Annibale Carracci

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Vita di Annibale Carracci - Biografia e opere

 

Il pittore bolognese Annibale Carracci (Bologna 3 novembre 1560- Roma 15 luglio 1609) fu un pittore rivoluzionario, il pittore più ammirato del suo tempo e una forza vitale nella creazione dello stile che oggi conosciamo come barocco. Insieme a suo cugino Ludovico (1555-1619) e suo fratello Agostino (1557-1602) — artisti a loro volta di grandissimo valore con i quali fondò l'Accademia degli Incamminati — Annibale decise letteralmente di trasformare la pittura italiana. Carracci respinse l'artificialità della pittura manierista, propugnando un ritorno alla natura accompagnato allo studio dei grandi pittori del Rinascimento nel nord Italia, soprattutto Correggio, Tiziano e Veronese.

 

 

Crocifissione e santi - 1583 - Annibale CarracciAnnibale Carracci esordì forse come incisore; nella sua prima opera datata; la Crocifissione e santi del 1583 (nella foto) ora nella Chiesa di Santa Maria della Carità a Bologna, appare pittore già "riformato" in senso naturalistico: egli negava così il manierismo del proprio apprendistato, attento soprattutto all'impasto cromatico e ai temi naturalistici della pittura di un altro maestro bolognese Bartolomeo Passarotti, cui ancor più allude La bottega del macellaio (Oxford, Christ Church).

 

I lavori di Palazzo Fava, dove l'artista dipinse anche Storie di Europa, presentano una tenera eleganza compositiva e un cromatismo già venezianeggiante, che si affermano nel Battesimo nella Chiesa di San Gregorio (1585), dipinto nel segno del pittore di Urbino Federico Barocci e del Correggio; quest'ultimo fu fonte costante per le opere di Annibale che seguirono al suo viaggio a Parma, parallelamente al crescere delle esperienze veneziane (Madonna e santi, 1588, Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister).


Cristo morto e strumenti della PassioneDurante il 1580, Carracci era intento a dipingere le immagini più radicali e innovative in Europa. Non solo prendendo spunto dalla natura, ma creando allo stesso tempo una pennellata nuova, rotta, per catturare il movimento e gli effetti della luce sulla forma. Nel dipinto Due bambini molestano un gatto del 1590 (Metropolitan Museum of Art, New York), segna un nuovo capitolo nella storia della pittura di genere. Nel dipinto Cristo morto e strumenti della Passione del 1582 (Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda), un chiaro omaggio al Cristo morto di Andrea Mantegna, dove la figura di Gesù — chiaramente studiata da un modello proposto nello studio — dà l'immagine più realistica di una stridente immediatezza e attualità a differenza dell'opera di Mantegna. Il potenziale rivoluzionario di questo nuovo genere di pittura avrebbe preso forma più di un decennio più tardi in Caravaggio, che deve aver visto il lavoro di Carracci durante un viaggio da Milano a Roma nel 1592.

Assunzione della Vergine -1587Carracci si vedeva consapevolmente come erede di una grande tradizione artistica all'interno della storia della pittura del nord Italia (come dimostra l'Assunzione della Vergine del 1587 oggi al Museo del Prado di Madrid). Annibale e il fratello Agostino visitarono Parma e Venezia per studiare l'opera di artisti come Correggio, Tiziano, Tintoretto e Veronese. Le loro pale d'altare e i cicli di affreschi a Bologna riaffermarono un tocco dell'arte settentrionale italiana sul colore, sulla luce e sullo studio della natura, ma con un nuovo accento marcato sulla comunicazione emotiva. Il successo dei fratelli Carracci portò ad Annibale, l'invito a Roma per lavorare da Odoardo Farnese, dell'omonima potente famiglia (1595). La trepida poesia che pervadeva le opere di questa prima fase si trasforma in aulica idealità che s'innesta felicemente sul dato di natura: l'obiettivo è quello di una colta bellezza, sia essa degli antichi o del Rinascimento raffaellesco e michelangiolesco.

 

Ludovico rimase a Bologna per dirigere l'Accademia degli Incamminati, da loro fondata. Attraverso la prossima generazione di pittori — Francesco Albani, Domenichino, Guido Reni, Giovanni Lanfranco e Guercino — la pittura bolognese ed emiliana divenne una forza dominante nell'arte italiana ed europea del XVII secolo.

Affreschi Galleria Farnese - Annibale CarracciA Roma, la pittura di Annibale fu trasformata attraverso l'incontro ravvicinato con l'antichità classica e l'arte di Michelangelo e Raffaello. Singole scene della mitologia antica sono circondate da un quadro illusionistico elaborato con finte statue, di fronte a cui siedono muscolose figure nude apparentemente illuminate dalle finestre (vedere a proposito il soffitto della Galleria Farnese). Gli angoli sono aperti a viste dipinte del cielo. Quando fu ultimato nel 1600, il soffitto fu immediatamente acclamato come al pari di qualsiasi lavoro in passato. Tali sono gli spiriti che animano la decorazione della Galleria di Palazzo Farnese (1597-1600), opera fondamentale per le generazioni future; e, ancor più sottilmente significativo è il paesaggio che predomina sullo svolgimento del soggetto: ne dà un esempio persuasivo la Fuga in Egitto (Roma, Galleria Doria Pamphili), altro punto fermo per la storia del classicismo europeo. E ricordiamo che il tema del paesaggio era caro ad Annibale Carracci anche quando narrava le atmosfere più dense della pianura emiliana.

 

Tomba Annibale Carracci al PantheonA partire dal 1605 Annibale Carracci cadde in depressione. Secondo alcuni per la presunta ingratitudine di Odoardo Farnese per il suo lavoro, secondo altri per delusioni sentimentali, dove potrebbe avere contratto la sifilide. Le sue condizioni, come è ovvio, influirono notevolmente nella sua produzione artistica di questo ultimo periodo della sua vita, che si fece più rarefatta e i suoi ultimi lavori spesso incompiuti. La depressione lo accompagnò negli ultimi anni della sua vita fino alla morte avvenuta il 15 luglio 1609, dopo aver compiuto un viaggio a Napoli le cui ragioni non sono ancora state scoperte. Fu sepolto, come da sua volontà, nel Pantheon, a fianco alla tomba di Raffaello e dove è ancora possibile leggere l'iscrizione fatta apporre nel 1674 dal pittore di Camerano Carlo Maratta che commemora quello che secondo lui era l'egual valore di Annibale e di Raffaello, di cui in quel tempo si era convinti.

 

In combinazione al naturalismo italiano settentrionale con l'idealismo della pittura romana, Annibale Carracci creò le basi dell'arte barocca. Suo unico sfidante a Roma fu Caravaggio, la cui relazione con il passato era combattiva anziché assimilativa. Inoltre, l'arte di Caravaggio era inadatta a grandi composizioni e cicli di affreschi e già verso il 1630 la pittura caravaggesca era in declino, mentre l'arte di Annibale Carracci fu oggetto di studio di una nuova generazione di artisti. Bernini, Poussin e Rubens furono molto influenzati dall'arte del grande pittore bolognese.

 

 

 

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