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L'Aquila è la città capoluogo dell'Abruzzo con circa 67.000 abitanti (CAP 67100, TEL. 0862). Si trova in una conca dell'Appennino abruzzese, sul fiume Aterno. Particolarmente importante è l'agricoltura (cereali, ortaggi, zafferano e vino) supportata anche da industrie alimentari. Tipico l'artigianato (ceramiche e merletti).

CENNI STORICI
La fondazione della città fu programmata dall'imperatore Federico Il di Svevia intorno al 1245, ma certamente il maggiore impulso costruttivo si ebbe sotto il regno di Corrado IV che nel 1253, un anno prima della sua morte, la realizzò quasi completamente. Gli esecutori dei programma federiciano furono gli abitanti dei castelli della conca aquilana, 99 secondo la tradizione, che vollero confederarsi in un unico grande centro. La città ebbe una organizzazione autonoma, con un podestà ed un consiglio, ed assunse una tale importanza politico militare che il pontefice Alessandro IV, nel 1257 trasferì l'antica sede vescovile di Forcona a L'Aquila, edificando la chiesa dei S.S. Massimo e Giorgio (futura cattedrale). In quegl'anni era già in atto la contesa tra il papato ed il nuovo re svevo Manfredi, e la città rimasta fedele alla chiesa pagò duramente: nel 1259 infatti Manfredi dopo aver riconquistato la parte meridionale dei regno assediò e distrusse L'Aquila che rimase abbandonata per sette anni fino al 1266. Fu questo l'anno in cui Carlo II d'Angiò impossessatosi dei regno di Sicilia dette inizio alla ricostruzione della città, e nel 1 272 per opera dei Capitano Lucchesino, si ricominciò l'edificazione delle mura cittadine e si divise la città in quattro quartieri o quarti. In questo periodo viene costruita la basilica di S. Maria di Collemaggio dove nel 1 294 venne incoronato Papa Pietro da Morrone, con il nome di Celestino V, alla presenza di Carlo I I d'Angiò. Con l'avvicendarsi degli Aragonesi agli Angioini per il possesso dei regno di Napoli, la città fedele alla causa di Giovanna II d'Angio’, fu di nuovo sottoposta a durissimo assedio, durato 1 3 mesi, ad opera di Andrea Braccio Fortebraccio conte di Montone per conto di Alfonso di Aragona. La città resistette strenuamente ed alla sconfitta degli Aragonesi, la regina Giovanna Il per ringraziare L'Aquila della sua fedeltà le concesse una serie di privilegi che ne incrementarono lo sviluppo economico e sociale. Ben presto divenne la seconda città dei regno di Napoli, prosperosa negli scambi commerciali e culturali che manteneva con le più importanti città italiane ed estere. Nel XV secolo ebbe il privilegio di battere moneta; vi fu istituita l'università e nel 1482 vi fu aperta la tipografia da A. di Rottwill, discepolo del Gutemberg. Lo spirito d'indipendenza della città fu soffocato durante la lotta tra i Francesi e gli Spagnoli per il possesso dei regno di Napoli, e per punirla di aver parteggiato per Francesco 1, lo spagnolo Carlo V, ordinò a Filippo d'Orange di assediarla e distruggerla, e nel 1532 da Don Pedro di Toledo fu eretto il Castello "ad reprimendam audaciam Aquilanorum " Durante la rivolta di Masaniello 1647 la città si ribellò di nuovo agli Spagnoli e fu per questo condannata a dure repressioni economiche e sociali, che ne causarono un lento declino. Nel 1 703 uno spaventoso terremoto distrusse completamente la città, peggiorando la ripresa economica e demografica. Partecipò attivamente ai moti rivoluzionari per l'unità d'Italia, e nel 1860 divenne capoluogo di regione.

 

Di ritorno da Lione, dove il Papa aveva approvato il suo ordine dei Fratelli dello Spirito o Celestini (1274), Fra’ Pietro da Morrone, meglio conosciuto come papa Celestino V, si fermò all’Aquila per passare la notte e lì sognò la Vergine che gli ordinò di erigere una basilica sul Colle di Maggio. Neanche dieci anni dopo i suoi seguaci acquistarono il terreno e il 29 agosto 1294 il frate fu ordinato papa nella nuova Basilica di S. Maria di Collemaggio.
Per raggiungere il complesso basilicale, che sorge in posizione soprelevata circondato da un ambiente naturale suggestivo, bisogna lasciare L’Aquila da Porta Bazzano (a sud-est del centro cittadino) e imboccare la Via Collemaggio. L’edificio presenta stili diversi e viene ricordato per l’inconfondibile facciata in tasselli di pietra bianca e rosa locale, disposti a formare motivi geometrici. La parte superiore della facciata è ornata da un rosone, mentre su quella inferiore si aprono tre portali romanici (quelli minori, laterali, sono sovrastati da rosoni più piccoli che riprendono il traforo di quello centrale). Il portale centrale è affiancato da due ordini di nicchie gotiche poggianti su uno zoccolo a riquadri fioriti; gli archivolti a strombo racchiudono una lunetta affrescata. Alla facciata è addossata una bassa torre ottagonale, base del campanile abbattuto nell’800. Durante la Festa della Perdonanza dalla torre vengono mostrate ai fedeli le reliquie del Santo e viene aperta la Porta Santa, posta sulla parete sinistra della basilica. Entro la lunetta della porta un affresco riporta le immagini della Vergine e dei Santi Giovanni Battista e Pietro Celestino, figure rappresentative della ricorrenza e della basilica stessa.
 

Un recente restauro ha liberato l’interno della chiesa dalle sovrastrutture barocche, aggiunte dopo il terremoto del 1703. Le tre navate, divise da archi ogivali su pilastri ottagonali, hanno copertura a capriate lignee e pavimentazione in pietra bianca e rosa, come la facciata, cosparsa di pietre tombali di abati dell’ordine. Nella navata destra tre nicchie gotiche, aperte nella parete, racchiudono dipinti quattrocenteschi. A metà navata si trova un organo di legno intagliato e dorato del XVIII secolo, con cantoria riccamente decorata. Sull’altare di destra del transetto, che conserva l’aspetto barocco, è posta una Madonna in terracotta policroma di Silvestro dell’Aquila (XVI secolo). Nell’abside destra sono conservate le spoglie di S. Pietro Celestino. Il mausoleo rinascimentale è stato commissionato nel 1517 a Girolamo da Vicenza e custodisce l’urna d’argento (la terza: le prime due sono state trafugate dal Principe d’Orange e da Napoleone) i resti mortali del santo. Alla vita di Pietro da Morrone sono dedicate le tele del pittore fiammingo Carlo Ruther (XVII secolo) alle pareti della basilica.
Del monastero della basilica si può visitare il chiostro porticato con fontana centrale e il refettorio.

Capoluogo di regione, L’Aquila conserva e propone la testimonianza del suo tessuto storico nelle opere d’arte. Tra i monumenti religiosi numerose sono le chiese, mentre il Castello, i palazzi rinascimentali e quelli del periodo barocco, rappresentano l’architettura civile, cui si armonizzano le piazze, e le fontane.
Il Castello fu edificato sui resti di una piccola fortezza nel 1529 per volere del vicerè Pedro di Toledo. Fu affidato il lavoro a Pier Luigi Scrivà, ultimato solo nel 1533. Perfettamente conservato con le sue torri angolari, il fossato, lo stemmma all’ingresso, il Castello è oggi sede del Museo Nazionale D’Abruzzo suddiviso nelle varie sezioni (paleontologia, archeologia, medievale, rinascimentale, barocca, oreficeria, ceramica, arte moderna e contemporanea).
Numerosi sono i palazzi dislocati lungo le vie del centro storico: dal Palazzo Franchi Cappelli, attribuito a Francesco Fontana, al Palazzo Carli, Casa Vicentini, palazzo Quinzi, palazzo Dragonetti, palazzo di Margherita d’Austria, palazzo Centi, palazzo Camponeschi, databili intorno al XVI-XVII sec.

Numerose sono le fontane che adornano le piazze della città ma per importanza spiccala Fontana delle 99 cannelle così chiamata per la presenza di 99 maschere dalle quali sgorga l’acqua, a ricordo dei 99 castelli che edificarono la città. Famosaè anche la moderna fontana luminosa.
Tra gli edifici religiosi, numerose sono le chiese che testimoniano una notevoe valenza storico artistica della città: il Duomo, dedicato a S. Massimo, fu edificato nel XIII secolo, con facciata neoclassicadisegnata da Giovanni battista Benedetti; la chiesa del suffragio di Lorenzo bucci da Pescocostanzo in stile borromiano, con tele di Teofilo patini, S. Bernardino datata al XV secolo, con interno barocco a croce latina atre navate con cappelle lateralie numerose tele del XVI-XVII secolo; S. Maria di Collemaggio, che custodisce le spoglie di Celestino V e che possiede la Porta Santa, l’unica fuori Roma, dove ogni anno è possibile lucrare l’indulgenza, in occasione della Perdonanza; al XIII sec. risale la chiesa in stile romanico di S. Maria Paganica, al XIII sec. si data invece S. Giusta.

Ma la città e il suo vasto territorio non offrono solo attrattive artistiche, vario è il calendario delle manifestazioni culturali, spettacoli teatrali, concerti, come anche le numerose bellezze naturali: la pineta di Roio, il Parco Territoriale Attrezzato “Sorgenti del Vera”, nei pressi di Tempera, la suggestiva Grotta Amare o a Male- dalle bellissime concrezioni, l’altopiano di Campo Imperatore con lo splendido scenario e le attrezzate piste da sci.

Musei

Museo Nazionale d’Abruzzo tel 0862633200
Museo di Scienze Naturali tel 086286142
Casa Museo-Signorini Corsi tel 086261968
Museo Sperimentale di Arte Contemporanea tel 0862410505
Museo di Speleologia

Manifestazioni ed eventi

Venerdi santo: processione di Cristo Morto

Maggio Pentecoste, processione dei Rosecci, (si porta in processione una croce artistica antica, preceduta da gruppi di fanciulle con ceri)

Luglio sagra del tartufo

29 agosto la Perdonanza

primo fine settimana di Settembre, sagra dell’ortolana

 

 

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