Probabilmente
fondata dagli Etruschi, la tribù dei Cenomani, cadde poi sotto il dominio
dei romani nel 218 a.c. che ne fecero un caposaldo militare nella Valle
Padana contro le invasioni barbariche.
In questo periodo la
città trovò una sua importante collocazione logistica in tutto il territorio
del nord d’Italia essendo il punto centrale tra le strade principali che
collegavano Genova con Aquileia, nella famosa Via Postumia.
Fu poi sotto la
dominazione Longobarda nel 603 iniziata dal condottiero Agilulfo per poi
essere divisa tra i due ducati di Brescia e Bergamo.
Il controllo della
città fu poi sotto il vescovato che divenne parte del Sacro Romano Impero
quando Carlo Magno conquistò il territorio Italiano.
Nemica di Milano e
di Crema, seguì il partito imperiale di Federico Barbarossa e nel 1249
divenne centro di una vasta signoria in Lombardia e Piemonte.
In seguito alla
sconfitta ghibellina di Benevento (1266) la città subì con i Cavalcabò gli
orrori della vendetta guelfa, mentre il suo atteggiamento antighibellino
durante la discesa di Arrigo VII le costò la perdita del titolo di città nel
1311.
Da allora la
signorie della città fu affidata in successione ai Cavalcabò, ai Visconti e
nel 1441 agli Sforza con i quali la città conobbe alti momenti di splendour
culturale e religioso, incominciando a divenire anche importante centro
musicale.
Occupata nel 1525
dagli Spagnoli sino al 1702 venne poi dominata dagli Austriaci.
Nel XVII secolo la
città fu rinomata in tutta Europa per i suoi artigiani Liutai. Da allora
Cremona viene conosciuta come la città che ha generato i più grandi liutai
di tutti i tempi.
Presa dai Francesi
nel maggio 1796, fece parte del Regno Italico sino al 1814, come capoluogo
del dipartimento dell'Alto Po.
Tornata all'Austria,
nel 1848 si ribellò e venne poi a far parte della storia italiana con
l’Unificazione.