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Belluno migliore città per qualità dell'ambiente 

Piazza del Duomo - Belluno Belluno

 

 

 

 

 

 

Belluno si conferma prima nella classifica delle città italiane per qualità ambientale. La classifica della qualità ambientale delle città italiane è stata redatta a seguito di un'indagine di Ambiente Italia (Istituto di ricerca) e Legambiente ed è stata pubblicata dal Sole 24 Ore.  Seconda si classifica Siena, terza Trento.  L'iter di Belluno dall'edizione 2005 ha visto la città veneta al 42° posto, poi 15° nel 2006, 13° nel 2007 e prima nel 2008 e nel 2009.


Belluno prima per la bassa produzione di rifiuti pro capite vede però aumentare in assoluto la sua produzione passando dai 381 Kg per abitante a 392,7. Segnale questo non di poco conto e che conferma come quello della produzione di rifiuti sia sempre un grosso problema diffuso in tutto il Paese e che difficilmente trova risposte adeguate.


Il capoluogo veneto migliora nella qualità dell’aria diminuendo ancora la già buona media delle concentrazioni di NO2 (sono 24 microgrammi/mc, erano 28 microgrammi/mc lo scorso anno) e di polveri sottili (che passano da 26 microgrammi al metro cubo agli attuali 23), entrambe ampiamente dentro i limiti. Netto miglioramento poi per quel che riguarda l’Ozono che passa da 61 microgrammi al metro cubo dello scorso anno ai 18 microgrammi al metro cubo di questa edizione. Abbiamo già parlato dell’aumento della produzione pro capite dei rifiuti, che vale comunque per Belluno la prima posizione, visto il complessivo peggioramento delle altre città. C’è poi l’ottima conferma nella percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata, che balza dal 55,4% dello scorso anno agli attuali 57,4%, che valgono per il capoluogo veneto il 4° posto nella classifica dedicata.


A Belluno continuano poi a scendere, ormai costantemente da qualche anno, i consumi idrici che passano dai 139,1 litri per abitante al dì agli attuali 135,8 che la confermano all’undicesimo posto nella classifica di settore (erano però 161 i litri consumati al giorno appena due anni fa dai bellunesi). La dispersione della rete idrica, che quest’anno viene dichiarata (lo scorso anno era uno dei due tristi nd presenti nelle classifiche del capoluogo veneto) è però abbastanza elevata (36%) e resta una delle note stonate per la città dolomitica. Buona la situazione invece per quel che riguarda la capacità di depurazione, che lo scorso anno non era dichiarata (era l’altro nd presente tra gli indicatori di Belluno), e che troviamo oggi ad un buon 97%.


Un lento ma costante miglioramento si conferma nel settore del trasporto pubblico che vede Belluno migliorare di poco nei viaggi per abitante all’anno che passano dai 74 dell’edizione 2008 del rapporto ai 76 di quest’anno che valgono un buon 6° posto nella classifica tra le piccole città (basti ricordare però che nell’edizione 2007 erano appena 63 i viaggi per abitante all’anno effettuati dai bellunesi con il trasporto pubblico).
Continua, anche qui lentamente ma con una certa costanza negli anni, ad aumentare lo spazio destinato alla circolazione delle due ruote che supera i 4,50 metri equivalenti ogni 100 abitanti (sono 4,60, erano 3,93 lo scorso anno), cifra che può sembrare scarsa ma che diviene degna di nota se collocata in una città quasi arroccata sulle pendici delle Dolomiti.

Belluno migliora poi sensibilmente nello spazio urbano limitato al traffico veicolare, nell’indicatore relativo alle ztl infatti sale dai 2,29 mq/abitante agli attuali 3,61, segnando anche in questo caso un discreto e costante progresso.


Rimangono invariati rispetto alla scorsa edizione, sia il tasso di motorizzazione, che resta fermo a 65 auto ogni 100 abitanti (ma cresce la percentuale di auto Euro 3 e Euro 4 sul totale che passa dal 38% dello scorso anno, al 46%), sia il verde urbano fruibile che si conferma intorno ai 10 metri quadrati per abitante (erano 10,14 metri quadrati pro capite lo scorso anno, sono 10,10 in questa edizione). Aumentano le certificazioni ambientali ISO 14001 a Belluno: si passa dalle 2,54 certificazioni ogni 1000 imprese censite della scorsa edizione alle attuali 2,70, così come si conferma ottimo il livello di partecipazione della cittadinanza nelle scelte di programmazione ambientale, in questo indicatore Belluno fa segnare quasi 82 (81,8) punti su 100 (erano 78 lo scorso anno) e sale al 9° posto
nella classifica di merito. Ad evidenziare la conferma in testa alla graduatoria finale del capoluogo veneto c’è poi l’ottimo risultato nella capacità di risposta al questionario di Legambiente, che sale da un 83 su 100 dello scorso anno al 98 su cento di questa edizione e che sottolinea una chiara crescita del livello di attenzione da parte degli amministratori bellunesi verso le tematiche ambientali nel loro complesso.


Delle “ombre” presenti anche a Belluno e che offuscano un po’ la buona prestazione complessiva della cittadina dolomitica, abbiamo in parte già parlato. Si è detto infatti dell’aumento dei chili per abitante di rifiuti prodotti e delle perdite della rete idrica che evidenziano come più di un terzo delle acque potabili non riescano ad arrivare ai rubinetti dei cittadini bellunesi. Merita poi di essere segnalato in negativo anche il complessivo aumento dei consumi del capoluogo veneto. I consumi di carburanti salgono dai 420 Kep/abitante all’anno dello scorso anno, agli attuali 430. Il consumo elettrico domestico per abitante all’anno cresce dai 1.037 kWh, ai 1.104.


A ciò si affianca poi un peggioramento evidente anche nell’indicatore relativo alle politiche energetiche, che scende da un non buono 14 su 100 dello scorso anno ad un pessimo 8 su 100 di questa edizione, che vale per Belluno un 55° posto nella classifica dedicata. Ci sono poi le non brillantissime performance bellunesi negli indicatori relativi alle rinnovabili e teleriscaldamento dove fa qualche punto solo nel solare termico, migliorando di poco però il numero di metri quadrati di pannelli installati su edifici comunali ogni mille abitanti che passano dai 0,13 dello scorso anno ai 0,92 attuali.

Fonte Ambiente Urbano 2009


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