PRAGA

VISITARE PRAGA : INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

 

Porta girevole tra est ed ovest, oriente e occidente

I Monumenti di Praga sono unici

Il cimitero ebraico

La capitale degli alchimisti

La via regia, la via dei re

La Praga di Kafka

Praga e gli scrittori:  l'Insostenibile leggere dell'essere

Perdersi a Praga

Qual'è il miglior periodo per visitare Praga?

Mappa con Street View

 

Praga, il sogno di pietra, come è stata chiamata, è una città magica, maledetta (come l'ha definita Franz Kafka), custode di pregiate architetture e di innumerevoli piazzette romantiche. Amata dagli artisti  di tutto il mondo, covo di scrittori, che qui hanno spesso attinto da una fonte perpetua di ispirazioni, è dominata da un grande Castello, luogo di chissà quali storie, lungo quasi 600 metri. Il fiume Moldava (il Moldau, tema della celebre sinfonia di Smetana), sormontato da splendidi ponti, placido, possente e a volte straripante, taglia in due il centro storico che si è sviluppato attorno ad esso nel corso di secoli.

 Se volete potete leggere questa guida accompagnati dalla sua melodia.

Ponte Carlo al TramontoRitratto in tutte le foto-ricordo, il Ponte Carlo (Karlův Most) è una delle icone della città. Lo si può attraversare solo a piedi, e vi consigliamo di farlo la mattina presto o al tramonto, quando i diversi effetti della luce rendono una semplice passeggiata un momento indimenticabile. Il ponte collega il Quartiere Piccolo o Malá Strana, lungo la riva sinistra, con la Città Vecchia o Staré Město, adagiata sulla riva destra del fiume, quella orientale. Di solito questo ponte brulica di turisti, cantanti jazz e venditori ambulanti, in un'atmosfera rilassata e piacevole. Nell'antichità il ponte veniva anche usato come luogo d'esecuzione per i condannati a morte. Alcuni, come San Giovanni Nepumuceno, patrono di Boemia, qui fu gettato per ordine del re Venceslao IV, che si era sentito contraddetto su una questione di carattere teologico o, secondo la leggendo, non voleva tradire un segreto confidato nel confessionale. Anche per questo il San Giovanni viene chiamato, il santo del ponte.  Ma la sua caratteristica principale è rappresentata dal gruppo di 30 statue disposte ai lati, che rappresentano i santi e a cui abbiamo dedicato un'ampia sezione a parte.

Porta girevole tra est ed ovest, oriente e occidente

Praga è un luogo suggestivo dove Oriente ed Occidente s'incontrano, dove troverete preziose architetture sospese fra Barocco e Rococò, fra Art Nouveau e Modernismo. Sulle rive della Moldava passeggiando potrete immaginare di sentire nell'aria la melodia delle note di Smetana, il celebre compositore ceco che dedicò la sua famosa sinfonia Vltava (La Moldava in italiano), proprio al fiume. La Primavera di Praga, il festival di musica classica che qui si tiene ogni anno il 12 maggio (data della morte del compositore) s'inaugura proprio con un'esecuzione della Moldava. Passeggiando lungo il fiume al tramonto si comprende meglio ciò che rende Panoramaquesta città-gioiello così affascinante. Fare un giro sul battello di notte sul grande fiume Moldava è sicuramente molto romantico. Il centro storico di Praga ha un'estensione grandissima, 866 ettari, e figura dal 1992 nell'elenco dei beni culturali dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Praga ha ricevuto dall'Unione Europea il titolo di capitale della cultura nell'anno 2000, titolo di particolare significato in quanto attribuito all'inizio del nuovo millennio.

L'atmosfera è magica nell'antica città dei re, che nel corso della sua storia ha visto di tutto: secoli di reggenza dei sovrani di Boemia, compositori classici, invasori nazisti, carri armati sovietici, rivoluzionari e poi grandi difficoltà e rinascite, ondate di turisti e nuove prospettive economiche e sociali. Sono molti gli avvenimenti che si sono svolti nelle pittoresche strade a ciottoli di Praga, sotto le alte guglie delle sue chiese, che a tante minacce sono sopravvissute. E Praga ancora oggi riesce a trasmettere la forza del carattere dei suoi abitanti e continua ad essere una delle città più belle dal punto di vista urbanistico e più romantiche d'Europa (nota: è elencata tra le sei città più visitate del continente).

Per secoli la città è stata crocevia del passaggio di molti personaggi famosi, principalmente artisti e letterati. La sua bellezza è stata ammirata da Mozart, Beethoven, Apollinaire, Cajkovskij, Dostojevskij, Rodin, Kokoschka, Elisabetta II, Papa Giovanni Paolo II e altre importanti personalità che hanno scritto la storia d'Europa. Tra i letterati, Praga era molta amata da Hasek, Seifert, Brod, Kisch, oltre naturalmente da Kafka. Gli amanti della letteratura faranno sosta per visitare la casa di Kafka (Vicolo d'oro del castello, numero 22, vedi sotto), scrittore sublime e tormentato, filosofo dell'esistenza e autore del celebre La metamorfosi, nato a Praga nel 1883.

 

Più di recente il nostro Umberto Eco, amante di Praga, ha omaggiato la città con il suo libro Il Cimitero di Praga. Il film Canone inverso nel 1999  ha celebrato in musica Praga. Chi l'ha visto si farà facilmente trasportare sulle note intense della colonna sonora, immaginando un violinista in una birreria fumosa e la musica che sale.

 

I Monumenti di Praga sono unici

Lasciatevi conquistare dai vicoli nascosti di Praga, dalle piazzette romantiche e dai piccoli scorci, la cui suggestione non si riesce a descrivere a parole. La Città Vecchia, il Ponte Carlo, la Panorama di PragaMalà Strana (il quartiere sotto il castello chiamato anche Città Piccola), Nové město (la Città Nuova), la Piazza dell'Orologio... questi sono solo alcuni dei luoghi simbolo della città. Il complesso urbano di monumenti storici è dominato dal Castello di Praga (Prazsky hrad), mentre il centro storico è suddiviso in sei parti, un tempo delle vere e proprie città indipendenti, poi unificate nel Settecento: a quelle più antiche della Città Vecchia (Stare Mesto), Città Bassa o Piccola (Mala Strana), Città Nuova e Hradcany, si unirono successivamente anche l'antico quartiere ebraico di Josefov e quello di Vysehrad.

I quartieri di Mala Strana (la Città Piccola dove domina il Barocco) e Stare Mesto (che in ceco significa Città Vecchia) sono i più visitati dai turisti. La Piazza centrale di Stare Mesto è il luogo dove sono avvenuti gli eventi più significativi della città, dalle incoronazioni dei re all'esecuzione delle condanne a morte.

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Il cimitero ebraico

Il quartiere ebraico di Josefov è un'altra meta da non perdere. Il ghetto di Praga fu creato nel 1600 per confinare gli ebrei dentro uno spazio circoscritto. Suggestivo il cimitero ebraico, dove per mancanza di spazio le tombe sono sovrapposte le une sopra le altre. Gli ebrei chiusi nel Cimitero di Pragaghetto difatti furono costretti a trovare una soluzione alla mancanza di spazio, e questo anche per le sepolture. La sovrapposizione delle tombe ha fatto arrivare fino a 12 gli strati delle sepolture, con l'ovvia conseguenza che il numero delle lapidi non corrisponde a quello dei morti. Eppure le pietre tombali sono migliaia, strette le une alle altre, oblique, talvolta quasi riverse le une sulle altre. Una altra cosa particolare del cimitero sono i messaggi scritti su carta destinati ai defunti, che vengono lasciati sulle tombe con sopra dei sassolini per tenerli fermi. Ogni messaggio contiene una preghiera o una richiesta che un amico o un parente rivolge al suo caro estinto. Approfondire alla pagina Antico cimitero Ebraico di Praga.

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La capitale degli alchimisti

 

Il passato della città è ben riassunto nel suo stemma: "Praga caput regni" (Praga capitale regna), ad indicare la più forte e bella città del regno, che fu anche capitale del Sacro Romano Impero dal XIV secolo. Sin dalla sua nascita, Praga ha svolto un ruolo importante nella storia della nazione Ceca e dell'Europa. Nel Medioevo la sua fama era di città tra le più belle nel mondo e per questo le furono dati gli attributi più diversi: "città d'oro", "dalle cento torri", "corona del mondo", "sogno di pietra", solo per elencarne alcuni.

 

Uno sguardo all'enorme, antico castello - uno dei più grandi del mondo – spiega il perché del sopranome di città dalle cento torri. Il Castello è stato restaurato e parzialmente ricostruito diverse volte, poiché ogni suo nuovo occupante intendeva infondere un proprio stile personale all'edificio. Castello di PragaOggi il castello è sede ufficiale della Vaclav Havel, la presidenza della Repubblica ceca, ed ospita anche al suo interno i gioielli della corona. Questa grande fortezza è il punto di partenza ideale per iniziare una passeggiata dentro alla città, e poi da qui è tutto è in discesa.... Dal castello si diparte la lunga e antica Via Regia, la strada reale, che nel 1458 fu testimone della salita al trono di Giorgio di Poděbrady. Divenuto re con il nome di Giorgio di Boemia fu il primo monarca europeo a rinunciare alla fede cattolica, contestando la corruzione della Chiesa e il comportamento incoerente e sregolato del clero. Vicino alla a via Regia troviamo la cinquecentesca Torre delle Polveri (Prašná brána) che offre un ingresso simbolico alla città ed è costruita sopra una delle 13 porte di Praga. Vicino sorge il Municipio (Obecni dum) del XIX secolo, uno dei maggiori esempi di Art Nouveau a Praga. Bello il colorato mosaico di Karel Spillar L'Apoteosi di Praga che decora lo spazio sopra la porta d'accesso.

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La via regia, la via dei re

 

Tra i sovrani, a percorrere la lunga via Regia in corteo, per incoronazioni e funerali, vi furono l'imperatore Massimiliano nel 1562, Maria Teresa nel 1743, Leopoldo II nel 1791 e Ferdinando V nel 1836. La strada Reale attraversa le quattro città originarie di Praga e lungo il percorso potrete ammirare gli edifici e i monumenti più importanti di Praga. Immaginiamo di percorrerla avvicinandoci via via al Castello e alla Cattedrale che sorge al suo interno. Camminando troveremo: la Casa della Madre Nera di Dio, edificata nel primo Novecento ed oggi sede del Museo del Cubismo (a due passi si trova la via Celetna, una delle strade più antiche del centro storico di Praga); il Tempio di Tyn, anche conosciuto come Chiesa di Santa Maria di Týn, luogo di fede degli Hussiti (i seguaci del riformismo rivoluzionario boemodi Jan Hus); il Vecchio Municipio del 1388, Orologio di Praganoto in particolare per l'Orologio astronomicoche da sei secoli ripercorre laborioso il movimento dell'universo (nella figura a destra). L'orologio segna giorno, mese, anno, il sorgere e il calare del sole e della luna e il movimento dei pianeti. Solo un problemino... pensate che l'orologio è stato costruito nel '400, quando ancora si sosteneva che la terra era al centro dell'universo e tutto ruotava intorno a noi, quindi la sua rappresentazione non è troppo giusta. Allo scoccare dell'ora si aprono le finestrelle e sfilano figure religiose. Nella parte bassa potete vedere i movimenti dello scheletro, dell'avaro e del vanitoso.

 

Ancora lungo il percorso della Via Regia troverete il Klementinum (1556), il grande l'edificio Barocco ex collegio dei gesuiti, che a sua volta si compone anche dellechiese Sv. Salvator, Sv KlimenteVlaska Kaple(la cosiddetta Cappella degli Italiani); la Porta del Ponte del 1380, in stile gotico; il Ponte San Carlo (di cui abbiamo parlato prima) le Torri del Ponte della città piccola(Mala Strana), edificate dal XII al XV secolo; la Settecentesca chiesa di San Nicola, capolavoro del Barocco boemo ed infine il Castello e la Cattedrale, al suo interno. Arrivati al Castello si rimane colpiti dalla mole degli edifici che lo compongono, e al suo interno, dalla Cattedrale di San Vito,  lunga oltre 120 metri, è in stile gotico con le guglie appuntite che trafiggono il cielo. Imponente la porta d'oro, stupende le grandi vetrate decorate. Nei sotterranei ci sono le tombe dei re boemi. Per i turisti da vedere il cambio della guardia.

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La Praga di Kafka

La Praga di KafkaSino passati 130 anni dalla nascita di Franz Kafka, uno dei più straordinari scrittori che l'Europa Centrale abbia mai prodotto, e divenuto simbolo della Praga letteraria e culturale. Nella piazza della Città Vecchia sembra in certi momenti di poter vedere ancora fra tanta gente la figura minuta di quest'uomo vestito di nero e con la bombetta in testa. Al numero 3 di via Celetna in una vetusta costruzione addossata alla chiesa di Tyn, Kafka visse per dieci anni dal 1897. Era una casa con aspetti strani: un finestrone a trafori si spandeva nel cortile quadrato, sul quale si concentrava un pozzo buio con ballatoi intorno, suoni di organo, cori e odori di incenso. Praga in effetti possiede questo singolare carattere un po' arcano. Kafka nel 1916 abitò al numero 22 della Viuzza dell'Oro (o Vicolo d'Oro). Se alzate lo sguardo noterete una targa con su scritto Zale zil Franz Kafka, (“Qui visse Franz Kafka?). Questo alloggio consisteva in una dimora modesta formata da due stanze piccole con un'unica finestra, dove vivevano lo scrittore e la sorella. Kafka era alla ricerca di un posto tranquillo per scrivere e, insieme alla sorella preferita, Ottla, soggiornò in questa casa dove scrisse parecchi dei suoi racconti. E' emozionante pensare al giovane Kafka che si aggira tra queste mura. In città si ricorda ancora oggi il carattere dell'imperatore asburgico Rodolfo II, la cui figura senza dubbio ha lasciato un marchio indelebile nella storia della «città d'oro»: costui era un devoto dell'astrologia e dell'occultismo e collocò proprio in questa piccola via le lucine dei suoi alchimisti, intenti a cercare la formula per trasformare il ferro in oro. Le casette di bambola della viuzza, passate indenni per secoli di guerre, rivivono nel Castello, il romanzo che Kafka scrisse nel 1922.

Il CastelloPraga, a volo d'uccello, appare come una foresta di pinnacoli, di sottili guglie, di cupole verderame e di splendidi edifici barocchi. Al centro c'è un ponte in pietra arenaria sul fiume Moldava, con torri medievali ai due lati e tra queste una lunga galleria, adorna di statue sacre. In alto sulla collina, il Castello, un tempo sede del governatori Asburgo. Immaginatevi queste stradine animate dagli artigiani e dagli alchimisti. Curioso che tra i praghesi contemporanei di Kafka suscitò stupore venire a sapere che questo loro concittadino era così famoso e importante in occidente. Oggi la casa che lo ospitò ha al suo interno un negozio di oggetti e testi relativi allo scrittore, qualcuno lo troverà interessante, qualcun altro invece avrebbe preferito una commemorazione più artistica e meno consumistica. Non perdetevi comunque il Museo Kafka, con un'esposizione che ripercorre la vita e le opere dello scrittore (situato in Hergetova Cihelna e aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, tel. +420 257 535 507). La tomba di Kafka è nel Nuovo Cimitero Ebraico (per raggiungerlo, linea A della metro Želivského).

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Praga e gli scrittori:  l'Insostenibile leggere dell'essere

La Praga letterariaPraga non è stata solo la città di Franz Kafka ma anche di Jaroslav Hasek, da Bohumil Hrabal, e di Vaclav Havel il drammaturgo-presidente eroe ormai leggendario della "Rivoluzione di velluto", e, ultimo ma non ultimo, di Milan Kundera, indimenticato autore dell'Insostenibile Leggerezza dell'Essere. Praga è da sempre la città degli scrittori. Non è un caso che dopo il crollo del muro di Berlino, la guida del Paese sia andata ad uno scrittore, un drammaturgo che ha saputo conquistare la stima e l'affetto di mezzo mondo e che ci ha lasciato purtroppo alla fine del 2011.

L'Insostenibile leggerezza dell'essereVissuta in carne e ossa, in colore e in pietra, i fantasmi letterari della città sono inevitabili. Anche se Praga "potrebbe stare nello spazio metaforico di un fazzoletto", alle sue infinite e magiche tentazioni nessuno scrittore ha saputo sfuggire. L'ha raccontata nelle sue "passeggiate" proprio Kafka, nelle sue birrerie Hasek con il suo buon soldato Sveik, e Hrabal attraverso i discorsi dei suoi bevitori e, apparentemente negata, l'ha detta e ridetta Kundera. Tutti hanno espresso la propria condanna senza rimedio, l'accigliato malumore, i "suoi frammenti gettati e staccati chissà da dove" (Kundera), ma poi si sono piegati ai suoi musicali rapporti architettonici, che si esprimono in stili diversi – ora barocchi e gotici, ora svevi e rinascimentali – quasi avessero seguito nel loro Panorama Petrin - Pragafarsi e apparire le vibranti note di una polka di Smetana. Perfino nella Praga dei carri armati sovietici, "nella città coperta di manifesti dipinti a mano con scritte di scherno, epigrammi e poesie, caricature di Breznev e del suo talento", Teresa, una delle protagoniste dell'Insostenibile leggerezza dell'Essere, non riesce a evitare le bellezze premeditate, il suo vivaio di fantasmi. "Praga non molla... non molla noi due. Questa mammina ha gli artigli. In due punti dovremmo appiccarle il fuoco, al Viserad e al Hradschin, e così sarebbe possibile liberarci" aveva già scritto Kafka. E anche Kundera non va molto lontano guidando Teresa nei dintorni del quartiere-fortezza di Viserad dove sventolano le bandiere delle ambasciate straniere e dove nelle vetrine dei negozi e delle birrerie che affollano la Nerudova convivono oggi i ritratti di Masarik e di Dubcek: "Adesso salirai nella collina di Petrìn. Salirai in cima e capirai tutto... Cominciò a salire l'altura verdeggiante che si erge al centro di Praga e ogni tanto si fermava a guardare indietro: vedeva sotto di sé un'infilata di torri e di ponti, i santi agitavano i pugni minacciosi e fissavano le nuvole con occhi di pietra. Era la più bella città del mondo". Kundera si è dunque «tradito».

Ponte Carlo PragaIndimenticabile, e forse insostenibile, è il ricordo del ponte di Carlo IV, un capolavoro trecentesco progettato da Peter Parler, famoso per le statue dei santi e dove ora si ritrovano i giovani a suonare, a chiacchierare, a discutere dei propri ideali, o a vendere riproduzioni di ponte e statue come souvenir. Indimenticabile è la vista panoramica dalla collina del Petřín, che abbraccia la fortezza e volge verso i palazzi barocchi e rinascimentali di Mala Strana e della Moldava. Neanche la memoria delle periferie praghesi e dei quartieri operai, "gli interni con gradini consumati di una scala di pietra", i palazzi tenuti in rovina dai praghesi "per non dare la possibilità a qualche polacco o a qualche tedesco di accusarli di aver sofferto poco", possono cancellare le vere immagini della città d'oro, della Praga che conta. Perché Praga è tutto e, ambiguamente, il contrario di tutto. Angoscia e gioia, colline, giardini, fiume e cieli che si specchiano al rovescio, per contrappunto musicale, nei vicoli e nei cunicoli di Mala Strana (la città piccola), nei cortili segreti, nei sottopassi, nelle doppie uscite celate agli sguardi degli ignari turisti di Stare Mesto (la città vecchia) e percorsi più volte dai protagonisti kafkiani.

Starometské nàmestiCome non scrivere poi della Starometské nàmesti, della piazza della città vecchia, la più cara ai cittadini praghesi, per secoli testimone di tutte le manifestazioni, da quelle anti-asburgiche e anticattoliche a quelle antisovietiche? "Arrivò nella piazza della città vecchia con la severa cattedrale di Tyn e le case barocche disposte in quadrilatero irregolare. Il vecchio municipio occupava tutto un lato della piazza...". E' una piazza da scoprire lentamente, come tutta la città, gustando l'atmosfera sobria ed elegante dell'elaborato municipio. Quest'ultimo è costituito dalla casa trecentesca di un mercante a cui si affianca la torre del celebre orologio astronomico dalle cui finestre sfilano il Cristo, gli apostoli, l'avaro, il vanitoso e lo scheletro: "memento mori" (ricordati che devi morire), aveva fatto scrivere il maestro orologiaio Hanus di Ruze. L'orologio segnava le ore mercantili, mentre le campane di Týn, la chiesa che si affaccia «pinnacolata» a Nord della piazza, battevano un altro tempo: fino al 1620 quello della predicazione hussita. Come in molti altri interni praghesi, sacri e profani, anche nella chiesa di Santa Maria di Týn si riuniscono preziosi tesori d'arte in silenzioso colloquio tra loro; il pulpito, il baldacchino gotico, l'organo e gli altari barocchi si alternano quasi mescolandosi. É la stessa altalena stilistica che scandisce le facciate della piazza Staromestska. Quello di Praga è infatti un avvicendarsi di stili dissimili, meravigliosamente composti, che non riesce mai a sovvertire una propria continuità estetica; continuità creata dal regno gotico trecentesco di Carlo IV a quello, meno severo, dell'ultimo liberty.

quartiere ebraico di JosefovEterogeneità che si apprezza anche nel quartiere ebraico di Josefov, il ghetto più citato e visitato del vecchio continente, tanto che neanche Kundera può esimersi dal farlo: "Il cimitero dove le lapidi piombate da cielo si perdono nel fogliame... quando fa buio è pieno di candeline accese, come se i morti stessero organizzando un ballo infantile". Lo scrittore si riferisce al Beth-Hachajim, la "casa della vita", come si chiama l'esemplare cimitero, uno dei più importanti e antichi d'Europa e dove le lastre tombali che portano gli emblemi simbolici e parlanti delle famiglie (ad esempio due mani per gli Aaron o un leone per i Low e una carpa per i Karpeles) sono conficcate e accatastate una sull'altra come se fossero state catapultate dalla cima della collina del Petrin. A pochi passi campeggia l'edificio più vecchio del ghetto: la Staronova Skola, la sinagoga costruita in forme protogotiche nel 1273. Al suo interno, nelle volte, troviamo ostentate delle nervature pentapartite, da cui pende una bandiera donata dall'imperatore Ferdinando III per la fedeltà degli Ebrei durante l'occupazione svedese del 1628. Dalla sinagoga, seguendo la Paritzskà Ulice si giunge alla riva della Vltava o Moldava, dove "... voleva, fermarsi (Teresa, ndr) a guardare a lungo l'acqua perché la vista dell'acqua che scorre placa e guarisce".

Monastero StrahovSulla Vltava, o Moldava in italiano, si specchia la Praga più appariscente, dall'isola Kampa, silenzioso quartiere di case pittoresche e di osterie ricercatissime, all'insieme storico di estrema suggestione della città piccola. Attraverso il fiume ecco la scenografica barocca della chiesa di San Nicola, che domina la piazza della città piccola; al centro la colonna della Peste dove il "...santo reggeva la nuvola, l'altra nuvola un altro angelo", un privilegiato luogo d'incontro per Teresa e Karenin (sempre del romanzo di Kundera), che amano ascoltare le sinfonie beethoveniane nel giardino di timbro italiano del Palazzo Waldsteijn scandito da statue allegoriche. Non si manchi la visita ai giardini reali del Castello (Hrad), dove si raggomitolano il Vicolo d'Oro con le piccole casette abitate un tempo da alchimisti e orefici, l'imponente Cattedrale di San Vito e le raffinate sale cinquecentesche del Palazzo Reale, tra cui quella tardogotica della Dieta e quella di Vladislao vicino alla quale si aprono le finestre della nota defenestrazione di Praga, del 1618, così descritta da Kundera: "Nel 1618 la nobiltà boema si imbaldanzì, decise di difendere la propria libertà di religione, e furiosa contro l'imperatore che risiedeva a Vienna, gettò dalla finestra del castello di Praga due suoi alti funzionari. Ebbe così inizio la guerra dei Trent'anni". Fanno da corona al castello Hrad il palazzo Schwarzenberg e, più in alto lungo la Nerudova Ulice (via dedicata al poeta Jan Neruda), l'architettura eroico-trionfale del Palazzo Cernin e il santuario di Loreta, caro ai cattolici praghesi, un po' meno ai suoi scrittori. Siamo a due passi dalla collina di Petrin, propaggine della "Montagna Bianca" e verde supporto del monastero di Strahov, da dove la "città mormora lontano, debole e dolce, come il suono di migliaia di violini".

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Perdersi a Praga

 

Per chi desidera avere una visione d'insieme di Praga, eccovi i monumenti dai quali è possibile godere delle più belle vedute della città: noi preferiamo il panorama dal lungo fiume Smetana e dal Ponticello Novotny, ma non sono da meno quelli dalla Torre del Municipio della Città Vecchia, dalla Porta delle Polveri, dalla Torre del Ponte di Mala Strana, dalla torre della Cattedrale di San Vito e dalle chiese di San Venceslao e di San Adalberto, dalla rampa del Castello di Praga in Piazza Hradcanské, dalla Torre panoramica di Petrin, dal parco di Letna (Padiglione Hanavsky), dal campanile della Chiesa San Nicola, dalla torre della stazione trasmittente di Zizkov, Vysehrad. Tanti vero? Basta sceglierne uno per ammirare tutta la bellezza che Praga ha da offrire.

 

E' preferibile visitare Praga a piedi o utilizzando i suoi caratteristici trPraga segretaam. Solo così vi sarà possibile esplorare i suoi innumerevoli angoli segreti. Visitate i monumenti principali, ma lasciatevi anche andare alla Praga inusuale. Perdetevi in una mattina nebbiosa, dopo aver preso il caffè in una delle tante sale da colazione del centro (provate il Gran Café Orient, sopra il Museo Cubista o il Café Louvre, il preferito di Kafka e Einstein). Senza una direzione precisa riuscirete a conoscere l'anima della vera Praga: una vecchia e polverosa libreria, dove poter scoprire l'introvabile versione ceca di qualche autore italiano, un negozio di vecchie macchine fotografiche, un piccolo panificio dove trovare tanti prodotti freschi di forno, una buia chiesetta rischiarata solo da qualche raggio di luce e che si appresta ad essere pulita da due anziane donne. Poi improvvisamente appare un vecchio tram giallo e rosso... prendetelo e lasciate che il conducente vi porti da qualche parte, scendete solo quando ne avete voglia...

 

Durante tutto l'anno Praga presenta un ricchissimo calendario di festival ed eventi musicali, artistici e teatrali. La città è in grado di offrire svariate opportunità di soggiorno, cultura e divertimento, tra hotel ed Ostelli, ristoranti, musei, art caffé e una più che mai vivace vita notturna. Non dimenticate lo shopping, tra antico e moderno Praga è sempre all'avanguardia nelle tendenze commerciali. Da comprare come ricordo il cristallo di Boemia (bellissimo, tradizione secolare e costo alto!) e una pietra preziosa che si chiama granati (sono pietre dure di colore rosso scuro intenso), le gioiellerie della città ne sono piene ed i prezzi non sono carissimi. Scendendo con il prezzo, molto carine sono le marionette e per i bambini i giocattoli in legno artigianali. Le matrioske, anche se russe di origine, si sono trasformate con il tempo in un souvenir tipico di Praga. Possono essere un regalo carino come oggetto decorativo per la casa ma anche come gioco per i bambini piccoli. Se non avete paura di rompere tutto in valigia, o non viaggiate in aereo, una birra o un liquore artigianale potrebbero essere un oggetto ricordo/regalo interessante (si può sempre conservare la bottiglia vuota!). Qui la birra artigianale è una grande tradizione e ottimi sono i liquori a base di erbe e prugna: la becherovka (con 23 erbe e un sapore di cannella) e la slivovice (una grappa di prugne) bevute entrambe come digestivo.  Pensate che la birra è così economica a Praga che costa meno dell'acqua. Portatevi via i souvenir ma soprattutto stampate nella mente i vostri ricordi, da assaporare nel tempo e con la voglia di ritornare ancora una volta, prima o poi, nell'antica città dei re. Per chi ha ancora tempo per esplorare la zona, un consiglio, dopo Praga, visitate i castelli della Boemia.

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Qual'è il miglior periodo per visitare Praga?

 

Per questa città bellissima e magica il periodo migliore è la primavera, quando i castagni sono in fiore, le serre fitte di garofani e i giardini di molti palazzi fragranti di lillà. L'estate di Praga è splendida, ma l'anima della città esercita un fascino ancor più inquietante in inverno. Sul rosso sfumato delle tegole del tetti, sul giallo delicato dei grandi viali alberati, persino nelle viuzze tortuose, cammini di ronda in cui si penetra a stento, su tutto si diffonde un tocco invernale di grigio che accresce il senso di mistero.

 

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Ringraziandovi per il vostro continuo supporto, Informagiovani Italia vi augura Buona Praga!

 

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