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VISITARE ASSISI INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

Assisi è una delle cittadine italiane più famose del mondo, grazie alle sue
bellezze storiche e culturali e grazie al fatto che è legata alla figura di
uno dei santi più conosciuti della cristianità San Francesco. Assisi si
trova in Umbria e ha una popolazione di circa 26000 abitanti.
Le origini di Assisi risalgono probabilmente al II secolo a.C., anche se
l’area su cui sorge la città era già abitata in epoca preistorica. Intorno
al I secolo a.C. divenne municipium romano e fu cinta da mura che contennero
l’abitato fino al periodo comunale, quando la città vide un’improvvisa
inarrestabile espansione, nonché la nascita di uno dei suoi cittadini più
famosi, San Francesco. Nel 1367 la città entrò a far parte dei domini della
Santa Sede fino al 1861, anno dell’Unità d’Italia. La struttura attuale
della città è ancora quella medievale, sopravvissuta nei secoli malgrado i
terribili terremoti che ciclicamente colpiscono la zona. Sono ancora in
corso i lavori di ristrutturazione in seguito al sisma che tanti e gravi
danni ha causato nel 1997.
La prima chiesa che si nota entrando in città da Porta S. Pietro è quella
benedettina di S. Pietro. Costruita alla fine del X secolo ma notevolmente
rimaneggiata nel ‘200, è particolarmente interessante per la purezza dello
stile romanico nel quale è stata costruita. La facciata presenta un semplice
portale principale, affiancato da due piccole porte laterali e sormontato da
tre rosoni. L’interno austero, suddiviso in tre navate da possenti pilastri,
era ricoperto da decorazioni e stucchi rimossi nel Novecento.
La Basilica di
S. Francesco si articola in basilica superiore e basilica inferiore. La
costruzione della chiesa inizia il 17 luglio 1228, quando il pontefice
Gregorio IX pone la prima pietra. Il corpo inferiore viene terminato nella
primavera del 1230 e nello stesso anno vi è deposta la salma di S.
Francesco. Il corpo superiore viene invece concluso nel 1253, anno della
consacrazione della chiesa. Per la decorazione delle pareti sono stati
chiamati i più importanti artisti del tempo, Cimabue, Giotto, Simone Martini
e Pietro Lorenzetti. Durante il terribile terremoto del ’97 la volta della
basilica superiore è crollata, alcuni affreschi di Giotto e di Cimabue si
sono sgretolati in migliaia di frammenti, i circa 5000mq di affreschi
duecenteschi che rivestono completamente le pareti della Basilica sono stati
ricoperti da uno spesso strato di polvere e la struttura stessa della chiesa
è rimasta fortemente intaccata. Attualmente si sono conclusi i lavori di
pulizia degli affreschi non danneggiati e quelli di rinforzo strutturale,
eseguiti grazie ad un investimento eccezionale in tecnologie avanzate.
Approfittando dei lavori già in atto, la basilica è stata restaurata
completamente, il coro riposizionato, la bussola d’entrata e l’organo
rimessi a nuovo. Inoltre due dei sette Santi di Giotto e la vela di S.
Girolamo hanno riacquistato una forma riconoscibile e sono stati rimessi in
loco, mentre si prevede che entro quattro anni sarà completata la
ricomposizione manuale dei frammenti degli otto santi del voltone. Per la
vela di S. Matteo di Cimabue si sta invece procedendo ad un recupero dei
120.000 frammenti, attraverso l’utilizzo di un programma di "riassemblaggio
virtuale". Dalla basilica, la via S. Francesco conduce alla piazza del
Comune che ospita edifici interessanti di epoca diversa. Spicca su tutti la
chiesa di Santa Maria sopra Minerva, ricavata da un tempio romano del I
secolo, del quale restano sei colonne sulla facciata, la scalinata e il
timpano. A fianco della chiesa si innalzano la Torre del Popolo (XIII
secolo) e il Palazzo del Capitano del Popolo edificato nel 1282. Dalla parte
opposta della piazza si trova il Palazzo dei Priori, sede del Comune,
costituito da tre edifici di epoche diverse. Nella parte più antica ha sede
la Pinacoteca Comunale, ancora inagibile a causa dei danni subiti dal sisma.
La fontana al centro della piazza è settecentesca. Via S. Rufino conduce
alla basilica omonima, il Duomo della città. Forse uno dei monumenti più
significativi dell'arte romanica in Umbria, è stato costruito su edifici
religiosi preesistenti, per ospitare le spoglie del martire Rufino. Bella la
facciata, decorata alla base con leoni e grifi, e nella parte superiore con
tre rosoni e i simboli dei quattro Evangelisti. Nell'interno a tre navate
sono visibili il fonte battesimale, ove furono battezzati San Francesco e
Santa Chiara, e il Museo; mentre nell'abside si trova un coro di raffinata
fattura. A destra dell'abside si scende all'oratorio, in cui San Francesco
si ritirava a pregare prima di predicare in cattedrale. Sotto la cupola
rinascimentale si trova l'altare del XIX secolo, dove secondo la tradizione
si conservano i resti di S. Rufino. Al di sotto della cattedrale si possono
ammirare la cripta di un precedente edificio, un pozzo profondo 28 metri e i
resti di un chiostro di epoca carolingia.
Il campanile a base quadrata risale all'XI secolo e ha come fondamenta una
cisterna romana. Sulla Piazza Santa Chiara, affacciata sulla valle, si
innalza la duecentesca Basilica dedicata alla Santa, che giace in una
piccola urna all’interno della cripta. Si tratta di un edificio gotico
piuttosto sobrio con una facciata a strisce orizzontali di pietra rosa e
bianca, ornata da un elegante rosone. Anche l'interno, ad una sola navata, è
piuttosto spoglio, ma frammenti di affreschi testimoniano l’originaria
ricchezza decorativa. Interessanti sono la Cappella del Crocifisso, con la
Croce che secondo la leggenda parlò a Francesco, e quella del Sacramento,
dove si trovano affreschi della scuola di Giotto. La Rocca Maggiore fu posta
a guardia della città nella seconda metà del XIV, sfruttando la struttura di
una fortezza preesistente, alla quale furono apportate numerose modifiche.
Gravemente danneggiata dal sisma, la rocca è oggetto di importanti lavori di
restauro. Poco fuori dalla città, sul versante occidentale del Monte Subasio,
si trova l'Eremo delle Carceri. Immerso in un fitto bosco di querce, è uno
dei più suggestivi luoghi francescani, dove Francesco e i suoi seguaci
salivano spesso in meditazione. Sono visibili le grotte dove i frati si
raccoglievano in preghiera, il refettorio, le celle, la chiesa di San
Bernandino, la Cappella.
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