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Sarzana
Piccola, discreta,
elegante, Sarzana è un luogo ricco di cose interessanti da vedere e
visitare. Qui sono passati alcuni noti personaggi storici, da Castruccio
Castracani a Dante Alighieri, Lorenzo il Magnifico e
Napoleone Bonaparte. La cittadina si trova al centro di un territorio di
confine (geografico, amministrativo, storico e culturale), quello della
Lunigiana, posto a cavallo tra la Liguria e la Toscana,
nella valle del fiume Magra e nel territorio provinciale di
La Spezia: da un lato il breve contrafforte montuoso delle
sceniche Alpi Apuane, dall'altro l'estesa vallata fluviale, che
ancora segue le tracce dell'antica Via romana Aemilia Scauri, un
tempo unico collegamento dell'antica città di Luni (da non perdere
una visita ai suoi resti) con il resto della regione. Non manca il
mare, mai
troppo lontano, con i suoi venti e i suoi richiami.
Il suo vario territorio
va dalla costa del golfo di Marinella,
sino all'aerea
sopranominata Falcinello, nelle colline di Arcola.
Sono stato da queste parti
un paio di anni fa. Bastarono poche ore per rendermi conto del fascino di
questa piccola città. Arrivai in un caldo tardo pomeriggio di fine agosto,
dopo una lunga camminata ai piedi delle Apuane, con lo stesso sentimento che
probabilmente accompagnava l'antico pellegrino dei secoli passati, quando
esausto entrava a Sarzana da una delle sue porte dopo aver percorso i tanti
chilometri della Via Francigena. Il mio quella volta era un altro
tipo di pellegrinaggio, un giro che si concentrava su Sarzana e su alcuni
dei suoi più importanti aspetti, quelli legati agli eventi e manifestazioni
più note. Mi fece compagnia e mi diede solievo, insieme alla stanchezza, la
luce romantica di un tramonto estivo, che dalla Porta Romana (detta
anche Porta Pisana o di San Bartolomeo) mi seguì fino
all'interno del centro storico, attraverso via Mazzini, quella che i
vecchi sarzanesi preferiscono chiamare 'via Grande'. C'è sempre una
'via Grande' in ogni città.
Il paesaggio urbano moderno
di Sarzana si confonde in uno scenario di grande rilievo storico, culturale
ed artistico. Come il suo territorio, che le dona caratteristiche ambientali
assai varie, la città è immersa nel continuo via vai della sua storia, la
cui matrice è rintracciabile nell'antica colonia romana di Luni, fino
all'undicesimo secolo florido porto fluviale, emporio per i preziosi marmi
delle Alpi Apuane, forse meglio conosciuto come marmo di Carrara. Per
via delle difficoltà difensive e ambientali testimoniate già da tempo, nel
1058 l'intera popolazione di Luni si trasferì nel piccolo borgo che andava
sviluppandosi attorno alla Fortezza di Sarzanello, già in possesso
del vescovo di Luni. La scelta della posizione del nuovo centro urbano non
fu del tutto casuale, considerando che si poneva come punto strategico tra
la Via Aurelia e la Via Francigena, l'antica via di
pellegrinaggio che collegava l'Inghilterra, con
Canterbury,
Londra ed i Paesi seguenti, a
Roma.
Alloggiai insieme a mia
moglie e i miei figli appena fuori dal centro cittadino, al
Resort La Ghiaia
(http://www.viamundis.com/resort-la-ghiaia.html)
e
mi trovai bene. Il giorno successivo la luce del mattino rivestiva la città
di altri colori, donando nuova energia agli indaffarati artigiani del
tradizionale mercato della domenica. Uno tra tutti, centro del mio interesse
ed uno dei motivi della mia visita: il Mercatino di antiquariato ed usato
d'epoca di Sarzana, meglio noto con il nome che è tutto un programma di
La Soffitta nella Strada. Legno, ferro battuto, mobili d'epoca e di
modernariato, brocantage, sono a disposizione degli appassionati come in
pochi altri luoghi in Italia. Sarzana è una delle regine dell'antiquariato e
del vintage, non solo nel nostro paese ma anche oltreconfine, uno scrigno di
vecchi ricordi di qualcuno dove ritrovare anche libri antichi, stampe, abiti
d'epoca e, in genere, gli oggetti più ricercati da collezionisti o da
semplici amanti di cose belle. Inizialmente cercai di farmi strada tra
bancarelle, botteghe artigiane e negozi d'antiquariato del centro storico,
attraversando Piazza Matteotti e gli antichi palazzi che la
circondano, alla ricerca di un bar e di un buon caffè. Lo trovai, nascosto
tra un'infinità di vecchie pellicce anni '60, e mi diede la giusta carica
per 'rovistare' tra la miriade di oggetti in esposizione nel centro
storico. Mi ci volle tutta la mattina per decidere cosa portare dietro con
me e cosa no, difficile scegliere. Trovai anche un libro, vecchio e un po'
ingiallito, sulla storia medievale di Sarzana, del suo antico Castrum
e dei personaggi che mano a mano l'hanno abitata nei secoli.
Poco più di 21.000
residenti ed una storia antica quasi quanto il suo territorio, Sarzana
è un luogo ricco di cose interessanti da approfondire, come si conviene
per una città così antica, conosciuta prima dell'anno 1000 con il nome ‘Castrum
Sarzanae'. Storicamente la sua posizione strategica la poneva al centro
delle più importanti vie di comunicazione, considerando che la Via
Francigena (anche nota come Via Romea) non solo la collegava a Roma e
alle città che la precedevano, attraverso per esempio la Via Sarzanese
(nel caso di
Lucca), ma anche a tutto il nord della Valle del Po e città
per esempio come
Parma. In precedenza infatti, prima dell'estensione della Via
Aurelia, gli antichi romani per raggiungere la Liguria da
Pisa e arrivare alle basi marittime di Luni,
Genova e
Marsiglia, dovevano infatti optare per la navigazione fluviale
del percorso del fiume Serchio o del litorale costiero toscano. Fu
questo via vai di comunicazione ad aver prodotto l'eccellente ospitalità
storica dei sarzanesi. Quando Dante Alighieri, allora in esilio da
Firenze, si rifugiò per breve tempo a Sarzana, ebbe il compito di
concludere la pace tra il vescovato di Luni e i conti di Malaspina,
(i cui discendenti vivono ancora nel castello di
Fosdinovo) i cui rapporti
riflettevano i più grandi giochi geo-politici tra Impero e Papato da
una parte e Guelfi e Ghibellini dall'altra. Era il 6 ottobre del
1306, e la piazza Matteotti era allora conosciuta come piazza Calcandola.
Poche ore dopo, spostatosi a breve distanza, Dante avrebbe ottenuto le firme
necessarie alla Pace di Castelnuovo, registrate presso l'ufficio
notarile di Sarzana di ser Giovanni di Parente di Stupio. L'atto
costituisce una delle poche testimonianze che indicano Sarzana, insieme a
Ravenna, luogo dell'esilio dantesco. Così si legge anche in una
targa posta nella facciata del bel Palazzo Comunale di Sarzana, un
edificio sobrio e solenne del XV secolo. Rimasi abbastanza colpito dalla sua
fine eleganza rinascimentale, di impronta fiorentina e genovese,
rintracciabile soprattutto nello scalone e nel loggiato interno. Se avete
occasione di visitare il palazzo, non tralasciate i frammenti marmorei
conservati nel cortile, provengono dall'antica città di Luni. Colpisce anche
il monumento funebre di Benedetto Celso, che fu giurista sarzanese,
governatore della Corsica, podestà di Lucca, ed anche
comandante delle truppe genovesi in Crimea (la colonia genovese di Caffa
non molto distante dalla città di
Odessa, in Ucraina). Poco
tempo prima di Dante, il 24 giugno del 1300 anche Guido Cavalcanti,
un altro grande poeta italiano del Duecento, fece esperienza dell'esilio a
Sarzana. Si pensa che proprio qui il padre del movimento poetico italiano
del Dolce Stil Nuovo abbia
scritto la celebre ballata 'Perch'i no spero di tornar giammai'.
La storia di Sarzana
non è da ricercare solo nei personaggi della scuola letteraria italiana. La
città è infatti legata anche ad alcune delle più importanti figure della
storia militare e politica italiana: Castruccio Castracani, famoso
condottiero di Lucca, che divenne visconte della diocesi lunense e che
governò la città fino alla sua morte; Lorenzo il Magnifico, che nel
1487, distrusse e ricostruì, durante la Guerra di Serrezzana, la
Cittadella di Firmafede (la prima fortificazione del centro urbano).
Qualche secolo dopo fu la volta di Napoleone Bonaparte, le cui
origini sono state rintracciate e documentate a Sarzana e nella Lunigiana
prima del trasferimento della sua famiglia ad
Ajaccio in Corsica. Dal libro acquistato nella bancarella dell'antiquariato
appresi con curiosità anche dell'esistenza della Casa Torre Buonaparte,
situata in via Mazzini (praticamente mi ci vollero pochi minuti per
individuarla dalla stampa del libro),
poco prima della Pieve di
Sant'Andrea. La si riconosce dai due portali in legno a forma di arco e
dalla targhetta rossa posta nel mezzo. Dal 2011 (terza settimana di
settembre) la città dedica all'imperatore francese il Sarzana
Napoleon Festival, una tre giorni di celebrazioni, rievocazioni storiche
in costume e rassegne di carattere gastronomico, da non perdere. Dalla
lettura più approfondita del libro che mi capitò di acquistare (oltretutto
per una manciata di euro) mi resi conto di quanto siano numerosi i palazzi e
gli edifici storici di Sarzana: Pieve di Sant'Andrea,
Cattedrale dell'Assunta, chiesa e chiostro di San Francesco,
Palazzo e Villa Podestà Ricciardi, Palazzo Lucri, Palazzo
Remedi, Palazzo Sartori, Teatro Impavidi, Villa
Ollandini... sono veramente tantissimi se si pensa alle piccole
proporzioni di questa cittadina e ognuno di loro racconta un pezzetto di
storia della località e del suo territorio.
Settembre è uno dei mesi
più attivi per la vita culturale di Sarzana. La prima settimana del
mese è concentrata in un altro grande evento culturale, uno dei più
importanti d'Italia: il Festival della Mente. Arrivato alla sua VIII
edizione, dal 2004 l'evento è cresciuto fino a diventare uno dei festival
principali in Italia dedicati alla creatività in tutti i suoi settori
d'espressione (viene anche indicato come il primo nel suo genere). Ogni anno
Sarzana si arricchisce dei più importanti nomi del mondo letterario,
scientifico ed artistico italiano ed internazionale. Non potevo mancare...
L'estate volge al termine e
la dolce luce autunnale rischiara le sere di questa bella località. Dietro
il panorama delle fiere Alpi Apuane, la luna sorge alta nel cielo. La guardo
sornione, mentre mi dirigo verso Lerici e San Terenzio. E mi
vengono in mente le parole di Eugenio Montale :
“Là non è chi si
guardi o stia di sé in ascolto. Quivi sei alle origini e decidere è stolto:
ripartirai più tardi per assumere un volto”
... raggiungere Porto
Venere è facile: a sola mezzora di macchina, l'ultimo scorcio d'estate mi
attende inconsolabile.
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