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VISITARE LIVORNO INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA



Meteo
Livorno
A
guardar Livorno dal Montenero è come se si conoscesse tutta la
città intera. Da prima le verdi colline ricche di vigneti, poi man mano le
case, i palazzi, le chiese, le barche ed il mare, calmo ed intenso, il
Tirreno... e poi ancora le montagne, le Apuane, che a guardarle
da lontano sembrano blu e si confondono con il mare e con il cielo, non
fosse per quella loro cima quasi perennemente innevata. Lo sguardo vaga per
chilometri e chilometri, va in su verso la Versilia, o in giù verso
Piombino e la Maremma. Nel mezzo stanno gli odori del mare,
i colori delle barche ed i pensieri che vorrebbero andare lontano, verso il
Mediterraneo più aperto.
Livorno è un po' come quelle teste scolpite e
disegnate da Modigliani (livornese doc), eleganti e semplici come la
terra, lineari come la modella che si prestò alla sua arte (la francese
Jeanne Hébuterne) e libere di lasciar immaginare quello che pensano e
che desiderano. Un po' come i livornesi, che si sono aperti al resto del
mondo sin dalla storia più antica, offrendosi agli scambi, alle culture ed
allo sviluppo commerciale. Tra canali, piazzette e spirito vivace Livorno è
anche conosciuta come una 'piccola Venezia', o meglio visto che poi
tanto piccola non lo è mai stata, una Nuova Venezia. Dai ponti dei
canali e
dalle terrazze sul mare si assiste ad uno dei maggiori eventi della
città, chi amato proprio 'Effetto Venezia', una festa d'estate che
tutti gli anni inonda i quartieri più antichi, quelli compresi attorno ai 'Fossi
Medicei', e cioè il Fossato reale che un tempo segnava il
perimetro della Livorno rinascimentale, fortificata da mura e da
bastioni. Conoscere la storia di Livorno in effetti è come fare un
viaggio nella storia della famiglia de' Medici, che vollero qui
creare una sorta di 'città ideale', voluta fortemente da Francesco
I de' Medici ed in seguito anche realizzata dal suo successore,
Ferdinando I de' Medici, dietro il progetto di Bernardo Buontalenti,
uno degli architetti ed artisti più influenti del Rinascimento italiano.
Tramontata la vicina Repubblica di Pisa e
dopo che la città passò di mano dai milanesi e dai genovesi ai
signori di Firenze, Livorno incominciò ad avviarsi verso uno sviluppo
sorprendente, da prima con il suo porto e successivamente attraverso
l'istituzione di una società civile all'avanguardia. A base di tutto questo
vi erano le cosiddette Leggi Livornine, emanate da Ferdinando I, allo
scopo di costituire un porto franco per Livorno, incrementare il
numero di abitanti per le città di Livorno e Pisa, garantire la libertà di
culto, la pratica religiosa, politica e civile:
“il Serenissimo Gran Duca... a tutti Voi
Mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Polnentini, Spagnuoli,
Portughesi, Grechi, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni,
Persiani, dicendo ad ognuno di essi salute... per il suo desiderio di
accrescere l'animo a forestieri di venire a frequentare lor traffichi,
merchantie nella sua diletta Città di Pisa e Porto e scalo di Livorno con
habitarvi, sperandone habbia a resultare utile a tutta Italia, nostri
sudditi e massime a poveri...”. 10 giugno 1593 Costituzione Livornina.
Ed è forse in queste righe che si legge tutto il
carattere di Livorno. Ne siamo ancora più convinti a guardar il mare dalla
Terrazza Mascagni, da dove ci sembra veder arrivare le
imbarcazioni piene di laboriosi commercianti, come quelli che arrivarono
dalla Spagna e dal Portogallo, scacciati in quanto ebrei.
La numerosa Comunità ebraica di Livorno non fu mai
rinchiusa in un ghetto, ma libera di costruire un nuovo futuro per se e per la città.
Il lungomare di Livorno si snoda in un
percorso suggestivo di diversi chilometri e come la sua terrazza più bella
ed elegante è il punto d'incontro di livornesi, turisti e cadetti della
storica Accademia Navale di Livorno. Si parte dal tratto costiero di
Romito e si arriva fino ad Antignano e poi, in giù, verso la
zona portuale. La passeggiata riprende alcuni dei luoghi più interessanti
della città, così come gli storici stabilimenti balneari di Livorno:
dal Castello di Sonnino, lungo la costa a picco sul mare (così
chiamato perché un tempo era abitato anche dal barone Sidney Sonnino)
e dalla bella
chiesa di San Jacopo di Acquaviva, che si affaccia
direttamente sulle acque e che pare abbia origine al IV secolo d.C., si
arriva fino alla passeggiata tra la Rotonda d'Ardenza e
l'ottocentesco Hotel Palazzo (1884), che già nel 1904 veniva definito
da alcune guide viaggio (Album di Livorno e Dintorni) come “uno dei più
belli del mondo”. L'edificio è situato alle spalle del caratteristico
gazebo della terrazza, antistante gli stabilimenti balneari dei Bagni
Palmieri (oggi Acquaviva), così delicatamente immortalati da Giovanni
Fattori nella sua 'La rotonda dei bagni Palmieri' (olio su
tavola, 1866, Galleria d'Arte Moderna, Firenze).
La passeggiata del lungomare si arricchisce anche
dello storico Acquario di Livorno Diacinto Cestoni, situato sul
piazzale Razzauti, ai margini della Terrazza, e dedicato al noto
naturalista italiano vissuto tra il XVII ed il XVIII secolo. La struttura,
nata originariamente nel 1937, è stata ampiamente rinnovata nel corso del
tempo dal dopoguerra in poi, e nuovamente inaugurata a nuova attività nel
luglio del 2010. Insieme all'Acquario di Genova e all'Acquario di
Cattolica è per dimensioni l'acquario più grande in Italia.
Dal lungomare al centro della città medicea
il passo è breve. Il canale è colmato a est da una grande area chiamata
Voltone e meglio conosciuta oggi come Piazza della Repubblica,
che si estende per ben oltre 19.000 metri quadri. La riconosciamo per il bel
monumento neoclassico dedicato a Ferdinando III, granduca d'Asburgo-Lorena
e principe elettore del Sacro Romano Impero, che governò la città come
Granduca di Toscana durante la Restaurazione. Verso nord si arriva
alla cosiddetta Fortezza Nuova, che oggi è sede di un bel parco
pubblico ed è nata nel periodo rinascimentale su progetto del Buontalenti
(era infatti l'antico Baluardo di San Francesco ed è così chiamata
per distinguerla dalla Fortezza Vecchia di Livorno, oggi conosciuta
come Darsena Vecchia e situata ai margini del Porto Mediceo).
Al suo fianco troviamo uno dei quartieri più suggestivi della città, quello
che inizialmente abbiamo chiamato Venezia Nuova: ci piace per quel
suo carattere antico, le acque del fossato, le piccole barche sui moli, gli
antichi palazzi e le chiese. Tra questi si visitano ben volentieri gli
antichi magazzini dell'olio, detti Bottini, oggi parte del circuito
espositivo della Biblioteca Labronica di Livorno (quest'ultima trova
sede in un bel palazzo ottocentesco, Villa Fabbricotti, in viale
della Libertà). L'elemento di spicco dell'intero quartiere rimane anche la
chiesa di Santa Caterina (1720-1753), caratterizzata da una singolare
cupola e da affreschi di Cesare Maffei, Giorgio Masari,
Giuseppe Maria Terreni e diversi altri. All'interno si trovano anche le
reliquie di Santa Vigilia (Cappella della Madonna di Montenero)
trasportate fin qui da Cagliari nel Seicento.
Ad ovest della Piazza Repubblica, la via Grande
conduce fino alla via Madonna, che a sua volte si caratterizza
per le tre facciate barocche dei palazzi presenti. Siamo sulla Piazza
Grande, a nostro avviso una delle piazze più belle d'Italia (se fosse
rimasta completamente pedonale come ai primi del Novecento) e presa ad
esempio dall'urbanista inglese Inigo Jones nella costruzione di una
delle più famose piazze di Londra, Covent Garden. Sin dal 1587
sul suo lato centrale si dispone il Duomo di Livorno, che fu quasi
interamente ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Si visiti anche il Palazzo del Municipio (1720), lo si riconosce per
la bella doppia scalinata esterna, ed il Palazzo Granducale del XVII
secolo.
I monumenti e le attrazioni turistiche di
Livorno sono numerose e tutte molto interessanti. Livorno è infatti una
città non solo da visitare ma anche da vivere, per quella sua impercettibile
cultura, che viene dal mare e dalle terre toscane più interne. Tra i
musei di Livorno, le biblioteche, gli antichi siti storici, i cinema ed
i teatri, i numerosi film girati in città, avrete modo di assaporare una
parte della più bella storia d'Italia. E poi non si mancano le Terme di
Livorno, lasciate decadere per tanto tempo ed oggi in via di
ricostruzione. Questa è una città che lascia tanti ricordi nella memoria di
chi la visita, e non si manchi di fare esperienza anche della cucina
tradizionale livornese .... ci piace concludere con i colori in
movimento di un altro quadro di Giovanni Fattori 'La Libecciata',
che 'parla' di quel vento che dal mare sembra portare in città i rumori di
un mondo lontano.
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