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Caltanissetta, l'antica "Qalat-an-Nisa" (Castello delle donne),
capoluogo provinciale di circa 60 mila abitanti, si posiziona nel cuore
geografico della Sicilia, alle
pendici del Monte San Giuliano
e dei
Colli Sant'Anna e Poggio Sant'Elia
e
affacciata nella valle del fiume
Salso. Il suo territorio
presenta una geomorfologia interessante, la città è infatti situata
nel mezzo di una conca ai confini della cosiddetta Collina dei vulcanelli,
un'area di origine vulcanica nelle vicinanze della Riserva Naturale di
Capodarso e della Valle dell'Imera Meridionale, tra le note
miniere di zolfo di Caltanissetta. Territori questi preferiti sin
dall'antichità, come testimonia la moltitudine di reperti rinvenuti durante
gli scavi archeologici
L'area di
Caltanissetta era già abitata nell'Età del Bronzo. Le origini
urbane della città risalgono probabilmente al periodo di dominazione
dei Sicani, uno degli antichi popoli italici della Sicilia (gli altri
erano i Siculi e gli Elimi). Dal ritrovamento di un'antica
epigrafe pregreca del IV secolo a.C., si è potuto accertare come il
primo nucleo urbano di Caltanissetta si sia inizialmente sviluppato ai piedi
del monte Gebel Habib (detto anche Gabal al Habib,
Montagna Felice). Tale insediamento era noto con il nome di Nissa
(ancora oggi gli abitanti di Caltanissetta vengono chiamata nissani)
Le testimonianze arrivate fino a noi appartengono al periodo greco,
durante il quale il piccolo insediamento venne dominato da
Siracusa.
Con la dominazione araba in Sicilia, Nissa venne fortificata e, come
molte città dell'epoca, le venne dato il nome di Qal'at, in
quanto protetta da una fortezza. La somiglianza alla parola araba 'Nisa'
(che significa "donne") ha comportato il cambiamento del nome a quello
saraceno di Qal'at al-nisā
("Castello delle donne"), che è poi
stato latinizzato in Caltanixettum ed infine italianizzato in
Caltanissetta.
La storia di Caltanissetta, in particolare quella
antica e medievale, si lega in modo significativo alla città odierna. I
siti archeologici del Nisseno presentano infatti una grande quantità di
reperti: villaggi capannicoli, fortificazioni, luoghi di culto, aree
sepolcrali. Si notino in particolare le testimonianze pervenute dagli
scavi archeologici di Sabucina, tra i più importanti dell'isola, un'area
situata poco fuori dai confini urbani di Caltanissetta (su un'altura di 660
metri), dove sono stati riportati alla luce millenni di storia antica (dai
primi insediamenti alla colonizzazione greca ed oltre). Molti dei reperti e
dei documenti rinvenuti nell'area sono oggi conservati nel Museo
Archeologico di Caltanissetta (in via Napoleone Colajanni 1), in
particolare vi trova dimora il Sacello di Sabucina, un piccolo
oggetto in terracotta risalente al VI secolo a.C. e raffigurante un tipico
tempio greco sostenuto da un piede a calice. Il tempietto è a doppio tetto
spiovente, sormontato, alle estremità, da due figure di cavalieri
(probabilmente i Dioscuri) e con in aggiunta due maschere di tipo
gorgonico.
Un'altra grande area archeologica di Caltanissetta
è quella di Gibil-Gabib (parola di
origine saracena il cui significato è Montagna dei Morti),
a 5 km dalla città, la quale si caratterizzata per contenere tracce
di insediamenti preistorici, tra cui due necropoli, oggetti di uso
quotidiano risalenti all'età del Rame ed al periodo indigeno-ellenico, e
soprattutto parte della cinta muraria e del torrione di difesa nel VI
a.C. Tra le zone di San Cataldo e Serradifalco, in direzione
della costa meridionale agrigentina, è situato il sito
archeologico di Vassallaggi, originario del VI secolo a.C., nel quale
sono state rinvenuti reperti oggi conservati al Museo Archeologico di
Agrigento. A nord di Caltanissetta, vicino a Santa Caterina
Villarmosa, troviamo invece il sito archeologico di Cozzo Scavo,
nel quale si documentano
insediamenti abitativi
ininterrotti dall'epoca preistorica a quella medievale. Sono incredibilmente
numerosi i siti archeologici di Caltanissetta
e vanno peraltro citati anche quelli della cittadina di
Marianopoli (tre in totale), di
Polizzello
(con testimonianze micenee, sicane e greche),
Castellazzo,
Balate,
Valle Oscura
(dove è stata rinvenuta una importante necropoli), e di
Monte Conca, nei pressi di Campofranco e Milena (con
testimonianze risalenti al Paleolitico inferiore).
La storia medievale di Caltanissetta dall'altra
parte è rappresentata dall'antica fortezza, la stessa che ha
dato il nome alla città e che ha avuto probabilmente origine nel VIII secolo
(anche se alcuni studiosi ritengono che una rudimentale fortezza sia
esistita nello stesso luogo già nel periodo dei Sicani). La fortezza, che
venne ampliata durante il periodo Normanno, è conosciuta con il nome
di Castello di Pietrarossa ed i suoi resti sono visibili ancora oggi
su l'altura che sovrasta la città. Nel 1358 il castello fu testimone dell'Accordo
dei Quattro Vicàri: accordo che spartiva
la Sicilia in quattro regni, quello
di Guglielmo Peralta (signore di Caltanissetta), di Artale Alagona,
di Manfredi Chiaramonte e di Francesco Ventimiglia. Il
Castello, che fu assoggettato anche agli Svevi, agli
Angioini e agli Aragonesi, venne distrutto dal terremoto del
1567, dopo secoli di lunga storia.
A ridosso
del castello, nei pressi dell'antico quartiere arabo di Caltanissetta,
troviamo la chiesa di Santa Maria degli Angeli, famigliarmente
conosciuta con il nome di la Vetere. Le sue origini sono ugualmente
antiche, venne infatti edificata nel XII secolo, durante il periodo
Normanno. Dello stesso periodo è anche l'Abbazia di Santo Spirito,
che fu la prima parrocchia di Caltanissetta, edificata su un luogo di culto
d'epoca bizantina (come fa supporre il nome dell'abbazia stessa, secondo la
tradizione religiosa bizantina della Sicilia). La chiesa venne
costruita in onore di Adelasia, terza moglie di Ruggero I d'Altavilla
ed appartenente ad una importante famiglia feudale piemontese, gli
Aleramici. Venne in seguita affidata ai monaci agostiniani.
Le
architetture religiose di Caltanissetta sono in effetti molto
interessanti, prima tra tutte la Cattedrale di Santa Maria la Nova,
edificata tra il Cinquecento ed il Seicento, della quale si apprezzano
soprattutto la serie di affreschi con cui è decorata la volta. Ad essa si
affiancano la chiesa di Sant'Agata al Collegio, del primo Seicento,
caratterizzata da una pianta a forma di croce greca e da un interno ricco di
stucchi e decorazioni marmoree. Secondo la tradizione, l'attuale chiesa
sorge su un edificio religioso più piccolo nel quale venne fondato nel 1588
il Collegio della Compagnia di Gesù. Inoltre, nel 1848, a seguito dei
moti insurrezionali, la chiesa servì il Comitato rivoluzionario
nisseno. Altre importanti chiese di Caltanissetta sono la
chiesa di San Giovanni (fondata nel 1100, distrutta durante la seconda
guerra mondiale e ricostruita nel dopoguerra), la chiesa di San
Sebastiano (sorta intorno al Cinquecento e più volte rimaneggiata nel
Settecento) e la chiesa di San Domenico (fondata nel 1400 per i
Moncada, famiglia siciliana di origine aragonese).
L'architettura
civile di Caltanissetta è in particolare rappresentata da un nucleo di
Palazzi d'interesse storico, un tempo appartenenti alle famiglie più
in vista della città. Meritano una visita soprattutto il Palazzo
Testasecca (Corso Vittorio Emanuele), del XIX secolo e in stile
neoclassico, l'adiacente Palazzo Benintende, nel quale trovò
ospitalità Giuseppe Garibaldi nel 1862, il Palazzo Provinciale
(XIX secolo), il Palazzo del Carmine, uno dei più antichi della città
e realizzato nella seconda metà del XIV secolo, il Palazzo Moncada
(detto anche Palazzo Beauffremont), edificato nel XVII secolo. Altra
importante costruzione civile è la Piazza Garibaldi, la quale
costituisce il centro di Caltanissetta ed è situata all'incrocio di due
strade principali, Corso Vittorio Emanuele e Corso Umberto
I. La piazza si impreziosisce di
monumenti come la Cattedrale, la chiesa di San Sebastiano, il Municipio
(un ex convento dei Carmelitani) e la bella Fontana del Tritone (del
1956, opera di Michele Tripisciano) ed è dedicata a Garibaldi, padre
dell'Unità d'Italia. Centocinquanta anni fa, la Caltanissetta
rivoluzionaria, da tempo in mano ai Borboni, accoglie la
spedizione garibaldina dei Mille in Sicilia ed inizia una nuova pagina
della storia, quella dell'annessione al Regno d'Italia. Meritano più
di una visita anche le tre ville comunali, la Villa Cordova, la
Villa Amedeo (ospitata nei Giardini Pubblici più grandi della
città) e la Villa Monica.
Non si
tralasci, infine, una visita al Villaggio UNRRA Casas di Caltanissetta,
un complesso di alloggi costruiti dalle Nazioni Unite verso la fine
della seconda guerra mondiale e oggi considerata area di interesse storico
sottoposta a tutela edilizia, e le Miniere di Trabonella, importante
testimonianza storica dell'attività economica ed industriale della città.
Raggiungere Caltanissetta è semplice, la città si posiziona al centro
della Sicilia e sin dai tempi antichi ha costituito un importante centro di
comunicazione tra la costa occidentale ed orientale dell'isola. L'autostrada
Palermo-Catania (A19) passa per Caltanissetta, così come altre
importanti strade secondarie: la SS122 Agrigentina, la SS626 della
Valle del Salso (Caltanissetta-Gela), la SS640 di Porto Empedocle
(Agrigento-Caltanissetta). La città ospita inoltre due stazioni
ferroviarie, Stazione Caltanissetta Centrale e Stazione Caltanissetta
Xirbi.
Una
visita a Caltanissetta è più che consigliata, avrete modo di scoprire
una città moderna cresciuta sopra le fondamenta di un tessuto storico
importante ed ancora presente. La città vive oggi principalmente di
agricoltura, industria ed artigianato. Il turismo
costituisce una fonte di sostentamento importante ed è concentrato
prevalentemente nella Settimana
Santa, durante la quale si concentrano le manifestazioni e gli
eventi maggiori di Caltanissetta.
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