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Nyhavn - Canale di Nyhavn


I due lati del canale del canale di Nyhavn
sono spesso considerati come il bar all'aperto più lungo e affollato della
Scandinavia. Non bastano i ristoranti, i negozi e le caffetterie a contenere
la folla che ogni giorno si dà appuntamento nella zona più caratteristica di
Copenaghen. Eppure, ciò nonostante l'area continua a rimanere tranquilla e
popolare come poche. Oggi lo chiamano 'waterfront', all'inglese, una
parola emergente nel vocabolario italiano, e forse l'antico porto della capitale
danese non ha parola più appropriata per descrivere lo spirito odierno di questo
luogo, che si fa spazio in una città sempre più cosmopolita: anche durante i
mesi più freddi i danesi amano sedersi all'aperto con una birra in mano e una
coperta nelle gambe, che troviamo già pronte in ogni sedia del bar o del
ristorante. Un trend che vediamo sempre più spesso in tanti altri locali del
nord Europa.
Nyhavn significa però Porto Nuovo,
dalla parola Ny (nuovo) e havn (porto), ed ha origine nel
Seicento. Per circa quattro secoli la piccola cittadina di Copenaghen rimase
chiusa all'interno dei propri confini urbani, fino a quando nel 1617 il re
Cristiano IV fondò l'area oggi conosciuta come Christianshavn. Il
'Nuovo Porto' si sviluppò qualche anno dopo – a partire dal 1671 e grazie ai
lavori portati avanti durante il regno di Cristiano V – come porta
comunicante tra la città vecchia ed il mare. In quel periodo dal canale si
poteva facilmente raggiungere il centro della Kongens Nytorv (la piazza
dei re), il luogo dove le imbarcazioni scaricavano il pescato giornaliero.
Spedizioni e attività commerciali poterono così svilupparsi tanto da arricchire
la classe dei mercanti, i quali incominciarono ben presto la costruzione delle
case che si ammirano oggi.
Sin da allora, questo canale artificiale è
stato il centro della vita pulsante di Copenaghen: pub e atmosfere 'allegre e
generose' hanno alimentato il carattere della zona, vivacizzando la vita di
marinai e lavoratori portuali. Le pittoresche case colorate che abbelliscono il
lungocanale, sono rinomate anche per aver dato dimora ad ospiti eccellenti: tra
tutti, Hans Christian Andersen, che trasferitosi dalla città di
Odense al numero civico 20 della Nyhavn, tra il 1834 ed il 1838,
scrisse proprio qui le sue prime favole. In seguito visse anche ai numeri 67
(dal 1845 al 1864) e, negli ultimi anni della sua vita, al n. 18. Come dire che
gli fu veramente difficile allontanarsi da questo luogo, il cui richiamo sembra
essere stato negli anni evidentemente sempre più forte.
Andersen non fu l'unico celebre ospite della
Nyhavn. Camminando in direzione del n. 55, nel lato nord, vengono in mente i
delicati acquarelli di Heinrich Gustave Ferdinand Holms, artista danese
diventato famoso, come molti, dopo la morte. I suoi quadri raccontano della
Copenaghen del suo tempo, sono esposti nei musei e nelle gallerie d'arte della
città ed hanno oggi un grande valore economico. A lasciare traccia del suo
passaggio fu anche il poeta danese Sigfred Pedersen, che contribuì ad
aggiungere colore all'ambiente bohémien del primo Novecento, raffigurando
l'atmosfera gioiosa dei locali allora presenti. Sicuramente Holms e lo stesso
Andersen, così come gli altri artisti che li hanno succeduti, ebbero modo di
visitare il pasticcere che si trovava nella Store Strandstraede (il suo
nome era Christian Frederik Bredo Grandjea, di origine austriaca).
Insieme hanno ammirato i murales della pasticceria, attirati dai dolci profumi,
che sono ancora oggi fonte di ispirazione per i tanti ospiti del ristorante che
ne ha preso il posto sin dal primo Novecento, Els.
I danesi amano distinguere i due lati del
canale in 'lato soleggiato' e lato ombreggiato'. Tra i palazzi della parte in
ombra, si apprezzano quelli Settecento, costruiti in maniera piuttosto sontuosa,
mentre nel lato opposto, nella parte soleggiata, le case vennero invece
costruite in legno, mattoni e gesso e abitate dai residenti più poveri. Sono
questi ultimi oggi a rappresentare la parte più colorata e pittoresca di Nyhavn.
Verso la metà degli anni '70 dello scorso secolo si decise per la
riqualificazione e Nyhavn venne trasformata in area pedonale affiancata da una
parte da locali alla moda, dall'altra da vecchie navi in legno pronte a ricreare
l'atmosfera dei tempi passati, tenendo vivo il legame tra la città ed il mare.
Dal n. 55 Nyahvn abbiamo percorso il lungo
canale in una eccellente giornata di sole. Passato un locale situato nel palazzo
con la facciata color aragosta, ci siamo imbattuti nella piccola gelateria
all'angolo (il gelato non poteva mancare neanche a Copenaghen). A colpire però
sono i tavoli all'aperto dei ristoranti che si susseguono dal n. 47 in poi,
anche italiani (immancabili). Non c'è che l'imbarazzo della scelta, anche solo
per una fresca birra o un caffè. Ci è piaciuto il risto-bar al n. 17 Nyhavn,
all'angolo con la Lille Stradastraede. Intanto, seduti, si osserva il via
vai di biciclette, barche e vita che scorre serena.
Canale di Nyhavn
Area: centro storico
1051 Copenaghen K
Trasporti: bus A1 e 350S
Treni – Metro: Kongens Nytorv