Carfizzi
è uno dei tre paesi di origine arbëreshe (albanese) della Provincia di Crotone.
L'insediamento di popolazioni di lingua e cultura albanese in Calabria
risale ormai a molti secoli fa. Secondo alcuni storici il primo trasferimento
risalirebbe al 1400, quando Alfonso I d'Aragona chiese aiuto
a un nobile condottiero albanese per
combattere le ribellioni provocate dai baroni.
A fine battaglia il re aragonese ricompensò gli uomini d'arme
albanesi concedendogli alcune terre. Era il 1448. Oggi l'attenzione
calabrese nei confronti di questa cultura d'origine balcanica è
testimoniata dalle diverse associazioni che conservano e valorizzano questa
cultura, in particolare nelle provincie di Cosenza e Crotone. Anche a
Carfizzi
la
tradizione è molto viva, e continua a rimanere tale, nonostante il passare
degli anni; per la popolazione è importante il contatto con le proprie
radici, e con le tradizioni, che continuano ad essere tramandate da padre in
figlio, così come l'antica lingua arbëreshe (lingua albanese antica), ancora oggi parlata a Carfizzi
dagli anziani e dai bambini. Tutti i bambini di Carfizzi conoscono la lingua
dei loro padri, che utilizzano contemporaneamente accanto all'italiano,
nonostante sia una lingua tramandata solo oralmente e prettamente
orale (pochissime persone la sanno scrivere, perché i caratteri alfabetici
sono quelli dell'attuale albanese parlato in Albania).La lingua
arbereshe è parlata in alcune stazioni radiofoniche private, riviste ed
emittenti televisive locali.
Da vedere
a Carfizzi: situato a metà tra mare e montagna, il paese dista 20 minuti dalla costa ionica e
quasi un'ora dall'altipiano della Sila.
All'entrata della cittadina, provenendo da San Nicola dell'Alto si può ammirare lo
splendido anfiteatro comunale, che può ospitare fino a 1000 persone, che
durante le serata d'inverno si divertono tra spettacoli culturali, teatrali
e musicali.
La piazza centrale chiamata rahji è il luogo di ritrovo preferito per i
carfizzoti, da lì si può ammirare uno stupendo panorama sui paesi limitrofi,
comodamente seduti nella piazzetta chiamata kriqi.
L'antico palazzo del Corridore è la più antica costruzione presente a Carfizzi, è stato recentemente restaurato e si trova nel cuore del centro
storico.
Il centro sociale, palazzotto restaurato, anch'esso posto nel centro
storico, è la sede del museo etnico e della biblioteca comunale.
Stupenda la mostra fotografica in allestimento permanente presso la sala
consiliare del comune, nella quale sono presenti foto che vanno dal 1901
agli anni '60 del secolo scorso.
Carfizzi possiede un
parco naturale di 400 ettari, che si estende per tutto
il territorio intorno al paese e comprende anche il parco della Montagnella,
montagna tra Carfizzi, San Nicola dell'Alto e Pallagorio, sulla quale si
celebra il 1° Maggio. In proposito è curioso sapere che nel corso della
prima metà del ‘900, il sindacato dei lavoratori dovette affrontare non
poche difficoltà legate al fascismo, alla soppressione della libertà
sindacale, agli eccidi, e il 1° maggio (festa del lavoro) fu soppresso;
ebbene in tale contesto gruppi di persone continuarono a festeggiare
clandestinamente la festa dei lavoratori proprio in località Montagnella a
Carfizzi. Inoltre il
bosco dell'Asturi, ricco di vegetazione e
facilmente raggiungibile dal centro abitato, il laghetto di Crosari,
un'area sulla quale sono stati costruiti due laghetti e infine, la
stupenda cascata di Giglietto, alta 36 metri, fonte di attrazione per i
turisti.
Carfizzi è un paese a vocazione turistica, che vuole fare del turismo la sua
arma vincente. In estate la popolazione triplica, perché oltre alla visita
dei numerosi emigrati che vivono fuori, ci sono anche molte persone che sono
venute a Carfizzi tramite amici e parenti e ne sono rimasti affascinati, e
ora tornano ogni anno.
A Carfizzi, per gli amanti dello sport, oltre alla possibilità di eseguire
esercizi ginnici all'aperto, nella natura, c'è la palestra comunale posta al
centro del paese, un campo da calcio, uno da calcetto e due campi da tennis
che distano 10 minuti a piedi dal centro abitato.
Per i turisti è possibile usufruire del collegamento wi-fi gratuito per un'ora al giorno nel centro storico.
A Carfizzi permangono ancora numerose
tradizioni, dall'antico abito arbëreshe, la coha, ancora presente in due esemplari, agli ori,
che ancora oggi vengono lavorati nella maniera tradizionale, con decorazioni
formate da pietre colorate e perline sottilissime. La lingua arbëreshe
viene parlata ancora oggi a Carfizzi, e grazie alla legge per le minoranze
linguistiche è stato istituito lo sportello linguistico, per il
recupero e la valorizzazione delle tradizioni arbëreshe.
Anche la cucina segue a volte i dettami tradizionali, soprattutto per
la preparazione di dolci o antiche minestre, ma anche per la lavorazione del
pane, ancora molto comune nel piccolo centro albanofono.
Le principali festività locali sono 12 e 13 giugno la festa di Sant'Antonio da
Padova. Prima domenica di Agosto la festa in onore di Santa Veneranda.
Il 1° Maggio festa alla Montagnella, un riferimento per l'intera provincia.
In onore di San Martino, festa in piazza con manifestazioni
eno-gastronomiche.
Poi, in vista del turismo estivo, l'amministrazione organizza "La Festa del
Ritorno", una serie di giornate e serate che spaziano dall'ambito
gastronomico a quello culturale, a quello teatrale, allo spazio dedicato ai
bambini; questa manifestazione è sempre ben riuscita, soprattutto negli
ultimi anni, infatti, restano entusiasti
soprattutto per la varietà e l'offerta degli spettacoli, e apprezzano la
sensibilità avuta dall'amministrazione nello stilare il programma, che cerca
sempre di venire incontro alle esigenze di tutti, partendo dai bambini per
arrivare agli anziani, con un'offerta completa e attenta ai destinatari.