“Londra sembrava una casa con cinquemila stanze, tutte
diverse. Il trucco era di scoprire come si collegavano,
e alla fine attraversarle tutte”. Il
Budda delle periferie Hanif
Kureishi
Londra nei nostri cuori, d'accordo. Ma quale Londra?
Quella culturale, quella storica, il regno del divertimento,
quella della monarchia, quella per viverci, quella dei corsi
di inglese che insegnano anche
a
vivere, quella dei corrispondenti dall'estero, che sembra
sempre un po' magica, quella del mito dell'Impero o quella
dei Beatles?
Londra,
una sola o tante?
Nemmeno
chi ci abita da sempre ha il coraggio di ammettere di conoscerla
completamente tanta è rapida l'evoluzione continua di questa città-universo.
La Londra turistica ha i suoi punti fissi, imprescindibili: il
Big Ben,
la Torre
di Londra, Buckingham Palace, Piccadilly Circus,
Westminster Abbey, la Cattedrale di St Paul, i
grandi musei, le oasi verdi dei grandi
parchi e le vie dello shopping giovane (la Battersea Power Station immortalata dai Pink Floyd).
Ma non è tutto; come si può immaginare ciascuno ha la «sua» Londra.
Inoltre, nata com'è dalla fusione di molte cittadine (Westminster,
Kensington, Chelsea, e così via) finisce per avere non un centro
ma molti centri, non uno ma numerosi cuori storici. Bello no?
Un po' di
storia per capire meglio Londra
Per Londra
tutto comincia attorno al 50 d.c quando i romani costruirono
il primo ponte di legno sul Tamigi, accanto all'accampamento
di Londinium, sulla riva settentrionale. Londra
si sviluppò presto grazie alla sua posizione strategica.
Così il fiume fu via di commerci, ma anche di ripetute
invasioni vichinghe. Nel XI secolo, sotto la
Eduardo il confessore, Londra divenne capitale
del regno.
Nel
1078 Guglielmo il Conquistatore avviò la costruzione della
Torre di Londra. Nel 1209 il London Bridge fu ricostruito (dopo che il primo in
legno venne distrutto dai Vichinghi) e per cinque secoli rimase
l'unico ponte della città. Da allora un susseguirsi nei secoli di
vorticosi cambiamenti nel segno della tradizione, un po' come l'Orlando
di Virginia Woolf. Oggi Londra ha circa 8 milioni di
abitanti e si estende su una superficie di 625 miglia quadrate la
cosiddetta "Greater London", l'area interna alla circonvallazione
M25. Un mini universo.
La città è composta di
31 distretti (boroughs), più la City of Westminster e la
City of London. Londra, così sempre apparentemente uguale
e così, invece, costantemente mutante, perennemente attraversata,
nelle viscere, da un serpente inquieto che segue i percorsi tracciati
dalla metropolitana cambiando di continuo gli itinerari. Una curiosità,
sapevate che quasi tutta Londra appartiene a tre persone: Lord
Westminster, Lord Chelsea e la Regina? Quando
si compra una casa a Londra è solo per 99 anni.... cool. London
is London.
É
un serpente che ha l'obbligo d'essere cool, termine
un po' snob che intende qualunque cosa fa tendenza ma non è
ancora trendy. É il protagonista auto rigenerante
di una fuga dal conformismo che sembra infinita. Apre una breccia,
scopre un luogo e, appena il gruppone arriva, fiero d'esserci arrivato
per trapiantarci i suoi rituali omologati e omologanti, si trasferisce
altrove, sempre con l'intima convinzione d'essere ovunque in transito.
C'era un tempo, per fare un esempio non tanto
remoto,
in cui i ragazzi della classe operaia vollero apparire belli e presero
a investire tutto quel poco che guadagnavano in pettini, vestiti
e scooter di produzione italiana. Così agghindati, uscirono dai
quartieri ghetto tipo Brick Lane e andarono alla conquista
del centro. Scoprirono Carnaby Street e la trasformarono
in una Mecca giovanilista. Li chiamarono mods, abbreviazione
di modernisti. Ascoltavano la musica di gruppi a loro classicamente
organici: Who, Animals, Rolling Stones,
Small Faces, Beatles… e scusate se è poco. Il gruppone,
che sempre insegue, arrivò in fretta sulla loro scia e Carnaby Street
divenne quello che c'era di più trendy in Europa.
Solo che, a quel punto, i mods già non c'erano più.
E
così via. Altre zone, altre strade, altri quartieri, altri locali,
altri modi per differenziarsi che finiscono per diventare mode e
allora è il momento di andare via. Ma l'esempio dei mods
non è casuale, perché oggi, a Londra, non ci sono zone e quartieri
più cool di quelli dai quali i giovani degli anni
60, figli della classe operaia, sgommavano via in Vespa o in Lambretta.
Corsi e ricorsi della storia, consapevolezza dell'archeologia industriale
come valore architettonico e della sostenibilità dello sviluppo
come valore politico, insieme di fattori che fanno oggi di Brick
Lane un quartiere strappato all'abbandono, ripulito senza sfarzo,
diventato meta privilegiata di artisti con i loro atelier e progressisti
con le loro iniziative culturali
a favore dei giovani emarginati, bar, negozietti di antichità e
modernariato, decine di ristorantini low profile e
un mercato, chiamato Spitefields, diventato alternativa alle
frenesie turistiche di Portobello.
Senza nessun danno alla multi etnicità
della popolazione originaria e tutto all'ombra dell'ex fabbrica
di birra Truman, monumento di mattoni rossi, affumicati
dallo smog, che offre le sue immense pareti bianche degli interni
a mostre d'arte di beneficienza.
La rinascita nelle Docklands
Una
versione in piccolo, Brick Lane, di ciò che, molto più in
grande, si è fatto e si sta ancora facendo
nelle Docklands, al di là del Tower Bridge. Tra quelle
nebbie galleggianti sul fiume si eccitava la fantasia
omicida di Jack lo Squartatore e si traduceva in pratica.
Tra le stesse nebbie, diluite nella birra consumata in chiassosi
pub, si alimentava la fantasia romanzesca di Charles Dickens.
In quegli stessi pub approdavano Daniel Dafoe ed altri grandi
viaggiatori come James Cook, tra ladri, puttane, marinai
ubriachi, trafficanti d'ogni specie. É il vecchio porto di Londra,
coi suoi magazzini in disuso, le ditte di import-export smantellate
una città di bacini artificiali e edifici di mattoni bruni grande
quanto Venezia che, dagli anni 60 in avanti era precipitata nel
totale abbandono, trasformandosi in una città fantasma sospesa su
pontili fradici, in balìa delle maree. Neanche i tassisti ci andavano
più, sconsigliando di andarci anche all'eventuale cliente. Una città
che Stanley Kubrick sceglieva come location per alcune desolanti
prospettive di Full Metal Jacket, simulando il Vietnam.
E che invece ha ripreso a vivere, aggiungendo
l'high-tech ai mattoni divorati dallo smog, trasformando l'abbandono
in riscoperta e sperimentazione architettonica futuribile. Più cool
di così, oggi in Europa, non si può. Vecchi mods,
goodbye. E il serpente londinese continua a serpeggiare…
E
il sinuoso e antico serpente della metropolitana londinese si tuffa
nel sottosuolo di Londra, accoglie rappresentanti di tutti i gruppi
sociali, di tutte le età: dagli scolari ai pensionati, dagli operai
ai banchieri, dalle casalinghe ai funzionari dello stato. Talvolta
i vagoni sono così affollati che non sembra possibile fare altro
che fissare la pubblicità alle pareti. Molti, la maggioranza, legge
giornali vari e libri. La ragazza di fronte legge "Cento anni
di solitudine" e il suo sguardo è lontano migliaia di chilometri
da quel sottosuolo. Uno sguardo sereno e molto bello. Basterà un
libro come quello, letto in comune, per una affinità elettiva? La
risposta non arriverà, il vagone si ferma e la gente, gli sguardi
lontani e i titoli delle loro letture, svaniscono e si ricompongono
con i nuovi venuti.
Il
modo migliore per girare Londra è usare i mezzi pubblici, in particolare
la metropolitana, le cui linee portano praticamente ovunque
(complessivamente ci sono 273 stazioni). Fa parte della rete anche
la Docklands Light Railway (DLR), una metropolitana leggera
che corre fra i Docklands e la City. Essendo le tariffe abbastanza
care è consigliabile procurarsi un abbonamento (Travel Card
o Oyster Card): quello valido un giorno per le zone 1 e 2,
per esempio permette di viaggiare su tutta la rete, compresi gli
autobus, dopo le 9,30 con 5.10 sterline; mentre se ci si vuole muovere
in tutte le zone (sono 6) si spendono £ 6.30. La Travel Card che
vale 3 giorni consecutivi senza limiti d'orario costa £ 15.40 (zone
1 e 2). I turisti fanno di solito la Travelcard, di durata
diversa a seconda del soggiorno: un giorno, il week end, una settimana.
Chi è più esperto fa invece la Oyster Card; si tratta di
una scheda magnetica sulla quale viene accreditata una somma (una
specie di carta di credito per i trasporti prepagata). Per avere
la card alla biglietteria delle stazioni) dovrete versare una piccola
somma a deposito. La Oyster card si deve appoggiare sul logo presente
sulla barriera di entrata della metro. Per chi preferisce non
cacciarsi nel sottosuolo, a Londra ci sono 5.500 autobus a uno o
due piani (single-decker e double-decker), per un totale di 17.000
fermate. Quelli notturni sono contraddistinti dalla scritta N e
funzionano dalle 23 alle 6. Una corsa breve costa 90 p, mentre il
One Day Bus Pass per tutte le zone costa circa £ 3. I taxi qui li chiamano black cabs.
Se volete fermarli per strada controllate che la scritta "For
hire" sia accesa; se è spenta, vuol dire che il taxi è occupato.
Se invece volete prenotarli, le compagnie più grandi sono Dial a
Cab (020 - 72535000) e Radio Taxi (020 - 72720272). In alternativa,
potete usare i più economici Minicabs; oppure i Taxi Bike, cioè
i moto-taxi (020 - 75813535).
Essendo
praticamente impossibile (e comunque carissimo) parcheggiare, è
sconsigliato l'uso dell'auto. In ogni caso a Londra ci sono tutte
le maggiori compagnie di autonoleggio: i prezzi variano a seconda
dell'auto e del periodo. Se desiderate affittare un motorino, potete
rivolgervi da Scootabout, 1-3 Leeks Street, WC1 † 020 - 78334607.
Quanto infine a cosa vedere
e visitare a Londra,
i luoghi e le attrazioni sono moltissime, dai classici
Westminster Abbey, Buckingham Palace, Tower Bridge,
ai parchi, dai Museidi arte antica ai mercati, celebre quello di
Camden Town, dalle gallerie di arte moderna (leggi Tate Gallery per
antonomasia), passando per la London Eye, il celebre
cimitero
di Highgate, il villaggio di Greenwich, il
bosco di Hampstead, fatevi
guidare dai vostri gusti e dal fato... e se non vi piacciono
troppe informazioni spiattellate e preferite esplorare e cercare
da soli, leggete semplicemente le 101
cose da fare e vedere a Londra prima di morire per
prendere spunti.
Non
dimenticate di fare un salto in uno degli storici Pub di Londra,
per bere qualcosa e riposarvi durante la vostra visita. I pub inizialmente
erano circoli parrocchiali durante il medioevo, strategicamente
situati lungo le varie vie di pellegrinaggio, poi luoghi di riunione
degli operi che nel XIX secolo cominciavano a riunirsi in sindacati.
I pub hanno spesso conservato tracce della loro storia: vetrine
con vetri smerigliati, rivestimenti di legno anneriti e patitati,
luci smorzate come hai tempi delle candele e begli ottoni. I pub
di Londra sono migliaia, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Vedete
qui di seguito un articolo di approfondimento sul tema: I pub di Londra
Se volete approfondire le informazioni
su Londra, andate sul sito Londraweb.com
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di pagine per approfondire la vostra conoscenza in materia.
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