Alatri
si trova in Ciociaria, un’area del basso Lazio poco
conosciuta dai più ma costellata da moltissimi paesi tanto antichi
quanto ricchi d’arte, di cultura e tradizioni.
Alatri ad esempio è un paese sito in provincia di
Frosinone,
dall’aspetto medievale e facilmente raggiungibile con
l’autostrada prendendo l’uscita per Fiuggi, altra località famosa e
frequentata per le cure termali già duemila anni fa dai Romani.
Secondo
la mitologia romana, il dio Saturno, essendo stato spodestato da Giove e
cacciato dal Monte Olimpo, giunse nelle terre del Lazio, dove avrebbe
fondato Alatri ed altre città, chiamate "città saturnie". Secondo
un’alta leggenda invece, i fondatori d’Alatri sarebbero stati gli
antichi ciclopi, ritenuti gli unici in grado di costruirne le possenti e
famose mura.
La
città Pelasgica è una di quelle località la cui ricchezza storica è
tangibile e fruibile dal visitatore, attraverso la gran quantità di
monumenti e di ritrovamenti archeologici presenti nel suo territorio
dall’aspetto giunto a noi intatto attraverso il tempo.
Al di là
del suo massimo complesso monumentale valore costituito
dall’Acropoli Pelasgica (particolare delle mura nella foto a
destra), vanno segnalati monumenti e opere d’arte estremamente
importanti e suggestive.
La
chiesa di Santa Maria Maggiore ad esempio, sorta nel V secolo
probabilmente sulle rovine di un vetusto tempio consacrato alla dea
Venere, fu ampliata in epoca romanica e del tutto ristrutturata nel XIII
secolo, seguendo il corrente gusto dell'architettura gotica. Splendido
il disegno della facciata monocuspidata, con le tre porte d’accesso e
l'originalissimo traforo del rosonoe, riccamente decorato.
La chiesa
di San Francesco, eretta insieme al vicino Convento dell'ordine
francescano nella seconda metà del duecento, conserva ancora oggi,
fondamentalmente inalterata, la sola alta fronte, con portale ad arco
acuto e rosone a colonnine radiali.
L'interno che è stato trasformato in epoca barocca è delizioso, e
preserva oltre ad una ricca suppellettile lignea, una pregevole
“Deposizione” di scuola napoletana del Seicento, e la preziosa reliquia
del mantello di S. Francesco, donato alla Città nel 1222.
Al trivio
tra di Via di S. Francesco, Corso Vittorio Emanuele e Corso Cavour, si
erge l’imponente mole del Palazzo Gottifredo, costruito per
volontà del cardinale omonimo intorno alla metà del XIII secolo. Si
tratta di un complesso costituito da una casa/torre, che è il nucleo
essenziale del palazzo. Lungo Corso Vittorio Emanuele c’è un portale ad
arco ogivale, tipicamente gotico, che tra l’altro l’ingresso principale
alla torre.
La torre di Palazzo Gottifredo è stata restaurata nel 1930 per
essere destinata a sede del Museo Civico, che è stato inaugurato nel
1934.
Il museo recentemente ha trovato un nuovo impulso, grazie ad iniziative
culturali di gran pregio e soprattutto alla valorizzazione d'antichi ed
importanti reperti d’epoca romana unici nel loro genere. Un’epigrafe
testimonia le opere pubbliche realizzate da Betilieno Varo, senz’altro
un personaggio che ebbe in epoca romana un ruolo di grandissimo rilievo
per Alatri.
Il museo si può visitare tutto l’anno dal martedì alla domenica dalle
9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, ed è chiuso il lunedì.
Durante
le festività natalizie si può assistere alla suggestiva realizzazione
del Presepe Vivente d’Alatri, organizzato dagli “Acclamatores” di
San Sisto, patrono del paese, con il patrocinio del Comune, e la
rappresentazione si svolge nei giorni 26 e 30 dicembre nel
caratteristico e antico Rione Piagge.
La rievocazione della Passione Vivente del Venerdì Santo, è forse
una delle più note della Penisola, ed è la più antica manifestazione
religiosa della Città d’Alatri. L’origine di tale evento religioso si
perde nella notte dei tempi, mentre la formula attuale si è certamente
consolidata alla fine del 700 con le Missioni di San Paolo della Croce
in Ciociaria.
Tra gli anni 1743-1767 il Santo venne ad Alatri, e molti fedeli furono
affascinati dalle sue omelie. Tre anni dopo la sua morte fu istituita la
Confraternita, precisamente il 5 aprile 1778 con l'autorità del Vescovo
Ordinario.
Restando sempre in ambito religioso, nella cattedrale di San Paolo è
possibile vedere e pregare davanti alla reliquia del miracolo
dell’ostia incarnata risalente agli inizi del 1200, a cui gli
alatrensi sono devotissimi, e certificata da una bolla papale.
Durante
l’estate, per chi desidera visitare il paese, si può assistere al
tradizionale Festival del folcklore, una manifestazione
multietnica che richiama ogni anno partecipanti da tutto il mondo.
Nota
anche l’ospitalità e la cucina alatrense, che si possono gustare
in ristoranti a conduzione familiare estremamente caratteristici, dove
l’arte culinaria è genuina e semplice.
Nei
dintorni visitate Paliano,
Fregellae e
Frosinone.
Articolo di Simona Aiuti per Informagiovani Italia