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LA SETA A LIONE

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La vecchia Lione ci appare intrisa di mistero e magia. Al viaggiatore, le ombre dei suoi vicoli appaiono come lontane dai monumenti principali, eppure le piazze, le fontane e i ponti che hanno fatto grande la storia della città sono comunque vicini. Come in tutti gli antichi luoghi sono le strade più nascoste a raccontare le storie più intriganti, più curiose e più vere.

A Lione la storia più importante sembra partire dal Rinascimento, il periodo che ha cambiato per sempre la fisionomia della città. Siamo all'interno del quartiere di Croix-Rousse, a nord di Presqu'île, il cuore storico e oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Qui, tra i due fiumi, si è sviluppato quel misterioso 'innesto' che fece di Lione una delle realtà economiche più importanti d'Europa, la seconda più grande di tutta la Francia, dopo Parigi. L'eredità di un passato ben più antico (quello che ebbe inizio con i Galli prima e con i Romani poi) non è andata perduta, ma nel XV secolo il grande commercio e il capitale accumulato dalle banche fecero di Lione un luogo invidiato da molti, un concentrato di commercianti, produttori e tessitori. Il punto di partenza di questo incredibile  sviluppo, l'artefice del destino della città, fu la seta.

Secondo i racconti di Confucio, nel 2640 a.C. la principessa cinese Xi Ling Shi fu la prima a 'slegare' un bozzolo di seta, che secondo la leggenda fece poi cadere nella sua tazza di tè. Da quel momento storico, i cinesi scoprirono il ciclo di vita del baco da seta e per i successivi 3.000 anni mantennero il monopolio della produzione e del commercio del pregiato prodotto. Furono gli antichi romani nel III secolo a.C. a scoprire, ai confini con l'Asia, i tessuti meravigliosi intrecciati con la seta, ma costoro non sapevano nulla della loro origine. Nel 552 d.C., due monaci in missione in Asia per conto dell'imperatore Giustiniano tornarono a Bisanzio con le uova dei bachi nascoste dentro dei bastoni di bambù. I viaggi di Marco Polo in Cina portarono allo sviluppo degli scambi commerciali tra Oriente e Occidente e ad un uso sempre crescente del prodotto in Italia e in tutta Europa. La mitica Via della seta era al centro del grande passaggio.

Intorno al 1450-1466, Lione divenne un importante deposito per sete straniere (soprattutto italiane), ma tali importazioni causarono un deflusso dannoso del capitale, così che nel 1466 il re Luigi XI dichiarò la sua intenzione di introdurre "l'arte e l'artigianato di fare tessuti d'oro e di seta nella città di Lione". Nel 1536, Francesco I instaurò il monopolio delle importazioni e del commercio della seta, dando il via così all'industria della seta di Lione. Sotto il re Luigi XIV (1643-1715), il sovrintendente delle Finanze Jean-Baptiste Colbert (1619-1683) lanciò un ambizioso progetto di organizzazione e promozione delle industrie tessili francesi, sia in patria che all'estero. Lione, già importante centro commerciale per l'importazione di tessuti, emerse come il centro di questa industria, diventando il più grande produttore francese di tessuti di lusso. Nel XVIII secolo, la città divenne la capitale europea per la produzione della seta, tanto erano ricercati i suoi colorati tessuti dai motivi decorativi più vari.

L'industria della seta fu capace di creare la più alta concentrazione di lavoratori di tutto il paese. Il secolo dei Lumi e il periodo delle scoperte scientifiche erano alle porte e il paesaggio urbano andava evolvendosi: vennero costruiti porti e ponti e l'urbanistica diventò primaria preoccupazione nell'organizzazione dello sviluppo locale. Si stima che alla fine del Settecento, più di un terzo della popolazione di Lione, quasi 15.000 lavoratori, fosse coinvolta nell'industria della seta. La revoca dell'Editto di Nantes nel 1685 incoraggiò un gran numero di artigiani ugonotti (protestanti francesi) a trasferirsi dalla Francia all'Inghilterra, ai Paesi Bassi e alla Germania. La zona di Spitalfields, ad est di Londra, beneficiò di questo afflusso e successivamente divenne nota proprio per le sue eleganti sete.

Le innovazioni tecniche nel telaio si verificarono nel XVIII secolo: Philippe de Lasalle (1723-1804), tessitore e imprenditore di Lione, inventò una versione estraibile di un dispositivo chiamato 'Semple'. Questo divenne un elemento chiave del meccanismo che controllava il modello di tessuto su un singolo telaio. Il dispositivo di Lasalle poteva essere trasferito da un telaio ad un altro, senza dover programmare il modello una seconda volta, facilitando anche la tessitura dei disegni più grandi, come quelli usati per il rivestimento di pareti. Lasalle venne onorato dal governo francese per questa invenzione, nel 1774, e il telaio così riprogrammato ebbe anche modo di spianare la strada allo sviluppo del cosiddetto telaio Jacquard nel 1801. La stampa, la fase finale della lunga catena della produzione, era qui conosciuta anche come la stampa à la Lyonnaise, una produzione che si diffuse rapidamente anche all'estero. Il bistenclaque è il nome dato al tradizionale telaio per via del rumore prodotto durante la lavorazione.

La Rivoluzione Francese fu un periodo traumatico per la città: nel 1793, la Convenzione, giudicando la città troppo a favore dei reali, ordinò la distruzione di molti edifici della Place Bellecour, ponendo tra l'altro una linea di demarcazione tra Lione e la mappa della Francia con la dicitura "n'est plus Lyon" (Lione non è più). Il conflitto, insieme alla tendenza del periodo di promuovere abiti umili e arredi semplici (e quindi la diminuita produzione), mise gli artigiani tessili in serie difficoltà economiche.

Lione deve la sua tradizione lavorativa alla moltitudine di operai, apprendisti, tessitori e tintori. Nel 1831 e 1834, i Canuts, gli operai setaioli, si ribellarono contro il rifiuto dei produttori di accettare una tariffa minima per il lavoro personalizzato. Questi moti, sviluppatisi anche a causa delle dure condizioni di lavoro, non devono tuttavia farci dimenticare l'umorismo e la vivacità della gente di Lione, rappresentati dal personaggio locale di 'Guignol'. Ciò non toglie che la Rivoluzione Industriale, alla quale Lione partecipò in maniera più che attiva, comportò grandi lotte sociali sfociate poi nella menzionata 'Rivolta dei Canuts'.

Nel XIX secolo, Napoleone I portò un nuovo entusiasmo alla produzione della seta, rilanciando l'industria del lusso attraverso la commissione di nuovi arredi per la ristrutturazione delle residenze imperiali (lo stile ancora oggi è chiamato 'impero'). L'industria della seta di Lione divenne nuovamente una potenza economica: le piantagioni di gelso da baco da seta, le aziende agricole e i frantoi abbondarono la valle del Rodano. Tutt'oggi, l'industria tessile è uno dei motori economici traino della città, insieme alle industrie chimiche, elettroniche e alla ricerca medica.

Non perdetevi la visita al quartiere di Croix-Rousse. Fino al XIX secolo era l'area dei lavoratori della seta e lo si intuisce facilmente dalla singolare architettura presente: negli appartamenti dei lavoratori si notano ancora i soffitti molto alti, così costruiti per ospitare i telai Jacquard, che potevano arrivare anche a 4 metri di altezza; di grande importanza era inoltre la luce naturale, che serviva al delicato e minuzioso lavoro di tessitura e a questo servivano le alte finestre presenti; lo spazio della vita familiare veniva gestito attraverso degli utili soppalchi. Le strade che discendono dal boulevard de la Croix-Rousse - così come molte della Vieux Lyon - sono intersecate da vicoli e passaggi conosciuti come traboules, il cui scopo originale era quello di fornire riparo dalle intemperie per i tessitori di seta, mentre muovevano i pezzi delicati del proprio lavoro da una parte all'altra del processo di produzione, collegando le varie parti dei laboratori.

La lunga salita lungo la Montée de la Grande Côte dà un'idea di quello che poteva essere il quartiere nel XVI secolo, periodo di costruzione dei traboules. La zona è ancora densamente abitata dalla classe operaia, nonostante i moderni e computerizzati telai tenuti in servizio per i lavori di restauro e manutenzione degli arredi dei palazzi e dei castelli francesi. I telai tradizionali sono in mostra presso la Maison des Canuts (10-12 rue d'Ivry), a nord di Place de la Croix-Rousse (Metro Croix-Rousse), dove si possono ammirare in esposizione anche delle rare e preziose tele antiche (seta, damasco e broccato). Tutta l'area è oggi piena di negozi, ideale punto di riferimento per lo shopping e l'acquisto di preziosi tessuti (cravatte, foulard e diversi altri souvenir); da prediligere sono l 'Atelier de Soierie e l'Atelier de Tousoie, nel vicino quartiere di Ainay, una sorta di outlet della seta con in offerta prodotti provenienti dalla fabbrica di Doissin (specializzata in chiffon e taffetà).

Lione è anche rinomata per il suo Musée des Tissus (Museo del tessuto), mentre nel mese di novembre, è possibile acquistare materiale al metro al Marché des Soies (mercato della seta), proveniente dai laboratori locali. Gli accessori provenienti dai più famosi produttori di seta sono in mostra nel negozio del museo e al "Palais de la Bourse".

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