INFORMAGIOVANI D'ITALIA
  DA VEDERE A ROMA
 

 

Informagiovani in Italia, lista aggiornata di tutti gli informagiovani italiani

Comuni d'Italia

  Forum Viaggiare in Italia

 Viaggiare in Italia

 Viaggiare in Europa

 Rome 

Ostelli a Roma

Ostelli in Italia

Hotel a Roma  (1,2,3,4,5, Stelle)

  Hotel in Italia    (1,2,3,4,5 stelle)

Mappa di Roma

Mappa del Lazio

Mappa dell'Italia

Ostelli nel mondo

Hostels Rome

Jugendherberge Rom

Auberges de Jeunesse Rome

Hostales Roma

Hostels Italy

Hostales Italia

Auberges  de Jeunesse Italie

 

▪ Jugendherberge Italien

 

ホステル イタリア Hostels Italy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


DA VEDERE A ROMA

Roma

Foro romano

Da vedere a Roma

Il Vaticano

Castel Sant Angelo

Il Campidoglio

Il Quirinale

Musei di Roma

Discoteche a Roma

Notti bianche a Roma

Come arrivare e muoversi a Roma

 

Il Pantheon di Marco Agrippa è una delle più importanti opere architettoniche al mondo: una cupola in pietra dalle proporzioni perfette appoggiata su un elegante tamburo di colonne e frontoni. La sua costruzione fu una impresa eccezionale in cui la cantieristica romana mostrò il meglio delle sue maestranze e delle sue tecnologie. Nella costruzione del monumento vennero impiegati, dal basso verso l'alto, materiali sempre più leggeri. Sorge in piazza della Rotonda vicino piazza Minerva. Così chiamato perché era un tempio dedicato a più divinità. Fu restaurato da Domiziano ed è giunto a noi quasi integro nella ricostruzione eseguita da Adriano nel 130 d.C. Nel 609 il tempio fu donato dall'imperatore Foca a papa Bonifacio IV e fu trasformato in chiesa, cosa che favorì la sua ottima conservazione fino ai giorni nostri. Quasi tutto quello che vi si può ammirare risale pero ad epoca romana, persino la cupola alta 43,4 m e la massiccia porta di bronzo. Il porticato è decorato all'interno da pregiati marmi policromi e presenta nella facciata 16 colonne monolitiche di granito che sono alte ben 14 m. L'interno presenta una pianta circolare caratterizzato dalla maestosità della cupola a cassettoni. L'unica apertura è al centro della cupola e crea un effetto luminoso che esalta la grandiosità e l'armonia del monumento. Nel corso dei secoli il tempio fu saccheggiato e subì notevoli danni, e all’epoca di papa Gregorio III vennero asportate le belle tegole di bronzo dorato. Il Pantheon racchiude le tombe di Raffaello e di Vittorio Emanuele II. Il Pantheon è il monumento romano che vanta il maggior numero di primati: ha la cupola più grande di tutta la storia dell'architettura; è il meglio conservato fra gli edifici della Roma classica ed è l'opera dell'antichità più copiata ed imitata, non soltanto in Italia.

"Volli che questo santuario di tutti gli dei rappresentasse il globo terrestre e la sfera celeste, un globo entro il quale sono racchiusi i semi del fuoco eterno, tutti contenuti nella sfera cava"
(M. Yourcenar, Memorie di Adriano)

Le Terme di Caracalla sono i bagni della Roma imperiale meglio conservati della città. Si estendevano su 10 ettari, potevano accogliere 1600 persone, e comprendevano anche botteghe, giardini, biblioteche e attrezzature sportive. Le Terme di Caracalla sono uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali dell'antichità. Volute da Settimio Severo, furono inaugurate, probabilmente nel 216 d.C. sotto il regno del figlio, Marco Aurelio Antonino Bassiano detto Caracalla, nella parte meridionale della città abbellita e monumentalizzata dai Severi con la via Nova e il Septizodium. Elio Sparziano, nella sua Vita di Caracalla ci informa che l'imperatore costruì " thermas eximias et magnificentissimas" e Polemio Silvio nel V secolo d. C. cita le Terme di Caracalla come una delle sette meraviglie di Roma, famose per la ricchezza della loro decorazione e delle opere che le abbellivano. I ruderi delle terme, che si conservano ancora per la notevole altezza di oltre trenta metri in numerosi punti, ci danno oggi solo l'idea della grandiosità del complesso termale, secondo per grandezza solo a quello, successivo di quasi un secolo, delle Terme di Diocleziano, ma le dimensioni dell'edificio e la monumentalità degli ambienti, conservati per due piani in alzato, e per due livelli in sotterraneo, ci permettono di immaginarne la fastosità.

Le terme vissero solo tre secoli, in quanto furono definitivamente abbandonate dopo il 537 d. C., a seguito dell'assedio di Roma ad opera di Vitige, re dei Goti, il quale tagliò gli acquedotti per prendere la città per sete. A quel punto il complesso termale fu abbandonato e divenne il cimitero dei pellegrini ammalatisi durante il viaggio a Roma e ricoverati nel vicino Xenodochium di SS. Nereo e Achilleo: nel XII secolo le terme furono cava di materiali per la decorazione di chiese e palazzi. Nei protocolli notarili del XIV secolo il luogo è detto " palatium Antoniano" ed era sicuramente adibito a vigne ed orti. Nel 1545 grandi statue furono rinvenute durante gli scavi dei farnese e sensazione provocò il ritrovamento, nella palestra orientale, del Toro Farnese, il famoso gruppo colossale ricavato da un unico blocco di marmo, nel quale è rappresentato il supplizio di Dirce legata al toro, che, nel 1786 fu trasportato a Napoli, fu poi trasferito nel 1826 nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove è tuttora conservato insieme agli altri capolavori provenienti dalle nostre terme. Fra questi dobbiamo ricordare il celebre Ercole colossale in riposo proveniente dal frigidarium, firmato sul basamento da Glykon, un altro Ercole di grandi dimensioni fu trovato nel frigidarium delle Terme di Caracalla , il c. d. Ercole Latino, dato per scomparso e poi riconosciuto nella grande statua conservata nella Reggia di Caserta. Ercole era molto amato dai Severi e molto presente nelle raffigurazioni delle Terme, in uno dei più famosi capitelli figurati dell'antichità, sempre proveniente dal frigidarium, infatti, il semidio è rappresentato in posizione di riposo appoggiato sulla clava. In tempi diversi furono recuperati altri gruppi famosi e numerosi frammenti architettonici, fra cui le vasche ora nel cortile del Belvedere in Vaticano e le due splendide di granito grigio, provenienti anch'esse dal frigidarium e riutilizzate dal Rainaldi come fontane a Piazza Farnese. Sempre di granito era la colonna proveniente dalla natatio e portata a Firenze nel 1563, dove fu eretta da Cosimo I de' Medici in Piazza S. Trinità, dove ancora si trova.

Dopo gli scavi Farnese le grandi Terme vissero un lungo periodo di oblio, poi, nel 1824 veri e propri scavi sistematici furono iniziati nel corpo centrale che portarono alla luce, tra l'altro, i famosi mosaici pavimentali con gli atleti attualmente conservati ai Musei Vaticani. Nel 1867 fu rinvenuta una ricca domus di età adrianea, con pavimenti a mosaico e affreschi di II stile alle pareti. Quelli della stanza più interessante, il lararium, sono stati staccati e restaurati nel 1975 ed ora sono collocati in un ambiente della palestra orientale.

Nei primi anni del Novecento si procedette all'esplorazione del recinto perimetrale e di parte dei sotterranei, questi scavi portarono alla scoperta dei vani compresi nella grande esedra occidentale, della Biblioteca e, nel sottosuolo, del Mitreo e di quello che recenti studi hanno identificato in un mulino ad acqua. L'esplorazione sistematica delle gallerie, in parte già note dal Settecento e dall'Ottocento, iniziò nel 1901, per proseguire ad est negli anni 1938-1939, in occasione dei restauri delle stesse per l'impianto del palcoscenico del Teatro dell'Opera nel caldarium. I restauri furono eseguiti dal Governatorato con l'assistenza della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio. Dopo questo periodo, i lavori più importanti nel monumento sono stati senz'altro quelli degli anni Ottanta, quando il recinto meridionale è stato completamente liberato dalla fitta vegetazione e dalle case abusive che ancora lo occupavano parzialmente e l'edificio, restaurato nel lato sud nelle cisterne e nella biblioteca SO e in quello est, nel c.d. tempio di Giove, è stato finalmente restituito nella sua pianta originaria. Per gli anni Novanta un momento significativo della storia delle terme può senz'altro essere individuato nel 1993, anno dell' ultima stagione lirica estiva del Teatro dell' Opera nel caldarium, dopo un' occupazione che datava al 1938. Al 1996, data l'ultimo ritrovamento di statuaria nelle Terme di Caracalla: una statua di Artemide acefala, stante, vestita di corto chitone, utilizzata come basolo di strada in un restauro, forse databile al V secolo, della pavimentazione delle gallerie sotterranee. La statua è dall'aprile 1997 esposta all'aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, insieme a numerose altre provenienti dalle nostre terme . infine il 7 ottobre 1999, cominciava il cantiere di smontaggio delle strutture in ferro del teatro dell'opera, il cantiere si è concluso il 15 giugno 2000, restituendo finalmente la visuale originale del caldarium e del monumento, libero da superfetazioni improprie che l'occupavano da oltre sessanta anni.

La via Appia, che da più di duemila anni unisce Roma a Brindisi, è costeggiata da monumenti, e in particolare sono da notare il Circo di Massenzio e la Tomba di Cecilia Metella. La strada è anche conosciuta per le sue catacombe, gallerie sotterranee di diversi chilometri scavate nella roccia di tufo, nelle quali si ritrovavano e venivano sepolti i primi cristiani di Roma. Fu la prima e la più importante tra le grandi strade costruite da Roma. Chiamata a buon diritto la "regina viarum", essa nacque alla fine del IV secolo a.C. per mettere in diretta e rapida comunicazione Roma e Capua. L'anno di nascita della strada fu il 312: quello in cui fu censore a Roma, Appio Claudio, il magistrato che la fece costruire lasciandole il proprio nome. L'ideazione seguì un piano di concezione sorprendentemente moderno, che lasciava da parte i centri abitati intermedi (provvisti pero di appositi raccordi) e mirava diritto alla meta. La via fu percio' realizzata, superando grosse difficoltà naturali, come le Paludi Pontine, con importanti opere d'ingegneria. Il primo tratto, fino a Terracina, era un lunghissimo rettifilo di circa 90 chilometri, di cui gli ultimi 28 fiancheggiati da un canale di bonifica che consentiva di alternare il tragitto in barca a quello sul carro o a cavallo. Dopo Terracina, la strada deviava verso Fondi, quindi attraversava le impervie gole di Itri e scendeva a Formia e Minturno. Superata poi Sinuessa (l'odierna Mondragone), con un altro tratto rettilineo puntava a Casilinum (l'odierna Capua), sul Volturno, da dove raggiungeva l'antica Capua (oggi S.Maria Capua Vetere). Il percorso totale era di 132 miglia, pari a Km. 195, e si effettuava normalmente con cinque/sei giorni di viaggio. In conseguenza dell'ulteriore espansione di Roma nel Mezzogiorno, la via Appia fu più volte prolungata. Dapprima, subito dopo il 268 d.C., fino a Benevento, poi al di la dell'Appennino, fino a Venosa e quindi a Taranto. Finalmente, nel II secolo a.C. fu estesa fino a Brindisi, porta dell'Oriente. Il percorso dopo Benevento fu però a poco a poco sostituito da un itinerario alternativo, più breve e più facile che attraversava tutta la Puglia passando per Ordona, Canosa, Ruvo, Bari ed Egnazia. Nei primi anni del II secolo d.C. esso fu trasformato in una vera e propria variante dall'imperatore Traiano che le aggiunse il suo nome. Con la nuova via Appia Traiana era possibile andare da Roma a Brindisi in 13/14 giorni lungo un percorso totale di 365 miglia pari a poco meno di Km. 540. La via Appia era lastricata con grandi lastroni (o "basoli") di pietra basaltica di forma variamente poligonale. La carreggiata aveva una larghezza standard di 14 piedi romani (m. 4,15 circa) sufficienti a consentire il passaggio contemporaneo di due carri nel doppio senso di marcia. Due marciapiedi in terra battuta delimitati da un cordolo di pietra e larghi ognuno almeno un metro e mezzo fiancheggiavano la carreggiata. Ogni 7 o 9 miglia nei tratti più frequentati (Km. 10/13) e ogni 10 o 12 miglia in quelli meno importanti (Km. 14/17), si allineavano lungo la strada le stazioni di posta per il cambio dei cavalli unitamente a luoghi di ristoro e di alloggio per i viaggiatori. In prossimità dei centri abitati la strada era fiancheggiata da grandi ville e soprattutto da tombe e monumenti funerari di vario genere.
 

 

Ostelli Roma  Ostelli Italia

Carte de Rome          Karte von Rom        Mapa Roma         Map of Rome

Carte Latium     Karte von Latium       Mapa Lazio     Map of Lazio

Carte d'Italie             Karte von Italien             Mapa Italia             Map of Italy