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Ajaccio, probabilmente la più francese delle città della Corsica vale veramente una attenta e riflessiva visita. Avere dato i natali qui nato il 15 agosto 1769 a Napoleone Bonaparte, il più grande stratega militare di tutti i tempi non è un fatto poco rilevante. Delle tracce, specialmente giovanili, dell'imperatore corso, la cittadina di 54.000 abitanti è piena. Di fatto per questo motivo Ajaccio non è solo capoluogo della provincia della Corsica del sud, ma in realtà capitale politica dell'intera isola; sede dell'Istituto superiore di Eliofisica, dipartimento distaccato dell'Università di Corte; vescovato; tribunale e molte altre cose.


La città si stende terrazzata in fondo all'omonimo golfo, tra spiagge sabbiose, promontori, cale e calette, chiusa dalla sagoma scura delle isole Sanguinarie. Alle spalle di Ajaccio, contrastanti col mare, colline dolcissime digradanti dai massicci dell'interno o emergenti dalla piana alluvionale della Gravona dove, oltre l'aeroporto internazionale di Campo dell'Oro, i vitigni doc si alternano agli agrumi e ai cereali. E' difficile ipotizzare un equilibrio con minori contrasti tra mare, colli e città nel suo insieme.

Nelle stradine della città vecchia genovese e del Borgo, aggrovigliate alle spalle della cittadella, che Ajaccio, la città terziaria e direzionale per eccellenza della Corsica, celebra la sua dimensione paesana e mediterranea (rito del passeggio serale, mercato, pescatori che decantano la propria merce).


Tornando a Napoleone, sembra paradossale, ma la tradizione e la cultura corse non hanno mai eletto l'imperatore a eroe nazionale, come Sampiero Corso e Pasquale Paoli. Questo mancato riconoscimento è peraltro giustificato dal contraddittorio e ostile atteggiamento mostrato dallo stesso Napoleone verso le aspirazioni indipendentiste corse e dal suo scarso interessamento per lo sviluppo economico e sociale del paese, nonostante sporadiche e sentimentali dichiarazioni d'amore per la sua terra natale ("Potrei riconoscerla a occhi chiusi dal soave profumo della sua macchia").

 

Se non la cultura corsa, gli abitanti di Ajaccio insieme all'industria turistica si sono vistosamente appropriati della figura di Napoleone. Qui tutto ruota intorno al generale corso. La presenza del Bonaparte "formato promozione turistica" continua,  sapientemente orchestrata e sfaccettata per non risultare troppo pesante e quindi. Ecco Napoleone - bambino, tenente di artiglieria, primo console, imperatore, con accompagnamento familiare o non - diventare grotta, corso, traghetto del SNCM, monumento, albergo, negozio, museo, festa del 15 agosto... Oppure, passando dalla celebrazione ufficiale a quella più spiccia del souvenir, eccolo in una tazzina, bicchiere, pipa, accendino, statuetta con bicorno in testa e mano destra infilata nel panciotto. Tutto questo però non deve suonare dissacrante anzi.

 

 

Storia di Ajaccio

Come spesso in questi casi si tenta di forzare la storia per renderla più premurosa e glorificante nei confronti della propria città perché il passato può essere tutto tranne che banale. La tradizione vuole infatti la città fondata niente meno che dal mitico eroe greco Ajace. Di certo, la città era molto antica e quasi sicuramente un castrum romano che nel basso impero conobbe una certa prosperità grazie all'aggiunta di popolazioni indigene adibite alla bonifica della piana della Gravona e all'apertura di vie di comunicazione. Le cronache della storico Genovese Giovanni della Grossa (1388-1464) testimoniano l'esistenza, intorno al VII secolo, di un borgo, Castel Vecchio (rovine), su un poggio a ridosso della penisola della cittadella. Distrutto successivamente dai saraceni nel X secolo, il nucleo verrà ricostruito dai genovesi 2km più a nord, in posizione meglio protetta, nel sito ancor oggi chiamato Vigne di San Giovanni. La ricostruzione è da inquadrare nel vasto disegno di fortificazioni e lottizzazioni agrarie operato da Genova a partire dalla fine del XIII secolo.
La città venne ufficialmente fondata sul sito attuale, su progetto del milanese Cristoforo da Gandino e di Pietro da Navaria, a partire dal 1492 dal Banco di San Giorgio. Dentro le mura si stabilirono un centinaio di famiglie della Lunigiana. Localizzata su una penisola a fianco di una baia particolarmente protetta e inserita in un più ampio sistema difensivo del golfo centrato su una serie di torri d'avvistamento (Parata, Capitello, Isolella, Castagna, Muro), crebbe rapidamente saturando intorno alla seconda metà del XVI secolo lo spazio chiuso dalle mura.
Uno degli eroi isolani, Sampiero Corso se ne impadronì senza colpo ferire nel 1553, durante il primo intervento francese (1553-59) e la consegnò al maresciallo de Thermes. Aprì inoltre la città murata ai pescatori e contadini corsi che avevano costruito un popoloso sobborgo a ridosso delle mura (sarà loro accordato il diritto di cittadinanza solo nel 1592). Sul capo a mare della penisola, il maresciallo de Thermes iniziò (1554) la costruzione dell'attuale cittadella che verrà ultimata nel 1559 da Genova, alla partenza dei francesi. Un lungo fossato separava dall'abitato le massicce e basse mura rafforzate da baluardi, rivellini e cannoniere. L'abitato prese quindi a svilupparsi fuori le mura (demolite nel 1801) e verso nord, dando vita, sull'asse dell'attuale via cardinal Fesch, al Borgo. Le attività principali erano il commercio e la pesca al corallo.
Ma saranno fattori politici che trasformeranno il borgo (5000ab.) nel 1666 in città Nel 1723 Ajaccio diventa capitale della provincia "al di la dei monti" e sede del relativo governatore, con le stesse prerogative di Bastia, capoluogo dei territori "al di qua dei monti".
Il 15 agosto 1769, qualche mese dopo la definitiva cessione dell'isola alla Francia, in rue Malerba (oggi rue St.Charles), Letizia Bonaparte mette al mondo un bimbo cui imporrà il nome di Napoleone, in memoria di un parente morto qualche settimana prima alla battaglia di Ponte Novo (che segna la fine del sogno indipendentista di Pasquale Paoli e convince l'avvocato Carlo Maria, padre di Napoleone, ad abbandonare i paolisti e a giurare fedeltà alla Francia). Napoleone trascorre l'infanzia fra le strade di Ajaccio prima di essere ammesso, a dieci anni, come borsista al collegio d'Autun e, poco dopo, alla scuola reale di Brienne e quindi alla scuola militare di Parigi.
Il giovane Napoleone diventa ufficiale di artiglieria a sedici anni, si fa quindi distaccare in Corsica dove si trova coinvolto nelle intricate lotte locali fino a quando non avviene la rottura fra lui, propenso a seguire le idee della Rivoluzione scoppiata in Francia, e Pasquale Paoli, passato dalla parte degli inglesi, sperando in una indipendenza dell'isola. Durante il paio d'anni di regno anglo-corso (1794-96) tutta la famiglia Bonaparte ripara in Francia in grande miseria.
Nel 1793 la Convenzione aveva intanto diviso la Corsica in due dipartimenti: il Golo con capitale Bastia e il Liamone con capoluogo Ajaccio. Nel 1879 i due dipartimenti vengono riuniti sotto la giurisdizione di Ajaccio. La vecchia divisione della Convenzione sarà ripristinata nel 1975, con l'attuale denominazione di Corsica del sud (cap. Ajaccio) e di Alta Corsica (cap. Bastia).
Nel corso della seconda guerra mondiale, posta dopo il giugno 1940 sotto il controllo della Commissione d'armistizio, viene occupata dalle truppe italiane e da un piccolo contingente tedesco nel novembre 1942. Dopo l'armistizio fra l'Italia e gli alleati le truppe italiane, in unione con i partigiani corsi, riescono a liberare (9 settembre 1943) la città dai tedeschi, permettendo così qualche giorno più tardi (14 settembre) lo sbarco, dal sottomarino Casabianca proveniente da Algeri, del battaglione d'assalto; prima unità francese a mettere piede sul suolo della Francia liberata. L'8 ottobre il generale de Gaulle lancerà da Ajaccio il suo celebre messaggio alla nazione.

 

 

Economia

Negli anni '60 si assiste a una forte crescita demografica alimentata dall'afflusso di manodopera dalle regioni interne, dall'immigrazione dal continente di quadri impiegatizi e dall'arrivo massiccio di rimpatriati dall'Africa del nord.
La popolazione passa dai 23.000 abitanti del 1929 e dai 31.000 del 1946 ai 50.000 del 1979. L'urbanizzazione è frenetica e, come in tutte le città portuali strette fra mare e monti, si sfoga scalando le pendici, infilandosi nelle conche intervallive e spingendosi lungo i litorali. Crescono gli alti palazzi bianchi dei quartieri Belvedere, Berthault, Pietrina, e le ville residenziali sulla strada per le Sanguinarie. Mentre per risolvere il problema del decollo economico e sociale altrove, si pensa a battere la strada della piccola proprietà dell'artigianato rurale, del rimboschimento, della solidarietà umana. Ajaccio pone mano, con piglio da capitale, alle grandi opere infrastrutturali, alla circonvallazione a monte, all'aeroporto, a una scuola alberghiera, al porto turistico; pensa a creare uffici, commerci, domanda turistica, ponendosi così come eccezione nella realtà corsa, se non come presenza proconsolare della Francia metropolitana.
Nel terziario trovano attualmente lavoro oltre 15.000 addetti. Buona l'attività portuale: 30% delle merci in arrivo sull'isola (idrocarburi e materiale edilizio in testa); 500.000 passeggeri (26%). L'aeroporto di Campo dell'Oro è il più importante dell'isola: 1.000.000 di passeggeri l'anno, circa il 50% del totale. Ma Ajaccio è soprattutto una stazione climatica (media annuale 20C, invernale 14C), frequentata dagli inglesi già sul finire del secolo scorso, e balneare; in città e sulle fasce litorali adiacenti è dislocato il 40% dell'intera capacità ricettiva dell'isola. Il movimento turistico conosce un crescendo di arrivi e non denuncia indici di cedimento nei tempi di permanenza, rivelando quindi che il contatto del visitatore con la città non è sommario, semplice omaggio formalistico a Napoleone. Il visitatore è attirato da altri motivi: dal fascino delle spiagge vicine e bene attrezzate, dai prodotti esposti in negozi raffinati, dall'ampia offerta alberghiera, dalla vita notturna, dalle facilitazioni per il tempo libero (centri nautici, velici, escursioni), dalla facilità delle comunicazioni (aeroporto, porto, ferrovia, bus, strade), dalle manifestazioni culturali (canti e musica popolari, parate folcloristiche, concerti, mostre).

 

Numeri utili:

Pompiers (vigili del Fuoco)  18

Police (Polizia)  17

Samu  15

Centre Hospitallier d'Ajaccio  04 95 29 90 90

Centre Hospitallier Général Bastia  04 95 59 11 11

Aiutu Corsu association SIDA  04 95 29 94 29

Sida Info Service 0800 84 08 00

Sida Consultation Dépistage Anonyme et Gratuit  08 00 42 83 08

SOS Femmes victimes de violences  0800 40 02 35

Aeroporti:

Campo dell'Oro (Ajaccio)  04 95 23 56 56

Bastia Poretta   04 95 54 54 54

Calvi Ste Catherine  04 95 65 88 88

 

 

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