|
MONACO: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

▪ Monaco di Baviera
▪ Da vedere a Monaco
▪ Oktoberfest a Monaco
Il confine del centro è segnato dal Vecchio Municipio, costruito fra il 1470ed il 1480 da Jörg von Halspach (detto Ganghofer), che nel corso della seconda guerra mondiale fu in gran parte distrutto.
Sopra il passo carraio c’è la sala del municipio, con la sua volta a botte in legno, che con i suoi ornamenti rappresenta un gioiello del tardo gotico tedesco. Questo era il luogo originario in cui erano esposti i "Moriskentänzer", 16 figure di legno create da Erasmus Grasser nel 1480, di cui purtroppo ne rimangono solo 10 (esposte nel Museo cittadino di Monaco).
Nella torre del municipio, ricostruita nel 1975, si trova un Museo dei giocattoli (foto a destra).
La Frauenkirche ("Chiesa di Nostra Signora" - foto in basso a sinistra)è chiesa vescovile dal tempo della fondazione della diocesi di Monaco-Freising e chiesa metropolitana delle province della Baviera meridionale.
Già nel 1230, al suo posto esisteva una basilica romanica a pilastri, con tre navate, che nel 1300 fu ampliata. Nel 1468 per ordine del duca Sigesmund furono posate le prime pietre dell’attuale Frauenkirche. L’architetto addetto alla costruzione era Jorg von Halspach. Nel 1488 i lavori erano terminati ma le calotte doppie dei campanili sono del XVI secolo.
A parte l’arredamento neogotico della metà del XIX secolo, la sostanza edile della Frauenkirche è rimasta praticamente intatta. La ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, fu conclusa nel 1953.
L’intenzione di Ganghofer era quella di esprimere grandiosità con la più semplice linearità. La costruzione tardo-gotica si impone con le sue grandiose proporzioni (lunghezza 109 m, larghezza 40 m), la sua struttura chiara e la rinuncia ad ogni guarnizione gotica.
L’interno si compone di tre navate con 22 pilastri ottagonali disposti in 22 file. La navata laterale e le finestre non sono visibili dal vestibolo dato che i pilastri sono disposti in modo da coprirle alla vista; così il visitatore ha l’impressione di vedere solo pareti senza finestre. Anche la finestra del coro, oggi visibile, era prima nascosta dall’altare.
Ludwigskirche
La progettazione e l’esecuzione furono affidati da Ludwig I a Fridrich von Gaertner.
La facciata con i campanili distanziati uno dall’altro, non è solo disposta trasversalmente se si guarda passando dalla Ludwigstrasse, ma ha un effetto pieno d’atmosfera come conclusione della Scheelligstasse.
Per via della sua posizione, la chiesa sembra intrattenere un dialogo con la Theatinerkirche, all’estremità nord della Ludwigstrasse, contrapposta diagonalmente alla Ludwigskirche. Della Theatinerkirche, Gaertner riprese anche il morivo della pianta a croce e il concetto della facciata con due campanili. Nelle nicchie circolari della facciata, sono sistemate statue di Ludwig Schwanthaler. Su entrambi i lati continua nei portici il motivo dell’arco rotondo del vestibolo e forma così il collegamento fra chiesa ed edifici profani.
L’interno è dominato da un enorme affresco del "Giudizio universale" di Michelangelo nella Cappella Sistina, è uno degli affreschi più grandi del mondo
Nymphenburg
L’antica residenza estiva dei signori bavaresi all’ovest della città, si trova al centro di uno dei più bei parchi di Monaco. Cinque generazioni di principi Wittelsbach hanno contribuito all’ampliamento del palazzo barocco.
La storia del Palazzo di Nymphenburg iniziò con il principe Ferdinando Maria, che lo fece costruire per la moglie, quale ringraziamento per la nascita dell’erede al trono Max Emanuel. Nel 1700, lo fece ampliare, per opera di Enrico Zuccali e Antonio Viscardi, aggiungendo le gallerie ed i padiglioni. L’aspetto odierno dell’edificio centrale è opera di Josef Effner, che nel 1715 concepì i pilastri, le finestre ad arco ed i busti. Pochi anni più tardi fu costruita la scuderia, come parte sud del complesso; come pendant a nord fu eretta l’Orangerie. Principali stanze interne:
Edificio centrale. Steinerer Saal (sala di pietra 1755-57), con affreschi della volta di J.B. Zimmermann e F. Zimmermann (in onore della dea Flora); gli stucchi rococò si basano su progetti di Cuvilliés.
Ala nord. Pannelli in legno si J.A. Pichler nella prima anticamera, arazzi di Bruxelles (del 1700 circa) nella stanza Gobelin, "galleria delle bellezze" di Max Emanuel, stanza degli stemmi nonché antica camera da letto, con dipinti J.Werner.
Ala sud. Anticamera e camera da letto con dipinti sul soffitto di A.D Triva, il "gabinetto delle lacche cinesi" (trasformato da Cuvilliés fra il 1763 ed il 1764), galleria con vedute di palazzi bavaresi (1750 circa), nonché la famosa galleria delle "bellezze" di Ludwig I, cioè i ritratti di 36 belle donne di Monaco, di tutti i ceti sociali (fra cui anche la ballerina Lola Montez,) al cui fascino il re non poté resistere e che infine furono la causa della sua abdicazione.
Il parco fu molto ingrandito nel secolo XVIII e trasformato da Girard, dal 1715 su modello francese (sull’esempio di Versailles). Quando nel secolo XIX, la moda inglese di impiantare in modo "naturale" i giardini, soppiantò la moda "artificiale" francese, Sckell trasformò nuovamente il parco in un giardino inglese di campagna, mantenendone però i tratti basilari dell’impianto barocco.
Il palazzetto di caccia, costruito da Cuvilliés nel 1740, l’Amalienburg (foto a destra), viene considerato come capolavoro perfetto del rococò di corte. La sala degli specchi circolare (decorazioni in argento su sfondo blu), con immagini di caccia, è considerata unica nel suo genere. Oltre alla stanza del riposo e alla stanza di caccia, entrambi in oro ed argento, anche la cucina, arredata con maioliche olandesi, è un vero splendore.
Il Badenburg è una delle prime "piscine" coperte riscaldate del tempo moderno. La costruzione a due piani fu realizzata fra il 1719 ed il 1721 da Josef Effner come palazzetto termale per la corte di Max Emanuel. Il salone è adorno di ricchi stucchi con frutti e conchiglie, il dipinto sul soffitto "Apollo nel carro del sole" è di J. Amigoni.
Anche di Effner è il Pagodenburg, un padiglione come sala da the, con pianta a croce. Il padiglione serviva anticamente come luogo di riposo per i giochi dei cortigiani. Le stanze sono arredate, secondo la moda del tempo, con "cineserie", e all’esterno esso è adorno di maschere di Bacco, Flora, Nettuno e Cerere.
La Magdalenenklause, fu costruita come eremitaggio per il vecchissimo principe Max Emanuel, sempre da Effner fra il 1725 ed il 1728. L’architettura, volutamente rovinosa, di questo "luogo di penitenza", ha oltre ad elementi romantici e gotici, anche elementi moreschi. Il dipinto sul soffitto della cappella (temi dalla vita della penitente Maria Maddalena), è opera di N.G. Stubner. All’ingresso ovest del parco, si trova la "grande cascata", una cascata barocca, su progetto di Effner; il rivestimento in marmo è di Cuvilliés.
Il Marstallamuseum (museo della scuderia). Nell’ala sud del palazzo, mostra negli ambienti delle antiche scuderie di corte, una raccolta di magnifiche carrozze, slitte, finimenti e selle, che ricorda gli splendori dei Wittelsbach. I pezzi più noti sono le carrozze di gala del re Ludwig II.
Anche nell’ala sud si trova il Museo delle porcellane. Esso offre un sommario praticamente completo della manifattura di porcellane di Nymphenburg fondata nel 1761, che ha la sua sede nella parte nordest del bastione circolare davanti al palazzo.
Nell’ala nord del palazzo c’è il Museo Uomo e Natura, con mostre itineranti.
Schleissheim
Sul margine est del Dachauer Moos, (palude di Dachau), ci sono i tre palazzi e il parco di Schleissheim, del secolo XVII e XVIII. Il Vecchio palazzo, che si trova ad ovest del Nuovo Palazzo, è una semplice casa nobile del Rinscimento, con due torrette angolari ed una scala all’aperto, che il principe Max Emanuel fece costruire per se fra il 1617 ed il 1623. Dietro ad esso ci sono edifici della vecchia fattoria del duca Wilhelm, il padre di Max Emanuel. Il vecchio Palazzo, dopo gravi danni subiti durante la guerra, è stato ricostruito finora solo provvisoriamente.
Il Nuovo Palazzo di Schleissheim , composto da un’ala centrale, portici e padiglioni latrali, fu costruito fra il 1701 ed il 1704 da Enrico Zuccali, come parte di un complesso progettato con quattro ali. Come vincitore dei Turchi, in questo periodo Max Emanuel era al massimo della sua potenza, a cui egli voleva aggiungere splendore con la costruzione della sua "Versailles".
Dopo serie di problemi politici e finanziari, il principe non poté portare a termine il suo progetto ambizioso; i lavori furono continuati nel 1719 in misura più modesta da Josef Effner e nel 1727 fermati. Sotto Ludwig I, la facciata acquisì, ad opera di Klenze, il suo aspetto odierno.
Magistrale è l’interno del palazzo, il cui fascino si basa nella miscela di tardo-barocco e inizio rococò. Il motivo dei dipinti delle pareti e degli stucchi tratta prevalentemente temi della guerra contro i Turchi. Per la decorazione interna delle maestose stanze, che per la loro artisticità non hanno nulla da invidiare a quelle di Nymphenburg, Effner ebbe a disposizione un gruppo intero di rinomati artisti bavaresi. Oltre a Cuvelliés (progetti) al progetto lavorarono tra l’altro Zimmerman (stucchi), Bleich e Amigoni (dipinti) nonché Stubner (decorazioni).
Nella galleria barocca (Galleria Statale nel Nuovo Palazzo di Schleissheim), Max Emanuel fece esporre i dipinti più importanti delle raccolte dei Wittelsbach. Oggi vengono mostrati soprattutto quadri che non trovano posto nella Vecchia Pinacoteca. L’importanza della galleria non deve però essere sottovalutata: la raccolta mostra opere di scuole fiamminghe ed olandesi (Rubens, van Dyck, van Goyen), opere del barocco italiano (Carracci, Furini), nonché opere di pittori barocchi francesi, spagnoli e tedeschi.
Il parco barocco con cascata, fu impiantato a partire dal 1720, su progetto di D. Girard; il Palazzo Lustheim ne rappresenta il "point de vue" conclusivo.Il Palazzo Lustheim fu costruito già fra il 1684 ed il 1688 da Zuccali, in occasione delle nozze del principe Max Emanuel con la figlia dell’imperatore Maria Antonia. Circondato da un canale, come "isola della felicità", poteva essere raggiunto allora solo con la barca.
Il pianterreno è composto di un salone a due piani, ai cui lati si aprono 10 piccole stanze. Gli affreschi rendono onore alla dea della caccia Diana. Nel palazzo c’è la Raccolta delle porcellane di Maeissner Ernst Schneider.
St. Michael
La storia della chiesa di St. Michael (foto a sinistra) è strettamente correlata alla signoria di Wilhelm V il Pio. Nel periodo della Controriforma, egli fece costruire questa chiesa dai Gesuiti. St. Michael è una delle più importanti chiese rinascimentali al di là delle Alpi.
I costi della costruzione provocarono quasi la bancarotta statale. La costruzione iniziata nel 1583, fu interrotta nel 1590 dal crollo del campanile. Nel 1597, la chiesa poté finalmente essere consacrata con grande pompa.
Dopo esser stata quasi completamente distrutta (foto a sinistra), St. Michael fu ricostruita fra il 1947 ed il 1948.
La facciata a tre piani formata da tre robusti piani orizzontali, è paragonabile, dal punto di vista profano e sacro, ad un municipio medioevale. La facciata termina con un triangolo di timpani a punta. Fra il portale di marmo dell’entrata, veglia la statua in bronzo dell’arcangelo Michele in lotta con il male, opera di Hubert Gerhard (1588). Nelle nicchie sono sistemate statue in pietra dei principi Wittelsbach.
La poderosa navata con il profondo coro è il primo interno monumentale (foto a destra) del Rinascimento al nord delle Alpi e con le sue dimensioni supera addirittura il suo esempio, la Chiesa del Gesù di Roma (del Vignola, 1568).
L’arco di trionfo del coro domina su tutto, estendendosi con il suo motivo negli archi dei bracci trasversali, nelle cappelle laterali e nei matronei. Il carattere di trionfo vuole simboleggiare il trionfo della Controriforma. L’altare maggiore che si estende su tre piani(1568-1589) di Friedrich Sustri e Wendel Dietrich, viene completato dalla pala d’altare "St. Michele in lotta con il diavolo" di Christph Schwarz (1587).
I quattro rilievi bronzei di Hubert Gerhard (1595 circa) erano destinati alla tomba di Wilhelm V, mai costruita. Nelle cappelle laterali ,ci sono pregiati dipinti di Antonio Viviani, Hans von Aachen e Peter Candid. Sul lato nord c’è un prezioso reliquiario dei santi medici Cosma e Damiano (del 1400 circa). Sotto il coro si trova la tomba dei principi Wittelsbach, dove tra l’altro sono sepolti li duca Wilhelm V, il principe Maximilian I e il re Ludwig II (foto del sarcofago a sinistra).
Nuovo Municipio
Edificio dominante in Marienplatz è il Nuovo Municipio (Neues Rathaus), ordinato dal re Ludwig I, per la cui costruzione furono demolite 24 antiche case monacesi.
Eretta in tre periodi, fra il 1867 ed il 1909, sotto la direzione di Georg Hauberisser, è la torre del municipio, alta 85 m, costituisce il punto centrale della costruzione neogotica (mattoni con guarnizioni in pietra). Nella torre è incastonato il famoso Glockenspiel (gioco di campane - fig. a destra), una sorta di carillon basato sul suono di campane.
Ogni giorno alle ore 11 (da maggio a ottobre anche alle ore 13, 17 e 21) il Glockenspiel, con 32 figure di grandezza quasi naturale, racconta la storia della città: le nozze del duca Wilhelm V con Renata di Lothringen e il torneo cavalleresco che seguì, la "Schefflertanz", che dal 1517 viene danzata ogni 7 anni per celebrare la gioia per la fine della morte nera (la peste). Anche oggi ogni 7 anni i danzatori scendono in tutte le strade più frequentate della città ballando e sbeffeggiando il timore della peste dipingendodi nero il viso dei passanti.
La facciata del Nuovo Municipio, lunga quasi 100 m, è adornata di figure e ornamenti di duchi, principi e re bavaresi, di allegorie, figure leggendarie e santi.
I cortili interni (fig. a destra), sono costruiti sull’esempio dei cortili dei castelli medioevali, con torre con scala a chiocciola, case con scale strette e ripide e ampi vestiboli con scale.
Punto d’incontro preferito della gioventù è la Fischbrunnen (fontana dei pesci), costruita da Konrad Knoll fra il 1862 ed il 1865. Fino all’inizio del nostro secolo, essa era teatro del rituale del "Metzgersprung" (salto del macellaio) a cui dovevano sottoporsi i nuovi mastri macellai che si dovevano gettare nella fontana.
Ostelli Monaco
Ostelli Germania
Carte d'Allemagne Karte von
Deutschland Mapa Alemania Map of Germany
Carte de Munich Karte von München Mapa Munich Map of Munich
|