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alla Filosofia
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di pensiero filosofico
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filosofi
Platone
(filosofo
idealista 428 - 354 a.C.)
Platone credeva in un mondo invisibile dove
esistevano modelli perfetti di tutte le cose esistenti. Sosteneva che ogni cosa materiale fosse
plasmata avendo come modello un'idea perfetta e immutabile. Tali idee e venivano
chiamate forme. Le forme di concetti astratti come coraggio e giustizia
rappresentavano secondo lui gli ideali a cui le persone dovevano ambire. In
pratica e esisteva secondo Platone un ideale di giustizia perfetto da
raggiungere.
alla domanda, esiste un mondo perfetto, Platone
tentò di rispondere creando la prima università, dove gli insegnamenti del
filosofo erano volti ad educare, a far conoscere alle persone un mondo di idee
perfette da raggiungere.
Platone fu traumatizzato dalla morte di Socrate e
decise di mettere i pensieri dell'amico filosofo e maestro per iscritto. Per non
permettere che i pensieri di Socrate fossero dimenticati le trascrisse in forma
di dialogo. I Dialoghi platonici ebbero all'epoca un
enorme successo anche perché Platone risultò un ottimo scrittore. In essi spesso
Socrate compare come personaggio principale e si può dedurre parzialmente che quello che Socrate sostiene sia realtà quello che
pensava Platone.
Nel Simposio si parla invece di una discussione tra
diverse persone sulla natura dell'amore. Uno dei partecipanti al simposio, che è
semplicemente un banchetto a base di vino, è a punto Socrate il quale afferma che l'amore
non è qualcosa di fisico bensì quando una persona di cerca sia la verità che il
bene. Si parla di amore platonico, come ben sappiamo, quando il rapporto
coinvolge la mente non il corpo.
Platone trattando di conoscenza la concepì come il
ricordo di un'esperienza anteriore vissuta dall'anima dell’uomo che ha
attraversato diversi esistenze.
Nella Repubblica in fine Platone analizzò la società ideale. Secondo il filosofo esistevano diversi tipi di persone: quelle
non particolarmente intelligenti, con un'anima di bronzo, destinate a
diventare contadini o artigiani, quelli con un'anima d'argento, che
possiedono alcuni talenti e possono diventare importanti all'interno della
società, adatti a mantenere l'ordine e a proteggere lo Stato sono chiamati
soldati, e infine quelli con l'anima d'oro che possiedono intelligenza ed
educazione necessarie per diventare filosofi e governare, chiamati i reggitori.
Secondo Platone i filosofi erano i capi migliori perché agivano in modo
razionale. La stabilità dello Stato si sarebbe raggiunta secondo Platone solo
con i filosofi al potere.
Fortunatamente Platone pensava che donne e uomini
avessero uguali capacità di governare anche se sosteneva che gli uomini
tendessero a farlo meglio. Certo per i suoi tempi si trattava comunque di una
visione rivoluzionaria…
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