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Colmar è stata definita da qualcuno un libro di fiabe nordiche a cielo aperto. La capitale dell'Alto Reno con circa 85,000 abitanti, situata in felice posizione tra il Reno e i Vosgi, con i suoi edifici medievali e rinascimentali affacciati sulle strade acciottolate, rappresenta la tipica città alsaziana. A partire dal XIII secolo la città ha prosperato grazie al commercio del vino. Colmar fu attivo centro dell'arte renana; di questo prestigioso passato rimangono ricche collezioni del XV e XVI secolo. La città è un importante centro vinicolo che ogni anno in agosto ospita la Foire des Vins.

Lungo le caratteristiche vie del centro storico si trovano antiche case in legno e pietra dalle facciate riccamente decorate. Tra tutte forse la più rappresentativa è la Maison Pfister, all'incrocio tra rue des Marchands e rue Mercière. Colmar conserva la divisione in piccoli quartieri, ognuno dei quali ospitava una specifica corporazione. Place de la Cathédrale, la piazza principale della città, è dominata dalla gotica chiesa di Saint Martin del XIII-XIV secolo. La facciata in arenaria gialla dell'edificio è tripartita da contrafforti e fiancheggiata da un campanile con pinnacolo di rame in stile mongolo (1572). Il timpano del portale duecentesco presenta rilievi che raffigurano l'Adorazione dei Magi e il Giudizio Universale. Nel transetto destro si apre il portale di Saint Nicolas con sculture di Maistres Humbert risalenti al XIV secolo. L'interno a tre navate è celebre per il cupo deambulatorio che circonda il coro esagonale. Nella cappella absidale si trova un pregevole crocifisso ligneo del XIV secolo.
L'Église des Dominicains, situata nell'omonima piazza, è una chiesa gotica sconsacrata, dal fascino particolare e suggestivo dove vale la pena entrare, nota per le splendide vetrate trecentesche, le opere lignee del '700 e per il trittico della Vergine al roseto, capolavoro di Martin Schongauer del 1473.
Il Musée d'Unterlinden, assolutamente da non perdere, ha sede in un monastero domenicano del XIII secolo, è famoso in tutto il mondo per l'Altare di Issenheim. Le figure in legno dorato dell'altare sono opera di Nicolas Haguenau (fine XV secolo), mentre il polittico in esso custodito, con scene tratte dal Nuovo Testamento, è stato dipinto da Mathias Grunewald negli anni 1512-1516.

Colmar è irresistibile durante tutto l'anno, ma a Natale sembra veramente di essere dentro una fiaba. Colmar ha due anime, una francese e una tedesca. La storia ha deciso che debba essere francese. Ma l'anima tedesca non è meno presente, a partire dalla lingua, dalle scritte dei locali in carattere gotico, dai cognomi delle famiglie ai nomi dei vini, allo stile architettonico della maggior parte di case e palazzi. Nonostante questo, le popolazioni germaniche di queste terre si sono sempre più sentite parte della nazione francese. Vedere: Natale a Colmar.

Nel IX secolo Colmar si chiamava Columbaria, per via dei suoi allevamenti di piccioni. Ma solo a partire dal XIII secolo la città vide affermarsi una ricca borghesia a scapito del potere ecclesiastico. Allo stesso tempo fiorirono le arti. Quindi nel 1675 Colmar entrò a far parte del regno di Francia con il conseguente riaffermarsi del cattolicesimo nella zona. Quindi nel 1871 con al sconfitta di Napoleone III l'Alsazia tornò alla Germania fino alla fine della Prima guerra Mondiale. Rioccupata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, tornò definitivamente alla Francia nel 1944.

La storia del vino alsaziano è molto particolare. Il vino, sopratutto i bianchi, di queste zone, sono apprezzati sin dall'anno mille d. C. Ma le tante guerre che segnarono il secolare scontro tra francesi e tedeschi arrecarono distruzioni e devastazioni a queste terre. Dopo la Guerra dei Trentanni fu necessario un completo reimpianto dei vigneti. Luigi XIV rilanciò e valorizzo questo patrimonio ma, con l'annessione alla Germania nel 1871 l'amministrazione tedesca decise di favorire la regione della Mosella a scapito dell'Alsazia spingendo la coltivazione di uve e vini a buon mercato. Fu anche per questo che i viticultori furono ben felici di tornare alla Francia nel 1918. Da quel momento infatti la regione tornò ai vertici mondiali per produzione e qualità dei vini. Tra gli altri si ricordiamo i Pinot bianchi, i Tokay Pinot Grigi, il Muscat e i Pinot Neri.

Il Natale a Colmar

Che dire. Le luminarie decorano tutte le case e i palazzi, ci sono 5 mercatini nelle piazze del centro, una pista di pattinaggio all'aperto, canti di natale da tutte le parti fino al giorno dell'avvento, il centro storico rigorosamente chiusa al traffico.

 

Tutto l'anno questa strade antiche invitano a infinite passeggiate, tra case medievali, facciate pastello, botteghe  artigiane, giardini e cortili segreti.

 

Ps. Informagiovani Italia vi ringrazia e vi augura una fantastica visita a Colmar. Grazie per il vostro continuo supporto e i vostri contributi.

 

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