
Comuni
d'Italia
▪
Forum Informagiovani
Viaggiare in Europa
Viaggiare in Italia
Visite guidate in Italiano
▪
Articoli Informagiovani
Ostelli
a Belgrado

Ostelli
in Serbia
Ostelli in Europa
Hotel a Belgrado
(1,2,3,4,5 Stelle)
Hotel in Serbia
(1,2,3,4,5 Stelle)
▪ Mappa
di Belgrado
▪ Mappa
della Serbia
▪ Hostales
Belgrado
▪ Hostels
Belgrade
▪ Auberges
de Jeunesse Belgrade
▪ Jugendherberge
Belgrad
▪ Hostels
Serbia
▪ Hostales
Serbia
▪ Auberges de Jeunesse
Serbia
▪ Jugendherbergen
Serbien
|
BELGRADO
: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA



Voli economici per Belgrado
Voli economici per la Serbia
Meteo
Belgrado
Belgrado è una città che vale una visita classica
e moderna che vi lascerà stupiti per le sue non
poche bellezze e per la vivacità culturale e artistica che vi si respira
dopo anni difficili e luttuosi.
Gli abitanti di Belgrado sono persone molto cortesi e fanno facilmente
amicizia con gli stranieri.
Mangiare a Belgrado costa ancora abbastanza poco rispetto ai nostri
standard, la cucina locale è a base di
pesce di fiume e di cacciagione e ci sono tante buone zuppe. Birra e vino
locali sono molto spesso eccellenti. Geograficamente la città, che conta quasi
1.600.000, e che è la capitale storica della Serbia si trova fra il
fiume Sava ed il maestoso Danubio. La zona dove sorse la città fu abitata fin
dall'epoca paleolitica.
I punti salienti della storia di questa città cominciano dall'arrivo dei
celti che nel 3th a.C fondarono Singidunum (“Singi” da rotondo e “dunum” da
città) che fu successivamente, conquistata dai Romani nel primo secolo a.C.
Quando l'Impero Romano entrò in crisi e si divise fra Impero d'Occidente ed
Impero d'Oriente, la città divenne punto di confine fra i due imperi ma
facente parte di quello d'Oriente.
Caduto l'impero romano, tutta l'Europa e anche la zona dell'attuale Serbia
fu invasa da popolazioni barbari e uno di questi, gli Unni di Attila,
conquistarono e distrussero Singidunum. Seguì la ricostruzione della città,
il breve ritorno sotto l'impero bizantino e infine la conquista degli Slavi,
da qui in poi il nome Singidunum sparì. Per oltre due secoli e mezzo non si
ebbero più notizie di questa città salvo che attorno al 630 D.C. qui
arrivarono i Serbi.
Il nome attuale di Belgrado apparve per la prima volta attorno all'anno
1000, poiché venne rammentato nelle cronache crociate come uno dei punti di
passaggio verso la Palestina e Gerusalemme. Nei secoli a venire fu l'ultimo
baluardo all'invasione turca dell'Europa culminata con la Battaglia del Kosovo nel 1389. Alla lunga dominazione turca fini solo a partire dal 1815.
Nel 1878 il Congresso di Berlino riconobbe l'indipendenza della Serbia e del
vicino Montenegro. I due stati insieme parteciparono alle Guerre Balcaniche
(1912-1913) contro Turchia prima e Bulgaria poi, uscendone rafforzati e
ampliati territorialmente. Il progetto di una possibile unificazione dei due
regni venne bloccato però dall'Austria-Ungheria, che da tempo mirava a
espandersi nei balcani.
Dopo l'assassinio dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando, per mano di
un nazionalista serbo l'Austria-Ungheria dichiarò guerra (28 giugno 1914) al
Regno di Serbia. Fu l'inizio della Prima Guerra
Mondiale. Alla fine del conflitto la Serbia divenne parte del Regno dei
Serbi, Croati e Sloveni (dal 1929 Regno di Jugoslavia), sotto la dinastia
dei Karađorđević.
Alla fine della seconda guerra mondiale la Serbia andò a costituite una
delle sei repubbliche della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
(1945-1991), guidata per un lungo periodo dal Maresciallo Tito. Nel 1992, in
seguito allo scioglimento della RSFJ, Serbia e Montenegro si associarono
nella Repubblica Federale di Jugoslavia (1992-2003), divenuta poi Unione di
Serbia e Montenegro nel 2003.
E' storia recente, con un referendum che si è svolto il 21 maggio 2006, il
Montenegro ha deciso di uscire dall'Unione e di ottenere il riconoscimento
internazionale e la piena indipendenza. La Serbia ha ottenuto così
indirettamente la ricostituzione di un'entità statale nazionale autonoma
dopo circa 90 anni in cui aveva sperimentato progetti di Federazione e
Confederazione con le altre regioni abitate dagli Slavi del Sud. Come
stabilito dalla Carta Costituzionale della Confederazione, la Serbia è stata
riconosciuta come diretto successore dell'Unione Statale, ereditando il
seggio della Confederazione all'ONU, le associazioni alle organizzazioni
internazionali e tutti i trattati bilaterali stipulati con gli altri Paesi.
La visita alla città può cominciare sulla roccia che domina la confluenza della Sava nel Danubio
dove sorge la
Fortezza ed il Kalemegdan che fu il centro storico di Belgrado.
Questa fortezza sorge sulle rovine di un “castrum” romano
distrutto dagli Unni dopo la conquista di Singidunum. L'attuale fortezza fu
costruita dagli Slavi ed è sempre stata considerata una città e divisa in
“città alta” e “città bassa”.
Nella “città alta” incontriamo la “Porta del Despota” eretta nel 15th secolo
e chiamata così dal nome del despota Stefan Lazarevic e fu sempre considerata la porta
principale di accesso alla fortezza. Ora è la parte meglio conservata di
tutto il complesso ed ora è utilizzata come Osservatorio Astronomico. Quindi
troviamo la porta interna “Stambol” costruita in blocchi di pietra usata
in origine sia come prigione che come deposito di polvere da sparo. A metà del
15th secolo fu costruita la porta “Zindan”, due massicce ed imponenti torri con cannoni a difesa,
tristemente nota poiché i suoi
sotterranei furono prigioni che videro ogni tipo di tortura ed atrocità (“Zindan”
significa cella sotterranea).
All'entrata della “città alta” troviamo un pozzo costruito dagli
Austriaci all'inizio del 18th secolo come fonte di approvvigionamento
idrico per la fortezza e la città. Curiosamente è chiamato “Pozzo Romano” ed
è profondo una sessantina di metri. Lo si può visitare scendendo con una scala a
chiocciola che però si ferma a 35 metri di profondità. Sicuramente
suggestivo.
Non lontano dalla porta che introduce alla “città
bassa” troviamo una bellissima fontana che porta il nome di
Mehmed-pasha Sokolović. Quest'ultimo era un Serbo nato in Bosnia che
fu rapito da bambino e portato in Turchia dove divenne un importante Visir e
che ritornò a Belgrado come invasore e dominatore. Sulla sommità della porta sud della “città alta” si erge una torre con orologio
risalente alla metà del 18th secolo. Da qui si ammira un bellissimo panorama
su tutta Belgrado.
Nel periodo in cui la città si preparava alla imminente invasione turca vennero
erette le mura che ancora oggi collegano la “città alta” alla “città bassa”,
e contemporaneamente venne costruita anche una torre armata con cannoni (Jakšić's).
Nella ”città bassa” sono caratteristiche le mura di difesa che corrono lungo
l'argine del fiume fino a quello che una volta era considerato il porto
della città di Belgrado. A difesa dell'entrata del porto sorgeva, e sorge
tuttora dopo il suo restauro, la torre Nebojša che fu l'ultima a cadere in
mano agli invasori turchi.
Grazie ai restauri portati a termine nel 1962 possiamo ancora ammirare
l'edificio adibito a bagni turchi (Hamam) che furono costruiti alla fine del
18th secolo e che oggi è sede della Società Astronomica.
Vicino alla porta chiamata “Charles VI” troviamo un edificio importante per
i serbi poiché fu la sede della
fonderia militare dove iniziò l'insurrezione contro i
Turchi all'inizio del 1800.
Un visita per capire dove ci si trova è il Museo Etnografico in Kralievića Marka
con un'ampia e completa collezione di abiti, tappeti, mobili,
stoviglie, fotografie, quadri della Serbia e dell'ex Yugoslavia.
Un must di Belgrado è la passeggiata a
“Ulica Knez Mihailova” che è la zona pedonale dove sono concentrati gli
edifici più rappresentativi della città e che ricordano una sorta di Belle
Epoque di Belgrado alla fine
dell'800. In questa zona si trovano i negozi più alla moda
compresi i più noti stilisti italiani.
L'edificio al n. 56 ospita ora la “Libreria della città di Belgrado” ma in
origine fu uno dei più belli hotel dell'epoca del neo romanticismo serbo, il “Srpska Kruna”.
Altro must è Skadarlija, via
dei bohemien serbi (e anche francesi, inglesi e persino americani), da cui prende vita un intero quartiere dai caratteristici
vicoli acciottolati di stampo ottocentesco, ribattezzata “la Montmartre di
Belgrado”.
L'edificio in stile rinascimentale dai numeri 53-55 ospita una galleria
d'arte; il blocco di case che si trovano ai numeri 46-48-50 rappresentano il
primo esempio di costruzioni in stile “non balcanico” essendo gli stessi di
foggia rinascimentale.
Ulica Kralja Petra I è una delle più vecchie vie di Belgrado dove un tempo c'erano
basilica, le terme ed il forum romani e dove oggi troviamo, fra l'altro, la
sede del Patriarcato della Chiesa Serbo-Ortodossa.
La sede dell'Assemblea della città era originariamente il
Palazzo Reale della dinastia serba Obrenović.
Nonostante diversi restauri una parte della costruzione e degli arredi
originali è andata dispersa durante le due guerre mondiali. Da visitare il
“Salone Rosso” con una serie di oggetti che fanno parte di omaggi resi alla
vecchia dinastia serba da altre dinastie o governi europei, tra cui molto
belli due vasi in porcellana raffiguranti scene di vita di
San Pietroburgo a
testimonianza del fatto che le due dinastie reale furono sempre molto legate
tra loro. Da
visitare anche il cosidetto “Salone Giallo” dove si trova una copia della lettera scritta
dal Papa Giovanni VIII nella quale per la prima volta veniva menzionato il
nome di Belgrado, come si è detto nel periodo tra la prima e seconda crociata.
Tra le altre cose interessanti in questo salone si trovano una sfilata di dipinti di grandi
artisti serbi oltre ad altri oggetti dono di stati esteri.
Dal Salone Giallo si arriva al Salone di Gala, una imponente stanza
di 260 metri quadrati la cui parte superiore delle pareti contiene finestre in
vetro lavorato molto belle che illustrano scene di lavoro e di vita quotidiana.
Molto belli anche i candelieri in bronzo di fattura francese che sono
completati di portacenere decorati da serpenti. Infine il salone denominato
del 19th secolo dove sono stati ricostruiti secondo lo stile
originale del vecchio palazzo reale mobili in stile Luigi XV, oggetti in
porcellana, mobili in legno scuro in stile Napoleone III, abiti e tantissimi
altri oggetti che ricordano diverse epoche succedutesi in questo palazzo.
Il parco Kalemegdan si trova vicino alla fortezza ed è il più grande di
Belgrado, e vi sarò utile per sedervi un attimo dopo le vostre camminate per
la città. Questo luogo fu all'inizio il luogo di raduno
delle forze militari in preparazione alle battaglie ed anche il posto da
quale si potevano controllare i movimenti delle forze nemiche.“Kalemegdan” è una parola composta turca che significa campo di battaglia,
ma i Turchi chiamarono questo luogo anche “fichir-bair” che significa
“collina della meditazione”, forse perché si tratta di un luogo veramente di pace e contemplazione.
Il parco comprende anche uno zoo, il museo militare, un parco giochi e
diversi ristoranti.
Da non perdere anche la bellissima
Cattedrale ortodossa
Saborna Crkva una delle più belle chiese presenti nei paesi slavi, dove si
conservano le reliquie di Santi serbi e le tombe di personaggi famosi e
governanti..Costruita attorno al 1879, in stile neoclassico con alcuni
elementi del tardo barocco. La chiesa è dedicata a San Michele Arcangelo. Il
suo interno è riccamente decorato con motivi dorati ed è frutto del lavoro
di diversi artisti serbi.
La vita notturna di Belgrado è molto ricca. Musica dal vivo, ristoranti etnici, colori di
mille lucine accese che riflettono sulle acque scure del Danubio, il tutto
nonostante gli ovvi pregiudizi legati alla triste storia di guerra.
Ostelli
Belgrado
Ostelli
Serbia
Hotel Belgrado
Hotel Serbia
Carte
Belgrade Karte von
Belgrad Mapa Belgrado
Map of Belgrade
Carte Serbie
Karte von Serbien
Mapa Serbia
Map of Serbia
|