LUGANO

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"Marta io ti ricordo così, il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago, Lugano addio, cantavi, mentre la mano mi tenevi....." Ivan Graziani

Lugano è una città molto bella, nel sud della Svizzera, immortalata tra gli altri dal cantautore di Teramo Ivan Graziani, in una canzone che ha fatto per il turismo dall'Italia verso la città cantonale forse di più delle tante bellissime vedute. Sarà banale dirlo, ma per noi italiani stare a Lugano è come essere a casa. Praticamente al confine con l'Italia. La gente parla italiano, veste italiano e mangia italiano (con le gustose varianti).

 

La città si trova in una parte dell'omonimo lago, circondata da bellissimi panorami alpini. Il suo centro in stile tipicamente lombardo si visita facilmente a piedi e grazie al suo clima ogni periodo dell'anno è adatto per un soggiorno.

Lugano ha origini antiche. Le prime tracce sicure dell'esistenza di una comunità possono essere fatte risalire all'anno 875 al quale risale il primo documento che parla di "Sancti Laurentii in Luano". La costruzione della Basilica di San Lorenzo (poi divenuta Cattedrale nel 1888) è della seconda metà dell'XI secolo. Oggetto di continue contese ducali (Como e Milano) Lugano e le sue Pievi passano sotto il dominio degli svizzeri nel 1513. Dominazione che si perpetua fino al 1798 anno in cui, sotto la spinta dei grandi rivolgimenti europei, chiede ed ottiene l'indipendenza entrando a far parte della Confederazione Svizzera. Lugano rimane sede della Fiera Grossa, una delle più importanti fiere del bestiame in Europa, dal 1515 fino all'inizio del XX secolo.

Le più bizzarre supposizioni sono state formulate sul significato delle quattro lettere LUGA che compaiono sullo stemma della città. Tuttavia esse sono semplicemente l'abbreviazione del nome della città stessa, e non le iniziali di una sigla (acronimo), come è provato dallo stemma primitivo della Pieve e confermato dai documenti del 18 ottobre 1208 e del 14 novembre 1209 i cui originali, ormai introvabili, erano conservati nel monastero di Sant'Ambrogio a Milano. Il toponimo "Lugano" deriva dal nome comune latino lucus che significa "bosco sacro" o bosco in genere. All'origine del nome ci sarebbe quindi la designazione di un insediamento che si sarebbe segnalato per la sua vicinanza ad un bosco.
Dello stemma si conservano testimonianze nella Cattedrale di San Lorenzo, dove l'insegna appare scolpita su una pila per l'acqua santa e su due campane. I colori sono documentati da una pergamena datata 1588 visibile nel museo di Altdorf. Si tratta di un benservito rilasciato dalla città a Sebastiano Beroldingen d'Uri dove l'insegna della "Valle" di Lugano mostra la croce d'argento su campo rosso.
Sul Palazzo Beroldingen di Altdorf figuravano non soltanto l'arma di Lugano come borgo ma anche quella della comunità generale. Andarono distrutte nell'incendio del 1799. Sulla facciata della Chiesa di Loreto è dipinto in stile rinascimentale uno stemma della città. Sulla facciata del Palazzo Civico di Lugano il progettista, l'architetto Moraglia, ha incluso nelle decorazioni lo stemma della città sostituendo il campo rosso con bipartito di rosso e azzurro: i colori del Cantone.

 

La storia dello sviluppo urbano della città di Lugano si suddivide in quattro fasi. La forma medioevale si protrae fino alla fine del 700. Con il passaggio dall'antico al nuovo regime (1798-1847), muta la scena sociale, la città si espande oltre la cerchia urbana tradizionale limitata dalle porte che vengono abbattute. Si passa dalla forma antica del borgo chiuso, alla forma aperta della città moderna. Dal 1880 al 1910 si assiste, soprattutto dopo l'apertura della linea ferroviaria del Gottardo, ad una eccezionale crescita demografica. In questi trent'anni la popolazione aumenta di quasi 8000 abitanti, passando da 6949 a 14998 unità.

Dal 1900 al 1945 la città conosce importanti trasformazioni urbanistiche a causa di una ulteriore crescita demografica e delle spinte economiche che di fatto cambiano radicalmente la struttura del centro storico e di interi quartieri, come ad esempio quello del Sassello (1939-1949). Il passaggio da borgo medievale a città moderna avviene con lo sviluppo del settore turistico nel corso della seconda metà dell'Ottocento. Protagonisti di questa trasformazione furono i fratelli Ciani e l'albergatore Alexander Béha. I promotori riescono, nel lontano 1855, con l'apertura dell'Albergo del Parco, a far decollare il turismo, promuovendo l'unica risorsa allora disponibile: il paesaggio e la natura.

Lugano assume grande importanza nel corso dell'Ottocento nell'ambito delle lotte per l'Unità d'Italia. In modo particolare sono i fratelli Ciani, con altri cittadini luganesi, a predisporre una rete di accoglienza per i numerosi profughi italiani delle lotte del Risorgimento in fuga dalla repressione austriaca, un lungo capitolo che va dalla caduta di Napoleone fino al 1859. Tra i molti ospiti di quell'epoca a Lugano ricordiamo Giuseppe Mazzini, Carlo Cattaneo, Ugo Foscolo, Filippo del Meester. Centro di questa attività fu Villa Ciani oggi sede del Museo della città.

Nel breve volgere di alcuni decenni, sotto uno straordinario impulso imprenditoriale e poi con l'inaugurazione nel 1882 della Ferrovia del Gottardo, l'industria turistica di Lugano riesce a completare e diversificare le sue proposte con l'apertura di nuovi alberghi di rinomanza internazionale. Vengono sviluppate numerose infrastrutture a sostegno del movimento turistico della città e della regione quali la realizzazione dell'acquedotto e dell'illuminazione elettrica, di strade, di tramvie e funicolari. L'affermazione dell'industria alberghiera conduce a Lugano, soprattutto dalla Germania e dall'Inghilterra, una ricca e colta borghesia. Il turismo conosce momenti difficili durante la crisi degli anni Trenta e nei periodi delle due guerre mondiali ma riesce in seguito ad adattarsi e affermarsi come una delle industrie principali e dinamiche della città. Il settore finanziario e bancario conosce invece il suo sviluppo in forma contenuta all'inizio del XX secolo e in modo molto sostenuto a partire dagli anni Sessanta e Settanta. Nel breve volgere di qualche decennio Lugano diventa la terza piazza finanziaria della Svizzera.

Il settore finanziario non cessa di espandersi neanche dopo la creazione dell'Euro e oggi da Lugano operano tutte le principali banche svizzere e internazionali attive nel private banking. Turismo, finanza e commercio sono quindi i settori di punta dell'economia della città che nel loro insieme assicurano oltre 27000 posti di lavoro.
Lo sviluppo di queste attività ha d'altra parte comportato negli ultimi decenni una profonda trasformazione urbanistica e architettonica della città, avvenuta però nel rispetto delle qualità paesaggistiche e naturalistiche della regione. Lugano dispone oggi di un suo aeroporto, di proposte turistiche molto articolate in grado di soddisfare anche il turismo più esigente, da quello congressuale a quello di élite.

La città è oggi fortemente impegnata in nuovi grandi progetti tesi a favorire l'insediamento di nuove realtà imprenditoriali e a migliorare le infrastrutture adibite alla cultura e al tempo libero. Sono inoltre previsti numerosi interventi nel campo dei servizi di trasporto e collegamento, con la costruzione di Alptransit, della linea ferroviaria AV Lugano-Milano e i collegamenti tra Lugano Airport e l'hub di Malpensa 2000.

Nel campo della formazione superiore si ricorda la recente nascita dell'Università della Svizzera Italiana con le due Facoltà di Scienze della comunicazione e di Scienze economiche con sede a Lugano e l'Accademia di Architettura con sede a Mendrisio. Attualmente è in corso di realizzazione il nuovo Campus universitario di Lugano che ospiterà una Facoltà di Teologia indipendente dall'Università. Grande importanza riveste inoltre il Centro di studi bancari di Vezia dove si cura a livello superiore il perfezionamento e la formazione dei dirigenti della piazza finanziaria di Lugano e della regione.

Lugano è una città dove la cultura ha un ruolo importante. Questo è testimoniato dalla quantità e dalla qualità delle varie mostre organizzate. L'ottimo Museo Cantonale d'Arte, per esempio,  espone opere di artisti quali Renoir, Degas, Klee e Jawlensky.

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