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I Sassi vengono divisi in Caveoso, verso sud, e Barisano verso ovest. Sono state contate circa 3000 abitazioni, molte delle quali oggi sono ancora abitate. Di fatto si tratta di proprietà demaniali (il 70%) che a volte vengono occupate da giovani in cerca di prima abitazione. La realtà sociale ancora difficile impedisce di lasciare i sassi che possiedono servizi e allacciamenti piuttosto fortunosi. In molti casi le piccole abitazioni vengono trasformate e parzialmente rielaborate. ?in atto un lungo lavoro di restauro di tutto il complesso.
Un giro attraverso i vicoli porta anzitutto alle numerose e bellissime chiese, molte delle quali ipogee. Domina l'abitato la cattedrale, un pregevole esempio di romanico pugliese, con un rosone sulla facciata in pietra locale. La costruzione, che si sviluppa sui resti di antiche cripte distrutte, venne ultimata nel 1270 per volere dell'arcivescovo Andrea e ospita frammenti di templi provenienti da Metaponto. All'interno, diviso in tre navate da colonne con capitelli diversi, è possibile ammirare affreschi bizantini, un coro ligneo del XVI secolo e un presepe in pietra di Altobello Persio del XVI secolo.
Proseguendo è possibile vedere la chiesa di San Pietro Caveoso del XII secolo, costruita a strapiombo nel sasso omonimo, mentre nel sasso opposto si trovano San Pietro Barisano che risale originariamente al XI secolo ed è in gran parte scavata nella montagna, e Sant'Agostino della fine del XVI secolo, edificata su una cripta rupestre del XII secolo.
Di grande interesse le numerose chiese rupestri che si incontrano lungo il cammino, alcune della quali oggi ospitano suggestive esposizioni di arte contemporanea (soprattutto durante la stagione estiva). Sono state censite quasi 130 chiese, molte della quali presentano affreschi, altari e sculture, sono in parte scavate, in parte completate da strutture murarie o ipogee. La maggior parte di esse ? testimonianza della civiltà monastica greco-bizantina fra l'VIII e il XIII secolo. Il fronte opposto a quello abitato offre una uguale ricchezza di testimonianze e la possibilità di scoprirle attraverso una piacevole passeggiata. Si ricordano San Nicola dell'Ofra, la Madonna delle Croci, le cripte di San Eustachio, la Madonna di Monteverde, la Madonna degli Angeli, la Madonna del Giglio, Santa Barbara e i bellissimi affreschi di San Nicola dei Greci.
 

Altre chiese punteggiano il tessuto cittadino: San Giovanni Battista, del XIII secolo, cosìcome San Domenico, o San Francesco d'Assisi i gran parte modificata nel corso del XVIII secolo, periodo a cui risale anche la chiesa del Purgatorio Nuovo. La piccola chiesa della Mater Domini appartenne all'ordine dei Cavalieri di Malta e risale al XVII secolo. Il complesso di Santa Chiara, invece, risale al XVI secolo, ma fu ampiamente ristrutturato due secoli più tardi.
All'infelice vicenda del conte Tramontano si lega anche quella del castello che egli decise di far erigere durante il suo dominio. Il conte perse gran parte delle sue sostanze al gioco, fatto che fu la causa delle sue disgrazie e della sua fine: il popolo esasperato dalla pesantezza della tassazione lo uccise, e il castello rimase incompiuto.
Fra gli altri edifici storici di Matera si ricordano il Palazzo della Prefettura, ex convento dei padri predicatori e originario del XIII secolo, ma ampiamente rifatto, e il baroccheggiante Palazzo dell'Annunziata del XVII-XVIII secolo, antico convento, poi sede del Tribunale e dal 1981 sede della Biblioteca Provinciale "T. Stigliani". Il Palazzo del Sedile, costruito nel 1540 e ristrutturato nel 1759, presenta una facciata fiancheggiata da due torri campanarie e ornata da sei statue; oggi è sede del Conservatorio di Musica "E.R. Duni", con annesso Auditorium. Merita anche Palazzo Lanfranchi che presenta una facciata simmetrica nell'intento di unificarlo all'attigua chiesa del Carmine; venne costruito per ospitare il seminario Diocesano.

 

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