Ormai i ceffoni, gli sputi, le spintonate,
i piccoli furti e le derisioni sono cosa antica. Sistemi triti e
ritriti utilizzati anche dagli aguzzini principianti.
Oggi, la signora Tecnologia,
padrona del ventunesimo secolo, offre un ampia gamma di nuovi
strumenti “high-tech” con cui poter perpetuare l’atto di
persecuzione da parte dei bulli nei confronti delle vittime, tutti
dispositivi che si possono annoverare nel campo delle ICT (Information
and Communication Technologies). E’ qui che il bullismo diventa
“cyber bullismo” o bullismo elettronico, in inglese “cyber
bullying”.
Alla base degli atti di cyber-bullismo c’è
una novità “tecnica” quindi: la trasmissione elettronica delle
minacce. Queste ultime sono perpetrate in svariate forme: sms;
e-mail che integrano il contenuto e l’azione degli sms troppo
sbrigativi; frasi intimidatorie via chat, via programmi di
messaggeria istantanea (oggi usati anche dai più piccoli teen-ager).
E poi i blog: quella specie di diari virtuali, luoghi pubblici in
cui più persone possono interagire, scrivere commenti, collaborare e
“postare” nuovi argomenti.
La crescita esponenziale dell’uso di
internet porta il bullismo “cyber” ad espandersi in maniera
altrettanto massiccia via web. Uno studio di Pew Internet &
American Life Project rivela che un adolescente su tre è soggetto a
questa nuova forma di bullismo, e che sono circa 13 milioni i
teen-ager che si trovano nello stato di “vittime”. Sempre secondo
tale studio, sarebbero le ragazze ad essere esposte a maggiori
pericoli: in rete il 38% del genere femminile ha trovato “vita
dura”, contro il 26% dei ragazzi.
Le minacce virtuali sono definite dagli
psicologi statunitensi cyberharassement o cyberstalkings,
e possiamo notare due aspetti che caratterizzano questo nuovo
bullismo.
Uno di questi è che esso non si manifesta
in contatto diretto, faccia a faccia: il bullo non è una presenza
fisica (anche se costante, per la vittima), ma un nickname.
Ciò favorisce una mancanza di visibilità che Schneier - esperto in
informatica e scrittore statunitense - definisce “lack
face-to-face contact”: il bullo elettronico approfitta di questa
sorta di maschera virtuale. Sarà quindi molto più difficile
rintracciarlo nella grande rete web.
Il secondo aspetto del cyber bullismo è
che esso non lascia pace a chi è preso di mira. Nemmeno tra le mura
domestiche. Mentre i bulli della scuola non possono penetrare nella
sicurezza di una dimora, il bullo elettronico trova terreno fertile
anche in questa zona personale e intima della vittima, la quale
ovviamente svilupperà ancora più insicurezza e fragilità.
Invece, paradossalmente, è il cyber bullo
a farsi più sicuro. Grazie all’anonimato garantito da Internet, si
sente ancora meno responsabile delle azioni commesse a danno altrui.
E’ per questo che il web, con le sue mille maschere e nickname,
offre la possibilità di diventare “bulli per un giorno”, o a lungo,
anche a coloro che di persona non avrebbero il coraggio di torcere
un capello. Anche loro, infatti, possono avere una personalità
piuttosto fragile, che resta spesso la base e il motivo del loro
comportamento aggressivo: complici sarebbero diversi insuccessi, in
campo amoroso, scolastico; oppure un disagio all’interno del nucleo
familiare, e addirittura anche rinnovati atti di bullismo subiti da
parte di persone più grandi.
Rimane, purtroppo, la difficoltà nel
rintracciare i cyber bulli da parte delle autorità, che nel
frattempo possono solo consigliare, specialmente ai cybernauti più
piccoli: “Non date mai informazioni come il vostro nome e cognome,
indirizzo, nome della scuola o numero di telefono a persone
conosciute su Internet. Non mandate mai vostre foto senza il
permesso dei vostri genitori. Leggete le e-mail con i genitori,
controllando con loro ogni allegato. Non fissate incontri con
persone conosciute via Internet senza il permesso dei genitori.”. E
l’ultimo e forse più prezioso consiglio è: “Dite subito ai vostri
genitori o ai vostri insegnanti se leggete o vedete qualcosa su
Internet che vi fa sentire a disagio o vi spaventa.”
Articolo di Luana Donetti per
Informagiovani Italia
Bibliografia dei siti web:
·
http://www.poliziadistato.it/pds/cittadino/consigli/internet_piccoli.htm
· Relazione
del seminario tenuto dall’IPSE su Bullismo, Disagio Giovanile, Nuove
Dipendenze
http://www.ipsesrl.com/_corsi/bullismo/Atti%20bullismo.pdf
·
www.cyberbullying.us
· http://www.educare.it/studi/intro/2007/bullismo_elettronico.htm
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