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▪ Palio
di
Siena
"Siena, città misteriosa perchè fatta a
chiocciola, col le vie attorcigliate l'una sull'altra, ci attende sotto le
torri e una luna enorme." Guido Piovene Viaggio in Italia 1957
Siena è una delle
città italiane più visitate e più conosciute nel mondo, sito Patrimonio
dell'Umanità Unesco, situata al centro
della Toscana, inizialmente centro etrusco, di passaggio tra
Volterra e
Arezzo, divenne poi romana, scendendo al rango di città minore; ebbe maggior
fortuna sotto il dominio longobardo come unica città di transito sulla Via Francigena tra
Siena e
Viterbo. In
questo periodo
crebbero le sue dimensioni e si potenziò economicamente attraverso le
attività commerciali dei propri prodotti. In questo modo, nel 1200, presero
vita le attività bancarie, per mezzo delle famiglie più importanti della
città e dai banchieri della Curia Apostolica. I luoghi più importanti per le
transazioni erano lungo il tratto urbano della Francigena e nella Piazza del
Campo, unica grande piazza della città, che a tutt'oggi esercita un fascino
particolare.
Dopo la resa a Firenze, nel 1559, Siena fu annessa al Granducato di Toscana,
ma i Medici, dopo avervi fatto edificare una fortezza, la abbandonarono per
i due secoli successivi, portando Siena ad una forte crisi sia economica che
demografica.
Dall'arrivo della ferrovia in città nel 1850, Siena riprese vita, dando forza
all'antica Università dove andarono ad iscriversi da ogni parte d'Europa, aprendo
una importante industria farmaceutica e ripristinando l'attività bancaria.
Siena fu fondata dai Romani sul luogo di un
precedente insediamento etrusco,
e costituirono, sotto Ottaviano Augusto, una colonia militare
chiamata Saena Julia.
Il Comune medioevale trasse l'insegna (la lupa che allatta i gemelli) da
questa antica origine che, insieme alla "balzana" (scudo bianco e nero),
fu l'emblema araldico della città. La Siena romana ebbe uno sviluppo piuttosto
limitato, soprattutto per la lontananza della città dalle principali vie
consolari (Aurelia e Cassia) che originariamente passavano lungo il litorale
e lungo la Val di Chiana. Per le stesse ragioni il cristianesimo si diffuse
in territorio senese solamente verso l'inizio del IV sec.
Dopo le prime
invasioni barbariche in Italia e dopo la guerra greco-gotica (Impero
Bizantino contro i goti), Siena subì
una svolta importante con la conquista longobarda. I Longobardi si
insediarono in buon numero in città e ne promossero una vivace espansione
territoriale a danno della vicina Arezzo. La rete viaria subì uno
spostamento e l'Aurelia e la Cassia che attraversavano regioni esposte alle
incursioni bizantine decaddero, avvantaggiando la Via Francigena che
collegava i domini settentrionali longobardi con
Roma, passando per Siena.
Nel 774, il regno longobardo si arrese a
Carlo Magno e Siena fu invasa da
funzionari franchi che si unirono alle famiglie longobarde, originando la
più antica nobiltà senese, fondatrice di abbazie e castelli in tutto il
territorio senese. I legami tra le abbazie e le grandi casate signorili
fondatrici ridussero ai minimi termini le prospettive di Siena, dove
avevano sede i due organi tradizionali della vita civile e religiosa: il
conte e il vescovo. Il potere f eudale andò scemando e alla morte della
contessa Matilde di Canossa (1115), la Marca di Tuscia, che sotto la casa di Canossa
comprendeva buona parte dell'odierna Toscana, si frazionò in una serie di
embrionali strutture comunali. Il Comune di Siena, pericolosamente
confinante con il proprio territorio alla
Firenze guelfa (cioè a favore
dell'imperatore), sua nemica, si
dichiarò ghibellino (cioè a favore delle prerogative del papato). A cavallo tra il XII e il XIII secolo, Siena ebbe una
notevole espansione urbanistica e alla antica civitas altomedievale venne
allargandosi con i due borghi formatisi a nord e ad est lungo la Via Francigena, dando luogo ai tre "terzi" di Città,
Camollia e San Martino.
Anche le fortune economiche della città progredirono grazie alle attività
creditizie e di cambio che, esercitate sulle principali piazze europee
(Champagne, Fiandre e Inghilterra), ebbero nella compagnia dei Buonsignori
la maggiore entità bancaria europea del XIII secolo. Sempre nel 1200 venne
affermandosi il grande Ospedale di Santa Maria della Scala, fondato dai
canonici della cattedrale ancor prima del Mille. Si consolidarono pure
l'ufficio della Biccherna (magistratura finanziaria) ed il Consiglio
Generale della Campana.
Agli inizi del 1200 il regime podestarile successe a quello consolare e
Siena divenne in Toscana la principale sostenitrice del successore di
Federico II, Manfredi, re di Sicilia. La guerra contro Firenze culminò con
la celebre Battaglia di Monteaperti dove Siena trionfò su Firenze con una
strage di guelfi (4 settembre 1260). Come nei Comuni dell'Italia
centro-settentrionale, anche a Siena il regime podestarile entrò in crisi
per il fiorire, accanto ai ceti patrizi, di quello della borghesia che
esigeva una sua rappresentanza nel governo comunale. A partire dal 1287, si
stabilì a Siena il regime dei Nove che ebbe lunga durata e fu relativamente
tranquillo. I suoi rappresentanti, prevalentemente appartenenti alla ricca
borghesia cittadina, si alternavano in carica ogni due mesi. Si assistette, in
questo periodo, all'emergere delle grandi famiglie dei Salimbeni, Tolomei,
Sansedoni, Buonsignori, Piccolomini e Gallerani, nonché a tutta una
fioritura di grandi nomi in campo artistico (Duccio di Buoninsegna,
Simone
Martini, Ambrogio e Pietro Lorenzetti, Nicola e Giovanni Pisano,
Tino da Camaino e molti altri). E' di quest'epoca l'inizio della costruzione del
Palazzo Pubblico, il progetto per l'ingrandimento del Duomo e la costruzione
dell'ultima cerchia di mura (ancora esistenti).
Nel 1348 Siena, come gran
parte dell'Europa, fu colpita dalla terribile pestilenza o "morte nera" che
causò una ripresa dell'instabilità politica. Quando nel 1355, il regime dei
Nove fu rovesciato, il governo della città passò ai cosiddetti "Monti" o
raggruppamenti di famiglie magnatizie e borghesi. Fu attiva in questo
periodo Caterina Benincasa, tipica rappresentante della vita religiosa
medievale senese. Per meglio opporsi a Firenze, Siena si pose nell'ultimo
decennio del 1300 sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti di
Milano, ma
alla sua morte (1404) riprese la sua turbolenta vita comunale. Risalgono al XV secolo altri grandi pittori senesi, nella scultura emerge il
rinascimentale Jacopo della Quercia e il Papa umanista Pio II (Enea Silvio
Piccolomini) che promuove l'attività in territorio senese di artisti fiorentini
come Bernardo Rossellino. Alla fine del 1400 Siena dovette accettare
l'alleanza con
Carlo V
di Spagna, che dette inizio alla costruzione di una fortezza per ospitare il
presidio spagnolo, scatenando una violenta reazione popolare che portò alla
rottura dell'alleanza (1552) con Carlo V, che quindi accettò l'appoggio
della Firenze di Cosimo I dè Medici. Siena si alleò con i
Francesi ma alla fine, assediata dall'esercito fiorentino e spagnolo,
dovette capitolare e nell'aprile 1555 cedette le armi. La città divenne
possesso del re di Spagna Filippo II, che lo infeudò a Cosimo I dè Medici.
La Siena medicea mantenne vivo il ricordo della passata libertà e lo spirito
fazioso dei suoi abitanti, non potendo più influire sull'andamento politico,
si alimentò della passione per le "contrade". La tradizione bancaria della
città, da privata si fece pubblica e fu promossa l'evoluzione dell'antico
Monte di Pietà, fondato nel 1472, che prese il nome di Monte dei Paschi nel
1624. Con l'avvento degli Asburgo-Lorena (1779), scomparvero le ultime
vestigia della Repubblica e la città entrò a far parte integrante del
Granducato di Toscana. La sua marcata individualità spirituale è tuttavia
sottolineata oggi dall'attaccamento alle vecchie contrade e dal Palio, la
manifestazione più evidente del carattere vivace dei suoi abitanti.
La Siena di oggi è ammirata da tutta l'Italia per
essere una delle città con la più alta qualità della vita del paese, un
centro di cultura e di ricerca, conosciuta in tutto il mondo. I moltissimi
turisti che la visitano sono possono godere di uno scenario unico,
fatto di una moltitudine di monumenti, di tantissime testimonianze ancorate
nella storia. Oltre tutto, sia i senesi, sia i loro ospiti possono
beneficiare di un'ottima gastronomia locale, che offre per esempio i
leggendari "pici", una sorta di grossi spaghetti fatti a mano conditi con
sughi di coniglio o di cinghiale oltre a piatti tipici di carne, formaggi e
verdure provenienti dalla campagna circostante. Il senese è inoltre una zona
rinomata per la viticultura che produce vini di prestigio internazionale.
Infine i dolci: i ricciarelli, il panforte e il panpepato, fatti con antiche
ricette, profumati di spezie che riportano indietro nel tempo, alla cucina
rinascimentale. Insomma, buona Siena!
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