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Marionette e pupi in Sicilia
Agrigento è una città millenaria, custode di straordinarie ricchezze archeologiche,
artistiche e architettoniche. Fondata nel 581 a.C. fu una delle più importanti città della
Magna Grecia,
dalle sorti travagliate; venne difatti saccheggiata dai Romani e subì l'invasione degli arabi, che
ricostruirono la città sulla cima di una collina.
Oggi la città dall'alto della collina su cui
sorge, allunga il suo sguardo sulle rovine monumentali della Valle dei Templi.
Tutto intorno la
campagna, fa quasi
da cornice al centro cittadino, ed è davvero suggestiva quando viene inondata dal
sole. Splendidi
gli alberi di olivo secolari di Agrigento, i vigneti e gli alberi di
arancio con i loro fiori bianchi e profumati.
Il centro storico presenta la tipica conformazione araba ed è formato da
tante piccole viuzze e cortili che somigliano a quelli delle città del nord
Africa. Sulla via Atenea, il corso principale di Agrigento, si affacciano
palazzi e numerose
chiese, frutto di
stili di costruzione diversi tra loro ma bellissimi. All'interno di questi
edifici sono custoditi tesori di
arte sacra e non, spesso sconosciuti. Nel centro ammirate l'antica Cattedrale del XIV
secolo, la chiesa di Santa Maria dei Greci (dificata sopra un tempio
greco del V secolo d.C. le cui colonne sono ancora visibili nella navata
centrale e nelle fondamenta della chiesa stessa), visitate il Museo Civico
in Piazza Municipio, l'Abbazia di Santo Spirito e le altre attrazioni
da
vedere a Agrigento.
Dall'alto
della città si vede la famosissima
Valle dei
Templi. Lungo un crinale si ergono i resti di numerosi templi, testimonianza della
prosperità della città quando era la splendida Akragas, una
delle più temute e ricche potenze del Mediterraneo, resa grande dalle gesta
di eroi, dalle leggende e dai personaggi illustri. Il contrasto tra il colore
della terra e l'azzurro del cielo è forte, come quello tra l'espansione
edilizia moderna e selvaggia e i resti monumentali antichi.
I templi della valle, testimonianza
della magnificenza di un tempo, sono in stile dorico, costruiti in tufo calcareo
e offrono una vista
particolarmente suggestiva all'alba e al tramonto, quando
assumono una colorazione dorata. Tutti gli edifici sono orientati verso est,
per rispettare il criterio classico (sia greco che romano) che l'ingresso
alla cella che ospitava la statua della divinità, ospitata nel tempio, fosse illuminato dal sole
nascente, fonte e principio di vita.
Il Tempio della Concordia è il più imponente dei templi della valle (13
colonne di lunghezza x 6
colonne di larghezza) ed è uno dei templi meglio conservati dell'antichità. Risale, si
suppone, all'anno 430 a.C. e non si sa a chi fosse dedicato. Il nome
Concordia deriva da un iscrizione latina trovata nelle vicinanze. Il fatto
che sia giunto integro fino a noi è da attribuire alla sua trasformazione in
chiesa nel VI sec.
Purtroppo durante il Medioevo i materiali di costruzione dei templi vennero
saccheggiati e utilizzati per innalzare altri edifici. In particolare il
Tempio di Zeus Olimpio viene familiarmente chiamato Cava dei Giganti
proprio
perché
fornì materiale per la Chiesa di S. Nicola e per il braccio settecentesco
del molo di Porto Empedocle.

A quanti uomini, presi nel gorgo d'una
passione,
oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza,
dalla miseria,
farebbe bene pensare che c'é sopra il soffitto
il cielo,
e che nel cielo ci sono le stelle.
Luigi Pirandello
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
Gli
appassionati di letteratura troveranno interessante visitate la casa
natale di
Pirandello. In questa casa nacque il 28 giugno del 1867 Luigi Pirandello, drammaturgo famoso
in tutto il mondo, e qui si rifugiò la sua famiglia in occasione di
un'epidemia di colera. L'edificio
non ha particolari pregi artistici e architettonici, tuttavia è divenuto nel
tempo un luogo simbolicamente significativo per quanto riguarda la cultura
mondiale e per questo meta frequente di studiosi o semplici appassionati di
letteratura.
All'interno della casa sono conservati cimeli, fotografie ed altri oggetti che
testimoniano la vita e le opere di Luigi Pirandello. Particolarmente
significative sono le foto che ritraggono lo scrittore mentre ritira il
premio Nobel, conferitogli nel 1934. A ridosso della casa, c'è un lungo e
stretto viale che porta al famosissimo pino, luogo di contemplazione
preferito dallo
scrittore.
Dopo aver fatto un giro turistico fermatevi a
mangiare ad Agrigento, nel cuore vecchio della città, dove esistono ancora
piccole osterie dove si mesce
il vino e si servono sarde salate ed olive schiacciate.
Particolarmente conosciuta è l'osteria dei Carapezza nella via Zuppardo, traversa
di via Garibaldi, nel centro del Rabato, quartiere popolare.
E come non parlare della pasticceria locale? Se siete golosi di ricotta e
mandorle
non resisterete a lungo agli immensi banchi imbanditi di ogni ghiottoneria.
La pasticceria ad Agrigento è di grande tradizione. Elemento base dei dolci
è la ricotta. Squisiti i cannoli, le cassate, i bocconcini farciti
con frutta candita e ricotta, le paste di mandorla preparate con mandorle
tritate e zucchero. Non mancano poi i mostaccioli, preparati con il vino, i
taralli, biscotti al latte ricoperti di zucchero, la cosiddetta frutta marturana
(fatta di un composto simile al marzapane ma notevolmente più dolce e
saporito), gli agnellini pasquali di marzapane, le buccellate, biscotti
ripieni di fichi, le genovesi, i panierini con la crema.
Sorseggiate in uno
dei tanti bar l'orzata o la granita di limone.
Infine una curiosità il commercio locale è famoso per i lavori
artigianali in legno e sughero e per la costruzione di strumenti musicali
tipici della Sicilia come ciarameddi, tamburelli e bummuli. Leggi in
proposito la pagina dedicata alle
Tradizioni e al folclore di Agrigento.
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