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CAMPOBASSO INFORMAZIONI PICCOLA GUIDA

Città capoluogo del Molise, Campobasso è un luogo in
evoluzione, che negli ultimi anni si è trasformato e che
attira sempre più turisti sia per la città in se stessa,
sia come base per escursioni nella regione. Campobasso è
anche la sede della Scuola Nazionale Carabinieri e quindi
molti giovani militari dall'arma provenienti da tutta la
penisola hanno modo di apprezzarne il carattere e la
qualità della vita. Se siete nelle vicinanze della città a
Giugno non perdetevi la processione particolarmente
suggestiva processione e sagra del Corpus Christi, dove i
cittadini sono vestiti come santi, angeli e diavoli in una
mistica contrapposizione.
Di uguale interesse è il Museo dei Sanniti, con
testimonianze archeologiche notevoli. Le scalinate verso il
centro storico portano alle chiese in stile romanico
dedicate a San Bartolomeo e San Giorgio.
La Collina di Monforte è simbolo della città e si erge sul
punto più alto della collina che fu sede del primo
insediamento umano già in epoca pre-romana, come
testimoniano i resti di mura sicuramente sannitiche
disseminate nella zona. La mole del Castello è massiccia e
scabra, a pianta quadrangolare, in pietra calcarea
bianco-grigia, con aperture per lo più a feritoia e poche
finestre, tozze torrette cilindriche ai quattro angoli e
una torre rettangolare a nord. Fu costruito nel 1459 dal
conte Cola di Monforte, feudatario di Campobasso, sull'area
di una preesistente fortificazione di epoca longobarda
(forse del 1130), probabilmente distrutta dal catastrofico
terremoto del 1456. Quello visibile oggi è il risultato di
vari rimaneggiamenti dell'edificio e dell'area circostante:
nel 1805 un altro sisma aveva abbattuto parte della
costruzione mentre dopo il 1937 se ne ricostruì un'ala, si
aggiunsero alcuni corpi di fabbrica e venne riempito ed
appianato il fossato su tre lati. Ma complessivamente
l'aspetto odierno non è molto diverso da quello originale:
una struttura che si staglia isolata, con assetto
principalmente difensivo, non di dimora signorile, con uno
stile prevalentemente altomedievale.
L'ingresso principale del Castello è oggi chiuso, l'accesso
avviene dal lato opposto, a nord, dove con l'ultimo
restauro venne costruito un quarto muro a connettere i due
corpi di fabbrica originari. L'antico ingresso, che non è
mai stato murato, affaccia su un'area, che doveva essere il
cortile esterno principale, e sulla città sottostante.
Soltanto su questo lato è conservato l'ampio fossato che
originariamente circondava tutta la rocca. Qui era posto
anche il ponte levatoio di cui sono ancora visibili sia
tracce del muro opposto all'ingresso dove il ponte andava a
posarsi, sia gli ancoraggi delle catene di sollevamento. Su
questa che era la facciata principale si trova lo stemma in
pietra dei signori Monforte, uno scudo con una croce e
quattro rose. L'interno della costruzione si presenta come
un grande spazio vuoto, essendo andata perduta l'ala
principale, quella che ospitava, su tre piani, gli
appartamenti. Sul lato ovest invece sono conservati ancora
alcuni vani (assai modificati rispetto all'originale) che
ospitano il Sacrario dei Caduti, mentre nella torre
rettangolare ha sede la Stazione Meteorologica
dell'Aeronautica Militare, con le attrezzature di
rilevazione e monitoraggio (808 m di altitudine, una delle
più alte d'Italia). Sullo stesso lato si trova l'accesso
alle scale che portano alla terrazza di copertura di questa
ala, proprio sotto la torre, da dove si scoprono ampi
panorami (finanche il mare Adriatico, distante circa 60
km). Su ogni lato sono presenti finestre quadrangolari
(quasi tutte con due panche in pietra inserite
trasversalmente nello spessore delle mura) e numerose
feritoie. Il profilo delle mura e della torre quadrata sono
merlati. Una quinta torretta di scolta, omologa alle
quattro poste a guardia degli angoli del forte, si trova a
una ventina di metri di distanza sul piazzale nord dal
quale oggi si accede al Castello.
Un'interessante testimonianza delle forme che l'edificio
doveva avere nel Cinquecento si ha nel vasto e profondo
sotterraneo, che si estende su un'area pari a quella
dell'edificio. Qui infatti è ancora conservata la parte
inferiore della parete che delimitava internamente il corpo
di fabbrica, sul lato ovest, oggi completamente distrutto.
Non si conosce l'esatta destinazione originaria di questo
enorme spazio sottostante il Castello, forse ospitava
cisterne, forse in qualche occasione fu usato come galera o
come rifugio durante battaglie. Attualmente ospita grandi
riserve idriche collegate all'acquedotto civico. Dalla
torretta che si trova poco discosta dall'angolo sud-ovest,
invece, si può accedere alle segrete. Scendendo una breve
scala si entra in quella che si dice sia stata per secoli
la stanza delle torture, di seguito in un locale che aveva
senz'altro la funzione di prigione sotterranea: l'accesso è
una stretta apertura quadrata che rivela ancora le tracce
della grata che doveva chiuderla, e poco discosto un foro
nel pavimento, probabile passaggio utilizzato per nutrire
il prigioniero. Inoltre, è da sempre credenza dei
campobassani che da qui parta un passaggio segreto, oggi
murato, che scende lungo il fianco della collina sotto la
città, incrociando grotte e scantinati, per sboccare ai
confini del borgo, fuori Porta Sant'Antonio Abate. Pur in
assenza di precise testimonianze, resta viva la convinzione
popolare che da un'altra porticina, posta sul lato nord del
Castello, si accedesse ad un secondo passaggio sotterraneo,
naturalmente ora inaccessibile, che correrebbe in direzione
opposta al primo, verso est. Questo cunicolo sarebbe lungo
alcuni chilometri e sboccherebbe in superficie in
corrispondenza della collina di San Giovanni in Golfo,
l'area che, vale la pena di ricordarlo, è stata
identificata da qualche studioso come probabile sede di un
perduto insediamento romano.
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