La storia di Saragozza si identifica con quella della
sua regione, l'Aragona, per gran parte del tempo rimasta indipendente dal
resto della penisola Iberica. L'eredità che gli aragonesi hanno lasciato ai
posteri non solo ha influenzato lo sviluppo delle sue genti ma è andata oltre,
come è noto, attraversando i confini della Spagna e arrivando fino all'Italia,
alle Americhe e ad altri Paesi
europei.
Il
primo insediamento urbano di cui si ha testimonianza nella zona fu quello di una
tribù celtico-iberica,
che si stanziò lungo le rive del
fiume Ebro intorno al V secolo a.
C. L'odierna città era a quei tempi chiamata
Salduba
(o anche Salluvia).
Quattro secoli dopo, con l'avvento dei
Romani,
la località divenne una colonia militare d'importanza strategica, cambiò il nome
in Caesaraugustus
(dedicata a Cesare Augusto)
e divenne in seguito un importante avamposto di difesa contro l'avanzata dei
Visigoti.
Segni dell'antica città romana sono ancora oggi visibili e costituiscono una
delle maggiori attrattive per i turisti in visita: si possono infatti ammirare
il foro,
le terme,
il porto fluviale
e l'anfiteatro,
tutti resti archeologici che riflettono lo splendore di Saragozza nel periodo.
Particolare interessante da considerare è il fatto che la città non subì alcuna
decadenza nel corso degli ultimi secoli di vita dell'impero Romano e fu
catturata dai Goti
nel V secolo d. C. in modo alquanto pacifico.
Durante l'occupazione musulmana
della Spagna, intorno al VIII
secolo, Saragozza diventò capitale di un regno in cui l'arte, la musica e la
scienza erano punto fermo della vita di corte. Il suo nome fu cambiato in
Saraqusta
e il regno era quello dell'Emirato
di Cordova,
che governò sulla penisola iberica
e su gran parte del Nord Africa
dalla omonima città spagnola dal 929 al 1031.
Nel 777 vi fu anche il tentativo di
Carlo Magno di occupare Saragozza,
ma fu costretto a ritirarsi di fronte dalla difesa organizzata dalla città e
agli attacchi dei baschi
che andavano formandosi alle sue spalle.
Sviluppandosi
fino a diventare la più grande città controllata dagli arabi di tutta la Spagna
settentrionale, Saragozza divenne una sorta di
santuario per gli intellettuali
di tutte le provenienze e religioni. In uno di
quei rari, buoni, momenti che la storia può regalare, accadde qualcosa di
straordinario: musulmani, ebrei, cristiani ed altri vissero fianco a fianco,
dando avvio ad una serena
coesistenza
religiosa e culturale
e più tardi facendo dell'antica Saraqusta uno
degli indipendenti Taifas
più importanti della penisola (i
Taifa erano dei regni islamici
indipendenti sorti in Spagna dopo la dissoluzione del califfato). La prova di
questa grandezza può essere oggi vista nel
Palazzo di Aljaferia,
costruito per conto del re Sultan
Abu Jafar Moctadir nel 1045.
Nel
1118 l'Aljaferia divenne residenza di un altro re, questa di
fede cristiana,
Alfonso I il Battagliero,
già re d'Aragona e Navarra
dal 1104. Costui, dopo diversi anni di
guerra contro i musulmani berberi
Almoravids, pose fine ai quattro
secoli di dominazione musulmana nella città, che da allora prese il nome di
Saragozza e divenne capitale del
Regno d'Aragona. Nel 1412 il re
Ferdinando II d'Aragona
sposò Isabella di Castiglia,
dando avvio ad una sequenza di eventi che avrebbero portato alla formazione e
all'unità della Spagna
così come la conosciamo oggi.
La nuova coppia reale si distinse anche per aver accettato di finanziare i
viaggi di Cristoforo Colombo
contribuendo allo sviluppo della
politica espansionistica
del Paese. Durante il loro regno prese
anche avvio la famigerata
Inquisizione spagnola, nata per
mantenere l'ortodossia cattolica
e a sostituire l'Inquisizione papale del Medioevo. L'Inquisizione fu
originariamente destinata in gran parte a garantire l'ortodossia ai nuovi
convertiti dal giudaismo
e dall'islam,
ma con i decreti reali del 1492 e
del 1501 vi fu l'ordine alla
conversione forzata
(ebrei e musulmani furono costretti a scegliere come sopravvivere di fronte alla
propria distruzione: fuggire, convertirsi o lottare) e alla
persecuzione
anche di protestanti e omosessuali. Gli ebrei espulsi o fuggiti dalla Penisola
iberica e i loro discendenti vengono chiamata
Sefarditi.
Il periodo dell'Inquisizione fu particolarmente duro a Saragozza, il palazzo
dell'Aljaferia venne a questo proposito utilizzato come tribunale fino al 1706.
La città servì anche da sfondo per due martirii giudicati poi controversi nel
corso della storia: quello di San
Dominguito del Val, un ragazzo del
coro della basilica, e Pedro de
Arbués, funzionario capo
dell'Inquisizione. Secondo alcune testimonianze, l'omicidio del primo per mano
di un ebreo geloso venne utilizzato come pretesto per uccidere o convertire la
popolazione ebraica di Saragozza.
La morte di Ferdinando
fu seguita dal dominio della dinastia austriaca che diede inizio ad una linea
reale con Carlos I.
La città si sviluppò notevolmente nei
secoli XV e XVII
diventando un importante centro economico del Paese. Nel XVIII secolo la
monarchia borbonica
prese il sopravento con il regno di
Filippo V. Tra il 1808 e il 1809 la
città cadde sotto assedio dell'esercito francese di
Napoleone,
durante la famosa Guerra
d'indipendenza spagnola, che come è
noto prevedeva l'alleanza di Spagna, Portogallo e Regno Unito contro la Francia
napoleonica. Diverse sanguinose battaglie distrussero gran parte della città,
ma, con l'aiuto del famoso generale
Palafox e di
Pedro Villacampa y Periel,
capitano Generale del Reale esercito spagnolo, la popolazione rifiutò di
capitolare e fu in grado di tenere a bada gli occupanti.
Durante la Guerra civile spagnola
(1936-1939) Saragozza fu al centro
della battaglia dell'Ebro,
testimone delle tragiche conseguenze della
lotta tra fascisti e anarchici,
della città i primi, della campagna i secondi. Dopo la morte del
generale Franco,
e durante la transizione verso la
democrazia, la regione aragonese
divenne una Comunità autonoma
e Saragozza fu nuovamente scelta come sua capitale. Secondo i dati del 1 gennaio
2010, la città conta oggi 699.755 abitanti posizionandosi al quinto posto come
maggiore centro urbano della Spagna.