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Leonard Cohen

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Leonard Cohen (Montréal, 21/09/1934 – Los Angeles, 7/11/2016)

 

 

Leonard Cohen (all’anagrafe Leonard Norman Cohen natoa Montréal  in Canada il 21 settembre del 1934), è passato alla storia per essere stato non solo un cantante, ma anche cantautore, compositore, poeta escrittore. Uno dei più amati artisti degli ultima 50 anni, un maestro che ha saputo parlare di religione, di sesso e disolitudine. I suoi lavori sono sempre stati premiati ed apprezzati, è stato intitolato Compagno dell’Ordine del Canada (la più grande onorificenza dello stato), ha ricevuto ilPremio Principe delle Asturie, nel 2011 per le sue composizioni scritte ed è stato inserito nella Hall of Fame di : Rock and Roll, Canadian Songwriters e Canadian Music.

Suo padre proveniva dalla Polonia e sua madre dalla Lituania, erano entrambi di origine ebraica e si erano trasferiti in Canada. Leonard Cohen ha sempre seguito le tradizioni degli ebrei, anche se nel corso della sua vita si è avvicinato alla religione buddista. Leonard Cohen è cresciuto a Montréal nel quartiere Westmount ed ha frequentato sempre in questa città l’università. Fu proprio durante gli anni universitari che iniziò a scrivere poesie, pubblicando, nel 1956 la prima raccolta che si intitolava Let Us Compare Mythologies. L’anno successivo pubblicherà un disco, all’interno del quale recita otto poesie, dal titoloSix Montreal Poets. Tutti gli anni successivi sono dedicati alla stesura di componimenti poetici, fino al trasferimento sull’isola grecaHydra, l’isola ideale di poeti e scrittori, l’isola che ha ispirato i due romanzi The Favourite Game e Beautiful Losers e la raccolta poetica Flowers for Hitler.

Il 1967 è l’anno del debutto come cantautore, il suo disco, dal titolo Songs of Leonard Cohen non viene accolto bene dal pubblico e dalla critica, perché giudicato come troppo triste, in quanto parlava di morte. Sorte migliore toccherà, due anni dopo all’albumSongs from a Room che in breve tempo scala le classifiche mondiali. Il successo arriva con l’album Songs of Love and Hate. Nel 1974 registra l’album New Skin for the Old Ceremony e nel 1977Death of a Ladies’ Man. Sono gli anni dei successi più grandi, delle pubblicazioni, tra le quali ricordiamo, nel 1984 l’albumVarious Positions all’interno del quale veniva cantata la canzone, per la quale Leonard Cohen è diventato uno dei cantautori più amati di sempre, ovvero Halleluja.

Leonard Cohen non ha mai smesso di scrivere e di comporre canzoni, nel 2010 pubblica Songs from the Road, due anni dopo Old Ideas e nel 2014 Popular Problems.

E’ stato legato per tanti anni a Rebecca de Mornay ed ha avuto due figli Adam e Lorca da Suzanne Elrod.

Come accade per molti cantanti e cantautori, ci sono alcune canzoni che sono entrate nella storia, per Leonard Cohen le canzoni di sempre sono : Hallelujah, Tower of Song, Famous Blue Raincoat, Dance me to the end of Love e I’m your man.

Nelle sue canzoni, che in fondo sono delle vere e proprie poesie vengono trattate le tematiche più svariate, dall’amore al sesso, dalla solitudine alla depressione, con la sua voce rauca, Leonard Cohen è stato capace di parlare di religione, di ingiustizia sociale, di aborto, di lavoro e di politica.

La guerra è un altro tema ricorrente, soprattutto per quanto lo stesso venne molto colpito dal conflitto tra Israele e Palestina, che ha insanguinato il XX secolo, canzone – simbolo di questo stato d’animo è Lover Lover Lover.

Nel nostro Paese Leonard Cohen è stato sempre amato e nel corso degli anni Settanta Claudio Daiano si è occupato di cantare e tradurre molte delle sue canzoni, dedicandogli l’album Io come chiunque (Sulla pista di Cohen) . E’ stato amato anche da De Gregori e De Andrè, la sua canzone Suzanne è stata cantata da diversi autori, mentre Famous Blue Raincoat venne tradotta da De André e Bardotti in La famosa volpe azzurra. Roberto Vecchioni, all’interno dell’album Milady ha dedicato un brano intero a Leonard Cohen, dal titolo " Leonard Cohen".

Molti registi hanno scelto le sue canzoni come colonne sonore, tra questi ricordiamo Robert Altman nel film I Compari, Nanni Moretti inCaro Diario la cui colonna sonora è I’m your man. Il più recente cartone animato Shrek ha come colonna sonoraHallelujah, contribuendo così a far conoscere queste note, anche ai più piccoli.

Nel 2016, all’età di 82 anni, Leonard Cohen ci ha lasciati per sempre, a darne l’annuncio la sua casa discografica, con un post su Facebook, sul quale vi era scritto : " Con profondo dolore comunichiamo che il leggendario poeta, cantautore ed artista Leonard Cohen è morto. Abbiamo perso uno dei più prolifici visionari." Le cause della morte sono avvolte dal mistero, così come la data esatta, anche se si presume sia avvenuta il 7 novembre 2016.

Leonard Cohen ha vissuto tutta la sua esistenza seguendo una sola regola, ovvero " Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore". E’ questo che ha cercato di inseguire, prima a Montréal, poi ad Hydra, a Los Angeles e a New York, ha sempre cercato di realizzare il suo sogno, quello di riuscire ad arrivare al cuore, al cuore di chi lo ascoltava, di chi continuava a cantare le sue canzoni con lui. Ha vissuto la sua vita in pieno, cercando sempre di comprendere i sentimenti dell’uomo, le emozioni, le sensazioni, senza mai avere rimpianti. La sua grande passione è sempre stata sostanzialmente la scrittura, amava scrivere, le sue canzoni erano poesie, i suoi romanzi erano un susseguirsi di termini e di vocaboli che avevano il compito di mettere nero su bianco i sentimenti divoranti di un uomo, che ha conosciuto l’amore, ma anche la tristezza, la notorietà, ma anche la solitudine. " Di solito tendo alla tristezza. Per alcune canzoni ho impiegato diversi anni. Nessuna di essa è stata un parto facile, dopo tutto questo è il nostro lavoro. Tutto il resto va spesso in malora, in bancarotta totale, e così quel che rimane è il lavoro, ed è quello che faccio per tutto il tempo, lavorare, creare l'opus della mia vita. Il nostro lavoro è l'unico territorio che possiamo governare e rendere chiaro. Tutte le altre cose rimangono confuse e misteriose ".

Il suo ultimo lavoro You want it darker sembra suonare come un preludio della sua scomparsa, quella stessa scomparsa nel buio, quando tutte le candele vengono spente e non resta che l’oscurità, l’oscurità di una vita segnata da un ritmo misto tra un blues ed arrangiamenti elettronici, tra quello che è stato e quello che sarà. Una vita, quella di Leonard Cohen che ha saputo cantare i principali avvenimenti del XX secolo, dandoci per sempre una speranza, che continueremo a cantare con Halleluja, offrendoci un’aspettativa diamore alla quale, in fondo lui ha sempre creduto.

" C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce" (Leonard Cohen)

 

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