolo, ospita una collezione di mobili, porcellane, argenterie e libri di quel periodo. Si trova qui anche la residenza ufficiale del sindaco della città, al numero 502.  Anche il tratto meridionale della Keizersgraght, legato anch'esso al nome dell'Imperatore Massimiliano D'Asburgo, è abbellito da edifici ugualmente sontuosi risalenti anche questi al periodo d'oro. Ne sono un esempio il Museo van Loon e il Kattenkabinet. Il primo ospita come il precedente una collezione di arredi olandesi del XVII secolo. Il Kattenkabinet, il Museo del Gatto, si vanta invece di essere l'unico del suo genere in tutto il mondo: dipinti, statue, manifesti e oggetti grotteschi dedicati ai felini riempiono le sale spaziose, sorvegliate da mici che trascorrono il tempo, giocando, oziando e facendo le fusa ai visitatori.

Amsterdam è la città più popolosa del paese con oltre 730 mila abitanti. Le "ristrettezze" delle case a cui si è accennato prima sono dovute anche al fatto che la densità di popolazione della città, e di tutta l'Olanda, è tra le più alte al mondo. In sintesi, ci sono molte persone e poco territorio. In ogni caso la città è un grande centro finanziario, un notevole polo industriale ed è anche la città delle biciclette, che sono oltre 550.000. Tradizionale fin dal 1660 è la lavorazione dei diamanti, cosa che ha sempre messo Amsterdam in competizione con Anversa. Fondamentali sono anche le attività legate al porto, il secondo del paese dopo Rotterdam, un infinito via vai di imbarcazioni di tutte le dimensioni e i colori.  Il Noordzeekanaal, uno dei 1600 canali della città, esistente fin dal 1600, fa inoltre della città un importante sbocco delle merci provenienti dalla Ruhr e dalla Francia Orientale. Insieme a Roma, Londra, Parigi, Praga, Madrid e poche altre è una delle città simbolo dell'Europa, ricca di storia, di cultura, moderna e sempre in trasformazione.

Nel cuore di Amsterdam troverete migliaia di bellissimi palazzi costruiti nella sua epoca d'oro (tra il 1580 e il 1700 quando la città si arricchì enormemente grazie al commercio della seta, delle spezie e degli schiavi). Il suo centro storico è il più esteso d'Europa. Passato e futuro si fondono in modo armonioso.

L'impianto urbanistico cittadino conserva ancora i caratteri del progetto urbanistico di ampliamento della  città risalente al 1612.

 

A'dam (il termine abbreviato usato dagli olandesi) in fondo è una città relativamente piccola che si può visitare grosso modo in un week-end, ma d'altra parte si riesce a coglierne il fascino solo soggiornandovi per alcuni mesi e scoprendo a poco a poco i segreti che la città nascondere al turismo di massa.

In bici ad AmsterdamAmsterdam è giovane, spumeggiante, molto cool. Prendete lo "storico" Jordaan, ad esempio: una volta era il quartiere operaio, oggi è pieno di atelier, ristoranti creativi, bar alla moda. Oppure prendete l'isola KNSM: situata nell'area portuale abbandonata, è stata trasformata in una zona residenziale presa d'assalto da designer, architetti, artisti, intellettuali. O ancora Westerpark e Westergasfabriek, un complesso di ex fabbriche edificate nel 1885 trasformato in un centro culturale con tanto di ristorante e club e il Café West Pacific che organizza concerti ed eventi artistici.

La città delle bici. Nessuna città come Amsterdam può vantare di essere la capitale mondiale delle bici. Le piste ciclabili sono comparse qui circa 50 anni prima rispetto alle altre città europee.  La bici è il mezzo ideale per spostarsi da qualsiasi parte, spesso anche il più veloce. Negli anni '60 del secolo scorso, il movimento chiamato dei Provos esaltò i benefici ecologici e logistici di questo mezzo di locomozione mettendo a disposizione di tutti centinaia di bici bianche da usare e lasciare sul posto. Fin dal 2005 è disponibile una speciale cartina, a cura del comune di Amsterdam, per l'utilizzo delle bici in città e nei dintorni. I luoghi accessibili e percorribili in sicurezza e velocità sono indicati in verde. I luoghi un po' meno sicuri sono indicati in rosa. Nella capitale circolano almeno 600.000 biciclette e sono oltre 400 i km di piste ciclabili.  Una considerazione: i canali non vanno molto d'accordo con le biciclette, pensate che ogni anno ne vengono ripescate dai canali 10.000, unitamente a 50 cadaveri.

 

I canali non vanno d'accordo nemmeno con le automobili, ogni hanno diverse macchine ci finiscono dentro, tanto che esiste una sezione della polizia della città, deputata al ripescaggio chiamata Grachtenvissers, letteralmente pescatori dei canali.

Nella foto a lato si vedono le celebrazioni del 30 aprile festa nazionale, il Koninginnedag, Festa della Regina, nata per festeggiare il compleanno della regina Juliana, madre dell'attuale regina Beatrice. I festeggiamenti iniziano la sera del 29 e vanno avanti per due giorni a suon di party sfrenati. Eventi improvvisati avvengono per strada, sui ponti e lungo i canali, con decine e decine di barche piene di ragazzi che ballano a ogni ora del giorno e della notte, tutti rigorosamente in arancione, il colore nazionale. Una buona idea per chi non avesse ancora deciso cosa fare per il ponte del primo maggio è andare a questa festa, magari prenotando uno dei numerosi voli economici per Amsterdam.

Amsterdam come abbiamo detto è una città molto tollerante (le coppie omosessuali possono sposarsi, la prostituzione è regolamentata, le droghe leggere sono legalizzate) e cosmopolita (sono rappresentate almeno 145 nazionalità). Il risultato di questo intreccio multirazziale e multi religioso si traduce in una attività culturale ricchissima, con manifestazioni di ogni genere, durante tutto il corso dell'anno, e con la presenza di oltre 50 musei, alcuni di livello e fama mondiale. Lo standard di vita è alto, l'aria respirabile, il traffico sotto controllo.

Amsterdam è una città molto organizzata è non avrete problemi a raggiungerla. Il centro, diviso dai canali, grazie alla sua compattezza è semplice e piacevole da esplorare. Per le zone un po' più distanti i mezzi pubblici funzionano molto bene, potete anche affittare una bicicletta e non avrete bisogna della macchina. In qualsiasi stagione decidiate di andare troverete sempre una ampia scelta di cose da fare. La città è invasa dal turismo, quindi vi consigliamo di prenotare le vostre sistemazioni con un certo anticipo (visitate  le nostre pagine dedicate a OSTELLI e Hotel per tutte le offerte).

Dove dormire ad Amsterdam? Beh, come potrete verificare nelle nostre pagine dedicate ad Hotel e Ostelli a d Amsterdam ci sono centinaia di possibilità per tutti i gusti e per tutte le tasche. Una sola citazione tra i decani tra tutti gli Ostelli della città è il famosissimo The Flying Pig, "Il Maiale Volante", più volte premiato tra i migliori Ostelli del mondo. Se volete prenotare andate nel link qui a fianco: Flying Pig

Per altre informazioni vedere anche la bella guida di Amsterdam sul sito Olanda.cc

Ringraziandovi per il vostro continuo supporto, Informagiovani Italia vi augura Buona Amsterdam!

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