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Buoni propositi
Scrivere un elenco di buoni propositi

... mangerò meno cioccolato!
▪
Felicità istruzioni: gratitudine e gentilezza
▪
Aggressività, essere aggressivi
▪
Vuoi essere migliore? Pensa
▪
Parlare bene, comunicare bene
▪
Vivere minimalista,
vivere felice
▪
Una risata ci ridarà la giusta misura delle cose
1.
Perché scrivere una lista dei buoni propositi
2.
La nostra lista maschile/femminile scritta a più mani
3.
Perché non si realizzano i propositi?
Una lista dei
buoni propositi perché?
Adoro la lista dei buoni propositi:
mensile, fatta a settembre dopo l'esta te,
per l’anno venturo, o solamente
scritta per se stessi, per fare il punto della situazione e chiarirsi
le idee. Non so se per voi è lo stesso, ma per me la fine
dell’anno è il momento in cui decido di lasciarmi alle spalle le
cose che non voglio più e di descrivere, in teoria, in una
lista, ciò che vorrei che fosse la mia vita, i buoni propositi
da realizzare, le cose da valorizzare e approfondire,
migliorare e portare avanti con me. Mi piace
scriverla perché riesco finalmente a soffermarmi, rallentare e
progettare qualcosa di davvero mio, in silenzio sul divano, con
la musica sottofondo. Si dice che gli uomini redigano
questo tipo di liste per stabilire obiettivi specifici e
metterli in chiaro, le loro liste sono private; le
liste delle donne sono invece più pubbliche,
condivise, per loro è più importante rendere pubblici gli
obiettivi e condividerli con familiari e amici che possono
sostenerle nel raggiungerli… che ne pensate? Ecco questa è la
nostra lista, una lista scritta a più mani, da uomini e donne,
con obiettivi specifici, pensieri e banalità... tra tutte queste
parole, sono certa, troverete qualche comunanza, qualche spunto
e mi raccomando, scriveteci per allungare la lista!
La
nostra lista maschile/femminile a più mani
-
Capire sempre meglio ciò che amo
fare, e farlo
-
Non comprare più l’insalata in
busta e le merendine
-
Ridurre i tempi morti e le
indecisioni
-
Non diventare integralista
-
Esprimere un desiderio
-
Essere più tollerante
-
Leggere un libro di Foster Wallace
-
Buttare via i tanti coperchi senza
pentola che ho in cucina
-
Andare di più in bicicletta
-
Scegliere le uova biologiche e mai
più acquistare le uova con codice 2 e 3 prodotte da galline
in gabbia, ammassate e ingozzate
-
Continuare a preferire le persone
vere
-
Fare volontariato
-
Fare 5 minuti di ginnastica ogni
mattina
-
Passare più tempo con i bambini
-
Dire a lei/lui che la/lo amo
almeno una volta al giorno
-
Provare una nuova miscela di caffè
-
Essere più produttiva
-
Essere più puntuale, uscire da
casa in orario, senza più correre affannosamente per
arrivare appena prima della chiusura della scuola, degli
uffici, del mio negozio preferito di scarpe, del
supermercato ecc.
-
Fare la spesa online
-
Fare meno foto con la macchina
digitale ma svilupparne di più
-
Smettere una cattiva abitudine,
tipo quella di fare colazione sempre al bar
-
Scrivere una lettera d’amore con
la penna
-
Non dire mai più al parrucchiere:
faccia lei
-
Perdonare di più
-
Mostrare gratitudine più spesso
-
Visitare una mostra d’arte
-
Togliere dal mio vocabolario le
parole mai e sempre
-
Fare le scale e non prendere
l’ascensore
-
Ridere di più
-
Bere più acqua
-
Imparare a fare il pane con la
macchina del pane
-
Smettere di cercare l'approvazione
dei miei genitori
-
Avere autodisciplina
-
Godere della bellezza della natura
-
Eliminare dalla casa tutto ciò che
non mi serve, regalarlo, scambiarlo, venderlo al mercatino o
online
-
Dire a me stessa una cosa bella al
giorno
-
Diventare vegetariano
-
Smetterla di risolvere i problemi
sbagliati e concentrarmi su quelli giusti da affrontare
-
Non struccarmi tutte le sere con
le salviette per togliere il trucco
-
Chiamare un caro vecchio amico
-
Fare backup dei miei file più
importanti sul Pc
-
Iniziare una conversazione con una
sconosciuta
-
Non fare la vittima
-
Essere più spirituale
-
Essere sempre ben depilata
-
Cedere una parte del controllo
delle mie cose
-
Dedicare più tempo la mattina alla
scelta dell’abbigliamento
-
Non mangiare più fegato d'oca
(dopo aver scoperto come le oche vengono ingrassate per
produrlo)
-
Prendere più rischi
-
Rileggere un libro amato 10 anni
fa
-
Essere più paziente
-
Piantare una piantina di basilico
in terrazza
-
Mangiare più frutta
-
Pormi meno obiettivi, più
realistici, ma raggiungerli ad ogni costo
-
Guardare il buono delle persone
-
Fidarmi del mio istinto
-
Usare il cellulare, più per parlare,
che per scrivere brevi messaggi
-
Risparmiare i nervi ed arrabbiarmi
solo quando ne vale la pena (leggi riduzione del 90% delle
arrabbiature e delle liti)
-
Riuscire a dormire almeno 7 ore a
notte
-
Organizzare meglio la mia vita
-
Smettere per sempre di gridare,
tanto non serve a niente e passo per isterica
-
Invece di correre dedicarmi a
rallentare un po', a fare le cose meglio, a godermele
-
Sprecare un po’ di tempo
-
Parlare di meno, ascoltare e
leggere di più
-
Aspettare a dire la mia fino a che
non mi viene chiesto
-
Usare meno internet e invitare più
amici a cena
-
Trovare la forza di delegare
sul lavoro e in casa
-
Non lasciarsi andare, né
fisicamente, né mentalmente
-
Non
solo mi iscrivermi in palestra, ma frequentarla davvero!
-
Pagare le bollette prima della
scadenza
-
Smettere di sentirmi in colpa
che tanto non serve a niente
Perché non si
realizzano i propositi?
Tanti, veramente tanti si lamentano per la loro situazione
lavorativa, personale, amorosa ma pochi, veramente pochi, fanno
realmente qualcosa per modificare ciò che non gli piace o
peggio, li fa soffrire. Si da la colpa sempre ad altri, a
qualcuno che ci ostacola, influenza, scoraggia, a qualcosa che
si poteva fare ma non si è ancora fatto, col risultato che poi
non si prova mai a raggiungere nessun obiettivo. Ma allora
perché non agiamo per migliorare la nostra situazione? Perché è
tanto difficile tradurre in realtà una lista di buoni propositi?
Perché anche semplici decisioni (es. come interrompere una
brutta abitudine, iscriversi in palestra o a nuoto, rimandare
una visita importante o una decisione ecc.) sembrano scelte
faticose e difficili e ciò ci spinge a non agire. La risposta è
nel fatto che siamo poco abituati al cambiamento.
Preferiamo restare dove siamo anche se non ci fa stare bene,
anche se siamo consapevoli che potremmo avere di più. Abbiamo un
paura che il nuovo possa essere peggio del vecchio e scoviamo
mille scuse e giustificazioni per non muoverci da dove siamo.
Fate un esperimento per capire la "resistenza al cambiamento",
alzatevi a adesso e bevete un bicchiere di acqua.
Fatto? No?
Forse lo hai fatto, oppure no, per
pigrizia, hai pensato che tanto è inutile e non serve a niente.
Che tu lo abbia fatto o meno hai comunque sperimentato una
resistenza, una tensione, una spinta all'azione bilanciata o
meno, da una spinta all'immobilismo. Ecco questo è ciò che
accade sempre. Eppure la maggior parte della nostra vita è
formata da tanti piccoli gesti che sommati tra loro creano
grandi eventi. Impariamo dalle piccole cose, dai piccoli gesti,
ad abituare la nostra volontà, a prendere decisioni.

Che cos’è la felicità? Una
scrittrice francese la definisce azzeccatamente, "una piccola
incombenza giornaliera da curare come faresti con un giardino".
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