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ALESSANDRIA: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA



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Alessandria
Alessandria, Capoluogo dell'omonima Provincia
della Regione Piemonte, è situata sul fiume Tanaro, compresa nella pianura tra
il Po e l'Appennino Ligure, a 95 metri sopra il livello del mare e conta circa
94.000 abitanti. La città fu fondata intorno alla metà del XII secolo da
Guglielmo il Vecchio, e precisamente nell'anno 1168 quando gli abitanti di
alcuni villaggi decisero di costruire la futura Alessandria attorno al
Castello di Rovereto. Questo nome fu scelto in onore del pontefice
Alessandro III, sostenitore della lega lombarda e avversario dell'Imperatore
del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa, scomunicato dal Papa.
Il 29 ottobre 1174 Alessandria subì un attacco delle forze imperiali del
Barbarossa, che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed
Asti, che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la
città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì
Santo, con la resa degli uomini del Barbarossa.
Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell'Impero, la città
assunse il nome di Cesarea (quindi facente capo all'impero) mantenendolo
però per un breve periodo. Nel 1198 divenne Libero comune. La città, conosciuta
allora con il nome di Alessandria della Paglia o Alessandria della palude per le
sue fortificazioni in semplice paglia e fango. La città resistette come comune
autonomo fino al 1348, quando entrò a far parte del ducato di Milano
sotto i Visconti. Nel 1404 la città venne invasa dal signore di Casale
Monferrato Facino Cane che si impadronì e solo alla sua morte, il
matrimonio di Filippo Maria Visconti con la vedova di Facino Cane,
Beatrice Tenda, consentì alla famiglia milanese il recupero del ducato e dei
territori alessandrini. La morte di Filippo Maria Visconti nel 1447 segnò la
fine della signoria viscontea ed il passaggio di Alessandria nella mani di
Francesco Sforza. Ala fine del XV secolo il declino della signoria degli
Fforza coincise con una intensa attività bellica che interessò Alessandria: la
città venne saccheggiata nel 1499 dalle truppe francesi, occupata nel 1512
dall'esercito di Massimiliano Sforza, invasa dai francesi nel 1522.
Coinvolta nelle guerre fra Spagna e Francia, nel 1525, Alessandria entrò a far
parte dei domini di Carlo V (unico edificio superstite di età spagnola è
la Chiesa della Beata Vergine del Monserrato, eretta su iniziativa del
governatore Matheo de Otanez: nella nicchia di ingresso si trova
l'affresco raffigurante la Madonna di Monserrato e sul tabernacolo è
collocata la Madonna Nera attribuita ad artista spagnolo del XVII secolo). Le
strutture del governo spagnolo rimasero in vigore nel corso del secolo XVII,
anni in cui la città rafforzò il proprio ruolo di scambi commerciali con le
città vicine come Genova, Tortona e Pavia, e anche come importante piazzaforte
militare. La presenza spagnola si concluse nel 1706, quando le truppe sabaude
entrarono in città. Il Trattato di Utrecht, che nel 1713 poneva fine alla
guerra di successione spagnola, sancì il passaggio del territorio alessandrino
al ducato di Savoia prima ed al regno di Sardegna poi, avviando la
riorganizzazione della vita politica attraverso l'istituzione delle figure del
governatore e dell'intendente, aprendo una stagione di riforme generali
dell'amministrazione civica e della beneficenza pubblica con il consolidamento
del sistema di fortificazioni. I Savoia rinforzarono le difese costruendo la cittadella, ancora presente, imponente
struttura difensiva a pianta stellare.
A seguito della sconfitta subita ad opera della
Francia napoleonica nel 1796, Vittorio Amedeo III di Savoia sottoscrisse l'armistizio
di Cherasco e cedette ai francesi la Savoia,
Nizza, le fortezze di Cuneo,
Tortona ed Alessandria; Bonaparte tornò dopo la Battaglia di
Marengo ma nel 1814 le truppe austriache si impadronirono nuovamente della
città. Con proclamazione del b Regno d'Italia la città, conobbe, nella seconda
metà dell'Ottocento, le prime fasi dello sviluppo industriale. L'industria
trainante della città divenne il cappellificio di Giuseppe Borsalino
che, nel 1910 occupava ben 2000 operai. Nell'ultimo ventennio del '800 la
città fu oggetto, sotto la guida del'ingegnere Ludovico Straneo, di un notevole
rinnovamento urbanistico, contraddistinto dall'espansione verso ovest,
dall'abbattimento dei rioni degradati, dallo smantellamento della cerchia delle
mura; di questo periodo la realizzazione di piazza Garibaldi, un ampio
spazio scenografico tra la città ed i giardini della stazione.
Le
bellezze artistiche di Alessandria sono diverse. Sulla centrale Piazza
della Libertà, per esempio, si affacciano i settecenteschi Palazzo del
Municipio e Palazzo della Prefettura; non lontano da questi sorge la
Cattedrale di gusto neoclassico con una facciata costruita tra il 1874 il
1879 progettata da Edoardo Arborio Mella e interno decorato dalle statue
dei santi patroni delle 24 città della lega lombarda, che ornano il tamburo
della cupola. Da ricordare anche la quattrocentesca Chiesa di Santa Maria del
Carmine, che nel periodo napoleonico fu adibita al tempio massonico, e la
Chiesa di Santa Maria del Castello, edificata nel quindicesimo secolo sulle
fondamenta di due templi più antichi. Di rilievo, nell'interno a tre navate, gli
arredi barocchi (confessionali, pulpito, bussola e il coro), il ciclo di dipinti
attribuiti al lombardo Andrea Zanzani (1641-1712) e il notevole gruppo di
10 statue in terracotta dipinta della cinquecentesca Deposizione. Le
memorie cittadine sono affidate al Museo Civico, mentre la vicina
pinacoteca ricca di opere dal quindicesimo secolo e i nostri giorni, con in
particolare dipinti dell'800. Unico nel suo genere e infine il Museo del
Cappello.
Nei
dintorni di Alessandria si trova a 11 km Castellazzo Bormida, dove sorge
una bella Torre dell'Orologio del 1498, una Chiesa romanica dedicata a
San Martino e, nei pressi il Santuario della Madonna delle Grazie,
eretto in forme neoclassiche è diventato oggi meta di devozione dei
motociclisti. Interessante è anche il Palazzo Comunale di Felizzano che
si trova a 10 km da Alessandria, con finestre in cotto nel quindicesimo secolo,
la duecentesca Torre dei Cova e la Chiesa di San Pietro del
dodicesimo secolo. Non lontano da Alessandria, e precisamente 5 km di essa, si
trova anche il piccolo borgo di Marengo, teatro di una storica battaglia
che vide l'esercito francese comandato da Napoleone sconfiggere
l'esercito austriaco nel 1800. Nella ottocentesca Villa Cataldi ha sede
il museo della Battaglia di Marengo, dove sono raccolti cimeli, stampe,
giornali e documenti; le vicende della battaglia sono ricostruite in un plastico
sonorizzato. A giugno, ogni due anni a Marengo, si tiene una rievocazione
storica della battaglia.
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