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Szentendre è una piacevole località turistica che si sviluppa sull'ansa del Danubio a pochi chilometri da Budapest. La città nacque come antica roccaforte romana, Ulcisia Castra (‘fortezza del lupo'), posta a presidiare i confini dell'impero fino all'arrivo delle dirompenti migrazioni indoeuropee. Scacciate le legioni romane furono in seguito i magiari a stanziarsi in questa regione. Attorno al XIV secolo Szentendre divenne un centro importante in cui si trasferì un gruppo consistente di cristiani serbo-ortodossi in fuga dai turchi in perenne avanzata dal sud della penisola balcanica. I nuovi arrivati trasformarono il volto della città costruendovi numerose chiese e si misero al soldo del re Mattia Corvino. Durante il XVIII secolo la città decadde in seguito all'occupazione turca e pochi anni dopo divenne il rifugio di migliaia di serbi, greci e dalmati che godettero di una certa libertà di culto sotto l'impero degli Asburgo. Il XIX secolo rappresentò un periodo di notevole prosperità, il nucleo urbano divenne un importante centro di commerci, con coltivazioni viticole ma anche industrie per la concia del pellame e rappresentò un caposaldo della cultura serba che aveva modificato il volto della città. Negli anni '20 Szentendre divenne famosa per essere stata scelta da una nutrita colonia di artisti, che ancora la abitano, quale luogo di residenza e incontro.
Un tour nella città vecchia può avere inizio dalla piazza principale attorno alla quale gravitano la maggior parte delle vie e degli antichi monumenti. La piazza prende il nome di Fó tér, al centro su un piedistallo s'innalza una croce in ferro battuto eretta nel 1763 per una scampata epidemia di peste. Vi si affacciano edifici in stile barocco, alcune gallerie d'arte che espongono opere degli artisti della città, in particolare Kmetty e Ferenczy, e la chiesa serbo-ortodossa Blagovesztenska edificata in un bello stile barocco.
Fra i principali luoghi di culto di rito serbo-ortodosso spiccano la chiesa Pozsarevacska e la cattedrale di Belgrado con il tipico esterno in stile barocco. All'interno iconostasi arredano con grande sfarzo e ricchezza gli antri di solito oscuri degli edifici che seguono questo rito. Annesso alla chiesa vescovile si trova un edificio che raccoglie una notevole collezione di arte sacra, con icone, paramenti e oggetti di culto.

La città offre anche l'interessante Museo Etnografico Ungherese che si svolge su un'area aperta di 46 ettari all'interno della quale sono stati ricostruiti elementi tradizionali di numerosi villaggi del paese. Il progetto, non ancora completato, è molto ambizioso e prevede addirittura 300 edifici divisi in 10 unità regionali. Nel complesso è possibile affrontare un percorso molto interessante con edifici ben conservati che mettono nella giusta luce l'artigianato popolare ungherese nel corso del tempo. Il Museo Margit Kovács è stato dedicato al grande ceramista nato nel 1902 e morto nel 1977 autore di centinaia di manufatti che rivisitano l'arte popolare ungherese, le tradizioni iconografiche religiose attraverso un forte immaginario e una linearità contemporanee.