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Cosa è la scuola familiare - Cosa significa homeschooling
Homeschooling in Italy
La scuola familiare è la gestione autonoma da parte dei genitori
dell’istruzione dei propri figli, in armonia con i propri specifici
valori etico/culturali e con la sensibilità dei bambini. Si tratta di
una possibilità pienamente prevista dalla legge e dalla costituzione,
che purtroppo gode di poca considerazione.
L’istruzione dei propri
figli è una responsabilità che si può prendere nelle proprie mani senza
dover sottostare alla scelta netta fra scuola e isolamento, che troppo
spesso viene presentata come obbligatoria. In realtà ci sono molte
fonti di conoscenza e competenze, sia nell’ambiente familiare che
nell’ambiente circostante la famiglia: queste risorse possono essere
riconosciute, stimolate, integrate ed utilizzate a pieno per
l'istruzione dei bambini.
Comprensibilmente un
genitore può essere colto da un certo timore se, di fronte ad un compito
così importante, si trova obbligato alla scelta secca fra la delega
in bianco alla macchina scolastica e l’isolamento totale. Il
confronto fra le famiglie interessate alla scuola familiare è molto
importante per rendere meno minacciosa questa scelta, così come è molto
importante un rapporto di mutua solidarietà fra le famiglie che
scelgono di fare scuola familiare.
La prima domanda che si
presenta è:
Sarò
capace di farlo con mio figlio/a?
Probabilmente si, e probabilmente con risultati che nulla avranno da
invidiare a quelli della macchina scolastica; ma in più verranno
soddisfatte le esigenze che hanno fatto sorgere l’idea di gestire
direttamente l'istruzione dei propri figli (allontanamento più graduale
del bimbo dalla famiglia, rispetto delle specifiche sensibilità ed
inclinazioni della famiglia e del bambino e tante altre... ) .
La
delega in bianco alla macchina scolastica è davvero una soluzione così
sicura?
Più che altro è rassicurante, nel senso che alleggerisce le
coscienze dei genitori, temporaneamente. Non è raro che il solo prendere
in considerazione la possibilità della scuola familiare sia accolto come
una strana e pericolosa incognita, mentre quando si tratta di eclatanti
fallimenti della macchina scolastica l’attenzione è davvero poca,
praticamente nessuno si assume le responsabilità dei fatti, le doverose
contromisure rimangono fumose ed inconsistenti. Tra le timide occasioni
di verifica dei risultati dell’apparato scolastico vale la pena citarne
una molto recente: i
test OCSE-Pisa del 2010, che hanno messo in rilievo come "un
quindicenne su cinque, in Italia, sia semianalfabeta. Cioè privo <<delle
capacità fondamentali di lettura e di scrittura>>. Questa volta, a
certificarlo è la Commissione europea". Si tratta di un quadro
impressionante per ragazzi che hanno sulle spalle 9 anni di scuola,
eppure anche questa notizia è rimasta relegata fra gli addetti ai lavori
e in qualche sporadico articoletto tra le ultime pagine dei giornali
(anche perché non si tratta di risultati che possano essere
strumentalizzati per la mera richiesta di maggiori fondi per la scuola).
Veramente
la scuola risolve tutti problemi che possono intimorire chi consideri
una gestione autonoma dell’istruzione dei propri figli?
Non sono pochi quelli che non lo pensano o, addirittura, quelli che sono
convinti del contrario. Citamo come esempio la lettera di dimissioni
scritta al Wall Street Journal da John Taylor Gatto, il quale, dopo 26
anni di insegnamento nella scuola pubblica di New York, nel 1991 disse
basta e lasciò l’insegnamento. Una testimonianza che mette in luce il
carattere cronico e globale del problema.
"L'istituzione scuola uccide la famiglia,
monopolizzando il tempo migliore dei figli, la giovinezza.
Un'esagerazione? Non proprio, i genitori non partecipano in nessun modo
alla scuola come da noi intesa. Gli ordini, che io eseguo come
insegnante, sono quelli di abituare, adattare i bambini a una sorta di
allenamento animale, allenandoli ad aspettare che gli sia detto cosa
devono fare, abituandoli a smettere di fare quello che fanno non appena
suona una campanella, persuadendoli che c'è una giustizia nel sistema di
giudizio convenzionale. Io non voglio convincere i bambini a credere che
gli insegnanti abbiamo dei segreti da svelare a coloro che si
comporteranno come discepoli".
"Sono arrivato a comprendere, lentamente,
cosa realmente insegno: confusione, giustizia arbitraria, volgarità,
rudezza, mancanza di rispetto per la riservatezza, indifferenza alla
qualità e dipendenza. Io insegno come adattarsi a un un mondo nel quale
io stesso non vorrei vivere. Io non posso più farlo".
Successivamente Gatto
pubblicò diversi libri molto popolari, criticando il sistema educativo
pubblico e portò all'attenzione della società i successi della scuola
familiare e dell'educazione alternativa.
Ma cosa significa
esattamente scuola familiare? Come si fa? A chi chiedere aiuto? Sarò
capace di farlo con mio figlio/a?
Domande e risposte che possono
chiarire le idee e rilanciare un confronto fra gli interessati.
Cosa
significa scuola familiare?
E’ utile ripeterlo: la
scuola familiare è la gestione autonoma da parte dei genitori
dell’istruzione dei propri figli, in armonia sia con i propri specifici
valori etici e culturali sia con le specifiche sensibilità e
inclinazioni dei bambini. Ci sono tre tendenze di scuola familiare:
quella in cui gli educatori sono i genitori, quella in cui gli educatori
sono scelti dalla famiglia e un mix tra le due tipologie citate, una
scuola in cui le famiglie e i bambini concordano con gli educatori
scelti un progetto educativo, fatto su misura per loro e i genitori
svolgono alcune attività. Si scelgono gli educatori (educatori
professionali o meno, ma anche il nonno contadino per passione, lo zio
appassionato di musica, il falegname dalle mani d'oro, la zia racconta
storie, la mamma ballerina, la cugina che sa lavorare la creta...), i
luoghi (la casa, il locale concesso dal comune o da un altro ente, il
locale preso in affitto da più famiglie insieme, l'orto, la biblioteca,
la palestra, la piscina), si scelgono gli obiettivi e ci si focalizza su
come i bambini sono in grado di apprendere con naturalezza, senza
imposizioni, per autentica passione. Si sceglie cosa e come imparare,
rispettando le individualità, orientandosi ai desideri e alle
inclinazioni dei figli, coinvolgendo nell'educazione chiunque abbia la
voglia e la capacità di trasmettere conoscenza e abilità, sfruttando
tutte le fonti di conoscenza e competenza che a ben vedere ci sono
nell’ambiente circostante alla famiglia.
E'
legale?
Sì, la possibilità di fare homeschooling è
sancita dalla nostra Costituzione, articoli 30,33,34. In genere
viene richiesto dal distretto scolastico di preparare un piano di
studi e presentarlo. Gli educatori non devono essere degli
insegnanti certificati. I gruppi locali di studio di solito sono la
migliore fonte di informazioni. In genere non è saggio iniziare
chiedendo al vostro distretto scolastico locale cosa dice la legge;
spesso non lo sanno, e potrebbero darvi informazioni sbagliate.
Come
funziona lo studio in una scuola familiare?
Come la maggior parte delle famiglie vi
diranno, non c'è una giornata-tipo. I bambini che studiano in questo
tipo di scuola (o a casa loro) imparano attraverso la lettura, la
conversazione, il gioco, le lezioni all'aperto, il lavoro volontario e
l'apprendistato. Tipicamente i bambini avranno un po' di tempo per loro
a casa (per leggere, giocare, disegnare, scrivere, fare un esperimento
scientifico, cantare, etc.) e un po' di tempo con i genitori (per
chiedere aiuto, parlare, fare qualche progetto insieme), nonché un po'
di tempo con altre persone fuori casa (amici, lezioni di musica,
sport…).
Pensate alle risorse disponibili nella vostra
comunità: biblioteche, musei, siti storici, palazzi di giustizia, negozi
di prodotti tipici, parchi naturali. Pensate a persone adulte di vostra
conoscenza che possono mostrare come si fa qualcosa, rispondere a delle
domande, lasciare che i vostri figli li osservino o li aiutino mentre
lavorano. Pensate ad attività della vita reale: scrivere lettere,
gestire denaro, misurare, osservare le stelle, parlare con gli anziani.
Questi sono alcuni dei metodi con cui chi studia a casa impara la
lingua, la matematica, la scienza e la storia. Parlare con altre persone
che praticano quest'attività vi darà altre idee. Alcune famiglie
vogliono avere un'idea di cosa ci si aspetta dai bambini che vanno a
scuola man mano che crescono. Procuratevi una copia del programma della
vostra scuola, usatelo come una mappa ma non seguitelo rigidamente – uno
dei vantaggi migliori dello studio in autonomia è che non dovete operare
come fa la scuola o fare in modo che il vostro bambino segua gli stessi
orari. Internet è pieno di risorse e programmi didattici di ogni genere
messi a disposizione nel mondo.
Devo
spendere molti soldi per il materiale dello studio a casa?
Niente di più di quello che dovreste spendere
comunque per gli interessi e le attività del vostro bambino. Chi studia
a casa spesso usa la biblioteca e altre risorse comunitarie gratis o a
basso costo. Condividendo o scambiando materiali e conoscenze l'un
l'altro o con altre persone nella comunità o nei circuiti di mutua
solidarietà fra famiglie che praticano la scuola familiare. I più
grandicelli trovano che il volontariato sia un ottimo mezzo per imparare
dagli adulti fuori dalla famiglia, e spesso è meno costoso di
frequentare una lezione o comprare del materiale.
Avrò tempo per farlo? Come farò a educare se mio figlio/a a casa non mi
ascolta mai? Saranno i genitori a insegnare?
I genitori facilitano l'apprendimento e
aiutano i propri bambini a cercare informazioni ed entrare in contatto
con altre persone. Fare scuola familiare significa poter scegliere gli
educatori dei propri figli. Homeschooling non significa accollarsi
l'educazione scolastica dei figli, significa partecipare, scegliere
insieme, decidere per il meglio. Per questo motivo in molte città stanno
cercando di fare homeschooling di gruppo, con diverse famiglie a gestire
insieme il progetto educativo, ricorrendo anche a educatori esterni
scelti dalle famiglie. Si stima che su 6 ore trascorse a scuola, il
bambino in media ne trascorra solo 3 di studio, di cui solo 20 minuti di
ogni ora possono essere considerati dedicati ad un apprendimento
vagamente 'vero'. Per non parlare del fatto che l'attenzione individuale
nel piccolo gruppo di una scuola familiare rende il processo di
apprendimento, le verifiche di quanto appreso e l'eventuale adattamento
del programma ai bisogni e sviluppo del bambino molto più efficaci e
veloci.
I
bambini educati in questo modo non rimangono affatto "indietro",
limitati o svantaggiati in alcun modo rispetto ai bambini educati nella
scuola istituzionalizzata?
NO, affatto. Eccovi alcune statistiche dagli
USA e la Gran Bretagna dove il fenomeno è già molto diffuso da anni:
USA: Homeschoolers
consistently outperform their schooled peers on standardized tests. The
most recent report (from the U.S. Department of Education) stated that
homeschoolers are, on average, one year ahead of their schooled peers on
the elementary school level. By the time homeschooled students are in
the eighth grade, they are four years ahead of their schooled peers.
GB: A comparative study
carried out by the University of Durham found that children taught at
home significantly outperform their contemporaries who go to school. The
average national score for school-educated pupils in a general
mathematics and literacy test was 45 per cent, while that of the
home-educated children was 81 per cent. Society assumes that school is
best, but the assumption has no concrete foundation.
http://www.guardian.co.uk/uk/2000/aug/13/education.educationnews1
E
se il mio Stato richiede un esame finale, o se i miei figli devono
superare un esame standard di ammissione all'università in futuro?
Saranno pronti per questo?
Per prima cosa assicuratevi che l'esame sia
una cosa obbligatoria dove vivete. Alcune volte gli esami annuali sono
opzionali, mentre obbligatorio è l'esame di passaggio (es. dalla V alla
I media). Se dovete sottoporre i vostri figli ad un esame potete
prepararli lavorando su dei fac-simile (proprio come fanno i bambini che
vanno a scuola) e parlandogli delle strategie per affrontare un esame.
E
la vita sociale dei bambini che studiano a casa?
Si concordano i programmi, rispettando le
inclinazioni naturali e approfondendo gli argomenti che interessano i
figli. Questo tipo di educazione innanzi tutto aiuta i genitori a
costruire un rapporto diverso con i propri figli. Quando penso ai
bambini penso ad un cortile, dove i bambini giocano e scherzano insieme,
non penso a una classe di bambini che temono i voti, fanno ginnastica
una volta a settimana, non ballano, cantano e suonano...
Ci sono molti modi in cui questi bambini
possono incontrare altri coetanei. Gli studi hanno dimostrato che chi
studia a casa ha un concetto di sé più positivo dei coetanei che vanno a
scuola. Sono più portati ad avere amici di diverse età ed essere liberi
dai comportamenti esclusivi e cliché che sono così comuni nelle scuole.
Ecco alcuni dei modi in cui i bambini che studiano a casa incontrano e
socializzano con altri bambini: nel vicinato, in chiesa, negli scout,
nello sport, in teatro, nelle lezioni di musica, danza, ginnastica o
arte, tramite la partecipazione ad alcune attività scolastiche,
attraverso i gruppi di sostegno allo studio privato e i club.
Lo
studio a casa funziona per gli adolescenti? È possibile andare
all'università dopo?
Sì, e sì. Sempre più adolescenti lasciano la
scuola per studiare a casa. Anche il numero di adolescenti che hanno
studiato a casa per tutta la loro vita sta aumentando. Questi ragazzi
stanno studiando le materie in maniera approfondita, ed imparano
dall'apprendistato, dal lavoro e dai viaggi. Amano l'indipendenza
garantita dallo studio a casa e il tempo per scoprire ciò che davvero
gli piace fare. Gli studenti privati ora frequentano molte università e
altri stanno lavorando o facendo apprendistato anziché andare
all'università.
BIBLIOGRAFIA
Taylor Gatto, Holt, Kohn, McNeill, Illich,
Francesco Codello, Irene Stella
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