Il
borgo medievale di Santillana del Mar (pronunciato Santi-yana), nella
provincia settentrionale spagnola di Cantabria, è immerso in una verde
piana collinare e rimane favolosamente conservato sin dal XII secolo. Una
sonnolenta, piccola, collezione di antiche strade lastricate e dimore signorili
in pietra non aspettano altro che la vostra visita. Prima della partenza, però,
che ne dite di un po' di storia? Anche perché questo è uno di quei luoghi
dove “il tempo si ferma e ogni pietra racconta una storia” e come diceva
Jean Paul Sartre “il più bel paese della penisola Iberica”... e di
storie Santillana ne ha davvero tante da raccontare.
La località
venne dichiarata monumento nazionale nel 1899, forte di un territorio antico
migliaia e migliaia di anni (come testimoniano le tracce lasciate dalle
popolazioni preistoriche nelle Grotte di Altamira). Grazie ad alcuni
ritrovamenti archeologici della zona e dalle evidenze di alcuni documenti del X
secolo, si sa per certo che il territorio di Santillana era abitato durante il
periodo romano (si veda la zona del Castello di Monte Vispieres). Secondo
la tradizione popolare, circa 1200 anni fa alcuni monaci arrivarono nella
regione di Santillana e costruirono una piccola cappella in pietra per
conservare le preziose reliquie di Santa Illana, arrivate dall'Asia
Minore. Da questo stessa prima costruzione nacque un monastero e il primo
nucleo urbano di Santillana. Il monastero sarebbe diventato più tardi la
Colegiata de Santa Juliana, ad oggi l'edificio più antico di Santillana. Si
ritiene che il toponimo attuale derivi proprio dal nome della santa.
Lo sviluppo del
monastero parrebbe essere associato ad Alfonso I ed ai suoi successori.
Nell'anno 980 la struttura venne ampliata grazie alle donazioni dei pellegrini
diretti a Santiago de Compostela. Nel secolo successivo
Ferdinando I concesse un primo statuto civico, di modo che l'abbazia potesse
divenire una collegiata. Da li a breve, con l'appoggio della nobiltà, l'abbazia
riuscì a diventare la più importante della Cantabria medievale. Nel 1209
Alfonso VIII concesse un nuovo statuto, a seguito del quale la località
divenne la capitale delle Asturie de Santillana, governata dall'abate del
monastero. Nel Duecento il monastero proclamò ancora una volta la sua
indipendenza al rifiuto di affiancarsi alla diocesi di Burgos.
Contemporaneamente andava a formarsi anche un'importante Santillana 'civica',
organizzata attorno alla Plaza Mayor e alla Plaza del Mercato (si
spiegano così edifici quali la Torre Merino).
Dal XV secolo
in poi il territorio di Santillana divenne un marchesato, affidato alla
famiglia dei Mendoza, il suo nome era Marquesado de Santillana. La
perdita successiva dello status reale ha portato alla lenta decadenza della
cittadina, confermata agli inizi del XVI secolo da alcuni scontri tra potere
civico e religioso (nel tentativo di quest'ultimo di riconquistare il
proprio ruolo nella regione) e soprattutto dalla esclusione ai lavori del
Pleito de los Valles, con il quale si organizzava il territorio delle nove
valli delle Asturias di Santillana al ducato dell'Infantado, una della
più importanti famiglie nobiliare nella storia della Spagna. Nei secoli
successivi Santillana passò alla storia come un territorio di nobili
latifondisti dediti alla coltivazione di un territorio estremamente fertile.
La svolta
avvenne nel 1879, con la scoperta dei dipinti preistorici nelle
Grotte di Altamura. Dopo un iniziale scetticismo, l'avvenimento suscitò grande
attenzione da parte di studiosi ed intellettuali. Agli inizi del Novecento
vennero creati un certo numero di associazioni culturali, tra cui l'importante
Scuola di Altamira, fondata nel 1948. Sin dal 1899, da quando cioè venne
dichiarata sito d'interesse storico e artistico nazionale, il ruolo di
Santillana cambiò a divenire uno dei più importanti centri culturali e turistici
della Spagna.