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innovazione. etica e profitto

Ecologia, innovazione, etica e profitto
A cura della redazione di Informagiovani
Italia
La produzione di prodotti in modo etico
e/o ecologicamente sostenibile diventa argomento di interesse non
solo per i consumatori ma anche per le multinazionali. Pare che
la sostenibilità sia conciliabile con il profitto.
Tecnicamente si parla di CSR ovvero “Corporate
social responsability” quando le imprese oltre a render conto
agli azionisti devono render conto anche alla società in generale.
Assumersi questo tipo di responsabilità può evitare danni alla reputazione
in futuro, e in tal senso si è soliti fare l'esempio della Monsanto
che non ha compreso l'ostilità dei consumatori europei nei confronti
degli OGM con un conseguente grave danno all'immagine. Le gravi
proteste in Europa contro gli OGM hanno danneggiato in modo indelebile
la multinazionale.
Che l'etica produca risparmio e possa incrementare la redditività
lo hanno capito ad esempio giganti come Unilever e Wal
Mart. La prima ha prodotto un purificatore d’acqua in
grado di rendere potabile anche l'acqua inquinata attraverso l'utilizzo
di una serie di filtri, senza bisogno di bollire l'acqua e quindi
non utilizzando energia elettrica. Il mercato potenziale per una
macchina del genere a basso costo, in grado di rendere potabile
l'acqua in tutto il terzo mondo, è enorme. La Wal Mart dopo anni
di attacchi da parte di attivisti ed ecologisti ha adottato una
linea favorevole all'ambiente riducendo il packaging dei giocattoli
(rendendoli non solo più ecologici ma anche più economici) e prevedendo
giornate di vendita per detergenti, lampadine e prodotti eco-friendly.
In Europa la direzione è quella della riduzione del packaging
(vedi il nostro articolo sulla
eliminazione
degli imballaggi), la promozione di prodotti equo solidali,
la vendita di prodotti sfusi come pasta, latte, vino ecc., la riduzione
dei consumi di carburante e l’attenzione alla sicurezza e salute
dei consumatori.
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