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“……Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi… Hanno la forma con cui, a scuola immaginavamo l'inferno di Dante… in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto… alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obbliquo, tutta Matera. …È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante”

Cristo si è fermato a EboliCarlo Levi 

MateraMatera è una bellissima città della Basilicata, di circa 55.000 abitanti, capoluogo della omonima provincia, dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco dal 1993. È situata sulle pendici occidentali delle Murge (l'altipiano carsico al confine con la Puglia). Situata su di un altipiano e circondata dal burrone della Gravina, Matera richiama agli occhi del visitatore un paesaggio dantesco, per la natura aspra del luogo. I Sassi di Matera sono stati anche lo scenario dell'ultimo film girato da Mel Gibson, "La Passione di Cristo".

Sassi di MateraIl nucleo storico, i famosi Sassi di Matera,  si trova su uno sperone roccioso ed è in gran parte scavato nel tufo, mentre l'abitato più recente si è sviluppato negli avvallamenti circostanti. Un incredibile complesso di grotte, cavità naturali e scavate dall'uomo, piccole costruzioni addossate le une alle altre e interdipendenti, fatte della stessa roccia calcarea che forma la montagna, si offre agli occhi del viaggiatore che, appena giunto, di solito, si affaccia dal piazzale della cattedrale rimanendo attonito. Sul versante opposto si possono vedere ,nella roccia della montagna, numerose altre grotte che furono abitate da eremiti.

Sassi di MateraIn epoca romana la città (civitas) si sviluppava nella parte alta, circondata da mura, mentre nella parte bassa della montagna vi erano edifici rurali. Nel corso dei secoli però le due parti si fusero fino ad assumere l'aspetto attuale. Dopo aver perso il ruolo di capoluogo in favore di Potenza (1806), Matera attraversò un lungo periodo di profonda decadenza e di crisi che ridusse la popolazione in uno stato di povertà allarmante, con case trasformate in stalle, denunciando un pesante stato di arretratezza rispetto al resto del paese. Esisteva però un sistema di cisterne scavate e di canaletti che permetteva di raccogliere e trattenere l'acqua piovana che altrimenti si sarebbe dispersa verso il fondo valle.

I Sassi vengono divisi in Caveoso, verso sud, e Barisano verso ovest. Sono state contate circa 3000 abitazioni, molte delle quali sono ancora abitate oggi. Di fatto, si tratta di proprietà demaniali (il 70%) che a volte vengono occupate da giovani in cerca di prima abitazione. La realtà sociale ancora difficile impedisce di lasciare i sassi che possiedono servizi e allacciamenti piuttosto fortunosi. In molti casi le piccole abitazioni vengono trasformate e parzialmente rielaborate. E' in atto un lungo lavoro di restauro di tutto il complesso.

MateraUn giro attraverso i vicoli porta anzitutto alle numerose e bellissime chiese, molte delle quali ipogee. Domina l'abitato la cattedrale, un pregevole esempio di romanico pugliese, con un rosone sulla facciata in pietra locale. La costruzione, che si sviluppa sui resti di antiche cripte distrutte, venne ultimata nel 1270 per volere dell'arcivescovo Andrea e ospita frammenti di templi provenienti da Metaponto. All'interno, diviso in tre navate da colonne con capitelli diversi, è possibile ammirare affreschi bizantini, un coro ligneo del XVI secolo e un presepe in pietra di Altobello Persio del XVI secolo. Proseguendo è possibile vedere la Chiesa di San Pietro Caveoso del XII secolo, costruita a strapiombo nel sasso omonimo, mentre nel sasso opposto si trovano la Chiesa di San Pietro Barisano che risale originariamente al XI secolo ed è in gran parte scavata nella montagna, e la Chiesa di Sant'Agostino della fine del XVI secolo, edificata su una cripta rupestre del XII secolo.

Di grande interesse le numerose chiese rupestri che si incontrano lungo il cammino, alcune della quali oggi ospitano suggestive esposizioni di arte contemporanea (soprattutto durante la stagione estiva). Sono state censite quasi 130 chiese, molte della quali presentano affreschi, altari e sculture, sono in parte scavate, in parte completate da strutture murarie o ipogee. La maggior parte di esse è testimonianza della civiltà monastica greco-bizantina fra l'VIII e il XIII secolo. Il fronte opposto a quello abitato offre una uguale ricchezza di testimonianze e la possibilità di scoprirle attraverso una piacevole passeggiata. Si ricordano la Chiesa di San Nicola dell'Ofra, la Chiesa della Madonna delle Croci, le cripte di San Eustachio, la Chiesa della Madonna di Monteverde, la Chiesa della Madonna degli Angeli, la Chiesa della Madonna del Giglio, la Chiesa di Santa Barbara e i bellissimi affreschi della Chiesa di San Nicola dei Greci.

Altre chiese punteggiano il tessuto cittadino: la Chiesa di San Giovanni Battista, del XIII secolo, così come la Chiesa di San Domenico, o la Chiesa di San Francesco d'Assisi i gran parte modificata nel corso del XVIII secolo, periodo a cui risale anche la Chiesa del Purgatorio Nuovo. La piccola Chiesa della Mater Domini appartenne all'Ordine dei Cavalieri di Malta e risale al XVII secolo. Il complesso di Santa Chiara, invece, risale al XVI secolo, ma fu ampiamente ristrutturato due secoli più tardi.

All'infelice vicenda del Conte Tramontano si lega anche quella del Castello che egli decise di far erigere durante il suo dominio. Il conte perse gran parte delle sue sostanze al gioco, fatto che fu la causa delle sue disgrazie e della sua fine: il popolo esasperato dalla pesantezza della tassazione lo uccise, e il castello rimase incompiuto.

Fra gli altri edifici storici di Matera si ricordano il Palazzo della Prefettura, ex convento dei padri predicatori e originario del XIII secolo, ma ampiamente rifatto, e il baroccheggiante Palazzo dell'Annunziata del XVII-XVIII secolo, antico convento, poi sede del Tribunale e dal 1981 sede della Biblioteca Provinciale "T. Stigliani". Il Palazzo del Sedile, costruito nel 1540 e ristrutturato nel 1759, presenta una facciata fiancheggiata da due torri campanarie e ornata da sei statue; oggi è sede del Conservatorio di Musica "E.R. Duni", con annesso Auditorium. Merita anche Palazzo Lanfranchi che presenta una facciata simmetrica nell'intento di unificarlo all'attigua Chiesa del Carmine; venne costruito per ospitare il seminario Diocesano.

Grazie ad un'attenta opera di sensibilizzazione, operata anche da alcuni architetti locali, i Sassi dal 1993 sono stati dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità, testimonianza unica nel loro genere di rifugio-abitazione-luogo di culto per un arco temporale di circa 7000 anni. Matera è un posto unico, un patrimonio italiano da vedere e da rivedere.

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