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Donne e politica

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Vignetta di Catherine Beaunez
"Mi sono stufata di pensare agli altri"
"Ora vado a fare politica!"
"La forza delle donne deriva da qualcosa
che le psicologia non può spiegare.” Così diceva Oscar Wilde
a proposito delle donne, non siamo fan di Wilde, ma certe sue frasi
certo sono memorabili. Partendo da questa frase una nostra amica vuole
esprimere in questo articolo il suo pensiero s donne e politica,
leggiamo ...
Ritengo che la frase di Wilde citata sopra ci
parli di ciò che noi comunemente chiamiamo universo femminile.
Cos’è questa misteriosa forza delle donne? Perché diciamo "le donne sono
più forti degli uomini"? Perché in parte è vero, perché le donne, hanno
una forza misteriosa che le aiuta a superare tutte le difficoltà che la
vita mette loro davanti, la stessa forza che le aiuta a vivere
serenamente la loro esistenza, spesso con il sorriso, perché non c’è
niente di più bello del sorriso di una donna, del conforto che
una donna può offrire al proprio uomo, o al proprio figlio. Per troppi
anni però le donne hanno messo a disposizione questa forza solo nell’ambito
familiare, senza occuparsi minimamente della vita politica,
di ciò che succedeva nella propria nazione, e questo, sembra assurdo
dirlo, in alcuni posti del mondo, e non parlo solo del terzo mondo,
succede ancora.
Pensiamo al voto, cosa significa votare? Il
voto più che un diritto dovrebbe essere un dovere, un dovere al quale
nessuno di noi può sottrarsi, ma in Italia le donne hanno avuto
diritto al voto solo nel 1946, prima di allora, quindi, cosa contava
la loro opinione per la vita pubblica? Praticamente nulla. Le donne
hanno dovuto conquistare la propria libertà, hanno dovuto combattere per
essere ritenute di pari dignità rispetto agli uomini, il paradosso sta
proprio qui; le donne hanno dovuto combattere per qualcosa che spettava
loro di diritto. Ci sono state donne che hanno sacrificato la propria
esistenza per riuscire ad ottenere quella stessa dignità, quella parità
tra i sessi di cui ancora oggi parliamo.
La parola parità cosa significa? La
parola parità include il significato di uguaglianza; quindi uomo e donna
dovrebbero essere uguali. Ma cosa significa dovrebbero essere uguali?
Dovrebbero avere gli stessi diritti, gli stessi doveri, le stesse
opportunità e le stesse possibilità. Molto è stato fatto in questo
campo, ma molto c’è ancora da fare.
In questo articolo vorrei analizzare la
presenza femminile nella politica. Spesso sentiamo parlare di
quote rosa, le quote rosa sono alcune quote minime di presenza
femminile all’interno di organi elettivi. Le quote rosa sono molto
importanti per la società, ma ciò che a me fa riflettere è il fatto che
siamo dovuti arrivare alle quote rosa, cioè la presenza femminile
all’interno di amministrazioni pubbliche dovrebbe essere qualcosa di
ovvio, così come è la presenza maschile, senza bisogno di ricorrere
alle quote rosa. Purtroppo questo non è possibile. Attualmente la
percentuale di donne al parlamento si attesta intorno al 19%, una
percentuale ancora troppo bassa. La percentuale ideale, è il 50%, un
risultato che oggi sembra quasi utopico, ma non impossibile. Io credo
che noi donne ci dobbiamo riappropriare della nostra vita, ma
soprattutto comprendere che dobbiamo essere parte attiva della vita
politica. Il ruolo politico della donna è stato sempre visto come
qualcosa di passivo, e ciò non è affatto giusto, le donne sono
elettrici, ma devono anche essere elette e avere la consapevolezza che
essere elette da la possibilità di migliorare qualcosa, la nostra
società, noi stesse. Nei mesi scorsi si è sentita la voce delle donne,
ma per cosa? Solo per polemiche legate al gossip. La figura della donna
è stata strumentalizzata non solo da chi l’ha trattata come oggetto,
ma anche da chi ha costruito sopra a questo oggetto una campagna
mediatica. Io credo che ogni donna debba essere libera e la
libertà un concetto assoluto. Quindi ogni donna è consapevole di ciò
che fa e di ciò che vuole fare del suo corpo e non per questo deve
essere designata come un oggetto. Una donna è libera solo quando è
completamente padrona di se stessa e di ciò che decide di fare. Ogni
azione ha le sue onseguenze e ognuno paga per le proprie azioni,
soprattutto in termini emotivi.
La libertà deve essere un anello portante
della politica, questa è la cosa fondamentale, e tutte le forze
politiche, soprattutto quelle giovanili dovrebbero cercare di costruire
un percorso, un percorso di guida di una nazione, di un partito, di
un’amministrazione che possa fondarsi sulla collaborazione di uomo e
donna. Pensiamo alla famiglia, la famiglia è costituita da un uomo e
una donna, la loro unione crea qualcosa, crea l’istituzione sulla quale
si è fondata l’intera umanità. La cosa pubblica deve essere vista come
una grande famiglia, una famiglia di uomini e donne, che in parti
uguali, e se lo desiderano in modo diverso oppure allo stesso modo,
dovrebbero contribuire a sostenere la costruzione di un’intera società.
Sono le donne che devono essere protagoniste di questo cambiamento, le
donne che devono riuscire a comprendere il ruolo centrale che dovranno
assumere se credono che un cambiamento sia possibile. Personalmente sono
coordinatrice di un circolo di Giovani Democratici, e sono l’unica
coordinatrice donna dell’intera provincia di Crotone. Questa cosa mi ha
fatto riflettere, i Giovani Democratici sono la componente giovanile di
un partito, quindi sono la forza giovanile di un’organizzazione
politica, quando si dice forza giovanile si intende una forza nuova, la
stessa parola giovani implica rinnovamento, noi giovani siamo la futura
classe dirigente di domani. La futura classe dirigente, la classe che
dovrebbe portare idee nuove, una classe però, in cui ancora una volta
le donne costituiscono una minoranza. In questo momento i giovani
dovrebbero fare fronte comune per questa situazione. Scrivendo queste
cose mi viene in mente una frase del recente film Qualunquemente
di Antonio Albanese, “Le donne che devono entrare in politica,
è la politica che deve entrare nelle donne”, questa frase nella sua
ironia è vera. Perché la politica deve diventare un impegno comune,
deve diventare qualcosa di normale, non deve essere anormale, non
deve fare notizia il fatto che ci sia solo una donna a coordinare un
circolo di Giovani Democratici. Non importa il colore politico, conta il
fine comune e le donne devono essere presenti in organizzazioni
politiche, ma anche sociali e culturali.
Una donna deve sapere di potere essere
protagonista della vita politica, della vita professionale, della vita
sociale e della vita familiare, e deve essere consapevole di poter
essere tutto questo con naturalezza e successo. Per molte di noi
essere donna è legato a doppio filo alla presenza della famiglia che
sostiene e ama. Il primo successo per ognuno di noi sta nella
realizzazione personale, realizzazione che non è sempre e solo carriera,
ma realizzazione che è soprattutto equilibrio, serenità, misura, buon
senso.
Questo mio articolo più che altro è
un’esortazione, un’esortazione a guardare in faccia la realtà, a
pensare ai propri traguardi, alle proprie aspirazioni e anche ai propri
limiti, limiti che non sono ben definiti, limiti che stanno lì proprio
per essere varcati e superati. Tutte noi, anzi tutti noi, dobbiamo
comprendere che è sempre possibile migliorare, che niente è impossibile,
che ogni realizzazione personale e collettiva si può raggiungere, basta
solo avere un obiettivo comune. La cosa fondamentale nella vita, ma
soprattutto nella politica è la collaborazione, è la volontà di
far comprendere che il potere è di tutti, che va gestito da alcune
persone che rappresentano tutta la collettività. Io credo che ognuno di
noi debba riappropriarsi di alcuni principi, ma soprattutto di alcuni
ideali etici e morali che creano il nostro io e la nostra personalità,
che ci avvicinano alla realizzazione di noi stessi, alla felicità. L'"appartenenza"
cantava Giorgio Gaber, l'ineguagliabile sensazione di far parte
di qualcosa di più grande di noi, l'appagamento di partecipare,
condividere, andare oltre insieme.
L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
La diversità di ognuno di noi deve essere
la base di quella collettività migliore che vogliamo costruire,
collettività all’interno della quale la donna deve essere una figura
chiave in tutta la sua completezza, complessità, libertà e
individualità, solo così riusciremo a dimostrare quale sia la nostra
vera forza quella forza così comune, così diversa. Questa stessa forza
che ci fa stare unite anche se siamo lontane, che rende ognuna di noi
unica.
L’umanità senza la donna sarebbe scarsa. Terribilmente scarsa
Mark Twain
Una ragazza non dovrebbe aspettarsi
speciali privilegi per il suo sesso, ma neppure dovrebbe adattarsi al
pregiudizio e alla discriminazione. Deve imparare a competere... non in
quanto donna, ma in quanto essere umano
Betty Naomi Friedan
Articolo di Maria Cianciaruso per Informagiovani-Italia.com