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Per Londra tutto comincia attorno al 50 d.c quando i romani costruirono il primo ponte di legno sul Tamigi, accanto all'accampamento di Londinium, sulla riva settentrionale. Londra si sviluppò presto grazie alla sua posizione strategica. Così il fiume fu via di commerci, ma anche di ripetute invasioni vichinghe.  Nel XI secolo, sotto la Eduardo il confessore, Londra divenne capitale del regno. Nel 1078 Guglielmo il Conquistatore avviò la costruzione della torre di Londra. Nel 1209 il London Bridge fu ricostruito (dopo che il primo in legno venne distrutto dai Vichinghi) e per cinque secoli rimase l'unico ponte della città. Da allora un susseguirsi nei secoli di vorticosi cambiamenti nel segno della tradizione, un po' come l'Orlando di Virginia Woolf. Risparmia in tutti i musei e i traporti di LondraOggi Londra ha circa 8 milioni di abitanti e si estende su una superficie di 625 miglia quadrate la cosiddetta "Greater London", l'area interna alla circonvallazione M25.

La città è composta di 31 distretti (boroughs), più la City of Westminster e la City of London. Londra, così sempre apparentemente uguale e così, invece, costantemente mutante, perennemente attraversata, nelle viscere, da un serpente inquieto che segue i percorsi tracciati dalla metropolitana cambiando di continuo gli itinerari. Una curiosità, sapevate che quasi tutta Londra appartiene a tre persone: Lord Westminster, Lord Chelsea e la regina? Quando si compra una casa a Londra è solo per 99 anni.... cool. London è London.

É un serpente che ha l'obbligo d'essere cool, termine un po' snob che intende qualunque cosa faccia tendenza ma non è ancora trendy. É il protagonista autorigenerante di una fuga dal conformismo che sembra infinita. Apre una breccia, scopre un luogo e, appena il gruppone arriva, fiero d'esserci arrivato per trapiantarci i suoi rituali omologati e omologanti, si trasferisce altrove, sempre con l'intima convinzione d'essere ovunque in transito. C'era un tempo, per fare un esempio non tanto remoto, in cui i ragazzi della classe operaia vollero apparire belli e presero a investire tutto quel poco che guadagnavano in pettini, vestiti e scooter di produzione italiana. Così agghindati, uscirono dai quartieri ghetto tipo Brick Lane e andarono alla conquista del centro. Scoprirono Carnaby Street e la trasformarono in una Mecca giovanilista. Li chiamarono mods, abbreviazione di modernisti. Ascoltavano la musica di gruppi a loro classistamente organici: Who, Animals, Rolling Stones, Small Faces, Beatles… e scusate se è poco.

Il gruppone, che sempre insegue, arrivò in fretta sulla loro scia e Carnaby Street divenne quello che c'era di più trendy in Europa. Solo che, a quel punto, i mods già non c'erano più.

E così via. Altre zone, altre strade, altri quartieri, altri locali, altri modi per differenziarsi che finiscono per diventare mode e allora è il momento di andare via. Ma l'esempio dei mods non è casuale, perché oggi, a Londra, non ci sono zone e quartieri più cool di quelli dai quali i giovani degli anni 60, figli della classe operaia, sgommavano via in Vespa o in Lambretta. Corsi e ricorsi della storia, consapevolezza dell'archeologia industriale come valore architettonico e della sostenibilità dello sviluppo come valore politico, insieme di fattori che fanno oggi di Brick Lane un quartiere strappato all'abbandono, ripulito senza sfarzo, diventato meta privilegiata di artisti con i loro atelier e progressisti con le loro iniziative culturali a favore dei giovani emarginati, bar, negozietti di antichità e modernariato, decine di ristorantini low profile e un mercato, chiamato Spitefields, diventato alternativa alle frenesie turistiche di Portobello.

 Senza nessun danno alla multietnicità della popolazione originaria e tutto all'ombra dell'ex fabbrica di birra Truman, monumento di mattoni rossi affumicati dallo smog, che offre le sue immense pareti bianche degli interni a mostre d'arte benefiche.

Una versione in piccolo, Brick Lane, di ciò che, molto più in grande, si è fatto e si sta ancora facendo nelle Docklands, al di là del Tower Bridge. Tra quelle nebbie galleggianti sul fiume si eccitava la fantasia omicida di Jack lo Squartatore e si traduceva in pratica. Tra le stesse nebbie, diluite nella birra consumata in chiassosi pub, si alimentava la fantasia romanzesca di Charles Dickens. In quegli stessi pub approdavano Daniel Dafoe ed altri grandi viaggiatori come James Cook, tra ladri, puttane, marinai ubriachi, trafficanti d'ogni specie. É il vecchio porto di Londra, coi suoi magazzini in disuso, le ditte di import-export smantellate una città di bacini artificiali e edifici di mattoni bruni grande quanto Venezia che, dagli anni 60 in avanti era precipitata nel totale abbandono, trasformandosi in una città fantasma sospesa su pontili fradici, in balìa delle maree. Neanche i tassisti ci andavano più, sconsigliando di andarci anche all'eventuale cliente. Una città che Stanley Kubrick sceglieva come location per alcune desolanti prospettive di Full Metal Jacket, simulando il Vietnam.

E che invece ha ripreso a vivere, aggiungendo l'high-tech ai mattoni divorati dallo smog, trasformando l'abbandono in riscoperta e sperimentazione architettonica futuribile. Più cool di così, oggi in Europa, non si può. Vecchi mods, goodbye. E il serpente londinese continua a serpeggiare…

Il modo migliore per girare Londra è usare i mezzi pubblici, in particolare la metropolitana, le cui linee portano praticamente ovunque (complessivamente ci sono 273 stazioni). Fa parte della rete anche la Docklands Light Railway (DLR), una metropolitana leggera che corre fra i Docklands e la City. Essendo le tariffe abbastanza care è consigliabile procurarsi un abbonamento (Travel Card o Oyster Card): quello valido un giorno per le zone 1 e 2, per esempio permette di viaggiare su tutta la rete, compresi gli autobus, dopo le 9,30 con 5.10 sterline; mentre se ci si vuole muovere in tutte le zone (sono 6) si spendono £ 6.30. La Travel Card che vale 3 giorni consecutivi senza limiti d'orario costa £ 15.40 (zone 1 e 2).

I turisti fanno di solito la Travelcard, di durata diversa a seconda del soggiorno: un giorno, il week end, una settimana. Chi è più esperto fa invece la Oyster Card; si tratta di una scheda magnetica sulla quale viene accreditata una somma (una specie di carta di credito per i trasporti prepagata). Per avere la card alla biglietteria delle stazioni) dovrete versare una piccola somma a deposito.

La Oyster card si deve appoggiare sul logo presente sulla barriera di entrata della metro.


A Londra ci sono 5.500 autobus a uno o due piani (single-decker e double-decker), per un totale di 17.000 fermate. Quelli notturni sono contraddistinti dalla scritta N e funzionano dalle 23 alle 6. Una corsa breve costa 90 p, mentre il One Day Bus Pass per tutte le zone costa circa £ 3.

I taxi qui li chiamano black cabs. Se volete fermarli per strada controllate che la scritta "For hire" sia accesa; se è spenta, vuol dire che il taxi è occupato. Se invece volete prenotarli, le compagnie più grandi sono Dial a Cab (020 - 72535000) e Radio Taxi (020 - 72720272). In alternativa, potete usare i più economici Minicabs; oppure i Taxi Bike, cioè i moto-taxi (020 - 75813535).

Essendo praticamente impossibile (e comunque carissimo) parcheggiare, è sconsigliato l'uso dell'auto. In ogni caso a Londra ci sono tutte le maggiori compagnie di autonoleggio: i prezzi variano a seconda dell'auto e del periodo. Se desiderate affittare un motorino, potete rivolgervi da Scootabout, 1-3 Leeks Street, WC1 † 020 - 78334607.

 

Quanto infine a cosa vedere e visitare a Londra i luoghi e le attrazioni sono moltissime, dai classici Westminster Abbey, Buckingham Palace, Tower Bridge, ai parchi, dai musei di arte antica ai mercati, celebre quello di Camden Town, dalle gallerie di arte moderna (leggi Tate Gallery per antonomasia), passando per la London Eye, il celebre cimitero di Highgate, il villaggio di Greenwich, il bosco di Hampstead fatevi guidare dai vostri gusti e dal fato...

 

Se poi volete approfondire le informazioni su Londra, andate sul sito Londra web.com la bibbia italiana su Londra e avrete centinaia di pagine per  approfondire la vostra conoscenza. Nello stesso sito se avete intenzione di fare un soggiorno studio o una esperienza lavorativa e volete affittare una camere per studenti andate su questa pagina, alloggio a Londra.

 

I Pub

Circoli parrocchiali durante il medioevo, strategicamente situati lungo le vie di pellegrinaggio, poi luoghi di riunione degli operi che nel XIX secolo cominciarono a riunirsi in sindacati, i pub hanno spesso conservato tracce della loro storia: vetrine con vetri smerigliati, rivestimenti di legno anneriti e patitati, luci smorzate come hai tempi delle candele e begli ottoni.

I pub di Londra sono migliaia, non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Infine se avete bisogno di un Hotel al posto di un Ostello visitate questo link: Hotel a Londra

 

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