
Brno, oggi è una delle città principali della Repubblica Ceca, centro industriale e commerciale molto attivo,
che storicamente si lega soprattutto alle vicende del regno asburgico da cui ha ereditato una cultura mitteleuropea che ancora la caratterizza.
L’origine del centro è probabilmente molto remota, ma le prime testimonianze risalgono al periodo basso medievale e la consacrazione definitiva giunge nel 1243 circa quando
re Venceslao I concede i diritti di città. In seguito con Carlo IV aumentano e si sviluppano i commerci con le città della
lega Anseatica da una parte e con
Venezia e
Genova dall’altra. Al termine della
guerra dei Trent’anni, verso la metà del XVII secolo, gli
Asburgo promuovono la città a capitale della
Moravia. Nel 1939 viene inaugurata
un’importante linea ferroviaria che la collega a
Vienna e nel 1928 hanno inizio alcune fiere internazionali che proseguono tuttora. Il famoso
Gran Premio automobilistico di Brno ha inizio negli anni Trenta e vi ha corso persino il mitico
Nuvolari. La storia degli ultimi anni, dalla Seconda Guerra Mondiale all’invasione sovietica per giungere all’89 e alla ‘rivoluzione di velluto’, hanno visto la città impegnata in prima linea ad affrontare la ricostruzione economica e il duro passaggio a un’economia di mercato.
Il centro storico ruota attorno a piazza della Libertà (Nàmestí Svobody) dove un tempo si svolgeva il mercato e da dove si dipartono le principali strade che a raggiera attraversano tutta la città. Nel centro della piazza si erge la colonna della peste della fine del XVII secolo ed è possibile
ammirare Palazzo Schwarz e la curiosa Casa dei Quattro Mamlas, che presenta sulla facciata alcune figure con l’espressione contratto nell’atto di sostenere la casa e reggersi le brache!
L’altra piazza, che tutt’oggi costituisce luogo di mercato, è chiamata ‘mercato del cavolo’ (Zelny trh) e nella centrale fontana Parnas della fine del XVII secolo una volta nuotavano le carpe che veniva pescate e vendute. Attorno alla piazza si trova da una parte il teatro Reduta in cui si esibì anche
Mozart e dall’altra un edificio barocco (palazzo Dietrchstein) in cui oggi è ospitato il Museo del territorio moravo, che si estende tra l’altro anche nell’attigua corte vescovile del XV secolo.
La Cattedrale dei SS Pietro e Paolo si sviluppa sulla
collina Petrov da cui domina la città. Si tratta di un edificio che si presenta in stile neogotico, ma ha subito continui rifacimenti nel corso del tempo. L’interno ha un arredo ricco e barocco con molte sculture fra cui spiccano le
statue dei santi Cirillo e Metodio. Fra le altre chiese ricordiamo
quella cappuccina con annesso il convento, la Chiesa di San Giuseppe e
la Chiesa di San Giovanni.
Il Castello Spilberk
(Spielberg) sorge su una bassa collina ai piedi della quale si sviluppa la città. L’edificio risale al XIII
secolo ed ha rappresentato una postazione difensiva nelle varie guerre e una
dimora per i re cechi, tuttavia la sua fama è tristemente legata ai secoli
del dominio Asburgico durante i quali venne trasformata in prigione. Si
ricordano soprattutto gli anni del Risorgimento, dei moti liberali
che sconvolsero l’Europa e gli stati controllati dall’impero e tutti i
prigionieri politici che subirono il duro carcere della fortezza almeno fino
al 1858, anno in cui venne decisa la chiusura. La visita oggi conduce
attraverso il primo cortile, una sala gotica, una cappella e alle cosiddette
‘prigioni leggere’ che ospitarono Silvio Pellico, Piero Maroncelli e molti
altri carbonari italiani. Di seguito si accede a un secondo livello
sotterraneo dove si trovano le cosiddette prigioni pesanti o casematte poste su ben tre livelli. A quello intermedio venne rinchiusa la
contessa Filangieri
nel 1816. Il governo italiano ha fatto apporre delle lapidi per ricordare
tutti i nomi dei patrioti che furono vittime di questa tortura.
Ai piedi dello Spilberk in direzione
opposta all’attuale città vecchia si sviluppa il centro più antico della città dove sorge la chiesa dell’Assunzione della Vergine, forse la più bella della città. Venne rifatta durante il ‘700 e l’interno custodisce un dipinto su legno di una
Madonna nera risalente al XIII secolo. Il monaco agostiniano Gregor Mendel cui si devono le famose leggi sull’ereditarietà condusse i propri esperimenti di botanica con i piselli presso il cenobio del monastero qui annesso.
Mendel è considerato il precursore della moderna genetica.