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IL PALAZZO DEI PAPI

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Il palazzo dei Papi, un grandioso esempio di architettura gotica, fu eretto nel secolo XIV per il trasferimento della curia papale da Roma ad Avignone. Benedetto XII ne eresse la parte nord-est (palazzo Vecchio), mentre Clemente VI la parte ovest (palazzo Nuovo). Lo terminò Innocenzo VI.
Il Palazzo copre una superficie di 15000 m2 ed è una delle più vaste residenze di Europa, fu allo stesso tempo fortezza e palazzo, che nasce sulla roccia. Dieci grosse torri quadrate (alcune delle quali alte più di 50 m) fiancheggiano le mura puntellati da immensi archi a terzo punto che sostengono i piombatoi (tipico esempio di architettura militare).
La costruzione austera del palazzo vecchio si deve al volere del monaco cistercense Benedetto XII che fece radere al suolo l’edificio principale per farvi costruire una residenza adatta alla preghiera e ben difesa. Affidò questo incarico a Pierre Poisson de Mirepoix. Le quattro ali del palazzo vecchio sono disposte attorno ad un chiostro e sono fiancheggiate da alcune torri la più importante delle quali (la torre Trovillas o Torre Nord) fungeva da mastro e da prigione.
La costruzione del palazzo nuovo (speculare rispetto al palazzo vecchio) si deve al principe della chiesa, artista e mecenate Clemente VI che la commissionò all’architetto dell’Ile-de-France, Jean de Lauvres così che la torre del guardaroba (tour de le guarde-robe) e due nuovi corpi di edifici vennero a chiudere la piazza pubblica (o grande cortile). La decorazione dell’interno del nuovo palazzo fu affidata ad un gruppo di artisti italiani diretti prima da Simone Martini, poi da Matteo Giovannetti. Questi lavori furono continuati anche dai successori di Clemente VI, tanto che Innocenzo VI fece edificare a sud la torre di St. Laurent e, a ovest, la torre de la gauche e fece completare l’abbellimento delle sale interne del palazzo. Urbano V fece sistemare il grande cortile (Crand Cour)
aggiungendovi il pozzo e costruendovi alcuni edifici di collegamento tra il palazzo e i giardini creati dietro la torre degli angeli.
Gli assedi del 1398 e del 1410-1411 danneggiarono molto il palazzo che, destinato ai legati pontifici nel 1433, venne restaurato nel 1516 e nuovamente distrutto durante la rivoluzione francese quando vennero perdute anche le sue sculture. Nel 1791 la torre delle latrine o della ghiacciaia fu il teatro di un episodio sanguinoso: 60 prigionieri controrivoluzionari vennero massacrati e i loro corpi gettati in fondo alla torre. Il palazzo venne trasformato, successivamente, prima in prigione, poi in caserma (1810).
I regolamenti del Genio Militare prevedono, per i muri delle sedi utilizzate, uno strato protettivo di bianco di calce. Solo così è stato possibile salvare molti dipinti del palazzo (quando è stato ceduto a questa organizzazione) perché tagliati e venduti da alcuni soldati a collezionisti ed antiquari avignonesi. Fatto evacuare nel 1906 il palazzo (attualmente appartenente alla città) venne sottoposto ad un accurato restauro (come dimostra la ricostruzione delle 2 torrette che sormontano la porta di Champeaux, avvenuta nel 1933).
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