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PRATO CARNICO INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA


Prato
Carnico, ci troviamo nel cuore
della Val Pesarina, una delle più belle valli friulane. Il piccolo
comune ha meno di mille abitanti, ma ha un carattere forte, è circondato da
un paesaggio meraviglioso, sia in estate che in inverno, e custodisce
antiche tradizioni tramandate di padre in figlio. Tutta la zona è ricca
di boschi e
di grandi prati, vi scorrono
allegri torrenti e svettano le Dolomiti Pesarine.
Prato Carnico è un luogo ideale per una
vacanza culturale e rilassante immersa nella natura.
In inverno è possibile praticare lo sci negli
impianti a pochi chilometri di
distanza, lo sci nordico in un anello particolarmente suggestivo, lo sci
d’alpinismo ed escursionistico. In estate è
un paradiso per gli appassionati di trekking e mountain-bike, con percorsi
in quota e nel fondovalle, alla riscoperta della natura incontaminata, dei
rifugi e delle malghe. Prato Carnico lo scopriamo adagiato tra
i fiumi Agaz e Denti, con le sue piccole e numerose frazioni,
il bel Palazzo Casali-Giorgessi e la casa Canonica, splendidi
esempi di residenze del '600 e '700 destinate ai funzionari della
Repubblica Veneta e caratterizzate dai portici loggiati. Tanti i
borghi rurali da vistare nel territorio, con
le case costruite in pietra, i ballatoi di legno, le arcate in tufo.
Il capoluogo è
Prato, la frazione più
caratteristica è Pesariis, famosa per la produzione di pregiati
orologi artigianali, che
sembra fosse già iniziata nel 1700.
Cenni di
storia di Prato Carnico
La storia della Carnia è una storia antica e
numerose sono le tracce che ha lasciato sul territorio come patrimonio
storico-artistico, ben rappresentato dai musei locali e dai percorsi
turistici. La Val Pesarina fu abitata sin
dal II sec. a.C. prima dai Carni
(tribù celtiche dalle quali è derivato il nome Carnia) e poi conquistata dai Romani
e quindi dai Longobardi (Ducato longobardo del Friuli). Si giunse poi
alla costituzione del Patriarcato di Aquileia
(1077), nato come stato autonomo nell'ambito del
Sacro Romano Impero.
Dell'epoca medievale sono rimaste le pievi
della Carnia, luoghi non solo religiosi ma veri e propri centri di
riferimento della vita comunitaria, ubicate quasi tutte in posizione
strategica. Prato Carnico divenne proprietà delle suore del
Monastero Maggiore di Cividale. Con l’espansione della Serenissima (Venezia),
divenne feudo dei Savorgnan. La Val Pesarina, in questo periodo cambiò anche
di nome. Nel 1421 la Repubblica di Venezia
prese possesso del Friuli e della Carnia. Risale al periodo veneziano la
costruzione di palazzi nobili dalla tipica struttura veneta. Accanto a
questi preziosi palazzi, in Carnia, si sviluppa un'architettura spontanea,
strettamente legata alle esigenze popolari e fortemente vincolata dal
territorio e dal clima rigido. Dopo l’invasione dei francesi, Prato Carnico fece parte
dell’impero Austriaco. In
particolare, con il trattato di Campoformio, nel 1797, tutta la Carnia passò
a far parte dell'Impero Asburgico e vi rimase sino al 1805, quando, dopo
Austerlitz, Napoleone si riprese il Veneto e lo incluse nel Regno
d'Italia. Anche Prato Carnico ritornò brevemente ai Francesi,
poi con la caduta di Napoleone nel 1814 e la
creazione del Regno Lombardo-Veneto, la Carnia venne incorporata in questo
nuovo stato, per poi passare al Regno d'Italia nel 1866. Tra la fine dell’Ottocento e i primi
del Novecento, aumentarono, nella zona, le idee socialiste ed anarchiche. A
Pieria venne fondata la
prima Casa del Popolo del Friuli. Durante la seconda guerra mondiale,
il territorio visse uno dei periodo più bui, a causa dell’occupazione
dei Tedeschi e dei Cosacchi.
Pesariis.
Ci sono due punti di riferimento, la strada principale e la
chiesa; notiamo come l'abitato conservi l’aspetto tipico di un paesino di montagna. Le case, inizialmente interamente in legno,
adesso sono in pietra, dimore solide e imponenti che riflettono un passato
di grande agiatezza. L'architettura qui si caratterizza per lo slancio
verticale e i tetti spioventi per far scendere la neve che cade abbondante
in inverno. Gli edifici hanno la base a forma di parallelepipedo con i muri
molto spessi fatti con pietre al naturale. Abbiamo notizie di questa
frazione a partire dal 1300. E' a Pesariis che prende avvio, nel XVII secolo, la
produzione di orologi. Quest’arte è nata, grazie anche all’esperienza
degli emigrati pesarini, nella Foresta Nera di Wurttenberg dove hanno
appreso il trucchi del mestiere. Nella maggior
parte dei casi gli orologi venivano fabbricati su commissione per essere
appesi sotto il portico delle case più ricche; in altri, il fabbricante o i
suoi figli se li caricavano in spalla ed andavano a venderli nel Veneto e
nel Friuli. E' la
famiglia Solari, ad iniziare, nel 1725, come già indicato, la produzione degli orologi da
torre che riuscirono ad esportare anche fuori nazione.
Quest’arte è avvolta nella leggenda e nel mistero, ma gli orologi sono stati
e sono ancora oggi, un orgoglio pesarino.
Il museo dell'Orologio di Pesariis è piccolo ma è un vero gioiello,
custodisce meccanismi del 1700. Il periodo di apertura va dalla metà di
luglio alla metà di settembre. Il museo resta aperto anche durante il
periodo natalizio dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00. Giorno di
chiusura, il lunedì. Negli altri periodi il museo si può visitare su
appuntamento, contattando l'ufficio turistico al numero 0433 69034. L’ingresso è
ad offerta libera.
Trovate a Pesariis anche l'interessante Casa Bruseschi, una tipica casa borghese ancora
dotata degli antichi arredi del '600 e delll'800. Troviamo al piano terra la
cucina, con una bella collezione di stoviglie di ceramica e il tinello; ai
piani superiori, le camere da letto e uno studiolo, con mobili di fattura
locale e di provenienza veneta. Visitando la casa si potrà immaginare come
viveva nei secoli scorsi una famiglia della borghesia locale. La Casa è
visitabile solo su prenotazione o nei mesi estivi.
Le frazioni
di Prato Carnico
Oltre a Pesariis, sono tante le frazioni di Prato Carnico,
ora le scopriremo una per una (in
ordine alfabetico).
Frazione Avausa. Il nome della frazione deriva da "Aussa"
ovvero fonte.
Frazione Croce. Croce, per alcuni versi, è una
continuazione della frazione di Sostasio. In seguito all’analisi
sull’agglomerato urbano, si è dedotto che vi dovessero essere stavoli e
fienili, che dopo si sono trasformati in vere abitazioni, e hanno dato
origine all’espansione edilizia.
Frazione Osais. Osais, significa, in dialetto il paese
delle api. Sappiamo che Osais prese un assetto urbano già dal 1391, anno
durante il quale si è dato il permesso di erigere una chiesa in questa
località. L’architettura che domina è quella carnica.
Frazione Pieria. Pieria, questo nome,
probabilmente, deriva dal latino "pletria" (imbuto, in friulano "plera"),
che indica la particolare forma del terreno in questa zona. Il primo
documento che abbiamo di questa frazione, è del 1275, dove si nomina Pieria.
Sempre qui si trova il palazzo del comune, che è stato trasferito, nel 1897
da Prato. Qui trovate un piccolo Museo della Fotografia e della
Cinematografia, visitabile su prenotazione, tappa obbligata per gli amanti
del genere, espone varie macchine da presa e apparecchi fotografici.
Frazione Pradumbli.
La frazione si trova sulla
sponda destra del torrente Pesarina, di fronte all’abitato di Prato, e si è
sviluppata a partire da un antico castello: "Il castello di Pradumbli, detto anche in
latino "Castrum Dominarum" e in lingua del paese des Dumblans era situato
nella Villa di Pradumbli", (questo è quanto testimonia lo storico Niccolò Grassi nelle
"Notizie storiche della Provincia della Carnia" del 1782). Nel
documento citato si attesta l'esistenza di un castello a Pradumbli, inserito in un
sistema di cinque fortilizi (Agrons, Luincis, Pradumbli, Frata e Monaio) a
presidio della Val di Gorto. Dal castello ha avuto inizio lo sviluppo della
frazione. Oggi il punto d’incontro per gli
abitanti è la piazza centrale dalla quale si
diramano tante piccole strade. La strada che giunge a Pradumbli era
un’antica mulattiera, ora allargata a strada. Le case dell'abitato son ben
conservate e si allungano verso l'alto, strette e lunghe. Una curiosità: gli
abitanti di Pradumbli, durante Caporetto, furono gli unici della valle a
salvare la campana della loro chiesa dai soldati austro ungarici,
seppellendola nel bosco.
Frazione Prato. E' il capoluogo del Comune. Molto
probabilmente era formato da due ville diverse, Subvia e Prato, ora riunite
in un unico centro. Molto bella il 28 dicembre la tradizionale notte
delle candele, una passeggiata alla riscoperta degli antichi borghi
attraversando le strade illuminate solo da bracieri a petrolio con rinfresco
finale. Questa manifestazione si svolge ogni anno in una frazione diversa
del Comune.
Frazione Prico. "Prico grande un tempo, fu disertato
dalla peste", scrive don Antonio Roia nelle sue memorie, riferendosi,
probabilmente alla pestilenza che colpì la vallata nel 1511.
Frazione Sostasio. Sostasio si trova a 690 metri
s.l.m. Tutte le strade del paese si incontrano al centro della
piccola frazione. Il nome potrebbe derivare da "sub statium" ovvero una
stazione dalla parte di sotto, poiché era posta sotto il livello della
strada che conduceva a Comelico. Il piccolo centro doveva già essere abitato
da epoca romana.
Frazione Truia. Scrive lo storico don
Antonio Roia: "Truia è il primo paese fondato in Canale, e
l'impiantarono certi boscaioli o cacciatori, che s'intopparono ad essere in
quei paraggi". Si narra che, già in epoca remota, vi fosse una miniera
d’argento in questa zona. E’ la frazione più alta, si trova, infatti a 881
metri. Anche Truia venne colpita dalla peste del 1511, e fu un duro colpo
per la popolazione, che venne decimata.
La val
Pesarina e gli orologi
Celebre è la locale famiglia Solari,
che produsse famosi orologi per le torri di un po' tutto il mondo. Da visitare in
proposito, nella bella frazione di Pesariis, Casa Solari o Casa dell’Orologio, risalente al XVI
secolo (nelle quale nacque papa
Gregorio XVI) e il Museo dell’Orologeria Pesarina, che ospita una
preziosa raccolta di orologeria, i
cui meccanismi più antichi risalgono al XVII secolo. Se alzate lo sguardo
verso la torre
comunale, vedrete l'orologio della torre con il sole del
quadrante e la campana che rintocca;
questo capolavoro è opera del signor Antonio Solari e risale al 1852.
La famiglia Solari si era specializzata negli orologi da torre, ed è passata,
in tempi più moderni, nel giro di qualche generazione, dai piccoli orologi
da parete (i "pesarini" appunto) agli orologi digitali per stazioni ferroviarie
e aeroporti internazionali.
In omaggio all'arte di costruire orologi è stato costruito quindi un vero e proprio
museo all'aperto, con orologi di tutti i tipi, ad acqua, meridiane,
con il carillon, orologi astronomici calendari e stellari, orologi a palette
giganti, a turbina, a scacchiera, a vasche...

A
Prato, nelle
viuzze e nelle piazzette potrete ammirare
alcuni orologi monumentali, molti dei quali
sono visibili a Pesariis (sopra vedete una
cartina della frazione con gli orologi indicati dai pallini colorati). Uno
di questi orologi dà il benvenuto in Val Pesarina, all’ingresso della
vallata in frazione Croce (orologio con eclittica), un altro è stato
posizionato all’entrata del Municipio in Frazione Pieria (orologio
con automa). L'opera che
maggiormente illustra l'ingegno degli orologiai carnici è senz'altro
l'orologio della torre di piazza Libertà di Udine, molto amato dagli udinesi e
"oggetto" più fotografato dai turisti. La macchina attualmente in funzione
risale alla prima metà del 1800 ed è opera di Baldassarre Pustetto di
Ravascletto, ultimata e revisionata nel 1852 da Antonio Solari
insieme ai figli.
Da vedere a Prato Carnico
Il territorio è suddiviso in tante
piccole frazioni, molto vicine tra loro.
Di seguito
vi presentiamo un elenco dei monumenti più interessanti da vedere.
Indicheremo di volta in volta in
quale delle frazioni si trovano.
Chiesa di San Gottardo (Sostasio).
Sulle rovine di una chiesa quattrocentesca, è stata riedificata, nel
1611, l’attuale chiesa. L’architettura dominante è gotica, ma l’altare
maggiore è barocco, con l’effige della Madonna del Rosario (opera
probabilmente di Eugenio Mangani
di Pieve di Cadore nel XVIII secolo.
Mulino di Italo
(Sostasio). E’ l’unico mulino
sopravvissuto, dei ventuno che vi erano nella Val Pesarina, nel periodo
compreso dal 1815 al 1851, ed è ancora oggi in funzione. La ruota è
azionata dall’acqua del vicino Rio Bianco.
Chiesa di San Osvaldo (Avausa).
Costruita nel 1605 è un edifico orientato verso occidente. Su un piano
rettangolare vi è un arco a sesto acuto, con il soffitto a costoni. E’
presente sono un altare, un trittico di Giovanni Antonio Martini. All’uscita
della chiesa c’è l’amatissima scala di tufo squadrato; il campanile è stato
eretto nel 1866 e stranamente non è attaccato alla chiesa.

Campanile pendente
(Prato). Molto probabilmente
apparteneva alla chiesa
parrocchiale distrutta nel 1859, questa chiesa venne già danneggiata il 28
luglio del 1700 a causa di un terremoto, e da quel momento rimase in rovina.
Il campanile, restaurato in seguito, ha una particolare forma pendente
(a lato la foto).
Chiesa Parrocchiale di San Canciano
Martire
(Prato). Questo edificio venne consacrato
ufficialmente dal vescovo nel 1868. Molto bello l’altare dei Santi Cancio,
Canciano e Cancianilla, titolari della chiesa, chiamato "Altare della
Nascita" perché vi è una predella in cui è presente una Natività realizzata
da Michele Parth. L'altare maggiore è in stile barocco ed è di marmo bianco.
L’altare della Beata Vergine è ligneo, realizzato da Eugenio Mangani.
Chiesa di Santa Maria di Caravaggio
(Prico). Venne realizzata nel
1840, ma già nel 1914 il tetto divenne pericolante, ed è per questo che fu
demolita dieci anni più tardi e ricostruita nel 1933. Per quell’occasione
Virgilio Gonano raffigurò la Madonna di Caravaggio, posta sopra l’altare.
Chiesa di San Pietro
(Pradumbli). Nata inizialmente nel
1859 come oratorio, è rettangolare
e ha una lesena in tufo.
Taviela
(Pradumbli). Viene spesso definita
come il cuore della natura, è un territorio formato da prati e campi,
dove riscoprire la vita montanara.
Chiesa di San Antonio di Padova di
Pieria. Venne costruita nel 1890, e ampliata nel
1727, è molto grande con una copertura a padiglione. Ha tre altari:
altare Maggiore con le statue di san Antonio in una nicchia e San Lorenzo
e San Fermo; altare dedicato a San Francesco d'Assisi
(legno intagliato e dipinto di
autore friulano ignoto); altare della Beata Vergine.
Chiesa di San Leonardo
(Osais). La costruzione di questa
chiesa risale al 1391, anche se venne definitivamente consacrata solo nel
1497. Venne affrescata da Fuluto. Sul soffitto ci sono 15 scompartimenti,
raffiguranti l'Annunciazione, il Padre Eterno, vari dottori della Chiesa,
San Giorgio, gli Evangelisti, San Leonardo e 10 profeti. In tutte le pareti
vi sono uno o più episodi della vita di San Leonardo. Durante il 1700 venne
ampliata. E’ un insieme di stile
gotico e barocco con due altari laterali.
Chiesa di San Lugano
(Truia). Edificata nel 1685, è
molto ampia ed orientata verso sud est. Il campanile ha una pianta quadrata
e un cuspide a forma di piramide. Vi è l’altare di San Lugano, in legno,
realizzato dalla bottega di Gerolamo Comuzzo.
Eventi a Prato
Carnico
"Arlois e
Fasois" ("Orologi e Fagioli" a settembre), con mercatino prodotti tipici,
mostra mercato di orologi, musica e degustazione di piatti tradizionali nel
suggestivo scenario del paese di Pesariis. Ormai ogni seconda domenica di
settembre è imperdibile l'appuntamento con questa manifestazione con i
tradizionali campanacci portati al collo dalle mucche. Ad Agosto, grande
Festa della polenta, dove tra gli stavoli di Selva di Pieria si possono
degustare piatti tradizionali accompagnati dalla pietanza tipica carnica:
la polenta. A primavera c'è il “Brusin la Vecja” (bruciamo la
vecchia) che si svolge a metà Quaresima nella frazione di Osais. Durante il
giorno viene preparato il fantoccio e al calar del sole bruciato per
esorcizzare la presenza del negativo. Nel periodo estivo ogni frazione
organizza la sagra del proprio paese con balli, musica e piatti tipici. Per
informazioni dettagliate sul calendario delle manifestazioni potete
rivolgervi all’ufficio turistico.
Cucina e prodotti tipici della Carnia
In Carnia, in questi ultimi anni, si è assistito a
una rivalutazione della cucina "povera" andando alla ricerca delle
antiche ricette, tramandate per generazioni, cercando di rivalutare le
peculiarità tipiche di ogni paese. I piatti proposti variano a
seconda delle stagioni: in inverno il frico (tradizionale tortino a base di
formaggio, sempre accompagnato dalla polenta), i cjarsons alle erbe
selvatiche, il cotechino con i crauti, la crostata di marmellata di fagioli,
la torta alle noci; in primavera i ravioli alle erbe spontanee, il capretto
al forno; in estate gli gnocchi con la ricotta affumicata di malga, il manzo
alla birra di Sauris, la torta di mirtilli; in autunno blecs (pasta grossa
fatta in casa) al ragù di fagioli, coniglio affumicato, funghi con formaggio
di malga e polenta e l'immancabile strudel di mele.
Prodotti tipici della zona sono i fagioli bortolotti di Carnia,
pregiati per i metodi di coltivazione impiegati e la sgusciatura che avviene
a mano. E' ottimo nei minestroni e viene conservato in grossi sacchi di iuta
in locali asciutti. Tra i formaggi, molto apprezzati, troviamo il
Çuç, tipico della produzione di malga e la ricotta fresca o affumicata,
il formadi frant (risultato della mescolanza di diversi formaggi
latteria sminuzzati a fettine e poi impastati con sale pepe e latte) e il
formadi salat (formaggio salato) ottimo con le patate lesse.
Sport e tempo
libero
Sullo splendido terrazzo del Clap Grande,
incastonato nelle Dolomiti Pesarine ad un’altezza di 1770 m, si trova il
rifugio F.lli De Gasperi ideale punto di partenza per escursioni
piuttosto impegnative e arrampicate. Fra tutte si citano il sentiero
attrezzato “Regolo Corbellini”, che giunge a Sappada attraverso il Passo
Siera, e il giro dell’Arco. Per chi vuole arrampicarsi ci sono diverse vie
con differenti gradi di difficoltà. Alla portata di tutti è invece l’ascesa
al rifugio percorrendo il sentiero n 201 che parte dal Centro fondo Pian di
Casa per un’ora e mezza circa. Una via alternativa è quella che passa per
Casera Mimoias percorrendo il sentiero 203 che poi si ricollega al 201.
Nelle immediate vicinanze del rifugio degni di nota sono il giardino
Dolomitico del Clap, che vanta numerose specie botaniche, e il
sentiero naturalistico del Gallo Forcello.
Le passeggiate, brevi, lunghe, a fondovalle, in quota, semplici o
impegnative sono praticamente infinite e permettono di scoprire ambienti dal
fascino autentico. Caratteristica è la “Via delle malghe” una rete di
mulattiere e strade asfaltate percorribili a piedi, a cavallo, in auto e in
mountain bike che collegano le malghe in quota ai fondovalle. Antichi sapori
e segreti si possono scoprire lungo la via delle malghe. In tutte le
strutture è possibile assaggiare e comprare i prodotti derivati dalla
lavorazione del latte o assistere alla produzione del formaggio. Certe
strutture hanno anche punti di ristoro e pernottamento. Diversi sono gli
itinerari e i circuiti che partono dalla Val Pesarina, dal ponte di Arceons
(1 Km dopo l’abitato di Pesariis) o dalla località di Pradibosco.
Sci da fondo e discesa
Il polo sciistico dell’Alta Val Pesarina si trova ad una quota neve che
parte dai 1200 m all’altezza della località Pradibosco. E’ raggiungibile
percorrendo, per otto chilometri dall’abitato di Pesariis, la strada statale
di fondo valle. All’arrivo il visitatore si trova immerso in uno splendido
scenario che contribuisce a far trascorrere un’indimenticabile giornata
sugli sci. L’area sciabile è composta da un campetto per bambini e
principianti, dotato di manovia per la risalita, e di una pista di discesa
di 800 metri dove si può sciare senza lo stress di lunghe code allo skilift.
Proseguendo per Forcella Lavardêt, fino a raggiungere Casera Razzo, si trova
un’altra pista di discesa dove la neve è sempre abbondante e dura fino a
primavera inoltrata.
Il circuito per il fondo di Pian di Casa, a un chilometro da
Pradibosco, si snoda tra i boschi di abeti e larici ad una quota tra i 1250
e i 1400 metri e garantisce un abbondante e costante innevamento. Il centro
è costituito da più anelli di diversa lunghezza (1,1 – 1,5 – 5 – 6 – 7,5 –
10) e difficoltà. Il percorso più corto è dotato di illuminazione notturna
ma sciare al chiarore della luna piena, in un ambiente naturale quanto mai
fascinoso, ripaga di tutte le fatiche. La pista è dotata di un’ampia zona di
partenza, ideale per gare di alto livello, noleggio attrezzatura,
spogliatoi, box sciolinatura, servizi, sala riunioni e bar ristorante dove
rifocillarsi dopo una dura fatica. Il circuito può essere utilizzato anche
nel periodo estivo per attività di ski-roll e pattinaggio, lungo l’anello
asfaltato, mentre corsa e mountain bike si possono esercitare lungo tutto il
percorso.
Scialpinismo e cjaspe
La Val Pesarina propone interessanti percorsi di sci alpinismo che
soddisfano tutte le tipologie di sciatori e anche coloro che prediligono le
cjaspe. Varie possibilità vengono offerte dalla zona delle malghe con
itinerari che seguono in linea di massima le strade e le mulattiere che
collegano le malghe fra loro e con il fondovalle. In base al proprio
allenamento è possibile scegliere circuiti più o meno impegnativi oppure
raggiungere una malga e fare rientro per lo stesso percorso. A nord merita
interesse l’itinerario che da località Tesa raggiunge il passo della Creta
Forata e poi, passando per malga Geu e Tuglia, arriva alla statale che da
Forni Avoltri porta a Sappada. La zona della Creta di Mimoias offre due
allettanti alternative. La prima raggiunge il Passo di Mimoias lungo la
strada che parte da Forcella Lavardet. La seconda, destinata a discesisti
esperti, rappresenta una delle più gratificanti scialpinistiche della Val
Pesarina, raggiungendo la cima della Creta di Mimoias e scendendo a valle
lungo il suo panoramico pendio. Prima di partire per ogni escursione è bene
informarsi sullo stato della neve e sul grado di pericolo valanghe.
Curiosità
La salita Ovaro-Zoncolan, con la sua
pendenza massima del 22% e la sua pendenza media del 11,9% in soli 10,5 Km
di lunghezza è la salita più impegnativa d’Italia. Alcuni atleti giungono
qui da molto lontano, anche dall’Australia, per allenarsi su questa salita
che corrisponde alla tappa più dura del Giro d’Italia.
Nel vicino comune di Comeglians si trova la nota
“Panoramica delle Vette” sul Monte Crostis salito agli onori della
cronaca nell’ultimo Giro d’Italia e frequentato da migliaia di appassionati
delle due ruote.
La Comunità Montana della Carnia
25 Comuni della Carnia, tra cui Prato
Carnico, coadiuvati dalla Comunità Montana della Carnia, hanno
iniziato un percorso di certificazione ambientale secondo le
procedure dettate dalla norma volontaria UNI EN ISO 14001:2004. Sempre
nell’ambito della comunità montana, Prato Carnico, ha attivato il
servizio SUAP, ovvero lo Sportello Unico per le Attività Produttive, in
grado di fornire indicazioni e servizi utili per tutti coloro che desiderano
intraprendere un’attività imprenditoriale sul territorio.
Voler
bene all’Italia
Prato Carnico è un piccolo borgo che
contribuisce a formare quel grande tesoro chiamato Italia. Il Comune ha aderito anche al progetto "Voler
Bene all’Italia", l’iniziativa
di Legambiente che prevede una giornata dedicata ai piccoli comuni.
Questa giornata ha un obiettivo principale, ovvero, quello di valorizzare i
piccoli borghi, le piccole istituzioni e le grandi ricchezze di cui è ricco
il nostro Paese. Questa giornata vuole testimoniare che, anche in un piccolo
comune come Prato Carnico, si nascondono bellezze uniche e insuperabili.
Associazione intercomunale "Alta Val Degano – Val Pesarina"
Il comune di Prato Carnico, con i comuni
di Comeglians, Forni Avoltri, Ovaro, e Rigolato fa parte
dell’associazione intercomunale "Alta Val Degano – Val Pesarina".
Quest’associazione, che nasce analogamente ad altre esperienze attuate in
Regione, con la legge n. 1/2006 ("Principi e norme fondamentali
del sistema Regione – autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia"),
favorisce l’esercizio coordinato di funzioni e la gestione associata dei
servizi territoriali. Le associazioni intercomunali permettono a due o
più comuni, di gestire diversi servizi e attività in maniera aggregata,
migliorando così il servizio per la collettività, ed ottimizzando le risorse
a disposizione.
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