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VISITARE
BIELLA: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA



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Informazioni statistiche su
Biella
A circa 86 km a nord di
Torino,
la piemontese Biella,
capitale della provincia che porta il suo nome, sembra quasi appagata dal ricco
contesto naturale che la circonda. La troviamo ai piedi delle
Alpi,
ai confini con la Valle d'Aosta,
nella catena montuosa del massiccio
del Bo, del Mucrone e
del Camino, una zona caratterizzata da sorgenti di montagna e laghi. Tre
i fiumi più grandi: l'Elvo ad ovest della città, l'Oropa e il
Cervo a est. Non lontano, trovano spazio le località più conosciute degli
sport invernali, tra cui Rosazza e Zegna e in generale le
stazioni sciistiche del Bielmonte. Ma Biella è anche una terra ricca di
storia, sociale ed economica, e di grandi pellegrinaggi.
Le sue
origini
sono antichissime: i primi abitanti furono i
celti, ma anche gli antichi liguri, e in particolare i
Victimuli,
che presero possesso della pianura
biellese (la
Bessa)
per sfruttarne le vene d'oro nei pressi del fiume Elvo, attività questa che
continuò per tutto il Medioevo. Come testimoniano alcuni documenti del
periodo Carolingio,
la città in passato era conosciuta con il nome di
Bugella,
sviluppatasi grazie alla laboriosità della sua popolazione. Va infatti
sottolineato che quello che oggi è uno dei principali distretti industriali del
Piemonte, nei secoli XVIII e XIX è stato principale testimone della
rivoluzione industriale in Italia.
Anche in età romana
Biella era rinomata per i suoi tessuti, mentre le
leggi Savoia a copertura di queste
attività risalgono al XV secolo. Nel 1245 gli statuti di Biella già riferivano
degli artigiani della lana
e delle
corporazioni dei tessitori,
mentre nei secoli XVII e XVIII la città
primeggiava anche in un altro importante settore, quello della
lavorazione della seta, in
particolare dal 1835 con l'introduzione di telai meccanici.
Nonostante non sia numeroso in termini
quantitativi, Biella offre un ottimo
patrimonio architettonico, artistico e
archeologico. La città, di poco più
di 45.000 abitanti, si divide in tre sezioni:
Biella Piazzo,
Biella Piano
e Biella Chiavazza,
sulla sinistra del torrente Cervo. Le prime due zone sono le più antiche e
collegate tra loro da una funicolare
del XIX secolo, ancora in perfetto servizio.
Piazzo
è il centro storico della città, posizionato a circa 480 metri d'altezza. Un
tipico borgo medievale, collegato al resto della città da una serie di ripide
stradine (conosciute con il nome di 'coste')
e in passato circondato da mura, in particolare ricordate da due delle sue porte
meglio conservate, le trecentesche
Porta d'Andorno e
Porta di Ghiara
(quest'ultima
presenta i resti dell'antica merlatura). Si noti anche
Porta della Torrazza,
che nel 1780 fu sostituita da un tipico arco sabaudo. Le porte erano una
volta utilizzate per chiudere il villaggio dal resto del territorio. La parte
storica si caratterizza per gli antichi palazzi del Trecento e dei secoli
successivi, tra cui il Palazzo Cisterna,
il Palazzo Gromo di Ternengo
(con le
pregiate cornici in terracotta) e il
Palazzo dei Principi di Masserano.
Si noti in particolare la facciata
settecentesca del Palazzo Lamarmora,
che apparteneva alla
famiglia Ferrero della Marmora
(marchesi di Biella). All'interno è oggi ospitato il
Museo del Territorio Biellese.
La visita alle collezioni e ai reperti della galleria del museo diventa spunto
per approfondire la realtà locale dell'intera area di Biella: vale la pena
notare, per esempio, tra la sezione dei siti archeologici, la storia della
scoperta della miniera d'oro d'epoca
romana, nella
Riserva Naturale della Bessa.
Sempre nella parte alta, nella omonima piazzetta e accanto al Palazzo
Gromo di Ternengo, troviamo anche la duecentesca
chiesa di San Giacomo
che ospita all'interno l'arte di
Daniele De Bosis. Tra le altre
chiese qui presenti si citano la
chiesa della Confraternita di Sant'Anna,
secentesca, e la chiesa della
Confraternita del Santo Sudario,
inizialmente edificata nel 1667.
Nella pianura, la parte bassa, si trova il resto della città, detta appunto
Biella Piano.
Qui si ammirano alcuni splendidi esempi di architettura del passato, prima tra
tutti la Basilica e Chiostro di San
Sebastiano, un magnifico esempio di
architettura rinascimentale, riccamente affrescata all'interno. Vale la visita
anche la chiesa barocca della SS
Trinità, di fronte alla strada
pedonale sempre molto affollata, e non molto distante dal
Battistero
del X-XI secolo. D'architettura moderna
è invece un altro interessante edificio, il
Palazzo Boglietti,
da non mancare per le mostre e gli eventi stagionali organizzati all'interno.
Oltre la città e lungo il fiume Cervo,
troviamo alcuni imponenti testimonianze della
Biella industriale
di un tempo (molti risalgono all'Ottocento),
che rendono questo luogo un importante sito archeologico industriale tutto da
scoprire. I dintorni di Biella
sono in effetti altrettanto interessanti quanto la città. Troviamo la
riserva naturale del Parco della Burcina,
un 50 ettari di orto botanico così trasformato nel 1849 dalla famiglia Piacenza
(da non perdere in particolare l'angolo dei rododendri, per la spettacolare
fioritura di fine maggio). Merita una visita anche il piccolo paese di
Pollone,
incastonato in modo caratteristico nella valle del fiume Elvo.
L'itinerario
lungo terre dei vini di Biella
conduce verso il Lago di Viverone
(poco a sud di Ivrea),
una popolare località di produzione del DOC di
Canavese
e del Erbaluce.
Oltre agli sport d'acqua offerti dalle strutture turistiche, l'ambiente naturale
del lago è perfetto per piacevoli passeggiate a piedi, in bicicletta o a
cavallo. Il Castello di Roppolo
è oggi sede della Enoteca Regionale
della Serra.
Il
Santuario di Oropa
è probabilmente uno dei luoghi più visitati di
tutta la regione, terzo più grande d'Europa. Lo troviamo situato a 1800 metri
d'altezza e sin dal 1500 è meta di grande
pellegrinaggio:
si menziona in particolare quello che ogni cinque anni ha luogo da
Fontainemore,
nella Valle di Gressoney,
al santuario. L'arte sacra si ammira per la scultura lignea della
Madonna Nera,
riccamente rivestita in oro e gemme e oggetto di venerazione. La troviamo
custodita nella Basilica del
santuario. Si notino anche gli
edifici barocchi del convito. La visita diventa anche una
pausa culinaria
obbligatoria per godere della celebre cioccolata calda del Santuario, o anche di
un piatto di polenta concia (polenta con fonduta di formaggio), in uno dei
numerosi ristoranti
nelle vicinanze. E a proposito di
gastronomia biellese,
una volta rientrati in città provate i
Canestrelli,
i tradizionali dolci (deliziosi!), o il
Ratafià,
un liquore caratteristico prodotto nella vicina
Andorno.
Si consiglia infine anche la visita al paese
di Candelo,
noto per la sua fortificazione tardo-medievale, una delle meglio conservate in
Europa. Questa è chiamata il “Ricetto”
(e cioè il "rifugio") e si sviluppa su un'estensione di 13.000 metri quadrati.
La località è circondato dalla
Riserva Naturale della Baraggia,
una pianura selvaggia e suggestiva, apparentemente piana che collega Biella con
la pianura padana. La località di villeggiatura invernale di
Rosazza
è anch'essa a due passi: oltre agli sport
invernali è conosciuta anche per la
Casa Museo dell'Alta Valle del Cervo
e per gli edifici religiosi presenti.
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