COME CAMBIA IL VIAGGIO

CON I BAMBINI

Come cambia il viaggio con i bambini

 

 

Un viaggio con i bambini è diverso da tutti gli altri, questo è ovvio e la prima cosa da fare è cambiare le aspettative sulle proprie vacanze ma ciò non significa che il viaggio sarà noioso o difficile. Riflettete prima di partire su due punti: 1) questa resta sempre la vostra vacanza; 2) non aspettatevi la vacanza come la vivevate prima di essere genitori.

 

Parlando con i genitori che hanno difficoltà a viaggiare con i propri figli, spesso si rimane colpiti da come la scontentezza derivi dalle loro aspettative. In pratica, essi misurano la buona riuscita di una vacanza con un metro diverso da quello di un viaggio con bambini, basandosi sulle loro esperienze pre-genitoriali. Chiaritevi le idee su cosa desiderate fare/vedere voi e il vostro partner (se partite in due), valutate le esigenze dei vostri bambini (cibo, riposo, gioco, stare seduto, stare per terra, bisogno di sperimentare, affettività e simboli affettivi, libri e giochi portatili, musica, pericoli ecc.), organizzate tanti piccoli accorgimenti riflettendo sui bisogni dei piccoli e come soddisfarli, e partite determinati e sereni. 

 

 I bambini amano stare con voi e ameranno "seguirvi" nel viaggio, sta a voi rendere la loro esperienza piacevole e non sarà difficile con tutti i nuovi stimoli che riceveranno. Quanto più sarete tranquilli e in grado di ammortizzare gli immancabili stress da viaggio, tanto più i vostri piccoli riusciranno a gestire cambiamenti e imprevisti e saranno dei tesori.

 

Andando sul pratico circa i punti accennati sopra:

 

- cibo, armatevi di snack possibilmente salutari tipo frutta fresca e secca tipo mandorle, pinoli, noci sgusciate, pezzi di formaggio, pane e panini, succhi di frutta, bottigliette di acqua piccole, biscotti);

- riposo, stare seduto, stare per terra (se i bambini sono piccoli ed abituati a dormire nel pomeriggio, cercate  di fargli fare un riposino o mettete in conto di andare a letto molto presto, per sedersi non ci sono problemi tra panchine e bar dove sostare, per stare per terra troverete il modo in albergo per creare un angolo sicuro con un asciugamano o una coperta);

- gioco, molto diversi a seconda dell'età... colorare, scrivere, disegnare, indovinare, giochi di parole, e ricordate che i telefonini con foto, video, storie e musiche sono ottimi strumenti di gioco se usati bene e per poco. Libri e stickers piacciono molto, come anche i pupazzetti per le dita e i puzzle.. Comprare un gioco come souvenir è davvero bello e spesso si fa la conoscenza di nuovi giochi da noi poco usati;

- bisogno di sperimentare, a tutte le età ritagliatevi un po' di tempo per permettere ai vostri figli di sperimentare liberamente sotto il vostro controllo;

- affettività e simboli affettivi, dall'orsacchiotto, al cappello preferito, dalle scarpe allo spazzolino, in vacanza si può ricostruire un piccolo mondo itinerante che sa tanto di casa e ci ricorda quanto è bello partire, scoprire e poi tornare.


Tenete conto del fatto che non ci si potrà muovere velocemente da una tappa di un viaggio a un'altra e che dovrete fare soste più lunghe (non solo da una tappa all'altra ma anche in strada) ma in retrospettiva, questo può essere un vantaggio: si ha più tempo per immergersi nella cultura locale piuttosto che visitare più luoghi d'interesse, ma tutti in maniera superficiale. E' più difficile seguire un itinerario prestabilito o un preciso piano di viaggio. Di solito, se i bambini non riescono a sostenere il ritmo, è meglio fare un passo indietro e rendersi conto che ci si sta spingendo un po' troppo in là. Proprio come a casa, occorre imparare a essere flessibili e piuttosto dare una scala di priorità alle attività e mete del proprio viaggio, essendo disposti a cambiarle se le cose prendono una brutta piega: meglio vedere domani quel museo se i bambini sono in giro da molte ore, sono stanchi e vogliono un gelato.

 

Non aspettatevi che tutto sia perfetto e quando ci saranno le difficoltà fatevene una ragione e affrontatele con serenità. Basta mantenere i nervi saldi, aspettare, respirare profondamente e inventarsi qualcosa per tornare alla normalità. Spesso di fronte alla difficoltà ci si concentra più sul problema che sulla soluzione, siate pratici, cercate una soluzione concreta, provate, avete molte più risorse di quanto pensate". 


Non aspettatevi che i vostri figli siano grati per il viaggio che avete intrapreso. A loro poco importa se avete dovuto aspettare un tempo infinito prima di poter andare negli Stati Uniti o in Australia, non hanno chiesto loro di andarci: si preoccupano solo di vivere il viaggio in modo divertente e di avere attenzione da parte dei genitori. Se si cerca di rendere piacevole l'esperienza, essi la ricorderanno più di quanto voi crediate e vi potrebbero anche ringraziare nel futuro, quando saranno abbastanza cresciuti da avere una prospettiva su quanto avete fatto insieme loro.


Al ritorno se qualcosa è andato storto non fissatevi sugli aspetti negativi, non finite per raccontare ai vostri amici o parenti solo quelli, ricordate che l'obiettivo è fare nuove esperienze con la propria famiglia. Apprezzate i momenti di armonia e i momenti divertenti che ricorderete per tutta la vita. Pensate infine che a viaggiare s'impara, noi adulti e anche i nostri figli. I bambini impareranno a viaggiare con voi sempre meglio, saranno sempre più flessibili e pronti a godersi la vacanza. 

 

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