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Come arrivare e muoversi a Ferrara
Ecco alcuni dei più importanti
monumenti della bellissima città di Ferrara.
CASA DI ARIOSTO
Dimora nella quale il poeta
trascorse gli ultimi anni della sua esistenza dedicandosi alla terza e
definitiva edizione dell'Orlando Furioso, uscita nel 1532. Oggi, dopo il
restauro, la casa e i suoi cortili sono restituiti al loro antico status. Le
sale al piano nobile propongono una ricostruzione storico evocativa della
casa abitata da Ariosto, realizzata in occasione delle Celebrazioni per i
Centenari Ariosteschi del 1875 e del 1933, attraverso cimeli e pregevoli
edizioni delle opere del poeta. Al piano terra è allestito un altro spazio
espositivo.
CATTEDRALE
Piazza Cattedrale - Tel. 0532 207449
Eretta nel 1135 e decorata con motivi marmorei verso la fine del XIII
secolo, rappresenta una fusione perfetta fra stile romanico e gotico. Nella
facciata spicca il portale mediano preceduto da un protiro del XII secolo di
eccezionale bellezza: nella lunetta è la figura di San Giorgio, opera di
Nicholaus, uno degli artisti più rappresentativi della scultura romanica in
Italia; nel timpano si possono ammirare scene del Giudizio Universale
ispirate iconograficamente e stilisticamente all'arte gotica francese. Lungo
il fianco destro della Cattedrale corrono due ordini di gallerie, ornate da
colonnine di diversa forma; la parte inferiore è occupata da un portico
continuo con botteghe, detto Loggia dei Merciai, del XV secolo. Qui si
apriva la Porta dei Mesi, così chiamata dalle magnifiche formelle scolpite
con la rappresentazione dei mesi, oggi conservate nel Museo del Duomo. Il
campanile, incompiuto, è un progetto di Leon Battista Alberti. L'abside
semicircolare con decorazioni in cotto è opera di Biagio Rossetti.
L'interno, le cui decorazioni e struttura risalgono ai secoli XVIII-XIX,
ospita importanti opere di pittori ferraresi del XVI-XVII secolo: da
Bastianino a Garofalo. Particolarmente interessante è l'affresco che copre
tutta la volta dell'abside, il Giudizio Universale, capolavoro del
Bastianino.
CASTELLO ESTENSE
L'imponente fortezza al centro della città fu fatta innalzare nel 1385 da
Nicolò II d'Este a protezione dagli attacchi esterni, ma soprattutto dalla
popolazione locale che aveva manifestato il suo malcontento per le
restrizioni del governo estense.
Venne incaricato del progetto l'architetto di corte Bartolino da Novara; la
nuova costruzione venne addossata alla vecchia Torre dei Leoni, inglobata
nell'edificio, munito così di ben quattro torri angolari unite fra loro da
cortine murarie.
Per diversi decenni il castello fu solo una potente macchina militare, fino
a quando, a partire dal 1450, venne progressivamente trasformato in dimora
signorile e spazio per la corte, con continui abbellimenti interni ed
ampliamenti.
SOTTERRANEO Le prigioni, famose per la tragica storia d'amore di Ugo
e Parisina, rispettivamente figlio primogenito e seconda moglie del marchese
Nicolò III.
PIANO TERRA Le cucine: volute dal duca Alfonso I all'inizio del '500.
Sala del Cordolo: con originale decorazione in pietra bianca. Rampa delle
Artiglierie: veniva usata per portare i cannoni sugli spalti.
PIANO NOBILE Loggia e Giardino degli Aranci: giardino pensile
cinquecentesco. Camerino dei Baccanali: qui si ammirano tre affreschi
riproducenti scene in onore di Bacco e Arianna. Cappella di Renata di
Francia: luogo di culto calvinista fatto edificare da Renata di Francia,
sposa di Ercole II con marmi preziosi. Tre Saloni d'Onore: affreschi della
seconda metà del '500, attribuiti alla famiglia Filippi. Sala dell’Aurora:
soffitto decorato con motivi di ispirazione mitologica, raffiguranti i vari
momenti della giornata, e simbolicamente le stagioni dell'uomo. Saletta dei
Giochi: al centro il girotondo delle stagioni; sono poi rappresentati vari
giochi e sport del mondo greco e romano.
GETTO DI FERRARA
L'origine della comunità ebraica ferrarese è molto antica e la città vanta
una tradizione di convivenza fra le religioni. Molti gruppi di ebrei,
cacciati dai paesi d'origine, furono benevolmente accolti dagli Estensi:
spagnoli (1492), portoghesi (1498), tedeschi (1530), si stabilirono a
Ferrara e crearono una comunità forte ed organizzata. Il ghetto fu istituito
nel 1627 dal governo pontificio che, dopo la devoluzione del 1598, pose fine
alla precedente politica liberale. La zona prescelta comprendeva le attuali
vie Mazzini, Vignatagliata e Vittoria. Sulla via Mazzini, al n° 95, è ancora
esistente l'edificio delle Sinagoghe: fu donato alla comunità ebraica nel
1485 da Ser Samuel Melli ed è riconoscibile dalle lapidi che ricordano le
stragi della seconda guerra mondiale. Attraverso via Terranuova e via
Montebello si può raggiungere il suggestivo cimitero di via delle Vigne,
l'antico "Orto degli Ebrei".
Museo del Getto di Ferrara
Via Mazzini, 95 - Tel. 0532 247004/210228
L'edificio, con le sue tre sinagoghe, la Scola Tedesca, Fanese e Italiana, è
ora arricchito di quattro nuovi spazi destinati a museo stabile. Attraverso
oggetti e documenti raccolti nelle prime due sale, sono illustrati gli
aspetti più importanti della vita di ogni ebreo: la nascita, la
circoncisione e il riscatto del primogenito, l'ingresso nel mondo adulto, il
matrimonio, la morte. Nella terza e quarta sala documenti e oggetti, in gran
parte originali, ricostruiscono la storia della Comunità Ebraica dal ’300
circa ai giorni nostri.
PALAZZO DEI DIAMANTI
C.so Ercole d'Este, 21 - Tel. 0532
205844 (Pinacoteca Nazionale) 0532 209988 (Galleria Civica d'Arte Moderna)
Fu fatto costruire da Sigismondo d'Este intorno al 1493 e rappresenta
sicuramente il capolavoro dell'architetto e urbanista di corte Biagio
Rossetti. Prende il nome dagli 8.500 "diamanti" che compongono il bugnato
marmoreo dell'originale rivestimento.
Posto all'incrocio delle due arterie principali dell'addizione erculea,
l'edificio simboleggia il prestigio e la gloria della Casa d'Este, ma è
anche inteso a sottolineare l'importanza dell'incrocio stesso. Il palazzo fu
progettato per una visione diagonale ed il suo punto focale è quindi
l'angolo, impreziosito dalle splendide candelabre scolpite da Gabriele
Frisoni e dal grazioso balconcino, di poco posteriore.
Al piano terra si trova la Galleria Civica di Arte Moderna sede delle
prestigiose temporanee.
PINACOTECA NAZIONALE
Al piano nobile, si trova la Pinacoteca Nazionale, i cui ambienti conservano
tracce anche notevoli delle antiche fastose decorazioni. Le collezioni
pittoriche qui ospitate coprono un arco di tempo dal XIII al XVIII secolo.
La prima stanza ospita la Collezione Vendeghini Baldi, con opere quali
l’Adorazione dei magi di Jacopo e Giovanni Bellini, una Madonna e un San
Petronio di Ercole de’ Roberti e un piccolo frammento del Mantegna.
Proseguendo, si nota una serie di interessanti quadri su fondo oro, fra cui
opere di Cristoforo da Bologna, Simone dei Crocefissi e del Maestro di
Figline. Sono poi esposte alcune opere di importanti Maestri del’Officina
Ferrarese: Michele Pannonio, Vicino da Ferrara e, soprattutto, i tondi con
Il Giudizio di San Maurelio e Il Martirio di San Maurelio di Cosmè Tura. Un
cospicuo numero di opere rappresenta i cosiddetti "pittori di Ercole I" con
opere di carattere devozionale (Michele Coltellini, Domenico Panetti, ecc.).
Il gruppo più importante di opere esposte in quest’ala appartiene a
Sebastiano Filippi, detto il Bastianino, una figura di primo piano del
manierismo ferrarese.
Ripassando per l’ingresso, si
raggiunge il "Salone delle Feste", in cui è da notare il soffitto
cinquecentesco a lacunari in legno grezzo. Sono qui raccolti molti quadri di
grandi dimensioni e soprattutto importanti affreschi staccati: a destra il
Trionfo di Sant’Agostino di Serafino da Modena (XIV sec.) e, sulla parete di
fronte, L’Antico e Nuovo Testamento del Garofalo (XVI sec.). Sulla parete di
fronte alle finestre, si trovano invece alcune delle testimonianze più
antiche della pittura a Ferrara: gli affreschi dell’abbazia suburbana di San
Bartolo, opera di un artista serbo-bizantino del XIII sec. Seguono altre
stanze che facevano parte dell’appartamento di Virginia de’ Medici, moglie
dell’ultimo duca Cesare d’Este: i soffitti sono a cassettoni sontuosamente
dipinti e contenevano in origine quadri dei maggiori pittori dell’epoca. Le
tele furono purtroppo asportate dagli Estensi quando vendettero il palazzo
ai marchesi Villa, nel sec. XVII. In queste stanze si trovano opere
importanti come la Deposizione dell’Ortolano (XVI sec.) o la bellissima
Morte della Vergine del Carpaccio (XVI sec.), ma soprattutto una ricca
collezione di pale d’altare di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, artista di
grande pregio che subì fortemente l’influenza di Raffaello. Molto
interessanti anche le opere di Battista e Dosso Dossi.
L’ultima sala è dominata dal grande Polittico Costabili grandiosa pala
d’altare eseguita in collaborazione dal Garofalo e dal Dosso Dossi, completa
dell’ancona originale in legno scolpito e dorato.
Tornando verso l’uscita, dal "Salone delle feste" è possibile visitare la
Collezione della Cassa di Risparmio di Ferrara con la Collezione Sacrati
Strozzi.
CHIESA DI SAN CRISTOFORO ALLA
CERTOSA
Via Borso 1
La Certosa, edificata da Borso d'Este nel 1461, venne trasformata all'inizio
dell'800 in cimitero monumentale da F. Canonici. Vi si conservano, tra le
altre, le tombe del duca Borso e dei pittori Giovanni Boldini, Gaetano
Previati e Filippo De Pisis.
La costruzione della chiesa attuale, attribuita a Biagio Rossetti, edificata
a partire dal 1498, fu portata a termine nel 1551. Diversi gli interventi di
restauro resisi necessari soprattutto dopo il terremoto del 1570 e i
bombardamenti della seconda guerra mondiale. La facciata, rimasta
incompiuta, è decorata da un portale marmoreo settecentesco. L'interno è a
navata unica, ampia e luminosa, con sei cappelle per lato, transetto ed una
profonda zona presbiteriale absidata. Attualmente è priva della maggior
parte delle opere d'arte e degli arredi liturgici.
MONASTERO DI SANT'ANTONIO IN
POLESINE
Vicolo del Gambone -Tel.0532
64068-Orario:9.30/11.30 15.00/17.00; chiuso festivi.
Fondato dalla Beata Beatrice II d'Este su di un'isola al centro dell'antico
Po, questo complesso architettonico riveste una grande importanza e conserva
tuttora una particolare atmosfera di pace ed isolamento.
La chiesetta pubblica, in stile barocco, presenta un notevole soffitto
affrescato del XVII secolo da G. Ferrari, decoratore abilissimo, che vi
rappresentò un'ardita prospettiva arricchita da vasi di fiori monocromi e
santi.
Nella chiesa interna si possono visitare tre cappelle con preziosi
affreschi: la cappella di sinistra contiene le Storie dell'Infanzia di Gesù
e la Vita della Vergine, di scuola giottesca (1315-20). Nella cappella di
destra si possono vedere le Storie della Passione, ugualmente di scuola
giottesca, eseguiti fra la fine '200 e la metà del '300. Nella cappella
centrale si trovano affreschi di diverse scuole e periodi, fra cui si
segnalano la delicata Annunciazione di D. Panetti (1460-1530) ed il
cinquecentesco soffitto a grottesche. Interessanti anche il coro delle
monache ed una Flagellazione cinquecentesca completa di preziosa ancona in
legno scolpito e dorato.
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