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VISITARE RAVENNA : INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA


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Ravenna
"Cavalcai a mio piacere; l'umida lieta aria
era dolce, |La bianca strada risuonava sotto gli zoccoli del mio
cavallo, | E meditando sul nome antico di Ravenna | Scrutai il giorno
finché, segnato da ferite di fiamma, | Il cielo di turchese divenne oro
brunito.." Oscar Wilde
A
guardar gli splendidi mosaici del mausoleo di Galla Placida,
a Ravenna, vengono i brividi. Lavori di perfezione tecnica
incredibile,
infinita pazienza e gusto artistico hanno portato questa piccola grande
città della Romagna ad essere inscritta nella lista del
Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Furono proprio gli esperti
di questo importante organismo internazionale a definire l'antico
monumento del IV secolo d.C. come "il primo e meglio conservato di
tutti i monumenti a mosaico, e allo stesso tempo uno dei più
artisticamente perfetti". A Ravenna i mosaici non riflettono solo la
storia di una città, che è stata tre volte capitale di grandi
imperi, ma anche il carattere odierno di un territorio che si
collega ad un mare, l'Adriatico, attraverso le sue acque interne,
e che si rivolge alla pianura più centrale con fare sicuro.
Ravenna
non ha certo bisogno di far 'vedere' il suo orgoglio patrimoniale, che
sta lì indomato dai secoli, così tanti da diventare millenni. Come uno
scrigno di tesori ha visto passare la mano gentile dell'arte, quella
forte della storia e quella appassionata della cultura. Lo sapevamo
ancor prima di arrivare quanto fosse bella questa città, ce ne siamo
accorti attraversando le vaste distese piane che da Milano
conducono fino a Bologna e poi al mare... a guardar da un
finestrino di un treno, che passava affianco alle acque delle Valli
di Comacchio e passo a passo diventava il treno per Ravenna.
A pensarci, ritorna in mente Oscar Wilde e la sua entrata in città nel
1877, a cavallo ("A year ago I breathed the Italian air,.." un
anno fa respiravo l'aria italiana... le sue impressioni sulla città gli
valsero il primo grande premio della sua carriera). Prima di lui,
Lord Byron a Ravenna scoprì il fascino di una città baciata dallo
scorrere del tempo, lo stesso che ha reso grande l'antica Bisanzio
e che ha suggestionato letterati viaggiatori. Dante fu uno dei
primi e la sua tomba è ancora oggi una delle attrazioni maggiori della
città.
Quando
Byron giunse a Ravenna, il 10 giugno 1819, lo fece per seguire un sogno,
che portava il nome di Teresa Gamba Guiccioli. Fu così che la
città per il grande poeta diventò ispirazione d'arte e di ideali (da qui
muoverà i suoi primi passi verso i suoi impegni politici in Grecia), ed
oggi risuona incredibilmente famigliare la sua poesia:
"Dolce ora del crepuscolo!... nella
solitudine della Pineta...
sulle rive silenziose cui circoscrive
l'immemorabile foresta di
Ravenna che copre quel suolo dove un tempo
ruggirono le
onde dell'Adriatico, fino ai luoghi in cui
sorgeva l'ultima fortezza dei Cesari"
La
curiosità è forte, viene voglia di conoscere la Ravenna raccontata dai
grandi poeti e lo facciamo da subito con la visita alla Biblioteca
Classense. In una delle sue sale monumentali è custodito il busto
scolpito della donna amata da Byron, realizzato nel 1821 da Lorenzo
Bartolini. L'infinita dolcezza catturata dallo sculture allo sguardo
di questa donna disarma, quasi che i suoi occhi continuino a ricordare
l'intenso amore che la legò al suo amante. Forse sono ancora pieni di
speranza, la stessa che un giorno potrebbe ricongiungerla alla scultura
che Bartolini fece anche a Byron e che oggi è custodita alla National
Portrait Gallery di Londra... chissà? A noi il suo sguardo
dona entusiasmo, lo stesso che ha appassionato i più antichi visitatori
della città. La biblioteca (situata in via Baccarini) ha origine
dall'antico monastero dei monaci Camaldolesi, quello di Classe,
e si fa sentire per quel suo forte senso di patrimonio libraio custodito
al suo interno, tra i più preziosi d'Italia: 800.000 volumi, edizioni
antiche tra codici, incunaboli, rari manoscritti, cartografie e
iconografie. La distanza dalla biblioteca al mausoleo è breve, circa 20
minuti a piedi, due parti differenti di una stessa città eppure
accomunate da una stessa passione, quella per l'arte e per la bellezza.
Ed
è bella Ravenna, che nei secoli fu meta turistica colta anche di uomini
come Boccaccio, Leopardi, Jung e Klimt; che
fu capitale dell'impero romano d'Occidente, capitale dei Goti
di Teodorico e dell'Italia bizantina
e che divenne città medievale, veneziana e poi centro moderno e
contemporaneo. Porto fiorente in tempi antichi (oggi è più spostata
all'interno di circa 5 km), Ravenna salì al potere nel I secolo a.C.
sotto l'imperatore Augusto, che costruì una base navale nella
vicina località di Classis (l'attuale frazione di Classe,
oggi sede di scavi archeologici). La città si convertì al
cristianesimo molto presto, nel II secolo d.C., e al diminuire del
potere di Roma diventò capitale dell'Impero
nel
402 d.C. Nel secolo successivo passò sotto la guida degli Ostrogoti
ariani e nel 540 divenne parte dell'impero Bizantino sotto
Giustiniano. La magnificenza di questo passato ha lasciato una
grande eredità di monumenti a Ravenna: edifici religiosi e civili
e soprattutto decorazioni di splendidi mosaici paleocristiani che
mescolano la tradizione greco-romana all'iconografia cristiana, le
influenze veneziane alle suggestioni bizantine. Quello di Gallia Placida
è un posto magico, l'edificio venne costruito tra il 425 ed il 430 d.C.
ed è stato progettato a forma di croce greca con un ciclo di mosaici
tra i più antichi della città: ha cupola, lunette ed archi interamente
ricoperti di decorazioni. Cieli stellati e tematiche iconografiche si
sviluppano in un unisono di armonie di luce e di colori, in classiche
rappresentazioni cristiane sulla vita eterna che vince sulla morte
terrena.
A
pochi metri dal mausoleo incontriamo un altro grande monumento, incluso
anch'esso nel patrimonio Unesco: la Basilica di San Vitale, del
VI secolo. Come il primo, anche questo edificio testimonia la grande
arte decorativa ravennese e qui lo sguardo viene catturato dagli
alti spazzi e dalla luminosità dei mosaici dell'altare e degli affreschi
barocchi dell'interno. I siti Unesco di Ravenna sono in tutto
otto, oltre i due citati anche il Battistero Neoniano (del V
secolo), la Cappella Arcivescovile (primi anni del VI secolo), la
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo (VI secolo), il Mausoleo di
Teodorico (VI secolo), il Battistero degli Ariani (VI
secolo), la Basilica di Sant'Apollinare in Classe (VI secolo).
Entrate all'interno di quest'ultimo edificio e rimarrete estasiati da
tanta bellezza e semplicità artistica, la sua architettura è dedicata al
primo presule e protettore di Ravenna e si staglia alle porte della
città, nella campagna. Al suo interno, in una grande navata centrale
fiancheggiata da due dozzine di colonne marmoree, si trova la ragione
principale della visita: un eccezionale mosaico dai colori cangianti
dell'oro e del turchese e dello smeraldo. Un tempo l'edificio era il
primo ad apparire a coloro che arrivano via mare dalle città oltre
l'Adriatico. Non lontano dal litorale di questo stesso mare, troviamo la
celeberrima Pineta di Classe, che era tanto cara a Dante e che
anticamente copriva tutto il litorale. Era forse questa quell'aria che
respirava il poeta irlandese? Questa la dolce ora del crepuscolo di
Byron? Oggi ad allietare i sensi sono ancora i profumi dei pini
secolari, del lentisco, dell'erica e poi, nascosti, dei fiori del
sottobosco.
Dal
mare al centro il passo è breve, il filo conduttore rimane sempre il 'ghibellin
fuggiasco'. Dante Alighieri morì a Ravenna nel 1321, dopo
aver contratto la malaria nelle paludi acquitrinose di Comacchio e dopo
un lungo periodo di esilio dalla sua Firenze (in città egli
compose le cantiche finali del Paradiso). Da Piazza del Popolo,
il cuore della Ravenna odierna, inizia un susseguirsi di luoghi dedicati
al grande poeta fiorentino: la via Alighieri porta al 'dantis
poete sepulcrum', il Sepolcro di Dante, eretto da
Camillo Morigia in stile neo-classico nel 1780. Oggi, il sepolcro è
una tomba vuota, le ossa del sommo poeta riposano infatti nella
sopracitata Biblioteca Classense; quale miglior luogo per l'eterno
riposo di un personaggio così importante della letteratura italiana? Ai
fiorentini è rimasto solo l'onore di riempire annualmente la lampada ad
olio che pende dal centro del soffitto del sepolcro... luce di arte
eterna.
Oltre
alla bellezza artistica ed alla natura circostante, Ravenna è anche una
città dove si vive bene. Le statistiche registrano alti livelli di
gradimento nelle condizioni di vita dei suoi cittadini. Numerose le
piste ciclabili e qui con la bicicletta si può arrivare fino al
mare, attraversando la campagna e addentrandosi nelle località più
suggestive. Ravenna offre anche una serie di eventi culturali e
manifestazioni importanti, come il Ravenna Festival
(giugno-luglio), una manifestazione dedicata all'opera lirica, ai
balletti, ai concerti di musica classica, alle mostre; il Ravenna
Jazz, il più antico festival internazionale del jazz in Italia (Rocca
Brancaleone, fine luglio); il Premio Guidarello al
giornalismo d'autore (ottobre); i Corsi di mosaico
(giugno-settembre) e molte iniziative legate a Celebrazioni e letture
dantesche.
Intorno
a Ravenna si trovano infine varie località balneari con spiagge
di sabbia finissima attorniate da pinete: Casalborsetti, Lido
Adriano, Lido di Classe, Lido di Dante, Lido di
Savio, Marina di Ravenna, Marina Romea, Porto
Corsini e Punta Marina Terme. Nelle spiagge l'organizzazione
dei servizi balneari è efficiente e dinamica, si può scegliere fra una
vacanza di sole e relax, o di attività sportive e fitness; si può
passare dal ristorante romantico in riva al mare, alla cucina etnica,
alla cucina tradizionale romagnola, dagli intrattenimenti
danzanti all'allegria di un happy hour. I bambini avranno più che altro
voglia di visitare il parco tematico di Mirabilandia... e a noi
non rimane che un solenne saluto alla città dove Dante riposa e che fu
tanto amata da imperatori, poeti e grandi viaggiatori.
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