VIENNA

VISITARE VIENNA : INFORMAZIONI  PICCOLA GUIDA

 

Alcuni sostengono che il mondo moderno sia stato forgiato da alcuni grandi uomini vissuti a Vienna nei primi 14 anni del XX secolo: Freud, Wittgenstein, Schiele, Klimt, Kokoschka, Schnitzler per citarne alcuni. In quegli anni a Vienna si viveva il periodo culturale più fulgido della storia europea. Proprio in quel momento, quando tutto un mondo stava per finire con il crollo dell'Impero austro-ungarico, tante menti brillanti nel campo della letteratura, dell'arte, dell'architettura operavano a Vienna e qui hanno lasciato la loro eredità. Un lascito che si vede (e si sente) ovunque camminando per queste strade.

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Panorama di ViennaPerché certe città, come questa, riescono a colpire così tanto l'immaginazione dei viaggiatori?

 

Forse Vienna attirava tante persone per il desiderio, vano, di essere stati lì, anche come semplici testimoni silenziosi di un tempo cruciale, quando tutto stava cambiando e le consuetudini, che sembravano eterne, non bastavano più. Oggi si visita Vienna cercando di respirarne in qualche modo l'essenza del passato ma anche la vivacità attuale, tra le note di un grande compositore, gli stucchi di un palazzo, i riflessi d'oro di un mosaico di Klimt. Tutto finisce e tutto ricomincia....

 

Risparmiare a ViennaUno degli aspetti più sorprendenti di Vienna è certamente il cuore della città (Innere Stadt), delimitato dal grande viale che lo circonda, la Ringstrasse "l'anello", il grande boulevard che sostituì le mura cittadine a metà Ottocento. E' abbastanza facile tentare di immaginarsi chi vi  abbia vissuto,  non solo nei primi anni del XX secolo ma anche dopo; tutto è così ben conservato e mantenuto che si può girare un angolo e meravigliarsi scioccamente, oppure commuoversi, immaginando che Mozart, Beethoven, Schubert o Brahms potrebbero aver visto la stessa identica cosa che stiamo guardando noi in quel momento. Ma è sopratutto la Vienna nel suo fasto in dissolvenza, negli ultimi anni dell'impero austro-ungarico (1867-1918) ad essere presente in quasi ogni strada e in ogni veduta. La Vienna di Freud, di Wittgenstein, di Egon Schiele, di Klimt e di tanti altri ci circonda.

 

RingstrasseAccanto al passato glorioso, la vecchia metropoli sul Danubio ha assunto aspetti nuovi, ci mancherebbe riuscendo ogni volta a reinventarsi e a stare al passo con i tempi. E' ridiventata "In", dopo essere stata "In and Out" per tanti secoli, se ci passata l'inglesismo. Oggi, accanto ai fasti della tradizione, ne apprezzerete soprattutto la modernità e la vivacità della scena culturale. Oltre che come meta turistica, Vienna è molto apprezzata anche dai suoi abitanti; riconosciuta costantemente al top nella classifica delle migliori città europee per qualità della vita, precede spesso le famose città svizzere di Zurigo e Ginevra.

 

 

 

Vienna in fin dei conti è sempre stata così, vecchia e nuova, capitale del mondo e provinciale. Giacomo Casanova, diceva un tempo: “Tutto a Vienna – scriveva dopo aver rischiato l'arresto per oltraggio al pudore – era bello; vi era molto denaro e molto lusso, ma v'erano grandi impacci per quanti erano devoti a Venere. Una legione di vili spie, decorate con il bel nome di commissari di castità, erano carnefici spietati di tutte le ragazze allegre?

 

Nell'epoca di maggiore splendore viennese, Francesco Giuseppe, "Cecco Beppe", marito noioso della futura leggenda Sissi, nel suo tenace ed ostinato conservatorismo, godeva della fama poco edificante di uomo totalmente privo di fantasia. Eppure, la multietnica Vienna pullulava di artisti, scrittori, musicisti, filosofi, scienziati, la cui opera complessiva componeva un modello di riferimento per la cultura mondiale.

 

Statua di Richard StraussAll'epoca l'aspetto monumentale della città cinta nel Ring era monolitico, compatto e tranquillo. Nulla sembrava sfuggire ad una blanda armonia anche se il valzer, apparentemente austero pur nel suo andamento allegro, poteva assumere ritmi parossistici da baraonda. Arthur Schnitzler, vagabondava nella notte incontrando figure inquietanti che popolavano una città segreta e Sigmund Freud frugava nei meandri della psiche umana. Chi visitava Vienna, a quell'epoca come in quelle precedenti, non poteva che tesserne le lodi. Era uno strano e contraddittorio progressismo conservatore.

 

Karl KrausCerto, poi qualcuno che critica c'è sempre, ma nessuno è mai stato così caustico come Karl Kraus, scrittore viennese che ferocemente smontava il mito della sua città fingendo di volerlo alimentare. E concludeva: “E' un'ingiustizia parlar male di Vienna sempre per i suoi difetti, quando val la pena di parlar male anche dei suoi pregi?. Lo stesso Kraus ha anche detto: "Le vie di Vienna  sono lastricate di Cultura, quelle delle altre città d'asfalto."

Attorno al 1900 Vienna ospitava grandi nomi, alcuni già menzionati: Freud, Klimt, Egon Schiele, Adolf Loos, Ludwig Wittgenstein, Arnol Shömberg, Gustav Mahler, Oskar Kokoschka (il quasi centenario, che morì nel 1980), Kraus appunto, Arthur Schnitzler e tanti altri. Era la grandezza prima del declino. La speranza prima di due guerre mondiali e del nazismo, l'illusione di trovare un senso all'insensatezza. Tutti sorseggiavano caffè, illuminati fiocamente prima dalle candele e poi dalle prime luci artificiali, in sale ricoperte di mobili di legno scuro, con tanti tavolini occupati spesso da personaggi che schermavano e duellavano di intelletto. Era la Café Kultur, che poi da Vienna avrebbe invaso l'Europa. Il caffè con i suoi chicchi profumati entrò nella storia europea con l'insidioso arrivo dell'esercito ottomano, che sconfitto alle porte della capitale austriaca, ritirandosi precipitosamente verso sud lasciò dietro di sé, negli accampamenti abbandonati, una decina di sacchi pieni di grossi semi ovoidali, una specie di "fagioli" sconosciuti. Gli austriaci scambiandoli per mangime da dare ai cammelli, incominciarono a far Georg Franz Kolschitzkybollire i chicchi nell'acqua e a masticarli, pensando di usarli come contorno. L'esito, ovviamente fu disastroso e soltanto qualche mese dopo ci fu la "rivelazione" che quel "mangime" non era una barbarie. Anzi. A rendere edotti nobili e popolo sull'uso del caffè, e di come andasse bevuto e non mangiato, fu un esploratore esperto di ricognizioni oltre le linee dell'esercito austriaco, un certo Georg Franz Kolschitzky, probabilmente un suddito polacco del multietnico impero degli Asburgo, che aveva preso confidenza con il caffè-bevanda negli accampamenti degli ottomani, durante le sue delicate missioni di spionaggio. Fu lui quindi ad aprire, col permesso imperiale, il primo spaccio di caffè nel 1685. Da allora il caffè viennese, inteso come locale, diventò un luogo di ritrovo e uno stile di vita. Esistono migliaia di caffetterie oggi a Vienna, centinaia di queste sono caffetterie tradizionali, cambiate poco o nulla da quando ci andavano i personaggi sopra citati. I nostri bar derivano da queste caffetterie. La prossima volta che bevete un caffè, pensate all'accampamento turco alle porte di Vienna, ai sacchi di caffè lasciati lì nella fuga, e a tutto quello che ne è derivato...

 

Vienna è la culla di una rivoluzione culturale destinata a sconvolgere la tradizionale concezione dell'uomo, portando alla luce le sue contraddizioni e mettendone in discussione le certezze. (Federico Zeri)

 

Nei caffé di Vienna di fine secolo non si parlava tanto del declino dell'Impero, che sembrava impossibile, ma che incombeva come un'ombra fredda. Il declino fu un'agonia, nel raccontare la quale si impegnarono le migliori penne degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, da Robert Musil (L'uomo senza qualità) a Joseph Roth, che popolavano i celebri Café come il Central, dove a un tavolino, ancora oggi, c'è sempre il poeta Peter Altenberg, trasformato in manichino col giornale aperto tra le mani, o dove Leo Bronstein, anche conosciuto come Trotski, un tempo prima della "Rivoluzione", giocava a carte.

 

Tra i tanti, il poeta Altenberg, che non aveva neanche una casa, era il cliente più assiduo per quanto non avesse in tasca uno scellino. Simboleggiando a meraviglia lo spirito dell'epoca, se qualcuno si preoccupava di offrirgli un lavoro rifiutava indispettito, dicendo che non poteva occuparsi di nient'altro che di portare a termine la propria vita. Sono state scritte montagne di pagine e di titoli su quest'epoca di deriva. Il Cafè Central è stato frequentato anche da Lenin, Hitler e Tito, oltre che da Freud.

 

Café CentralVienna a un certo punto della sua storia, tra il XVIII e il XIX secolo, era certo il cuore culturale d'Europa. Oggi chi viene qui passeggia circondato da architetture maestose. Furono gli sforzi dei monarchi asburgici di rivaleggiare con i loro simili europei in Francia, Inghilterra, Russia e Prussia a dare i connotati alla città che vediamo oggi. La capitale di un impero era il suo simbolo e doveva dimostrare attraverso la sua estetica e la sua grandiosità di essere superiore alle altre, ovunque esse si trovassero. Tra i Schloss Belvedere - La Residenza del Principe Eugenio di Savoiaprincipali fautori di questa "grandeur" ci fu l'imperatore Francesco Giuseppe, che non badò a spese per edificare una città che esprimesse in pieno la potenza dell'impero e della casata asburgica. La città cambiò volto, vennero abbattute alcune fortificazioni e quelli che erano i cortili per le esercitazioni militari, ormai inutili, che circondavano la Innere Stadt. Tra il 1858 e il 1865 venne disegnata e messa in opera la  Ringstrasse, la strada ad anello che racchiude il centro di Vienna. Un decennio dopo prese il via la costruzione dei tanti maestosi edifici che si affacciano su questa strada ancora oggi. Il Ring abbraccia idealmente la maggior parte dei tesori artistici, architettonici e culturali della città ed è un punto di rifermento infallibile, quasi impossibile perdersi. Tra tutto quello che è possibile vedere, potreste cominciare dal centro del centro, ovvero la Cattedrale di Santo Stefano, bella e particolare, con le romaniche Torri dei Pagani, la gotica Südturm (torre meridionale) alta 136 metri e il magnifico tetto di tegole smaltate a maiolica con lo stemma imperiale (la famosa aquila bicipite nera). Questa torre doveva avere una "gemella" dall'altra parte, ma non si finì mai ed oggi resta l'incompiuto campanile detto "Pummerin".  All'interno dell'immenso interno a tre navate con colonne ornate da grandi statue, ci sono diverse cose molte particolari (e belle) che colpiscono l'attenzione del visitatore. Personalmente mi sono diretto subito a vedere la cappella Trina con il sepolcro del principe Eugenio di Savoia, uno dei più grandi condottieri della storia, insieme a un altro italiano, Raimondo Montecuccoli, sepolto sempre in Austria (lavorò anch'egli al servizio degli Asburgo) a Linz. Il "Principe" Eugenio combatté fino a 72 anni, senza venire quasi mai battuto e perì di morte Cripta Imperiale nella Cattedrale di Santo Stefano a Viennanaturale, ricchissimo e patrono delle arti (suo era il Castello del Belvedere degno di un re - per vederlo recatevi in Prinz Eugen-Straße 27); alla morte il suo corpo venne tumulato qui nella cattedrale, il suo cuore, in onore della sua casata, nella Basilica di Superga a Torino. Nella navata centrale della cattedrale si trovano il pulpito di una bellezza emozionante, del 1515 e la Madonna della servitù. In fondo a destra risalta l'imponenza della tomba in marmo rosso dell’imperatore Federico III del 1493 (l'ultimo imperatore del Sacro Romano Impero ad essere incoronato a Roma). Se si scende giù nella catacombe, potrete vedere un ossario che raccoglie le spoglie delle innumerevoli vittime della peste che colpì la città.Se volete vedere oltre alle ossa di persone comuni quelle imperiali ci sono le urne di rame, con dentro le viscere degli imperatori; i corpi imbalsamati riposano invece nella Cripta dei Cappuccini (vedere Cripta imperiale) che si trova sotto la Chiesa di Santa Maria degli Angeli (detta anche Kapuzinerkirche, indirizzo Tegetthoffstraße 2), ed i cuori nella cripta della Chiesa degli Agostiniani (indirizzo Augustinerstraße 3), sempre che siate interessati a questo genere di cose. Nella Cripta Imperiale si trovano anche le tombe di Francesco Giuseppe e della sua consorte, la famosissima principessa Sissi.

HofburgNon bisogna fare poi molta strada per raggiungere il Palazzo Imperiale degli Asburgo l'Hofburg (indirizzo Michaelerkuppel), la residenza reale che è stata tale fino al 1918: una monumentale testimonianza di cultura ed eredità storica nel cuore della città. Il  Palazzo, di una vastità impressionante, comprende tra le altre cose: la Chiesa agostiniana del XIV secolo, un luogo da sempre legato alla musica viennese, ai suoi grandi compositori e alla storia della città in genere; i ricchissimi appartamenti imperiali con le collezioni di argenteria, mobilio d'epoca (tra cui pregevoli porcellane) e tappa immancabile per tutti i romantici, gli appartamenti privati di Francesco Giuseppe e di Sissi; la Cappella di Corte, la Burgkapelle costruita nel XIV secolo inizialmente in stile gotico, e successivamente nel XVIII secolo rivisitata in stile Barocco (ogni domenica e durante le principali festività viene celebrata la Messa durante la quale si esibisce l'orchestra di corte, il coro dei Piccoli Corona Imperiale HofburgCantori di Vienna e il coro dell'Opera di Stato); il favoloso (è proprio il caso di dirlo) tesoro imperiale, che comprende la Corona Imperiale, il simbolo stesso dell'impero, la Sacra Lancia di Longino dal nome del soldato romano che trafisse con la propria lancia il costato di Gesù crocifisso, e altre reliquie religiose tra cui uno dei chiodi della Crocifissione e una delle spine della corona di Gesù;  la Scuola di Equitazione spagnola (Spanische Reitschule), una delle istituzioni più antiche della città e, nel suo genere, del mondo dove, da oltre quattro secoli (nel 2015 sono esattamente 450 gli anni di vita) si pratica l'equitazione nella tradizione rinascimentale degli allenamenti di una haute école. Lo Hofburg comprende anche la sede della Biblioteca Nazionale, con al suo interno, la barocca Prunksaal, la Sala d'onore con l'affascinante collezione di vecchi strumenti musicali. La Biblioteca Nazionale Austriaca (Österreichische Nationalbibliothek, indirizzo Josefsplatz 1) è la più grande biblioteca del Paese, una delle più belle e storiche biblioteche del mondo, con 7,4 milioni di Biblioteca Nazionale Austriaca Hofburgvolumi presenti nelle varie collezioni. Come avrete intuito il Palazzo Imperiale del Hofburg è in realtà un complesso di edifici, il primo dei quali è stato costruito nel 1279, è cresciuto con la crescita stessa dell'impero. Un tempo era la residenza invernale della casa reale, fuori dal perimetro della Vienna medievale, ma  con il crescere della città oggi si trova in pieno centro, una città nella città. Le prime parti circondano la corte degli svizzeri, un cortile chiamato così per via della guarnigione di mercenari svizzeri che qui erano di stanza (tutti i regnanti europei piccoli o grandi avevano la loro guardia svizzera, ultimo esempio è il Vaticano). Gli stili del Hofburg, possono apparire non sempre armoniosi, per via del fatto che ciascun imperatore ha sempre aggiunto, o tolto, qualcosa al lavoro svolto dai suoi predecessori. Chiamato semplicemente Burg "il Palazzo" dai viennesi,  lo Hofburg ha resistito a tre grandi assedi ed a un grande incendio. Delle sue più di 2.600 camere, meno di due dozzine sono aperte al pubblico.

Museo delle Belle ArtiNon è facile vedere una città come Vienna in pochi giorni, ma se proprio non potete trattenervi abbastanza almeno non mancate di visitare uno dei migliori musei del mondo, un monumento di per sé, il Museo di Storia dell'Arte di Vienna (Kunsthistorisches Museum indirizzo Maria-Theresien-Platz) che espone le opere d'arte fatte arrivare a Vienna dagli Asburgo durante tutto il loro dominio e comprende un'impareggiabile collezione di quadri di Caravaggio, Giorgione, Rubens, Mantegna, Peter Brueghel il Vecchio, Raffaello, Perugino, Vermeer, Albrecht Dürer, Velazquez, Hieronymus Bosch, Jan van Eyck, CorreggioRubens, Rembrandt, Dürer, Tiziano e Tintoretto. E' difficile, se non impossibile, riuscire a vedere Kunsthistorisches Museumtutto in una sola visita e bisogna fare attenzione anche a non prendere il torcicollo per osservare gli stupendi soffitti decorati. Non andate via senza prima essere passati per la stupenda caffetteria del museo, ci si potrebbe stare un pomeriggio da quanto è comoda. Il moderno quartiere museale Museumsquartier (indirizzo Museumsplatz 1) è la destinazione perfetta per le giornate di pioggia: i suoi bellissimi musei (Museo di Arte Moderna, Museo Leopold, la Kunsthalle Esposizione di Arte Contemporanea, lo Zoom Museo per bambini, il Centro di Architettura di Vienna), le caffetterie, gli spazi pubblici accoglienti, lo hanno reso la terza attrazione di Vienna. Tutti questi musei sono concentrati attorno a Museumsplatz.

Casa Museo di Sigmund FreudSe siete tra gli amanti del mondo della psicologia, non potete fare a meno di visitare la Casa Museo di Sigmund Freud che si trova negli appartamenti dove il padre della psicanalisi viveva e lavorava. Il museo è stato aperto nel 1971 e si trova nel quartiere di Alsergrund  al numero 19 di Berggasse. All'interno potrete trovare, oltreai mobili originali del dottore (tra cui il primo divanetto dove Freud ascoltava i suoi pazienti, poi preso a modello da tanti psicologi),  documenti, fotografie e diversi oggetti curiosi, tra i qual un compendio di storia della psicoanalisi.

Belvedere Al di fuori del centro della città si trova lo splendido Belvedere (indirizzo Prinz Eugen-Straße 27), di cui vi ho già accennato, costruito da Johann Lukas von Hildebrandt,per il principe Eugenio di Savoia, il grande condottiero italiano e grande amante dell'arte che sconfisse i turchi che minacciavano l'impero asburgico e l'intera Europa. Il Palazzo è in realtà formato da due edifici separati, come si può vedere dalla foto al lato, Belvedere superiore e Belvedere Inferiore. Il palazzo superiore, da cui si gode un bellissimo panorama della città ospita oggi la Galleria Baciod i Klimt - Galleria Austriacaaustriaca,  con le opere in particolare dell'arte austriaca dal Medioevo ad oggi, a cui si aggiungono alcuni capolavori stranieri. La collezione artistica di questo museo è impressionante ma, come con la Gioconda di Leonardo al Louvre, c'è un dipinto che ne è diventato il simbolo: il Bacio di Gustav Klimt. La raccolta dei quadri di Klimt qui ospitata include anche Giuditta, altro dipinto entrato nei manuali di storia dell'arte e altri pregevoli capolavori di Egon Schiele, Oskar Kokoschka, opere dell'Impressionismo francese e  capolavori del Biedermeier viennese, solo per citarne alcuni.Nel Belvedere Inferiore, si trovano gli appartamenti e le sale di rappresentanza usati dal principe Eugenio per intrattenere i suoi ospiti di alto lignaggio, che sono di assoluta bellezza.

Castello di SchönbrunnPrima di riprendere il cammino verso casa ricordatevi dell'altro grande e celebre palazzo Barocco della città, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco, il Castello di Schönbrunn (indirizzo Schönbrunner Schloßstraße 47); si tratta del monumento in assoluto più visitato dell'Austria, che ha visto tra i suoi residenti, più o meno stabili, Maria Teresa, la Principessa Sissi, Napoleone Bonaparte (che conquistò Vienna due volte). L'interno si presenta quasi integralmente nel suo aspetto originale, Salone degli Specchicon lo stile tipico del tardo Barocco importato dalla Francia, il rococò, con riccioli e arabeschi dappertutto, con 2000 stanze, una cappella e un teatro, siamo di fronte a un'altra città nella città. Nel cosiddetto Salone degli Specchi, Mozart (vedere anche Mozart a Vienna) eseguì, a sei anni, il suo primo concerto reale al cospetto di Maria Teresa.  Pare che l'imperatrice restò entusiasta dell'esecuzione del piccolo genio della musica, tanto che il padre annotò orgoglioso nel suo diario, "Wolferl (diminutivo affettuoso di Wolfang) è saltato in grembo a Sua Maestà, abbracciandola e sbaciucchiandola per benino". La Sala di Napoleone (che qui soggiornò saltuariamente tra il 1805 e il  1809) curiosamente espone un'allodola crestata impagliata.

Panorama di ViennaTrovare alloggi economici a Vienna può essere un problema, soprattutto a Natale, Pasqua e tra giugno e settembre, quindi conviene prenotare il prima possibile (se lo fate con noi attraverso le pagine che trovate in alto a sinistra e in basso ancora meglio, risparmiate e ci date una mano ).  Per mangiare non avrete che l'imbarazzo della scelta con ristoranti per tutte le tasche e tutti i gusti (date un'occhiate qui al riguardo Ristoranti a Vienna).  Stessa cosa dicasi per quanto riguarda la vita notturna (leggetevi questo nostro articolo sulla  Vita notturna a Vienna).

Storie curiose: un inquilino famoso

A Vienna è facile trovare aneddoti gustosi sulle vita di gradi uomini. Ho trovato questo episodio sulla vita di uno dei più grandi compositori della storia che mi ha molto  divertito e ve lo racconto. "Beethoven!" Gridò il padrone di casa. "Che cosa ha fatto? Non si possono fare dei buchi nei miei muri solo perché si vuole una vista degli alberi!", "Posso. E lo farò, "rispose il grande compositore. Beethoven sapeva di essere Beethoven. Beh, il buco è stato riempito, gli alberi se ne sono andati, e i personaggi di questo scambio di vedute sono morti da tempo (il padrone di casa di Beethoven si chiamava Johann von Pasqualati ed era un grande appassionato di musica che perdonò tutto al suo famoso e irruento inquilino), ma ritrovarsi nel punto esatto di questa storia rende tutto così vicino che la musica finisce col riempire il sottofondo dei miei pensieri.

HundertwasserhausVolete un po' di modernità nel rispetto della tradizione viennese? Andate a vedere la Hundertwasserhaus (indirizzo Kegelgasse 36-38), un complesso multicolore di case popolari che prendono il nome dall'architetto e artista Friedensreich Hundertwasser che le costruì nel quartiere di Landstraße, a est del centro città. Il complesso di piani ondulati, con un tetto ricoperto d'erba,  52 appartamenti, quattro uffici, 16 terrazze private e tre terrazze comuni, e  250 alberi, fu costruito tra il 1983 e il 1985, secondo le idee e i concetti di Hundertwasser che lavorò con i colleghi architetti Joseph Krawina e Peter Pelikan per la fase esecutiva. La cosa incredibile è che questo moderno Gaudì che è  stato Hundertwasser (morto nel 2000) non prese alcun compenso per il suo lavoro, dichiarando che ne valeva la pena, per evitare che qualcosa di brutto potesse essere costruito al suo posto.  Oggi, proprio come gli edifici del grande architetto spagnolo a Barcellona, la Hundertwasserhaus è diventata uno dei luoghi più visitati di Vienna e ormai fa parte a pieno titolo del patrimonio culturale dell'Austria.

Insomma, spero di avervi dato l'idea giusta di questa città, cari lettori di tutte le età. Vienna  sembra ormai eterna. Come tutte le cose eterne sembra quasi un pensiero d'amore, lo diceva anche il grande Dino Buzzati. Si ha quasi l'impressione che quel misticismo, progressista e conservatore al tempo stesso, di cui è impregnata la città, abbia cercato, forse senza trovarla, una malinconica dignità per gli uomini, quasi come in un valzer che si vorrebbe infinito. Ho reso l'dea? Buona Vienna.

di M.S per Informagiovani-Italia

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