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Contributi incentivi al fotovoltaico: come funziona il quinto conto energia

 

 

I pannelli fotovoltaici: come funzionano

Il fotovoltaico è un tipo di pannello solare che permette di sfruttare l’energia del sole per la produzione di energia elettrica. I pannelli solari producono acqua calda per il riscaldamento, il bagno e la cucina, i pannelli fotovoltaici producono energia elettrica. Grazie all’effetto fotovoltaico, ogni pannello cattura e converte la radiazione solare in energia elettrica a corrente continua e a bassa tensione, questa corrente viene convertita poi in corrente alternata, ovvero quella corrente che noi usiamo nelle case a 220 Volt).

I sistemi fotovoltaici sono comunque connessi alla rete perché la produzione di energia elettrica da parte dei pannelli non può essere continua (non sempre c’è il sole e la notte non possono produrre energia) e quindi in alcune ore della giornata non c’è bisogno di batterie, perché la rete di distribuzione sopperisce alla fornitura di energia elettrica nei momenti di indisponibilità della radiazione solare. I pannelli fotovoltaici durano in media circa 22 anni. Il tasso di degradazione annuo dei moduli, in termini di efficienza, è circa dello 0,4%. Al momento in Italia sono in esercizio oltre 440mila impianti fotovoltaici, per una potenza di circa 15.400 MW

Come funzionano gli incentivi previsti dal conto energia

 

Gli incentivi per il fotovoltaico sono regolati dalle norme del Conto Energia, che sono in vigore dal settembre 2005 e prevedono incentivi da parte dello Stato Italiano a favore dei possessori (imprese, privati cittadini, soggetti pubblici e condomini) di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. In passato, venivano assegnate somme di denaro a fondo perduto come incentivo per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili: grazie a questo, si limitava l’investimento iniziale per la costruzione dell’impianto.

 

Il meccanismo del conto energia è invece una sorta di finanziamento in conto esercizio, in quanto non prevede alcuna facilitazione particolare da parte dello Stato per la messa in servizio dell'impianto, bensì un’incentivazione della produzione elettrica. Il privato proprietario dell'impianto fotovoltaico percepisce somme in modo continuativo per i primi 20 anni di vita dell'impianto.

Per beneficiare delle tariffe incentivanti, gli impianti fotovoltaici devono essere conformi alle norme tecniche richieste e realizzati con componenti di nuova costruzione. Inoltre, devono essere connessi alla rete elettrica: quando il generatore fotovoltaico non è in grado di produrre l’energia necessaria a coprire la domanda di elettricità, come succede nelle ore di buio o in inverno, la rete elettrica fornisce l’energia richiesta all’utenza. Nel caso in cui, invece, il sistema fotovoltaico produca energia elettrica in quantità superiore a quella richiesta dall’utente, il surplus può essere trasferito alla rete elettrica nazionale o accumulato per un futuro utilizzo. Non sono incentivati dal conto energia quegli impianti fotovoltaici destinati ad utenze isolate e non raggiunte dalla rete elettrica.

I possessori di pannelli fotovoltaici che producono energia elettrica per il proprio autoconsumo non dovranno più pagare consumi di elettricità all'azienda distributrice dell'energia (fermo restando le spese fisse all'anno, di qualche decina di euro). Infatti, per 20 anni, incasseranno una quota direttamente proporzionale alla quantità di energia prodotta.

I cambiamenti introdotti dal Quinto Conto Energia

Il Quinto Conto Energia è entrato in vigore lo scorso 27 agosto 2012: 45 giorni solari dopo il raggiungimento della soglia di costo degli incentivi statali di 6 miliardi di euro, avvenuto lo scorso 12 luglio. Allo stato attuale delle cose, una volta superato il tetto di spesa di 6,7 miliardi di euro annui, dopo ulteriori 30 giorni i nuovi impianti fotovoltaici non avranno diritto ad alcun sussidio, e il sistema incentivante si estinguerà.

Rispetto ai precedenti, il Quinto Conto Energia è sicuramente meno generoso economicamente nei confronti dei possessori di impianti fotovoltaici: Il Governo Monti ha tagliato di circa il 30% i contributi per gli impianti fotovoltaici. In compenso, dovranno essere iscritti ad un registro solo gli impianti più grandi, superiori ai 20 chilowatt, contro i 12 previsti inizialmente.

Il Quinto Conto Energia remunera, a differenza dei precedenti meccanismi di incentivazione, con una tariffa omnicomprensiva la quota di energia netta immessa in rete dall’impianto, e con una tariffa premio la quota di energia netta autoconsumata. Nel dettaglio, sulla quota di produzione netta immessa in rete, per gli impianti di potenza fino a 1 MW, la tariffa è determinata sulla base della potenza e della tipologia dell’impianto e individuata. Per gli impianti di potenza superiore a 1 MW vale la differenza, se positiva, fra la tariffa omnicomprensiva e il prezzo zonale orario. Entrambe queste tariffe sono incrementate di una quota premio come bonus per gli impianti con componenti principali realizzati unicamente all’interno di un Paese UE, oltre che per quelli  realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata una completa rimozione dell’amianto.

Per gli impianti fino a 1MW non è più prevista, come in precedenza, la possibilità di vendita dell’energia prodotta e non utilizzata a un gestore di energia, mentre diventa preclusa a tutti coloro che scelgono di usufruire degli incentivi la possibilità di scambio sul posto, che consente di immettere in rete il surplus di energia prodotto e, calcolando questa quota su base annua, averla poi a disposizione per 3 anni. In generale, maggiore è la quantità di energia prodotta e autoconsumata e più remunerativo risulterà l’incentivo.

Possibili scenari futuri

Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), stima che “Il Quinto Conto Energia si esaurirà in meno di un anno contro i due anni e mezzo previsti dal Decreto. Inoltre, dal momento che il settore non si trova in una condizione di grid parity (il punto in cui l'energia elettrica prodotta a partire da fonti di energia alternative ha lo stesso prezzo dell'energia tradizionale prodotta tramite fonti di energia fossili tradizionali) e non riuscirà a raggiungere la piena autonomia economico-produttiva nel periodo di un anno, c’è il rischio reale che tutto il settore si fermi una volta raggiunti i 6,7 miliardi di euro di spesa annui cumulati. Lavoreremo per  ricevere garanzie da tutti gli schieramenti politici candidati a formare il prossimo governo di intervenire in maniera costruttiva e stabile per protrarre il programma di incentivi fino al reale raggiungimento della grid parity. Stiamo parlando di un settore che in Italia occupa tra diretti e indotto almeno 120.000 posti di lavoro e ha generato nel 2011 un volume d’affari pari ad alcune decine di miliardi di euro.”

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