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La movida? Roba vecchia, da anni '80. Ora, tenetevi forte, c'è la re-movida: cena alle 10, discoteca dalle 3 di notte e, per chiudere in bellezza, after hours fino alle 9 del mattino. Perché i nomadi della noche sono tanti, tantissimi, e fanno un gran casino. Polizia permettendo...

Ana e Xavier hanno poco più di 20 anni, stanno insieme da 2 ed escono quasi ogni sera. Come tutti fanno tappa in diversi locali. Sono ragazzi socievoli e disponibili ad allacciare nuove amicizie, ma se gli domandate qualcosa a proposito della famosa movida madrilena vi guardano come un marziano: "La movida è morta quando noi eravamo ancora in fasce". Adesso al massimo si può parlare di re-movida, ma è tutta un'altra cosa. Quella frenetica esplosione della vita notturna, nata alla fine degli anni '70 e durata per quasi tutti gli '80, era infatti una reazione a 4 decenni di regime franchista e aveva quindi in sè anche elementi politici e sociali. Oggi è tutto diverso. Se chiedete ad Ana e Xavier come vorrebbero essere definiti, rispondono senza neanche rifletterci troppo: "Nomadi della notte". In ogni caso, chiamatela come vi pare, ma la notte madrilena sembra non aver mai fine: si va a cena dopo le 22, in un bar a tomar una copa ("bere un drink") dopo mezzanotte e in discoteca non prima delle 3. Durante il fine settimana, alle 4 di notte certe strade sono intasate come da noi la vigilia di Natale. E da uno studio recente risulta che quasi tutto il centro di Madrid risente di un forte inquinamento acustico, in parte causato dal traffico e in parte dagli schiamazzi dei frequentatori dei bar. Un problema molto serio, al punto che l'amministrazione comunale ha lanciato una campagna il cui slogan era Silencio por favor, ha minacciato di non rilasciare licenze per aperture di nuovi bar in centro e ha aumentato il servizio di vigilanza per far rispettare gli orari di chiusura. Ma tutto questo è servito a ben poco, centinaia di migliaia di madrileni continuano a sciamare per le viuzze dei barrios di Chueca e Malasaña, nei dintorni di Plaza de Santa Ana, di Huertas e di Plaza de España. In base a una legge emanata dalla Comunidad de Madrid circa 3 anni fa, pub e bar oggi dovrebbero chiudere alle 2,30 (un'ora più tardi nel fine settimana), mentre l'orario di chiusura dei club è fissato alle 6. Comunque sia, un sacco di madrileni tra i 18 e i 30 anni proprio non ne vuole sapere di andare a dormire. Così fioriscono gli after hour, cioè club che aprono i battenti tra le 6 e le 9 del mattino. Sono tutti fuorilegge e quando la polizia ne scova uno usa il pugno di ferro: ecco perché cambiano sede in continuazione e li si può trovare solo grazie alle dritte di chi conosce bene la nightlife locale. C'è soltanto un after hour legale, lo Space of Sound: si svolge nella discoteca Macumba, un ambiente enorme da 1.600 metri quadri dotato di impianti ultramoderni che si trova all'interno dell'Estación de Chamartín. Apre alle 10 e va avanti fino alle 19 in un'orgia di house e techno. Ogni domenica passano da lì circa 3 mila persone, un campionario di varia umanità. Molti non sono andati a dormire, altri si sono concessi un sonnellino di 3 o 4 ore. Droga ne circola parecchia, inutile negarlo; sarebbe difficile spiegare altrimenti come si può tener duro per 24 ore filate. Per alcuni di loro, infatti, la festa non finisce qui: un manipolo di irriducibili dopo se ne va allo Shangay Tea Dance, la più conosciuta tra le serate gay. Chiaro che soltanto in pochi riescono a tenere questi ritmi. La maggior parte si accontenta di vedere l'alba della domenica. Ma rimane il fatto che gli spagnoli con il tempo hanno un rapporto particolare, tutto è spostato in avanti di qualche ora. La tarde (più o meno il nostro pomeriggio), ad esempio, inizia verso le 16 e va avanti ben oltre il tramonto. Poi c'è il concetto di madrugada, che esiste solo qui: sono le ore che vanno dalla mezzanotte all'alba, quelle in cui tutto è concesso.
Per i madrileni la nightlife è così importante che c'è persino chi si è inventato un mestiere. È il caso di Juan Escudero, titolare della Night Travel Service, un'agenzia che organizza veri e propri giri turistici notturni: vi prelevano in albergo, vi portano a cena, poi in un tablao flamenco e quindi in vari bar e club, accompagnandovi in giro per la città fino alle 6 (infoline 915352821, ovviamente in funzione 24 ore su 24, oppure www.fiestas-nts.com).
Comunque Madrid, soprattutto di notte, è una città molto democratica e accoglie anche chi ha pochi soldi in tasca. Solo qui poteva nascere quello che è stato ribattezzato movimento del botellón (bottiglione): sono gruppi di ragazzini che si aggirano per le strade scolandosi grandi bottiglie di birra acquistate a poco prezzo nei supermercati. L'alternativa alla birra è un beverone micidiale chiamato a seconda dei casi calimocho (vino rosso di qualità scadente e coca cola), kalitxurri (col vino bianco) o kaligorri (col rosé).
Tutto questo casino notturno ovviamente crea malumori in quella parte di popolazione che durante il giorno conduce una vita regolare. Perché non possiamo dimenticare che in ogni caso Madrid è una metropoli efficiente e moderna. L'immagine di città sonnacchiosa e pigra appartiene al passato: oggi non ha niente da invidiare a qualsiasi capitale europea.
Altro mito negativo da sfatare è che le sue uniche attrazioni turistiche siano i 3 grandi musei (Prado, Thyssen-Bornemisza e Reina Sofia): il fascino di Plaza Mayor, dei marmi del Palazzo Reale e dell'adiacente Plaza de Oriente, per non dire della storica Plaza de la Villa, del Parque del Buen Retiro e della Estación de Atocha, sono lì a testimoniare che Madrid in realtà è una città tutta da scoprire. Basta averne voglia (e la forza) e la si può vivere 24 ore su 24, magari in 2 turni: dalle 7 alle 22 e dalle 22 alle 7.

 

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