|

Comuni
d'Italia
▪
Forum Informagiovani
Viaggiare in Europa
Viaggiare in Italia
Visite guidate in Italiano
▪
Articoli Informagiovani
Ostelli a Caceres

Ostelli in Spagna
Ostelli in Europa
Hotel a Caceres (1,2,3,4,5 Stelle)
Hotel in Spagna (1,2,3,4,5 Stelle)
▪
Mappa di
Caceres
▪
Mappa della
Spagna
▪
Mappa delle regioni della Spagna
▪
Informazioni
sulla Spagna
▪
Hostales
en Caceres
▪
Jugendherberge Caceres
▪
Auberges
de Jeunesse Caceres
▪
Hostels
Caceres
▪
Hostels
Spain
▪
Hostales
en España
▪
Auberge
de Jeunesse Espagne
▪
Jugendherberge Spanien
|
VISITARE CACERES : INFORMAZIONI PICCOLA
GUIDA 


Caceres è considerata la patria
dei conquistadores, i condottieri che diedero alla Spagna il suo
enorme impero coloniale, ma non solo. Dal 1986 è Patrimonio
dell'Umanità Unesco. Per lungo tempo la via
dell'argento, dapprima percorsa dai legionari romani, poi dai
minatori diretti verso i porti del sud e le città del centro, ha
attraversato l'aspra terra dell'Estremadura, collegando tra loro
città variamente sparse. A quei tempi Caceres era una
piazzaforte, difesa da una cinta di mura romane e, nonostante
ciò, espugnata dalle armate dei mori ben quattro volte. Per
altrettante volte fu riconquistata dagli eserciti cristiani, e nella
si città continuò ad
arricchirsi e a ostentare la sua prosperità in modo tale
addirittura da urtare la sensibilità della regina di Castiglia:
Isabella la Cattolica si recò personalmente a Caceres per
richiamare alla moderazione la classe nobiliare del luogo, e ne
fece distruggere le ricche dimore di famiglia. Unica eccezione
fu fatta per il Palacio de los Golfines, in cui era stata
ospitata. Sconfitta e spopolata, l'intera
regione cade in abbandono, finché la scoperta del nuovo mondo e
dei suoi favolosi tesori ne risollevarono le sorti. A chi non
aveva niente da perdere, poco importava che la conquista di quei
tesori richiedesse il superamento di molti ostacoli: emblematica
fu la storia di Pizarro, il guardiano di porci, che divenne,
dopo aver razziato il regno degli Incas, marchese de
la Conquista.
Proprio da questi borghi
desolati, dalle terre tra la Sierra de Gredos e il Tago, sono
partiti i celebri conquistadores che, diventati ricchi e
potenti, costruirono severe dimore in granito rosso, sulle cui
torri fanno i nidi ancora oggi le cicogne. I palazzi hanno
grandi frecciate nude, coronate da cornicioni decorati con
foglie d'acanto, e portano scolpiti, come un prezioso gioiello,
il blasone di famiglia. Si indovina facilmente la diffidenza dei
loro proprietari dall'assenza di finestre che danno sul esterno:
queste nuove case erano in realtà nei forzieri, in cui venivano
accumulati tutti i tesori provenienti dal Messico e dal
Perù. La comoda e agiata vita che vi conducevano i loro
abitanti si svolgeva all'ombra dei freschi patii interni,
protetta da sguardi indiscreti. Quando si oltrepassa l'Arco
di Cristo, una delle porte nei bastioni che chiudono la
città vecchia, si entra in un altro secolo: dappertutto pesanti
inferriate di ferro battuto, porte in quercia massiccia, strette
finestre incastrate come pietre preziose fra cornici scolpite.
Il lastricato lascia il posto all'acciottolato consulto delle
viuzze, e nel silenzio risuonano i passi del visitatore che
cammina per queste vie. Una cisterna di origine moresca
riflette le sue molteplici volte nell'acqua, il sole di
Montezuma splende su una blasone mentre il Palacio de los
Golfines esibisce la sua facciata in stile plateresco, che
sembra un ricamo di pietra. Appena fuori le mura, si è
sviluppata, rispettose fiera di questa antica nobiltà, la città
moderna, dalle larghe strade piene di gente, percorse dalle
macchine che sfrecciano veloci, dove risuonano, sovrapponendosi,
le voci e dove, di notte, passeggiano lentamente i nottambuli.
I forti
venti del Nord sono deviati dalla barriera dei monti della
Sierra de Gredos, ai cui piedi si distende la valle de la
Vera. I campi di grano, i limpidi torrenti e gli aranceti
dai fiori profumati incantarono
Carlo V, che qui, dove è sempre primavera, venne a
finire i suoi giorni. All'inizio egli portò nel monastero di
Yuste tutta la pompa è l'etichetta della sua austera corte
di Gand, insieme ai
suoi 60 domestici, ma, col passare del tempo, i suoi costumi si
fecero via via più spartani, e verso la fine della sua vita, il
vecchio imperatore dormiva in una bara e stabiliva
minuziosamente il cerimoniale del suo funerale, mentre misurava
a grandi passi il chiosco e seriali di bosso.
Non
lontano da Caceres, in un altro celebre monastero di montagna,
viene venerata la famosa Madonna di Guadalupe, che
protesse Alfonso XI di Castiglia quando stava per essere
sconfitto dai mori a Salado. Da allora in monastero, da
lui fondato in segno di riconoscenza per la grazia ricevuta, è
stato abbellito per opera di tutti i suoi discendenti. I
conquistadores Cortés e Pizarro lo arricchirono
con gli ornamenti rubati agli idoli pagani rubati nel Nuovo
Mondo e Cervantes vi portò le sue catene di galeotto.
Nelle sue cappelle e gallerie, Zurbaran dipinse, con i suoi
tipici lampi di luce, i ritratti dei monaci nel loro sai bianchi
o neri, assolti al simbolo della sua arte in un capolavoro,
l'Apoteosi di San Gerolamo.
Ostelli Caceres
Ostelli Spagna
Hotel Spagna
Hotel Caceres
Carte d'Espagne
Karte von Spanien
Mapa
de España
Map of Spain
Carte Caceres
Karte von Caceres
Mapa Caceres
Map of Caceres
|