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VISITARE RODI  INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

Rodi è la più grande isola del Dodecáneso (Grecia) e, grazie alla posizione geografica, al clima e alle bellezze naturali, è un importante e famoso centro turistico. E’ nota anche come isola di Elio, poiché secondo la mitologia nacque dall’amore di Elio, dio del sole, per la ninfa marina Rode, dalla quale l’isola avrebbe derivato il nome.  Il capoluogo omonimo  dell'isola sorge all'estremità nordorientale dell'isola ed è una città di grande fascino.

La parte vecchia della città, cinta dalle antiche mura del 14th e 15th secolo, si divide ulteriormente nel quartiere dei cavalieri e nel quartiere popolare. Il quartiere dei cavalieri conserva incredibili testimonianze della presenza sull'isola dei cavalieri di San Giovanni durata ben 213 anni, dal 1309 dopo l'espulsione da Gerusalemme al 1522 con la vittoria dei musulmani, quando i cavalieri dovettero fuggire e riparare a Malta. La città medievale di Rodi, una delle meglio conservate di tutta Europa, circondata da mura fortificate e composta da due parti distinte: a nord il Collachium, ovvero la fortezza vera e propria occupata dai cavalieri, a sud il Bourg o Chora, labirinto di vie che costituisce la città vecchia, la zona dove risiedeva la popolazione composta da greci, turchi ed ebrei. Qui si teneva il mercato, qui ancora oggi si ammirano chiese bizantine, moschee, bagni turchi, palazzi dai forti connotati gotici, un mix davvero suggestivo.

Tra i suoi edifici più significativi, in stile gotico provenzale, si segnalano innanzitutto i vari alberghi, residenze dei cavalieri assegnate in base alla provenienza e costruiti uno accanto all'altro in una fila ininterrotta di palazzi. In fondo al viale dei Cavalieri sorge il palazzo del Gran Maestro, l'edificio più imponente della città vecchia. L'antico ospedale dei Cavalieri attualmente è sede del museo archeologico. Il quartiere popolare, detto Chora, conserva invece testimonianze della dominazione turca, tra cui la moschea di Solimano, il bagno turco e la biblioteca turca.

I quartieri moderni che si estendono intorno alla città vecchia ospitano alberghi, ristoranti, caffè, negozi e altre attrezzature proliferate a sostegno del notevole flusso turistico che caratterizza l'isola.

Storicamente secondo i più antichi reperti, i primi insediamenti risalgono all’epoca neolitica. Successivamente giunsero sull’isola minoici e achei. Un momento importante della sua storia è rappresentato dalla fondazione della esapoli da parte dei Dori (lega delle sei città, 700 a.C.), di cui Rodi fece parte. Il suo apogeo economico e culturale continuò fino al III secolo a.C., quando si trovò a dominare le acque dell’Egeo. Nel 1309 si stabilirono, come detto sull’isola i Cavalieri di S. Giovanni e venne costruita l’imponente città medioevale con la fortezza e il palazzo del Gran Maestro.

Il porto di Mandráki è segnalato da due colonne sormontate da cervi in bronzo (simbolo della città), innalzate secondo la leggenda nel punto in cui sorgeva il mitico Colosso di Rodi. Lo fiancheggia, a destra, il molo di S. Nicola con i caratteristici mulini a vento. In fondo al molo domina la sagoma massiccia del forte di S. Nicola (1464-80). La piazza della Libertà, che si affaccia sul porto, ospita la maggior parte degli edifici pubblici: il Mercato Nuovo, il palazzo di Giustizia, la capitaneria di Porto, il palazzo delle Poste. Più a nord si trova piazza Giorgio III, considerata il centro della città moderna. Nella piazza sorgono il Municipio, il Teatro Nazionale, la Prefettura che, progettata dall’architetto italiano Florestano di Fausto, riprende nelle forme il Palazzo Ducale di Venezia, e la bellissima moschea Dzamí Murát Réïs (XVI secolo).
Da porta della Libertà si accede al medievale Collachio, il quartiere un tempo abitato dai Cavalieri. Qui si trovavano il palazzo del Gran Maestro, la cattedrale di Santa Maria e gli ostelli delle rappresentanze nazionali. Percorrendo via dei Cavalieri, la strada in ciottoli risalente al XV secolo ma restaurata tra il 1913 e il 1930, si possono ammirare alcuni dei più bei edifici civili del quartiere, costruiti in stile gotico. Si tratta per la maggior parte degli ostelli delle Lingue, le antiche dimore dei cavalieri. Notevoli l’Ostello della Lingua d’Italia, ricostruito nel 1519, e l’Ostello della Lingua di Francia, rimaneggiato nel 1913 sostituendo ai magazzini del pianterreno ampie aperture a volta.
Il palazzo del Gran Maestro, andato quasi completamente distrutto nel 1856 in una esplosione, fu ricostruito dagli italiani prima dell’ultima guerra per servire come residenza di Mussolini e Vittorio Emanuele III. L’aspetto attuale del palazzo si discosta da quello dell’originaria fortezza (XIV secolo), ma se ne consiglia la visita per i preziosi pavimenti ricoperti da mosaici romani e paleocristiani provenienti dalle altre isole dell’arcipelago, in particolare da Kós. In uno dei saloni è conservata tra l'altro una copia del celebre Laoconte (l'originale si trova ai Musei Vaticani a Roma).
 

Altro imponente edificio della Rodi cavalleresca è il quattrocentesco Ospedale dei Cavalieri. Al primo piano si apre la sala dell’Infermeria, una galleria con soffitto a capriate in legno di cedro. Lungo le pareti dell’Infermeria sono allineate pietre tombali dei Cavalieri, un tempo situate nella chiesa di S. Giovanni. A ciò che rimane di quest’ultima, la cappella sovrastante la facciata dell’Ospedale, si può accedere dall’Infermeria passando sotto un arco decorato. Le altre stanze dell’edificio ospitano il Museo Archeologico, che espone reperti provenienti da tutto il Dodecáneso, tra i quali è da segnalare la cosiddetta Afrodite di Rodi (in alabastro, I secolo a.C.).
La città medievale è circondata da antiche mura, innalzate a partire dal XIV secolo e completamente fortificate con un fossato, terrapieni e bastioni durante il XV e XVI secolo. Lungo le mura si aprono la porta d’Amboise (1512), una delle più imponenti di Rodi, la porta S. Anastasio, varcata nel 1522 da Solimano il Magnifico per prendere possesso della città, e la porta Marina (1478), nei pressi del porto. Da vedere anche il bastione di S. Giorgio (1496-1521), con vista sulla torre dell’Orologio e la moschea di Solimano, e il bastione del Carretto o d’Italia, dove sono ancora visibili palle di cannone incastrate nel muro a testimonianza imperitura degli assedi subiti.
La visita alla città murata non può dirsi completa senza aver percorso le vie Socrates, con la torre dell’Orologio (1851) e la moschea Aga Dzamí (1820), e Aristotelous, dove sorgono le quattrocentesche chiesa di Aghios Pavlos e chiesa di Aghios Panteleimonas.

La visita alla zona antica di Rodi è alquanto deludente, perché i monumenti sono troppo rovinati o troppo restaurati. Avendo qualche ora di tempo, tuttavia, la passeggiata specie se fatta al tramonto può costituire un degno suggello alle intense giornate vissute nella città.
Il teatro e lo stadio sono stati massicciamente ricostruiti dagli italiani prima dell’ultima guerra. Del tempio di Apollo, in stile dorico, purtroppo restano solo alcune colonne. La vista sulla città murata ricompensa della fatica per giungervi, ma è preferibile il panorama che si può ammirare dalla sommità del monte Smith. Quest’ultimo è stato identificato con l’antica acropoli e deve il suo nome all’ammiraglio inglese Smith che pose il suo quartier generale a Rodi nel 1802. Da qui si scopre una vista sulla città e sulle colline boscose della parte nord dell’isola.

La Moschea di Solimano il Magnifico e il Bagno Turco sono una testimonianza della secolare dominazione turca. Il Bagno Turco, restaurato nel 2000, è ospitato in una struttura bizantina del VII secolo e offre una sosta davvero rigenerante. Si trova in Platea Arionos, tra una grande moschea e un teatro che ospita spettacoli di danza folcloristiche.

Del quartiere ebraico restano alcune case con iscrizioni in ebraico, la sinagoga e il cimitero. La piazza su cui si affaccia la sinagoga è stata dedicata ai martiri ebrei della seconda guerra mondiale. Se vi inoltrate nelle vie residenziali, troverete ancora case abbandonate e i segni dei saccheggi e degli incendi. Una toccante testimonianza per il futuro.

Insomma un viaggio in questa splendida isola e in questa splendida città non vi deluderà.

 

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