Abbadia San
Salvatore è uno dei borghi medievali meglio
conservati della Toscana, con due distinti
nuclei storici, l'abbazia e il castello,
composto quest'ultimo da tre successive
cerchie di mura, ancora oggi ben leggibili.
Il Comune come detto si trova in provincia
di Siena ed ha da ultimo censimento 7243
abitanti (CAP 53021, TEL. 0577).
Il paese, posto sul versante orientale del
Monte Amiata, prende il nome dalla
celebre abbazia di San Salvatore, fondata
dal nobile longobardo Erfo intorno alla metà
dell'VIII secolo. L'abbazia divenne una
delle più potenti ed importanti della
Toscana: nei secoli intorno al 1000 la sua
giurisdizione feudale ed ecclesiale si
estendeva su un vasto territorio posto fra
la Toscana meridionale e l'alto Lazio. Nel
1347, dopo una lunga contesa con
Orvieto,
entrò a far parte dei domini senesi e nel
1557 dello Stato mediceo.
Nel 1782
l'abbazia, che nel 1228 era passata dai
Benedettini ai Cistercensi, fu soppressa nel
quadro delle riforme leopoldine. La
soppressione portò alla dispersione di un
ricco patrimonio di oggetti liturgici e
della biblioteca, ma si salvarono la famosa
Bibbia Amiatina, il più antico codice con il
testo completo della Sacra Scrittura nella
versione latina di San Girolamo, e
l'eccezionale archivio diplomatico. L'antico
monastero fu occupato da famiglie del luogo
e avviato ad una lenta decadenza
architettonica, in parte recuperata negli
ultimi decenni.
La riforme leopoldine portarono
anche all'alienazione della grande faggeta
comunale, ancora sottoposta agli usi civici
medievali. Gli abbadenghi si organizzarono
formando, nel 1788, una società composta dai
capi famiglia per l'acquisto della faggeta,
che rimase di proprietà comune, e per la
fondazione della Compagnia laicale di San
Marco papa, nel 1795, per tenere aperta al
culto l'antica chiesa abbaziale.
Fra la fine del
Settecento e gli inizi dell'Ottocento fu
ingrandita e ricostruita in stile
neoclassico anche la pieve di Santa Croce,
posta all'interno del castello, di
fondazione duecentesca.
Nell'Ottocento le risorse principali del
paese derivavano dai suoi pascoli e dai suoi
estesi boschi, castagneti e faggete, con
numerose attività artigianali a questi
collegate. Nel 1897 venne aperta la miniera
di mercurio da parte di industriali
tedeschi, che per decenni fu la più
importante del mondo.
